Universitopoli, uno scandalo senese

Riportiamo dal libro di Raffaele Ascheri (“Le mani sulla città”) tre paragrafi (pagg. 62-64 e 70) riguardanti il Re Sole dell’università di Siena.

Raffaele Ascheri. Dopo Luigi Berlinguer, inizia l’era di Piero Tosi. Trattasi di un periodo oggettivamente troppo lungo anche dal punto di vista puramente quantitativo (dal 1994 al 2006, tre mandati consecutivi con tanto di modifica statutaria – prorogatio – per allungare di un anno il terzo…). Ma non sarebbe, non è certo questo lo scandalo, anche guardando comparativamente la situazione di altri atenei italioti. Il problema è soprattutto un altro: Tosi ha guidato l’Università di Siena comportandosi come un vero e proprio Faraone, come un Re Sole che a nessuno deve rendere conto. L’Università di Siena è stata cosa sua per 12 anni; 12 anni che l’hanno ridotta allo stato comatoso in cui versa, con un debito stimabile intorno ai 250milioni di euro. Così per ridere.
Ma il tosismo non è stato un caso isolato, un isolato accidente all’interno della swinging Siena degli ultimi anni: la Casta senese tutta ha optato per una gestione della cosa pubblica (sic) all’insegna della leggerezza, della superficialità, dell’eccesso, dello scialo. Sempre partendo da un concetto base: usare le strutture pubbliche – ed il danaro pubblico – per autopromuoversi, in vista di maggiori traguardi su scala nazionale (Tosi stesso era di sicuro un papabile per un posto di Ministro dell’Università o della Salute nel 2006, se non fosse stato travolto dagli avvisi di garanzia). Sapendo che c’erano le dovute coperture politiche (massoniche?) per poterlo fare; sapendo che ognuno avrebbe chiuso un occhio, anzi due, senza invadere il raggio d’azione dell’altro (come fra potere politico e potere ecclesiastico); sapendo che la stampa e la televisione mai e poi mai sarebbero venute a ficcare il naso all’interno del Bengodi universitario; sapendo, infine, di trovarsi davanti una magistratura non sempre brillante per dinamismo ed intraprendenza (ovviamente, con le dovute eccezioni: nel caso, il dottor Formisano). Questo è il contesto, il quadro ambientale in cui è nato, è cresciuto, è maturato il tosismo. Fino alla clamorosa scoperta dell’altrettanto clamoroso buco dell’Università.

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