Tra buchi e voragini di bilancio, dovuti al malaffare e all’inadeguatezza dei vertici, muore l’Università italiana nell’indifferenza dei docenti

GenovaPartiamo dall’Università di Genova: 3000 dipendenti, 400 milioni di euro di budget, 40 mila studenti ed un buco di 15 milioni di euro, dovuto ad appalti edilizi e consulenze professionali assegnate senza la necessaria copertura finanziaria. Il Consiglio di Amministrazione dell’ateneo genovese, all’unanimità, ha incaricato il rettore di segnalare il fatto alla Corte dei Conti «per gli eventuali provvedimenti di competenza».
Confrontiamola con l’Università di Siena: 2350 dipendenti, 366 milioni di euro di budget, meno della metà degli studenti di Genova ed una voragine di 33 milioni di euro nel bilancio consuntivo 2005, dovuta in gran parte a provvedimenti adottati, senza la necessaria copertura finanziaria, dalla precedente amministrazione Tosi (rettore per 12 anni e presidente della Crui per 4). Attendiamo ancora una risposta della comunità accademica senese. Ma la attendiamo, soprattutto, dal sottosegretario al MiUR Modica (già rettore dell’ateneo pisano e già presidente della Crui) che dichiarò che avrebbe proposto “che le università con forti dissesti, di vario genere, possano essere commissariate».
Altro articolo sul buco di Genova: Università, giallo nei conti.