Petizione per il rinnovamento del sistema universitario secondo i principi d’integrità e responsabilità

Amici di Beppe Grillo di Roma. Premesso che molti, che dovrebbero fare il proprio lavoro (nell’università, nella sanità, in politica o nelle istituzioni) con spirito di servizio non hanno tale attitudine o, molto peggio, utilizzano il potere per fini privati, per di più spesso odiosamente e arrogantemente opprimendo i deboli e favorendo i propri amici e parenti; che si riscontra troppo spesso che ancora non si è inteso che “Democrazia” significa che chi viene messo in certi posti devi servire gli altri e non viceversa, deve essere raggiungibile e rispondere personalmente, altrimenti deve stare a casa; che si va formando un vasto movimento trasversale di opinione e forze – di rinnovamento del sistema universitario, sanitario e delle istituzioni in genere – che desidera implacabilmente che il malcostume dell’utilizzo delle prerogative pubbliche per fini privati cessi; ——– I sottoscritti chiedono: ——–

– che il concorso di seguito citato sia l’ultimo tentativo di abuso nell’Universita italiana, da parte di singoli, di prerogative pubbliche e, con questo, si chiuda definitivamente l’era di questo malcostume nell’università e nella ricerca che fa del nostro paese, almeno limitatamente a questo aspetto, un paradigma di arretratezza, oggetto di ampia derisione. Ciò è fondamentale soprattutto per assicurare delle reali possibilità ai giovani, che sono tutto il nostro futuro.

– che si decretino regole stringenti meritocratiche affinché nel sistema universitario, sanitario, e nelle istituzioni in generale, chi viene ad assumere responsabilità di tipo pubblico abbia un adeguato grado di integrità e responsabilità istituzionale, che gli consenta di percepire la propria carica non come un mezzo per favorire interessi privati ma al fine di servire in modo sostanzialmente, e non solo formalmente, onesto il proprio prossimo. Perciò è anzitutto necessario che chi entra come decisore in meccanismi di reclutamento sia egli stesso oggetto, preliminarmente, di accurato esame e persona di valore e integrità ineccepibile, in quanto il reclutamento di persone inadeguate è una delle principali cause del degrado a cui assistiamo in molte istituzioni del nostro paese.

– che si affermi in tutte le istituzioni, e nell’università in particolare, un principio di responsabilità univoca secondo cui, per ciascuna decisione, deve essere possibile determinare il decisore responsabile. Ciò in contrasto con l’attuale responsabilità “fuzzy”, o sfocata, che caratterizza il sistema universitario, ove le decisioni di pochi vengono “spalmate” su molti (attraverso Commissioni, Consigli di Dipartimento, Consigli di Facoltà, Senato Accademico, etc.) rendendo di fatto impossibile la determinazione dei responsabili di malagestione, ruberie e malfunzionamenti.

– che il Ministro intervenga in maniera decisa e, nei casi di malcostume acclarato, come in molte università (soprattutto da Siena in giù), che passi al commissariamento delle realtà maggiormente degradate da evidenti episodi che vanno dal nepotismo all’irregolarità sostanziale degli appalti e altre ruberie legalizzate. In particolare si sottragga tutta la parte amministrativa a coloro che hanno dimostrato di usarla senza spirito di servizio, lasciando solo lo spazio per quello che è il dominio proprio dell’università: “fare ricerca” e “formare il futuro, formare i giovani“. Ci si assicuri che i nuovi manager siano persone di acclarata integrità e soprattutto abbiano un senso di responsabilità e disponibilità proporzionale al “potere” che assumono nella posizione che vanno ad occupare. Inoltre siano essi disponibili ed immediatamente raggiungibili da chiunque (per esempio via e-mail), rispondendo puntualmente e mettendosi al servizio, prendendo in seria considerazione le istanze che pervengono, soprattutto se condivise, e siano pronti a dimettersi immediatamente nell’evenienza che si renda evidente che hanno abusato della posizione e della responsabilità che la società, e quindi noi, gli abbiamo affidato.

Per consultare l’elenco dei firmatari o aderire alla petizione.

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