La proposta di revisione dello Statuto dell’ateneo senese bocciata da 4 Consigli di Facoltà

stemma_ceramica_tif.jpgL’iniziativa di revisione dello Statuto, in presenza della gravissima emergenza economico-finanziaria dell’Ateneo senese, appare demagogica ed elettoralistica. Tanto più se si considera che il Consiglio dei Ministri ha varato proprio ieri un disegno di legge per la riforma del sistema universitario che rende inutile l’approvazione dell’attuale proposta di revisione statutaria in quanto superata dal Ddl della Gelmini. Sarebbe stata molto più opportuna una sospensione dell’iter che prevede il pronunciamento dei Consigli di Facoltà, di Dipartimento e del Consiglio studentesco. Di seguito alcune osservazioni critiche in base alle quali Dipartimenti e Facoltà stanno esprimendo  pareri negativi sulla proposta di revisione statutaria.

1) Essa è manifestamente illegittima perché non conforme a leggi ed ordinamenti vigenti.

2) È un gravissimo attentato ai principi di libertà della ricerca ed autonomia dell’Università.

3) Non tiene conto dei precedenti provvedimenti del governo di centro-sinistra, integralmente recepiti dall’attuale governo di centro-destra, quali: a) Misure per il risanamento del sistema universitario (Padoa-Schioppa 31 luglio 2007); b) Patto per l’università e la ricerca (Mussi e Padoa-Schioppa, 2 agosto 2007); c) Linee guida sull’università (Governo attuale, 6 novembre 2008); d) Un patto virtuoso tra Università e Istituzioni (24 marzo 2009); e) “Disegno di Legge per la riforma del sistema universitario (Gelmini, 28 ottobre 2009).

4) Prevede una composizione illegittima del CdA con violazione dei principi di “autonomia” e “responsabilità”, in quanto i membri esterni sono nominati d’intesa con altri enti, spogliando così l’ateneo della libertà e responsabilità di scegliere i propri amministratori e consegnando, di fatto, la gestione dell’Università ai professionisti della politica.

5) Non prevede garanzie di competenza dei soggetti esterni nel CdA, in quanto si fa riferimento ad una generica “comprovata professionalità”. Al contrario si dovrebbe specificare che i soggetti esterni dovranno possedere “appropriate competenze in campo culturale, universitario e gestionale, dovranno aver maturato un’esperienza professionale di alto livello”, evitando così che la selezione dei consiglieri sia dettata da logiche politiche esterne.

6) Prevede un numero pari di componenti del CdA quando, invece, occorre un numero dispari per assicurare la funzionalità del Consiglio.

7) Prevede l’elezione in Senato Accademico, in rappresentanza delle 4 aree scientifiche, dei soli Direttori di Dipartimento quando, invece, dovrebbe vigere il divieto, per i componenti del Senato Accademico, di ricoprire altre cariche accademiche.

8) Non sostiene più l’autonoma attività di ricerca prevista dallo Statuto attuale: «L’Università garantisce comunque ai docenti (…) la possibilità di svolgere l’attività scientifica ad ogni livello favorendone il finanziamento».