«Lascio per il bene dell’Ateneo senese anche se ciò significa rinunciare a far luce subito sugli attacchi infondati sferrati attraverso la stampa»

miccolis_emilio.jpgEmilio Miccolis. Giunto ormai al termine del mio incarico di direttore amministrativo di questo Ateneo, desidero rivolgere all’intera comunità il mio saluto. Prima di ciò vorrei però condividere qualche riflessione riguardo agli intensi mesi di lavoro trascorsi. Sono stato onorato di essere stato scelto lo scorso dicembre dal Rettore Silvano Focardi per affrontare una situazione assai complessa all’interno di una istituzione antica e prestigiosa, con la quale ho potuto misurarmi e che poco a poco ho imparato a conoscere. Voglio qui ringraziare in particolare tutti coloro – personale tecnico e amministrativo, e docenti – con i quali abbiamo collaborato per raggiungere risultati importanti come la chiarezza definitiva nei conti dell’Ateneo e la regolarizzazione delle posizioni contributive pensionistiche. Ma non è certo questa la sede per dilungarmi. Il lavoro a Siena ha costituito per me una sfida professionale importante, ancorché delicata, dalla quale esco portando con me alcuni traguardi rilevanti, sia professionali che umani. Ho avuto con i rappresentanti della Comunità occasioni di confronto, talvolta anche duro, che ritengo si siano sempre trasformate in occasioni di superamento delle difficoltà e di crescita. Ma sarei poco convincente, specie nei confronti di coloro con i quali in questi mesi sono stato in più stretto contatto, se non ammettessi la delusione e l’amarezza di questa rapida e inattesa conclusione, ancorché consensuale. Guidato dallo spirito di servizio con il quale ho sempre affrontato il mio compito, qui e altrove, ho voluto scegliere l’alternativa più adeguata al bene dell’Istituzione, pur nella consapevolezza da parte mia che ciò significasse rinunciare a far luce subito, fino in fondo e direttamente davanti alla comunità accademica sugli attacchi infondati che mi sono stati sferrati attraverso la stampa. Non nascondo che avrei voluto partecipare da protagonista alla soddisfazione del giorno in cui sarà scritta la salvezza dell’Università degli Studi di Siena. Ma quel giorno sarà comunque per me un momento di gioia, perché sarò consapevole e sicuro di avervi contribuito, avendo assolto fino in fondo al mio dovere. Dunque porgo il mio saluto all’intera comunità dell’Ateneo, nell’auspicio più sincero che possa raggiungere nei tempi prospettati dal piano di risanamento una situazione di equilibrio e di serenità per tutti coloro che vi lavorano e vi studiano.