Un marziano a Siena

stemma_ceramica_tif.jpgCome non pensare al signor Kunt di Ennio Flaiano o a Fric-frac di Federico Confalonieri, leggendo le amenità del Prof. Angelo Riccaboni, presidente della Commissione di Ateneo per la modifica delle Regole di governo, pubblicate dal “QN” del 14 ottobre 2009? Troppe le coincidenze con il racconto di Flaiano (a cominciare dal periodo temporale in cui è ambientato) e con la novella di Confalonieri.

Il 12 ottobre 2009 è stata approvata dal Senato accademico la proposta di revisione dello Statuto dell’Università degli Studi di Siena, così come licenziata dalla Commissione Riccaboni. Nei prossimi giorni ci sarà il pronunciamento dei Consigli di Facoltà, di Dipartimento e del Consiglio studentesco. Entro 30 giorni dalla data del 12 ottobre, il Senato accademico, adotterà la delibera definitiva da inviare al Ministero per l’approvazione.

Il 14 ottobre è cominciato il battage pubblicitario: “le Istituzioni locali nel governo dell’ateneo; è iniziata una nuova era per Siena”. Ma lasciamo la parola al nostro marziano. «Consiglio e Senato oggi svolgono le stesse funzioni. È un bicameralismo che non funziona. In futuro il Senato accademico definirà gli indirizzi strategici su didattica e ricerca, il consiglio si occuperà dei vincoli finanziari. Il CdA sarà anche ridotto da 26 a 10 membri, 5 dei quali esterni. Li sceglieremo d’intesa con gli enti per dimostrare che vogliamo confrontarci con l’esterno. È un modo per collegare le istituzioni all’università. Non ha senso chiamarle solo quando c’è bisogno.»

Il nostro marziano, ovviamente, non sa che tutto questo è già nello Statuto vigente e, inoltre, non è vero che Consiglio e Senato svolgano le stesse funzioni. La novità è la riduzione dei membri del Consiglio d’Amministrazione, con l’aggravante che oggi ci sono 5 membri esterni (Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio, Banca MPS) su 26, mentre con il nuovo Statuto saranno 5 su 10 e sarà eliminato anche il rappresentante del Governo. Ritorneremo in seguito su altri aspetti “rivoluzionari” del nuovo Statuto.