Universitopoli, uno scandalo senese

Riportiamo dal libro di Raffaele Ascheri (“Le mani sulla città”) tre paragrafi (pagg. 62-64 e 70) riguardanti il Re Sole dell’università di Siena.

Raffaele Ascheri. Dopo Luigi Berlinguer, inizia l’era di Piero Tosi. Trattasi di un periodo oggettivamente troppo lungo anche dal punto di vista puramente quantitativo (dal 1994 al 2006, tre mandati consecutivi con tanto di modifica statutaria – prorogatio – per allungare di un anno il terzo…). Ma non sarebbe, non è certo questo lo scandalo, anche guardando comparativamente la situazione di altri atenei italioti. Il problema è soprattutto un altro: Tosi ha guidato l’Università di Siena comportandosi come un vero e proprio Faraone, come un Re Sole che a nessuno deve rendere conto. L’Università di Siena è stata cosa sua per 12 anni; 12 anni che l’hanno ridotta allo stato comatoso in cui versa, con un debito stimabile intorno ai 250milioni di euro. Così per ridere.
Ma il tosismo non è stato un caso isolato, un isolato accidente all’interno della swinging Siena degli ultimi anni: la Casta senese tutta ha optato per una gestione della cosa pubblica (sic) all’insegna della leggerezza, della superficialità, dell’eccesso, dello scialo. Sempre partendo da un concetto base: usare le strutture pubbliche – ed il danaro pubblico – per autopromuoversi, in vista di maggiori traguardi su scala nazionale (Tosi stesso era di sicuro un papabile per un posto di Ministro dell’Università o della Salute nel 2006, se non fosse stato travolto dagli avvisi di garanzia). Sapendo che c’erano le dovute coperture politiche (massoniche?) per poterlo fare; sapendo che ognuno avrebbe chiuso un occhio, anzi due, senza invadere il raggio d’azione dell’altro (come fra potere politico e potere ecclesiastico); sapendo che la stampa e la televisione mai e poi mai sarebbero venute a ficcare il naso all’interno del Bengodi universitario; sapendo, infine, di trovarsi davanti una magistratura non sempre brillante per dinamismo ed intraprendenza (ovviamente, con le dovute eccezioni: nel caso, il dottor Formisano). Questo è il contesto, il quadro ambientale in cui è nato, è cresciuto, è maturato il tosismo. Fino alla clamorosa scoperta dell’altrettanto clamoroso buco dell’Università.

Chiediamoci, allora: è stata l’Università l’unico ente a vivere al di sopra delle proprie possibilità? Direi di no: tutti gli enti locali hanno vissuto – e stanno vivendo – ben al di sopra delle proprie possibilità, a partire dagli scandalosi benefits di chi le guida, passando per le esternalizzazioni sistematiche e gli sprechi in generale; e ci sono tanti altri settori (mi viene in mente lo sport, il basket in particolare) che sta vivendo al di sopra delle possibilità di una realtà di poco più di 50mila abitanti. “Tanto, per tutto, c’è Babbo Monte”, si sente dire (fortunatamente, questa frase che illumina la grandezza e la mediocrità del cittadino senese medio risuona un po’ meno negli ultimi tempi); come se le risorse montepaschine – anche a prescindere dalla crisi – fossero infinite (in particolare, dopo lo scellerato acquisto di Antonveneta, di cui diremo). Proprio come si è visto e si sta vedendo con Universitopoli… Torniamo al Re Sole dell’Università senese, e vediamo di approfondirne la conoscenza.

Piero Tosi, nato il 4 luglio
Il legame con lo straordinario film sul reducismo post Vietnam è, va detto, un po’ forzato, al di là della coincidenza della data di nascita (4 luglio 1940, a Pescia). Il soldato Piero Tosi non ha dovuto combattere nella infida giungla vietnamita, tra agguati e napalm (i tratti somatici, curiosamente, lo avrebbero avvicinato di più ad un vietcong…); ha combattuto, invece, la difficile guerra del cursus honorum universitario, quella sì. E con pieno, pienissimo successo, questo gli va riconosciuto. Tutti lo ritengono un valido ricercatore e docente: laurea a Firenze, poi le specializzazioni (endocrinologia, allergologia e immunologia); ordinario a Siena a 43 anni (Anatomia ed Istologia patologica), poi Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia senese dal 1988 al 1994, infine Magnifico Rettore dal 1994 al 2006 (con il trampolino nazionale: Presidenza della Conferenza dei Rettori italiani dal 2002 al 2006). Una luminosa carriera, tutta svolta in ambito senese (vive nella zona di Scacciapensieri, una volta di gran lunga la migliore periferia senese, oggi deturpata da scempi edilizi di varia natura e da un campeggio che pare un asilo per terremotati…). Di fatto, il valido ricercatore, l’uomo di scienza, da vent’anni è diventato altro rispetto a quello per cui si è formato nei lunghi anni di studio, corroborati da centinaia di pubblicazioni e collaborazioni, anche di respiro internazionali. E già questo è un vulnus al corretto funzionamento universitario (vale per lui, come per chiunque altro): l’attività di amministratore dell’Università, non dovrebbe poter durare più di una manciata di anni. Tosi ha fatto per 6 anni il Preside di Facoltà, per 12 il Rettore: al netto di tutto il resto, troppi. Tra l’altro, sacrificando in tutto e per tutto la pluriennale formazione. Chi ha studiato per decenni il corpo umano, perché deve passare i vent’anni della piena maturità ad occuparsi (molto malamente, peraltro) dei contributi da versare ai dipendenti? E mentre il soldato Tosi, nato il 4 di luglio, accarezzava neanche tanto velatamente l’idea di dare un sbocco strepitoso alla sua carriera (diventare Generale, pardon Ministro), ecco che il debito cresceva, quotidianamente ed impunemente: 7 milioni nel 2002; 12,2 nel 2003; 22,5 nel 2004; 33,8 nel 2005; 49 nel 2006 (dati forniti dall’attuale Rettore Silvano Focardi il 12 marzo del 2007: da notare che, però, i bilanci corrispondenti a quegli anni, sotto Tosi, venivano chiusi in pareggio…). E nessuno della Casta si accorgeva di alcunché (l’unica cosa che importava, era di mettere le mani sul futuro Magnifico, in votazione nella primavera 2006, tra l’altro poche settimane prima della fondamentale tornata amministrativa per il Sindaco, con lo scontro Cenni-Piccini).

Universitopoli: ancora Piero Tosi
Per finire, si torna a Piero Tosi. Non potrebbe essere altrimenti. Se siamo a dover chiedere a Berlusconi, una bella fetta di responsabilità ce l’ha lui. Oltre ovviamente a chi l’ha sistematicamente coperto, politici e giornalisti che fossero. Vedremo l’esito delle indagini, ovviamente. Non ci resta altro da fare, visto che il quadro storico del crack lo abbiamo ricostruito, grazie soprattutto al Tiresia senese. L’Espresso del 5 marzo 2009 (che finalmente inizia ad occuparsi dell’Ateneo senese, dopo uno strano silenzio iniziale), in un articolo dal titolo “Al Palio paga il Rettore” (Fernando Montani, pagina 69), riporta un passaggio particolarmente interessante, che cito interamente: «E in tutta Siena si respira un clima irreale: nei giorni scorsi c’è stato un confronto all’americana tra Salvatore Interi (ex responsabile della ragioneria, Ndr), difeso dall’avvocato Nino D’Avirro, e l’ex Rettore Tosi, assistito dall’avvocato Enrico De Martino. Un doppio interrogatorio condotto dal sostituto procuratore Mario Formisano, che pare sia piuttosto complicato. Perché Interi ha dichiarato che i bilanci erano stati alterati su ordine dell’ex Rettore. “Sono tutte falsità e bugie”, ha replicato Tosi alzando la voce”». Quando era il Re Sole dell’Università di Siena, non aveva mai il bisogno di alzarla…

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33 Risposte

  1. Fantastico! Della querela annunciata in pompa si può ben dire magna da Berlinguer e da Tosi avverso il comunicato stampa di Libera Siena che parlava di responabilità politiche “continue” tra i due non s’è più fatto niente, vero? Non mi meraviglierebbe. Con ‘sta storia di ZOOM temo che il prof. Ascheri (quello senior che potrebbe dircene qualcosa) abbia ormai poco tempo per intervenire qui da noi. Peccato. So che quella di Andreini (Rifondazione) contro di lui è rientrata e sono stati visti addirittura assieme alla chiusura della campagna elettorale. Bene così. Assurdo litigare tra persone che dovrebbero essere naturalmente alleate contro le mascalzonate che ci avvolgono da destra e da sinistra. A proposito, avete visto il simpaticissimo manifesto di Rifondazione? Con singolare lapsus freudiano un po’ masochistico, hanno simulato un tavolo di Monopoli provinciale in cui ci sono le poltrone per i grandi come il PD e gli sgabelli per loro, Idv ecc. Ma quando escono dalla maggioranza del Comune di Siena? Solo per questo non li ho votati: facciano il salto decisivo. Da quale programma si sentono vincolati se cose buone non se ne fanno?
    Archie

  2. 07/06/2009 21:41 Pavia: Al ladro! Ma è amante moglie
    È rientrato in casa dopo essere uscito da poco, lasciando la moglie a dormire, perchè aveva dimenticato le chiavi e ha visto un’ombra furtiva nascondersi in una stanza. Non ha avuto dubbi e ha chiamato il 113: “C’è un ladro in casa”. Ma l’arrivo degli agenti ha svelato che si trattava dell’amante della moglie. È accaduto a Pavia e i protagonisti sarebbero due docenti e un assistente dell’università.”Vi prego di scusarmi”, avrebbe detto imbarazzato il professore agli agenti, che non hanno potuto fare a meno di redigere il verbale.

    C’è da chiedersi se la cosa avrebbe avuto lo stesso risalto se fossero stati tre benzinai. In ogni caso, l’università è davvero stata trascinata in basso!
    saluti scettici,
    Sesto Empirico

  3. Stimo i professori Ascheri e Andreini e son contento che si sian riappacificati. A volte i malintesi… Comunque avanti, contro la Banda Bassotti!

  4. …Pare che tra astensionisti e non votanti più forze progressiste (Pd, radicali, neocomunisti, idv…), l’Italia abbia la maggioranza anti-Berlusconi. Il governo è stoppato, quindi. È in minoranza. Ora speriamo che le classi dirigenti delle forze progressiste faccian pulizia in casa loro, non presentando più i vari Berlinguer e i vari Tosi. Rinnovare il Paese e l’Università: avanti!
    Bardo

    P.S. Capisco che la fame di posticini fa gola: sian essi in Europa o in università o in enti che vivon sol di luce riflessa (vero Amerikano dell’Acropoli?). Tuttavia, ora che gli appetiti si son spenti, almeno per l’Europarlamento, riflettano i partiti minori di sinistra. Sembravano allegre finanze e si trovò il buco… Qui parevan allegre vacanze per allegre comari… e si restò all’asciutto! Provaci ancora Sam… sarà pe’n’artra vorta…

  5. Quei galoppini dell’ex ufficio produzione culturale organizzarono un bel convegno “investire in cultura” nel Giugno 2005… sulle attività extracurriculari degli Atenei con tanto di pubblicazione sponsorizzata CRUI (guarda caso… indovinate chi era il Presidente?)… vennero da tutta Italia con mogli e compagne al seguito… e chi pagò secondo voi?… Pare che l’ufficio fosse colmo di pubblicazioni costate migliaia di euro… (vedi quella di Antigone) lasciate lì a prendere polvere…
    Anacostia silente mormora

  6. Le università (Da Lutero, l’anticristo)
    «È quel caos, quella porta spalancata sull’inferno… Parlo delle università, dove si comincia con abusi e spergiuri e si prosegue dedicandosi senza ostacoli né freni ad ogni sorta di empietà… Si promette la sapienza e la scienza, e con titoli e gradi accademici garantiti, naturalmente in cambio di denaro.»
    Poi verrebbero gli enti culturali suddetti per parenti amici e compagnacci di cricca…
    Bardo

  7. Professor Grasso,
    il libro dell’Ascherino è arrivato tardi! Alla Provincia (colpevole un centro-destra complice?) eletto Bezzini al primo colpo. Dei Comuni però Casole e Pienza sono andati alle liste civiche. Ma non si perdano i dettagli.
    Per la tesoreria dell’Università perché ha offerto solo il MPS?
    Secondo: il rettore non nomina un suo rappresentante nella Fondazione? Non è da discutere questa nomina? A che livello? Chi ne parla? Mi sembra importantissimo, ad esempio, che ci vada qualcuno a difendere la causa della trasparenza delle procedure.
    A proposito, chi c’è ora per il rettore? Un nominato da Tosi?
    Lei ne sa niente? Grazie per ogni delucidazione.
    Cordialmente, Archie

  8. Rispondo in parte ad Archimede
    Il rappresentante dell’ateneo senese nella Fondazione Monte dei Paschi di Siena è designato dal CdA su indicazione del rettore. Cominciò Tosi indicando Rino Rappuoli, direttore del Centro Ricerca Novartis. Al momento della sua riconferma (rettore Focardi), qualcuno, in CdA, fece notare che almeno un rendiconto il rappresentante dell’università avrebbe potuto (dovuto) farlo. È arrivato il momento del rinnovo della Fondazione: probabilmente sarà riconfermato per un terzo mandato Rino Rappuoli.
    Giovanni Grasso

  9. Siena somiglia un poco a quella repubblica del Ciuccè, la Corea del Nord. Non che qui ci siano megalomanie di quel tipo ma la “marmellata” c’è (colà vi è fusione di “stalinismo” e “neoconfucianismo”). Paura di perdere i privilegi, qui e là. Là il popolo è alla carestia, qui nel “benessere” riformista, l’onda lunga dell’Emilia rossa. E io ho il massimo rispetto per chi vota a sinistra – molto meno per i capetti che senza merito alcuno, sottolineo, han fatto soldi e carriera. Lo stesso dicasi dei baroni nostrani. Si son sistemati, come si usa dire, e… ci han sistemato, han liquidato l’Università (che poi, è certo, risentirà pure della crisi economica… e morale). Quando il naso non va al di là dei gretti interessi (e per non perderli si manda al rogo il Savonarola di turno), quando si pensa agli amici e si dichiara, invece, di pensare alla città, quando l’orizzonte è sol quello della “contradina” (vero Amerikano dell’acropoli? Il rappresentante di una vasta tipologia!), allora ci se ne frega, fascisticamente, dei buchi morali e materiali.
    Questa mia riflessione “politica” serva ad arricchire il blog, i “surfisti” e dar sprone per il vero miglioramento della città e delle sue istituzioni – fra cui la Universitas.
    Candido Bardo

  10. Scusate, il terzo mandato si discute da tutte le parti e all’Università no? in Comune almeno si presentano le candidature, anche se il sindaco fa come gli pare – e non fa neppure sapere quali candidature ha ricevuto. Ancien regime trionfante, a destra e a sinistra…
    archie

  11. Qualcuno sa qualcosa sulle difficoltà di pagare gli stipendi di giugno, l’impossibilità di pagare gli stipendi di luglio, il mancato rinnovo del muto da MPS… e la trasformazione in fondazione, con patrimonio immobiliare quasi intatto, a parte il San Niccolò?
    Grazie

  12. Chi sa… parli. E non metta la testa sottoterra a mo’ degli struzzi, i simpatici vigliacchetti animals. Io so che insegnerò a stipendio zero e che un capetto del pd, un carrierista del comune che fa il muso duro (ah! ah! ah!), ogni tanto mi sorridicchia sarcastico. C’è da ridere poco caro imbecillotto: in confronto a voi l’italcomunista Berlinguer era un titano. Ed è tutto dire! Ma chi l’ha ridotta così l’Università? Forse pape Satan?
    Il Bardo

  13. «Qualcuno sa qualcosa sulle difficoltà di pagare gli stipendi di giugno, l’impossibilità di pagare gli stipendi di luglio, il mancato rinnovo del muto da MPS… e la trasformazione in fondazione, con patrimonio immobiliare quasi intatto, a parte il San Niccolò?» vicky

    Perché, c’è difficoltà nel pagare gli stipendi anche a Giugno e a Luglio? E il munifico MPS non dà il mutuo? Eppure il Magnifico ci notifica che babbo Monte pare così amorevolmente interessato alle sorti dell’Università, da essere concorrente unico nella gara per l’affidamento del servizio di cassa e dei servizi bancari; serpeggia addirittura il sospetto che durante questo periodo radioso e prospero per le banche (di certo più che per i loro clienti) ora sarebbero disposti a dissanguarsi (ulteriormente) per dar luogo alla fondazione universitaria, ottenendone in dote un patrimonio immobiliare (“per farci cosa?” chiese Togliatti a Paietta nel ’47, quando questi gli comunicò di aver occupato la prefettura di Milano). Io – forse a causa del cerume – non ho sentito niente, nessuno parla e forse negli antri del potere si ordiscono oscure trame e scellerate congiure. Forse il corpo docente è stato assorbito per intero nell’origami dall’implementazione dei cervellotici nuovi ordinamenti, ed è ora costantemente oppresso dall’incubo che tra un annetto si dovranno buttare all’aria di nuovo, da non avere altri pensieri: l’oscuro presagio che da qui a un par d’anni i conti non torneranno e che nel frattempo colà dove si può ciò che si vuole avranno cambiato umore su tutto, getta in una prostrazione che rende imbelli.
    Per favore, “chi sa, parli”, perché degli sviluppi veri o presunti dell’affaire, non ci si capisce più niente. O forse bisogna frequentare le osterie giuste per venirne a partito?

  14. Stavrogin: «Perché, c’è difficoltà nel pagare gli stipendi anche a Giugno e a Luglio?»

    Scusate tanto, ma forse negli ultimi dieci mesi in questo blog non si è parlato abbastanza chiaro. Ma si è capito o no che l’Università di Siena è in ginocchio e che da questa prostrazione non saranno sufficienti le pur innegabili capacità (disgiunte spesso, debbo dire, da una forma accettabile) di Miccolis a risollevarla? Si è capito o no che se tutto va come deve andare (e siamo ben lontani dal raggiungere questo regime) forse, dico forse, tra sei o sette anni ad andar bene l’Ateneo rientrerà in canoni accettabili? Si è capito o no che – grazie ad un malinteso senso della politica – fra chi tiene per la destra e chi per la sinistra l’Ateneo finirà stritolato? Si è capito o no che visto il deprecabile atteggiamento della stragrande maggioranza degli attori di questa tragica farsa, con tutta probabilità gli studenti ci andranno in tasca e si iscriveranno altrove e ciò causerà un aggravamento del già gravissimo dissesto? Eppure il nostro ospite Giovanni le dritte le ha anche date, pubblicando stralci del libro di Raffaele Ascheri. Andate in libreria e compratelo (e – ça va sans dire – leggetelo) e vi renderete conto in che razza di guaio tutta la città si è andata a cacciare. Si è capito o no che, mentre si è fatto fare lo stradello alla Lizza a svariati membri dell’amministrazione, fatta eccezione dei due rettori (Tosi e Focardi) di chi ha governato (id est: di chi ha fatto parte degli organi di governo che se si chiamano così qualcosa vorrà dire) non se n’è visto uno dover passare davanti alla Rocca e dirigersi verso il Tribunale? E che in questi organi di governo (soprattutto in Senato) si è fatto finta – diciamocelo – di niente e si è continuato ad imperversare allegramente, a richiedere quattrini, ad incacchiarsi per il decisionismo e le forme poco ortodosse di Miccolis (che – lo ricordo – in Senato comunque non ha diritto di voto così come non ce l’ha nel Collegio dei Direttori di Dipartimento, altro organo che per arroccarsi su posizioni oltranziste è fenomenale), ad ignorare bellamente il piano di risanamento che il Senato medesimo ha deliberato ed il CdA approvato. Ma questi, questi senatori e consiglieri (interni ed esterni) quando pagheranno per le decisioni dissennate e spesso ai limiti della legalità (e comunque contrarie a qualsiasi elementare regola di “buongoverno”, visto che il termine in città piace tanto) che hanno perpetrato (è il termine giusto) per anni? Stavrogin qualche tempo fa sosteneva – correttamente – che i regimi non si riformano. Vero. Però si possono abbattere, questo sì, con quale risultato non è dato sapere. È mai possibile ancora preoccuparsi degli ordinamenti didattici e cercare di raggranellare soldi per le supplenze e i contratti? Con quasi 1.400 docenti, amici cari, che riscuotono lo stipendio, ci si organizza e si fa con le proprie forze. Sempre Stavrogin tempo fa ebbe a sostenere, rispondendo al mitico Blocco (intestinale): chi fa 120 ore? Io! Giusto. E poi? Tutti e 1.400 (anche i ricercatori, sì, perché – sempre parole altrui – fanno quanto e più dei professori) fanno 120 ore? Non mi risulta. Con 168.000 ore di didattica l’anno si insegna anche psicopatologia delle sopracciglia. E d’altro canto, considerando giustamente che 1200 unità di personale tecnico-amministrativo sono tantissime, non si sono tagliati tutti i co.co.co., i precari, le cooperative, quelli a progetto, i contratti (a mezzo) e così via? Agiamo di conseguenza. Perché certo se non ci si dà una svegliata, altro che stipendi di giugno e luglio.
    Favi “Che” di Montarrenti

  15. Bravo, Favi!! So’ meglio i ‘contadini’ da sempre. Quante volte gliele hai dette!? Eppure niente, nessuno ne trae conseguenze, neppure i meglio di questo blog che si baloccano con i Dipartimenti che andrebbero estinti.
    Primo. Ma è vero che i revisori sono ancora in carica?
    Secondo: nessuno si rende conto che un rappresentante serio, e non in situazione di conflitto di interessi come il Rappuoli, in Fondazione potrebbe fare moltissimo?
    La scelta del Rettore per la Fondazione potrebbe essere dirompente. Ma bisogna mandarci uno con le palle. Rettore, è la volta in cui devi mostrare di averle, e non solo per la Chiocciola! Batti un colpo, Magnifico, ora sarebbe il momento bono, perdio… Perché non mandi l’Ascherino? O il Grasso se vuoi stare entro l’accademia? Vai, caro, vai, una volta tanto! E comincia col presentarlo tu il libro, in aula magna. Almeno in quella storica, visto che l’Università ormai è un fatto storico, o soltanto tale, no?
    Archie

  16. Ottimo l’intervento di Favi, per l’occasione anche “Che”. Domani, da questo blog, cercheremo di canticchiarla, la storia drammatica del nostro ateneo, sulle note di un motivetto orecchiabile. Chissà che questa volta non resti impressa nella testa di qualche membro del Senato Accademico e del CdA.
    Ricordo ad Archimede che i dipendenti universitari non possono far parte della Fondazione.
    Giovanni Grasso

  17. Ma se è un ente privato a sé, perché? È nello statuto?

  18. Un ateneo vivo e sano sarebbe onorato di presentare un’opera come Le mani sulla città di Raffaele Ascheri, la prima “ricerca” vera sulla realtà senese, ma la nostra università rettore in testa e troppi docenti al seguito fan finta che nulla sia successo. Raffaele da solo è riuscito a farsi carico di un lavoro imponente di indagine sui documenti e di un libro che lo espone a rischi e vendette. Ignorarlo è da disonesti senza scrupoli né limiti. Il silenzio e l’ostilità che lo hanno circondato sono l’ennesima prova del fatto che qui si continua imperterriti a delinquere. Lo dico a pieno titolo anche in virtù della disciplina criminologica di mia pertinenza. Per motivi più opinabili i nostri antenati han preso le armi. Qui non si alza nemmeno la voce. Nessun rispetto merita chi ha sfondato le casse dell’ateneo calpestando la nostra dignità e distruggendo il nostro futuro. E i vertici dell’accademia hanno pure la faccia di sostenere che l’università è danneggiata da chi mette allo scoperto il malaffare e non da chi ne è responsabile! Onore ai rari eroi di questi tempi difficili, senza i quali anche chi scrive non avrebbe potuto adire costruttivamente le vie legali: Giovanni Grasso, Michela Muscettola, Alessandro Rossi, Mauro Galeazzi e pochi altri. Onore anche ai rettori che questa università resero grande e florida: Mauro Barni e Adalberto Grossi.

  19. Professore, bravissimo! Ho l’impressione che non sarà nominato dal rettore in Fondazione, no? Non ci manderà mica un amico dei professori coinvolti nei consigli vari di questi ultimi anni, voglio sperare? Che si dice? Chi può sfrugugli il pro-rettore: questa è la sua occasione, discretamente farsi vivo col rettore e la comunità asccademica? È buffo che l’Università non abbia neppure quel poco di ‘concorso’ che c’è per le nomine del Comune!
    Archie

  20. Sarà un caso che l’ex rettore Berlinguer ora sia in Europa, eletto dal Pd? Poi il Pd si lamenta per la perdita dei consensi. Consensi da chi – i capetti che facevano i “rossi” – è stato mandato in varie poltrone. Siena – ha ragione il prof. Loré – continua la politica del “silenzio” tagliando le ali alla vera ricerca di ogni disciplina e magari esiliando in luoghi di pena gli onesti e i dissenzienti. Ma si può andare avanti così e per quanto? Le casse son vuote e i bovi son fuggiti dalle stalle…
    Tutto si compra con l’oro (Shakespeare)
    Vs. umil Bardo

  21. Perché non manda a ZOOM la lettera, caro Prof. Lorè? Ha visto che lettera di Valensin sul preside, pubblicata in ZOOM? È l’unica voce libera a Siena in questo momento! Speriamo non la mettano a tacere togliendo la pubblicità con cui vive. Non andrebbe caricata e commentata? Mi sembra interessante.
    Archie

  22. Favi, direi una cosa ancora: se la comunità accademica senese non ha la forza culturale (prima che politica) di farsi viva in qualche modo col rettore in vista della sua nomina in Fondazione, non pensi che sia veramente morta e lo meriti anche la non onoratissima sepoltura?
    E quelli di “Metis” cosa pensano? Il sempre agitato (un tempo) Franco Belli non pensa più? Gli è bastata una nominetta da sindaco per il silenzio perpetuo? Che brutta fine, mio Dio! Però che aspettarsi? Mi sovviene ora l’ignobile recensione che fece (non mi ricordo con chi altri, era anche a più mani! Pensate) alla Casta dell’Ascherino. Poi il Pds perde il 7%, l’equivalente d’un partito come la triofante IDV e ci si meraviglia!?
    Archie

  23. Favi: «Scusate tanto, ma forse negli ultimi dieci mesi in questo blog non si è parlato abbastanza chiaro. Ma si è capito o no che l’Università di Siena è in ginocchio e che da questa prostrazione non saranno sufficienti le pur innegabili capacità (disgiunte spesso, debbo dire, da una forma accettabile) di Miccolis a risollevarla?»

    Giusto, Favi. Anche Tremonti è uno che non ci tiene molto a restare simpatico, e proprio qui a Siena un paio di giorni fa è stato sentito dire «Mi risulta che l’Università di Siena, ogni 10 studenti abbia 2 dipendenti: questo non è un rapporto che indica una gestione illuminata».

    Questo vuol dire che, Miccolis o Moccolis, manette o non manette, metis o non metis, non ci sono alternative: o aumentano gli studenti (e ammesso che sia possibile, li sentiresti quelli delle liste populiste di destra e di sinistra sulla città snaturata e gli affitti alle stelle) o si diminuiscono i dipendenti, docenti e no. Di questo si tratta.

    saluti scettici,
    Sesto Empirico

  24. Ricordo ai surfisti del web che METIS l’ho posto già tempo fa sotto accusa; Belli e soci sono ormai le ombre di se stessi (ma allora fingevano anche quando dicevano di essere comunisti e di voler fare la Rivoluzione Proletaria?). Non merita più parlare dei cadaveri. Si perde tempo. Oggi orbitano tutti quanti nel Pd – ogni mattina ne vedo un “paliesco” professore di superiori sempre con la stessa aria ebete.
    Prof. Loré, quanto mi disse è purtroppo vero: ben pochi sono gli eroi del rinnovamento… Tuttavia senza il popolo, alla fine, poco o nulla si può fare. Occorre coinvolgere la popolazione, nei limiti del possibile, anche sulla questione università. Siena perde in prestigio ecc. Io mi fregio di esser stato “Anti-Regime” da sempre, per amore della giustizia e della verità, della vera libertà, non quella con cui si sciacquan la bocca quelli del Cavaliere Nero. Fui tra i promotori della Rivolta con il dazebao affisso nel Rettorato, quando – dicono – dominava un tal Boldrini che sembra non aver laurea (miracoli italiani).
    Il dazebao si intitolava “Exsurge, Domine!” e riprendeva ironicamante la querelle tra papa e Lutero.
    Una lettera luterana del Bardo

  25. @ Archimede
    La classe accademica senese (con le dovute eccezioni) non ha la forza culturale neanche per fare il lavoro per cui è pagata, figuriamoci per insistere con il Rettore (che peraltro è sparito da tutte le scene e sarebbe stato meglio non lo avesse fatto perché in sua assenza [sia pure spirituale e non fisica] tutti gli organi di cui ho parlato nel recente post sono alla deriva nelle mani rapaci e inette degli stessi ambigui personaggi di sempre) per la nomina del membro in fondazione. La classe accademica senese ha la forza culturale di spendere 11.000.000 di euro fuori bilancio (dati non miei, ma declamati dal Prorettore), la forza culturale di non aver riscosso qualcosa come 8.000.000 di euro di crediti prontamente cartolarizzati presso Equitalia dall’amico di Bari, di essersi in buona parte arricchita od aver integrato i propri stipendi con l’uso dissennato delle carte di credito, delle spese postali, dei rimborsi missioni. Questa è la classe accademica senese (sempre fatte le debite, poche, eccezioni). D’altro canto anche questa storia del membro di Fondazione in conflitto di interessi, ditemi voi se non richiama alla mente un altro, spaventoso, conflitto di interessi che vede il Sindaco – dipendente della Banca, sia pure in aspettativa (come quello precedente, va detto) – fare le nomine della Fondazione di quella medesima Banca e per giunta libero di non motivarle.

    @ Sesto Empirico
    Nel darti ragione, ti segnalo che fra l’altro Tremonti è stato caritatevole perché – come segnalato su “La Nazione” dal sempre puntiglioso ed informato amico Giovanni che qui ci ospita – i dati in possesso del Ministro peccavano di approssimazione per difetto e che difetto! Il conto giusto – ed è bene che il Ministro non lo sappia – vede abbassarsi ulteriormente lo scarto a 3,2 dipendenti ogni 10 studenti.
    Peraltro non vedo come potrebbero mai aumentare le iscrizioni dopo le carrettate di sterco che sono piovute sull’Ateneo nel suo complesso e su ogni singolo dipendente nello specifico da tutto il mondo da mesi a questa parte. Mi sembra un’ipotesi degna di Sir Thomas More.

    Buona notte dal Favi di Montarrenti

  26. Le condizioni disastrose in cui ci troviamo sono la conseguenza del protratto strapotere impudico e impunito che ha imperversato per troppi anni nel nostro ateneo. E vi è un aspetto della tragica farsa – su cui non si è riflettuto abbastanza – che riguarda la sorte di chi è punito ben quattro volte! Mi riferisco ai pochi che da anni in ogni sede hanno indagato e denunciato con largo anticipo i primi segnali del colossale malaffare alfine venuto alla luce. Infatti il piano di risanamento interno prescinde dalla precisa definizione delle responsabilità penali e morali di ciascuno; a questo si accompagna il pesante pedaggio fatto pagare dal governo nazionale agli atenei irresponsabili e indegni d’ogni fiducia e sostegno economico. Senza i doverosi distinguo fra vittime e criminali tutte queste doppie indistinte restrizioni significano semplicemente che gli autori dei reati (falso, peculato, distrazione, corruzione, concussione, omissione, collusione, etc.) si godono i frutti della refurtiva (soldi, posti, spese, etc.) e nulla rendono ai danneggiati, a cominciare dall’erario. La ricerca invece viene manomessa altre due volte dopo quel che ha subito ad opera della cricca delinquenziale. Chi poi si è impegnato dedicando tempo ed energia all’impari lotta nella generale indifferenza si trova oggi ignorato e per nulla riconosciuto e risarcito. Semmai soggetto spesso ad infami considerazioni di cosiddetti colleghi che affermano con sicumera d’esser contrari a qualsiasi intervento della magistratura nelle vicende dell’accademia! Li si incontra non raramente anche nella facoltà medica, il che la dice lunga sulla affidabilità umana, clinica, scientifica, didattica di simili individui.
    Addenda: …a cominciare dal nuovo preside eletto in una apparente normalità interrotta solo dagli interventi del sottoscritto alle sporadiche occasioni di confronto elettorale in cui l’eletto ha brillato per l’assenza, aggravata da un silenzio che puzza di omertà e connivenza. Non è possibile – nel nome della conta delle schede nelle urne – attendere passivi che si manifesti un uomo fino ad oggi a dir poco evanescente ed evasivo. E pensare che siamo di una facoltà che dovrebbe esser maestra di intrepide iniziative imposte dalla emergenza e dalla urgenza… Si è spenta la luce, ma si continua a trafficare come se niente fudesse!!!

  27. Ad abundantiam: per dirla tutta, visto che siamo in penale, non vi è stata alcuna soluzione di continuità tra vecchio e nuovo governo dell’ateneo, nessun nuovo corso, nessuna svolta virtuosa, ma atteggiamenti e comportamenti ripetutamente e documentatamente ostili verso chi, come il sottoscritto Cosimo Loré o il curatore del blog Giovanni Grasso, fin dall’insediamento del nuovo rettore si è opposto anche con atti scritti ufficiali alla mancata doverosa collaborazione con l’autorità giudiziaria, alla persistente perversa politica di assunzione e promozione di personale impiegatizio invece che di doverosa informatizzazione (voto di scambio), al discredito che il nuovo rettore gettava a piene mani anche sulla stampa nei confronti di chi scopriva, illustrava, denunciava il criminale malaffare delle casse depredate e dei concorsi truccati. Come la storia insegna non sono mai state le maggioranze nè i burocrati a farsi portavoce nè promotori di cambiamenti e rivolgimenti contro regimi corrotti ed infami. Perciò in questa fase storica un docente degno ed idoneo non se le gioca nell’urna la propria fedina penale e la propria università, bensì nell’unico porto sicuro (il Palazzo di Giustizia) per chi non abbia la stoffa e il coraggio del rivoltoso e del garibaldino. Ma qui non siamo davanti a rettori o docenti bensì a piccoli uomini che continuano a intascare soldi nostri alla faccia di coloro che sono stati sospesi dallo stipendio ed espropriati di ogni strumento alla prima brezza di inchiesta penale! Per non parlare dei politici e banchieri locali cui le responsabilità penali e morali non hanno mai interessato, alla stregua degli ordini professionali, la cui esistenza mal si giustifica se non in forma di opportunistiche corporazioni supine verso il prepotente di turno, anche quando il potere è ridotto a trame squallide, manovre elettorali per sostenere candidati di paglia, iniqui propositi di vendetta! E poi si ciancia di “etica” e “deontologia”!! Direbbe il grande Totò: ma ci facciano il piacere!!!

  28. Addenda. Vado di fretta ma approvo ad occhi chiusi gli interventi, specialmente quello molto coraggioso del Prof. Loré. Siena ha bisogno di questi uomini (e non di topi, per dirla alla Steinbeck).
    Il Bardo

  29. Favi: «ti segnalo che fra l’altro Tremonti è stato caritatevole perché – come segnalato su “La Nazione” dal sempre puntiglioso ed informato amico Giovanni che qui ci ospita – i dati in possesso del Ministro peccavano di approssimazione per difetto e che difetto!»

    Non ho letto “La Nazione” e non metto in dubbio la correttezza dei conti del Ministro e del prof. Grasso. Penso però che non sia difficile ottenere stime diverse, a seconda di come si calcolano. Io per esempio ho provato per conto mio a fare una stima prudenziale e mi risulta un rapporto di 1.44.

    Il mio conto è questo:
    17648 studenti (inclusi 446 specializzandi di medicina ma esclusi i dottorandi, che non ho capito sotto che voce stiano nei dati del ministero)
    1189 personale tecnico-amministrativo (di cui 62 di tipologie sanitarie o socio-sanitarie attribuibili solo a medicina)
    244 personale tecnico amministrativo a contratto
    56 mediatori linguistici
    1053 docenti
    Totale 2542 dipendenti, 1,44 ogni 10 studenti.

    Trattandosi di un calcolo prudenziale, non mi sorprende che altri calcoli diano risultati maggiori, ma sarei portato a credere che siamo più vicini a quelli del ministro che a quelli del prof. Grasso, a meno che non si contino fra i dipendenti anche i docenti a contratto che hanno un modulo di poche ore, magari gratuito, o gli assegnisti a progetto pagati su fondi di ricerca e che con gli studenti non hanno nulla a che fare.

    In ogni caso, lo scopo dei miei conti non era di controllare i conti del ministro o del prof. Grasso (entrambi probabilmente ineccepibili dal loro punto di vista), ma di provare a vedere se vi fossero squilibri fra le varie facoltà. E mi sa proprio che sia così:
    per ogni 10 studenti, i dipendenti dai miei conti risultano:
    Giurisprudenza 1,1
    Economia, Scienza Politiche e Lettere Arezzo 1,2
    Farmacia 1,3
    Ingegneria 1,5
    Medicina e Lettere Siena 1,8
    Scienze 1,9

    Immagino che se si fanno i conti in modo diverso i numeri aumentino, ma le differenze mi pare probabile che cambino di poco (anzi, mentre ho spalmato il personale tecnico in modo omogeneo, eccettuati i 62 di medicina, è possibile che alle facoltà scientifiche vada imputato un numero maggiore di personale tecnico).
    Insomma da questo tipo di conti ci sono facoltà che dovrebbero dimagrire più di altre.
    Ma questi conti (magari completati dai costi reali delle varie fasce di docenza, i costi dei contratti, gli affitti ecc), vengono fatti da qualche parte?

    saluti scettici
    Sesto Empirico

  30. Tornando a quanto detto: il prof. Loré pone il dito – con estremo coraggio – sulla piaga. È una delle poche voci democratiche che sento. Oggi stesso ho avuto la telefonata di un professore emarginato che mi ha parlato anche di casi di “psichiatrizzazione” del dissenso (Breznev fa scuola). Lo so, è mostruoso, ci son passato anch’io quando un artista docente se la prese con me per ordini superiori. Sono sopravvissuto e la mia coscienza è pura. Vorrei suggerire a questo amico e ad altri, di non demordere. La scuola è anche missione: umana, professionale, deontologica… Un fronte didattico, come riconobbe l’Ascheri. È così, è così!
    Nessun ceda ai ricatti ma olimpicamente si proceda alle denunzie delle malefatte. La “Banda del Buco”, gli autoassolti, non potranno sempre farla franca. Qui non si lotta per i privilegi ma per la giustizia e la verità. Dobbiamo essere come delle roccaforti!
    “Come una roccaforte è il nostro Dio” (Lutero)
    Bardus

  31. Addenda – E a proposito: che fine han fatto i persecutori, quei nazisti di sinistra che hanno sguazzato e mangiato a crepapelle nella nostra Siena? Stan sempre ai loro prestigiosi posti come i repubblichini nell’Italia democratica nata dalla Resistenza? O son scappati e nascosti come i sorci? Loro, questi luridi vermi debbon vergognarsi, non certo chi – come me – ha subito autentiche persecuzioni nel passato. Dico questo perché non di soli dati “campa” l’uomo ma anche di queste cose – concorsi truccati, angherie, confino, emarginazione, ecc. -. La cosa mostruosa è che gli aguzzini eran del Pci e affini!!! Rob ‘d matt!!!

    Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza (Dante, Canto di Ulisse, Inferno)
    Bardo

  32. Ad Archimede che ha sollevato il problema della nomina in Fondazione Monte dei Paschi del rappresentante dell’Università risponde il rettore Silvano Focardi che, per la prima volta, con una comunicazione del 16 giugno 2009, apre un bando pubblico a tutti coloro che intendono porre la propria candidatura per conto dell’Università. La domanda ed il curriculum vanno presentati alla Segreteria del Rettore entro e non oltre il 30 giugno 2009. Sono esclusi i dipendenti universitari in servizio alla data del 1° agosto 2009 o i soggetti che abbiano con l’Università un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa anche a tempo determinato. Per maggiori informazioni leggere la Comunicazione del Rettore – 16 giugno 2009.

    Giovanni Grasso

  33. Ho frequentato da studentessa l’università di Siena dal 2000 al 2006. Io come tanti altri studenti, molti in lacrime, non riuscivo a laurearmi perché mi mancava un pezzo di carta di idoneità di Inglese. Con tanti docenti di madrelingua che giravano dappertutto non riuscivo a superare l’esame! Dopo una lettera alla responsabile del laboratorio linguistico decisi di arrivare più in alto, al rettore Focardi il quale mi parlò del “prestigio” che l’Università aveva grazie a Cambridge! Alla luce di questi debiti, non sarà che per mantenere tale apparente prestigio, anche Cambridge e compagnia bella ci costino un po’ troppo? Anche in lacrime?

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