Siena: dalla “piccola Oxford” all’Università delle truffe

Ormai è chiaro! L’Università degli Studi di Siena ha un altro primato, quello delle truffe compiute da autorevoli personaggi che hanno gestito l’ateneo per fini esclusivamente personali. Si trova di tutto: consulenze dorate per gli amici, uso privato di mezzi e strutture pubbliche, compensi in conto terzi senza controllo, rimborsi di missioni mai avvenute, centri di servizio costituiti per macinare profitti per pochi, posti di ricercatore senza copertura finanziaria per figli e amici, compensi illimitati ai docenti dei master e dei corsi di perfezionamento, tasse del post-laurea senza alcun tetto e in parte intascate da qualche furbo. Ecco, tutto questo accade da 26 anni e spiega la voragine nei conti e il dissesto anche morale di un Ateneo dal glorioso passato. Le prove raccolte dalla Procura della Repubblica di Siena per il primo filone d’indagine, rese pubbliche da pochissimi giornali e da qualche blog, rivelano solo una piccola parte del malaffare ma dimostrano chiaramente le responsabilità dei vertici passati e attuali, la mancanza di senso delle istituzioni, le piccinerie, l’irrazionalità e, per alcune decisioni, l’imbecillità manifesta. Altrimenti, perché falsificare platealmente il concorso per Direttore Amministrativo quando si sarebbe potuto ottenere lo stesso risultato in modo regolare? Infatti, lo Statuto concedeva a Riccaboni la prerogativa di nominare la persona che lui aveva scelto: la Fabbro, appunto. Allora, perché bandire una “selezione pubblica” (con una commissione presieduta da lui stesso), alla quale parteciparono ben 49 candidati, tra direttori amministrativi e dirigenti d’altre università? Com’è noto, vinse la Fabbro e il concorso-farsa ha in seguito assunto i contorni di una truffa ai danni dell’Ateneo senese, dei suoi dipendenti e dei candidati. A questi ultimi è toccata anche l’onta di veder prevalere una collega già condannata per illecito amministrativo-contabile nell’esercizio delle sue funzioni di direttore amministrativo dell’Università di Bologna. Di questo, ovviamente, nel suo curriculum non c’è traccia. Ma al danno si aggiunge anche la beffa, se si legge di seguito l’intercettazione telefonica tra Marco Tomasi (ex Direttore generale del Ministero dell’Università) e Riccaboni. I due dispensano a piene mani amenità e “perle di saggezza” del tipo: «lei ha visto il parterre dei candidati? … uno che è bravo non verrà mai a mettersi in concorso!»; i concorsi sono «falsa democrazia, demagogia, finto rispetto delle regole che poi diventa masochismo!». Ci si meraviglia ancora del baratro in cui è sprofondata l’Università di Siena?

Telefonata di Marco Tomasi ad Angelo Riccaboni del 4 novembre 2010

Tomasi: Ho parlato con la Ministra. Ho dato rassicurazioni sulla nomina del Direttore Amministrativo…
Ricccaboni: Certo, e certo.
Tomasi: …quindi mi raccomando perché se no lì la questione diventa…
Ricccaboni: Ma scherza, su questo non c’è dubbio…
Tomasi: …diventa un problema.
Ricccaboni: Su questo non c’è dubbio. Su questo bisogna lavorarci subito.
Tomasi: Poi è chiaro che lei nel momento che ha l’investitura… provi a sentire, io francamente… lì in Procura dovete vedere voi perché oggi sa com’è. Qui… lì è tutto rischioso. Lì è diventato poco… poco…
Ricccaboni: No, no, no. Su questo la convocazione del Consiglio avverrà immediatamente in maniera tale che possa mettere a regime, diciamo… tutto quanto con la nomina da parte della Fabbro che il nostro Statuto dice previo parere del Consiglio di Amministrazione. Su questo dobbiamo passarci, insomma.
Tomasi: Sì, sì.
Ricccaboni: E poi, niente…
Tomasi: Lì, penso, che se non prende in mano la gestione anche la Ines… lì non ne uscite! Perché tra l’altro, guardi: io ho visto quella nota che mi ha portato Focardi l’ultimo giorno sul discorso del Prefetto, dell’accessorio… A parte il fatto che io gli ho detto che io non darò nessun parere e che se dovessero chiedermi un parere, non può che essere contrario perché non è certo… dopo visto che sulla stampa lui dice che ha avuto rassicurazioni dai funzionari, francamente non so quali siano questi funzionari. Ma… lì la partita va presa in mano subito, capisce, dal direttore amministrativo. Se no lei si trova una valanga di… a non finire.
Ricccaboni: No, no. Certo.
Tomasi: E questo non è il momento di cedere alle pressioni sindacali… questo è il momento di chiudere le fila e rimboccarsi le maniche, non c’è niente da fare.
Ricccaboni: Qui c’è solamente bisogno di questo. C’è bisogno di dare un senso di continuità, di dare tranquillità e andare avanti. Questa vertenza, anche, dell’ateneo è stata gestita molto male perché era già chiusa. Poi è stata ritirata fuori, per motivi demagogici e quindi ha provocato questo ambaradan. Ma insomma… questa è già chiusa, non c’è problema. E comunque con il Direttore Amministrativo questa cosa verrà affrontata in un modo migliore sicuramente.
Tomasi: Sì e poi anche il discorso lì di quella partita… il Prefetto… I prefetti ragionano in un altro modo. Il prefetto ragiona per evitare che la gente vada in piazza. Però, sul piano della sostanza c’hai contro tutti… i colleghi… devi recuperare… non è che puoi… quindi… quell’ipotesi lì è veramente… Comunque, secondo me, adesso dovete avere lo spazio per operare poi speriamo… insomma…

Telefonata di Angelo Riccaboni a Marco Tomasi del 5 novembre 2010

Tomasi: Sì, pronto?
Ricccaboni: Buongiorno, sono Riccaboni.
Tomasi: Buongiorno, buongiorno.
Ricccaboni: Buongiorno. Senta, si parte. Stamattina convoco il Consiglio di Amministrazione per lunedì o martedì in maniera tale che mi faccio dare il parere, si chiama la Fabbro, convoco il Senato, i Direttori di Dipartimento e poi, insomma, spero di… se è il caso, sono molto lieto di venire a Roma e fare quando volete, insomma…
Tomasi: Sì, sì, bisogna farlo. Quindi lì, cosa si dice a Siena?
Ricccaboni: A Siena c’è un grande sollievo perché questa situazione d’incertezza aveva messo tutti in grande difficoltà perché… è chiaro che c’era… assenza del Direttore Amministrativo, assenza di rettore. La situazione era veramente allo sbando. Tra l’altro, per fortuna c’è stata anche un’unione delle Istituzioni tutte. C’è stato insomma… senza fare troppa gazzarra, ha visto, non è che… però c’è stato una… insomma, questo è importante. Anche perché abbiamo fatto anche questo discorso. Ora bisogna lavorare tutti insieme veramente: Comune, Provincia, Regione ma anche Governo. Qui è stato un po’ trascurato, per esempio, il Governo! Io invece non devo guardare in faccia nessuno. Cioè… a me l’importante è che coinvolga tutti quelli che ci possano dare una mano. Il Governo in primis. Questo è chiaro. Se poi riusciamo a far diventare Siena modello per qualche cosa noi siamo disponibilissimi.
Tomasi: Ha sentito la Ines Fabbro?
Ricccaboni: Sì, ieri sera… a cena… ci siamo scambiati un po’ di sms, gli ho detto di preparare la caffettiera che si parte e mi è sembrata… insomma occupata come sempre insomma.
Tomasi: Sì, sì, beh una brava persona.
Ricccaboni: No, ottima, no, no, ma infatti questa è stata una cosa veramente ottima, aver avuto lei nella, nella selezione perché altrimenti era veramente un problema, ma… ritornando indietro c’ha ragione, io le do ragione che è un rischio fare queste… fare queste cose qua.
Tomasi: No, no, non si possono fare, non si possono fare, no.
Ricccaboni: Se uno è sfortunato… poi è difficile dire no, eh?!
Tomasi: È troppo, troppo… in questa… è una falsa… è una falsa democrazia.
Ricccaboni: Sì, sì, sì demagogia, demagogia.
Tomasi: Sì, sì è demagogia, questa è demagogia, perché poi dopo, va beh insomma… lei ha visto il parterre dei candidati; metta che non avesse trovato la persona giusta! Mi dica, che cosa avrebbe fatto?
Ricccaboni: Poi no, è difficile dirlo, no.
Tomasi: Con il rischio di, addirittura, di avere dei ricorsi…
Ricccaboni: Eh certo!
Tomasi: Qualcuno che… che… magari avesse… cioè una cosa fuori dal mondo!
Ricccaboni: Sì, sì, sono d’accordo, sono d’accordo. Infatti se capita anche io darò questo suggerimento proprio di… di evitare questo tipo di cose… ormai…
Tomasi: No, no non paga perché a questi… a questi concorsi partecipano… quelli che sono scontenti di dove sono, capisce?
Ricccaboni: È certo, no, no.
Tomasi: Eh, tu non è che vai a comprare il meglio. Lì trovi quello che si offre su mercato! E uno che è bravo, non verrà mai a mettersi in concorso, in lista con… con… La Ines è stata una fortunadi quelle che capitano una voltaproprio perché era in pensione, era fuori dal giro, perché abbiamo insistito! Ma se no, anche su piano dell’orgoglio, mettersi a fare un concorsoa 60 annidopo che una ha retto unbeh ha capito!
Ricccaboni: No, ma poi tra l’altro… uno bravo non si mette certo di punta con il suo Rettore, perché comunica al suo Rettore che non sta bene dove è! Questo non è positivo, quindi…
Tomasi: Niente! Per… Per… anche se uno non viene! No, no. È un errore strategico gravissimo. Io l’ho detto, l’avevo detto a Tesi… l’avevo detto a… a chi posso lo dico, perché l’ho provato, l’ho visto. Io ero in commissione a Bologna. I 5 che abbiamo scelto, il Rettore non li ha neanche voluti prendere in considerazione. Abbiamo creato… 5 sfigati in giro per l’Italia! E quindi… e quindi… tanto… le dico per esempio già 2 di quelli che erano fra i 5 di Bologna se ne stanno andando. Cioè… sono messaggi che poi dopo… una volta lanciati… sono pericolosi. No, quindi… è proprio una partita a perdere, insomma. La legge consente una scelta, uno fa una valutazione… mica che non debba fare una valutazione, che non debba sentire più persone… Però la scelta se la fa lui!
Ricccaboni: Sì, sì ma quel finto… quel finto… quella finta democrazia, quel finto rispetto delle regole poi diventa masochismo.
Tomasi: Esatto.
Ricccaboni: Comunque, insomma, tanto a noi è andata bene, quindi andiamo avanti così.

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56 Risposte

  1. Cari tutti,
    solo un brevissimo commento, – anche se Vi devo rimproverare per l’inopportuno accostamento della mia prestigiosa Università, che porta alto e con onore il nome del luogo della mia origine (Oxfo), alla Vostra “disgraziata” Unisi – per dire che condivido in toto quanto espesso nel post, ma ora mi pare sia giunta l’ora di “reagire ed agire“, pertanto invito tutti gli interessati ad intervenire all’assemblea di “vitale importanza” del personale tecnico e amministrativo che avrà luogo presso il Rettorato di Unisi dalle H 12:00-14:00.

    P.S. @ Domenico M.: Ricorda che ognuno di noi ha una sua storia, che potrebbe raccontare, io ho scelto di non farlo!

  2. @ Sena da Oxfo
    Il punto, come tu stesso hai sottolineato, non è raccontare, ma “fare” … e io non solo ho “fatto”, ma sto ancora “facendo” e mi illudo che le cose che faccio non siano per l’oggi, né saranno per il domani, solo ed esclusivamente per il mio tornaconto personale.
    Ho messo in gioco denaro, tempo, salute e anche armonia familiare perché credo fermamente che Verità e Giustizia, alla fine, trionfino sempre … magari è solo questione di tempo!
    Pertanto credo che le storie personali di ciascuno di noi rappresentino un contributo fondamentale per una forte presa di coscienza (oltre che per l’oggettiva conoscenza) della reale gravità della situazione di dissesto che, come più volte ho sottolineato, dalle pagine di questo blog, è, prima di tutto, dissesto morale! E l’estensore di questo nuovo post lo conferma in pieno e senza mezzi termini.
    Credo che tutti, qui siano ben lieti di conoscere le storie personali di ciascuno e magari, perché no, arrivare, in questo modo, a rompere definitivamente la barriera di un anonimato che, tutto considerato, mi pare abbia veramente poco senso.

  3. Buongiorno. Ho appena letto un articolo sui giornali locali di Siena in merito alle complesse vicende universitarie senesi. Ammetto che sono disgustato da quanto ho appena letto. La direttrice amministrativa dell’università rispondendo a delle pacifiche critiche da parte di un giovane sindacalista dei dipendenti dell’università si è rivolta allo stesso con queste parole incivili «Se lo ripete ancora le tiro uno schiaffo» (cit. dal giornale). Complimentoni per il gesto incivile della direttrice amministrativa… mi auguro che le istituzioni locali e le forze politiche senesi intervengano con urgenza di fronte a questi comportamenti vergognosi. Buona giornata.

  4. @ Luca Samà

    Riportare il motivo che ha fatto sbottare la Ines Fabbro è utile al dibattito. Il sindacalista Lorenzo Costa ha invitato senza mezzi termini la Direttrice amministrativa a «tornarsene» in pensione. La Fabbro ha risposto: «Non si permetta più di offendermi. Se lo ripete ancora le tiro uno schiaffo». (La Nazione Siena 22 dicembre 2011)

    Quindi, secondo la Fabbro, l’invito a tornarsene in pensione è un’offesa. Io riterrei un’offesa, per i dipendenti che protestavano per l’accessorio, discutere con un soggetto che ha una pensione di circa 160.000 euro l’anno, alla quale si aggiunge un contratto che all’Università di Siena costa 237.592 euro l’anno.
    Questione di punti di vista e di portafoglio.

  5. Spero che la Procura della Repubblica apra un fascicolo nei confronti della Fabbro a seguito della notizia degli “schiaffi” resa nota dalla stampa. E spero che chi di dovere a livello ministeriale adotti un provedimento disciplinare nei confronti della stessa Fabbro. All’interno di un ente pubblico un superiore di grado non si deve permettere di minacciare di schiaffi un dipendente. Ma si scherza…

  6. Io credo che si debba ragionare sulla sostanza. E la sostanza è che i soldi non ci sono. Per l’accessorio come per le rivalutazioni dei docenti che in questa fase stanno facendo una figura molto migliore io credo.

    Premesso che io non c’ero all’evento e sapendo di attirare molte risposte stizzite, credo che gente come Riccaboni e la Fabbro siano sottoposti a enormi pressioni. Perché credo che stiano lavorando per salvare l’ente dal dissesto. E quindi può essere che sbottino. Se poi l’episodio fosse accaduto quando i sindacalisti hanno “occupato” le loro stanze beh non ci sarebbe da meravigliarsi. Sono reazioni umane, da stigmatizzare ma umane. Anche occupare stanze con la forza non è un bel comportamento.
    Mi chiedo a chi fa comodo alzare questi polveroni su questioni di questo tenore. La Cgil ha spiegato ai suoi iscritti che a forza di sponsorizzare stabilizzazioni poi i soldi mancano? O è sempre colpa di qualcun altro? Perché quando Focardi stava decidendo se chiamare gli ultimi 30 ricercatori vincitori di concorso, la Cgil non disse nulla. Non fece pressioni, anzi, provò a rivendicare il successo a cose fatte e fu pesantemente criticata dai ricercatori medesimi. Quando invece ci furono le famose 300 stabilizzazioni, beh qualche parolina la spesero…
    Adesso mancano i soldi e la colpa è di Riccaboni e della Fabbro…

  7. Tutte le osservazioni apparse su questo blog un anno fa, con riferimento alla scelta della Fabbro come Direttore Amministrativo dell’Università di Siena, ricevono con questo post, piena conferma. Inoltre, quel che si sospettava allora, sull’inopportunità della nomina della Fabbro, si arricchisce di retroscena inquietanti che necessitano di ulteriori chiarimenti. Mi sembra oltremodo esagerato il costo annuo del Direttore Amministrativo, quasi si trattasse del Presidente della Repubblica. Il curatore del blog chiarisca questo punto, dal momento che più volte ha dichiarato che il compenso è superiore a quello tabellare. Molto utile, infine, il suggerimento di Luca Samà che si augura che la Procura della Repubblica di Siena apra un fascicolo sulla minaccia della Fabbro nei confronti di un dipendente.

  8. Non intervengo mai ma leggo il blog. Oggi però credo sia giusto intervenire per chiarire quello che viene riportato nei commenti. Il sottoscritto non ha detto così gratuitamente alla Dott.ssa Fabbro che doveva tornarsene a fare la pensionata. La mia affermazione è arrivata dopo che per l’ennesima volta la Dott.ssa Fabbro ha affermato che lei si assume molte responsabilità che mettono a rischio il suo patrimonio per cose fatte nel passato e noi non ci rendiamo conto dei rischi che corre. Allora le ho detto che se non se la sentiva poteva benissimo tornare a fare la pensionata nessuno la obbligava a restare. Sono stufo che mi venga rinfacciato quello che loro, DA e Rettore, fanno; hanno deciso in piena libertà di ricoprire dei ruoli ben sapendo quello a cui andavano incontro.
    La questione salario accessorio va chiarita. Non è vero che i soldi non ci sono almeno che non partiamo dall’assunto che essendoci il buco non ci sono soldi allora vorrebbe dire che non ci sono per gli stipendi in generale e per qualsiasi altra spesa di normale amministrazione. Questo però sarebbe assurdo perché allora potremmo chiudere bottega e andare tutti a casa. I soldi del salario accessorio sono previsti dal contratto nazionale, sono in bilancio e la loro distribuzione è un obbligo. Si deve certo vedere come si distribuiscono ma questo è un’altra questione. Quello per cui il personale protesta è che negli anni i dirigenti hanno sbagliato a calcolare i soldi disponibili e hanno provocato un danno erariale per € 1.789.000, circa. Ora la cosa poco chiara è perché debba rimettere questi soldi il personale che non li ha percepiti indebitamente ma ha percepito somme che gli spettavano. Si deve poi capire cosa si intende per indebito perché il tutto nasce da un errore amministrtaivo che avrebbero fatto i dirigenti dal 2000 al 2009.
    Schiaffo o non schiaffo non ho bisogno che mi si tuteli in un’aula di tribunale non mi interessa, resta l’episodio ma ha poca importanza vi sono ben altre cose che meriterebbero maggiore attenzione nei comportamenti dei vertici di questo Ateneo. Sul fatto di perdere le staffe se uno occupa in modo molto tranquillo le stanze di un dirigente pubblico non concordo. Come sindacalista ho assistito ad innumerevoli episodi del genere non ultimo quello della presidenza dell’INPDAP a Roma e nessuno si è mai sognato di esternare le proprie difficoltà legate a pressioni o quant’altro in questo modo. Forse sono solo differenti livelli umani tutto qui. Non credo però che questo possa giustificare le scenate di ieri. Un’altra affermazione ieri è stata altrettanto grave, il Rettore ad un collega che diceva che anche lui se non voleva queste responsabilità non doveva candidarsi ha risposto: lei dovrebbe portarmi un caffè tutte le mattine perché se non era per me lei era già a spasso. Ci si rende conto? Questo è il livello, non è tanto l’atto ma la logica che sta dietro a questi commenti. Scusate la lunghezza e l’intrusione.

  9. “Monstrum vel prodigium”, sì è proprio questo che stamani, a mente libera e riposata, mi viene di commentare, dopo i noti “fattacci”, in parte già esposti (ma pure apostrofazioni quali “zio”, da una parte, e “maestra”, dall’altra, contribuivano insieme alla “fine della fiera” a creare un clima consono alla più degradata borgata e/o folcloristico mercatino rionale) avvenuti mercoledì u.s. nel cuore del Unisi.
    Lancio e chiedo a voi tutti, personale docente e tecnico/amministrativo della nostra storica e gloriosa Università, di aiutarmi a chiarire e “risolvere” il mio dilemma, dunque, la nostra “Signora” Direttrice Amministrativa con il nostro “Rettorino” sono mostro o prodigio? E comunque, se non interpreto male, ai fini del diritto, il monstrum vel prodigium, è considerato come se non fosse mai nato e, pertanto, è privo di capacità giuridica.

  10. Una cosa è stanziare e un’altra impegnare soprattutto con un preventivo approvato in perdita. Io penso che se tutti moderassero i toni certi episodi non accadrebbero. Perché occupazione pacifica è ossimoro. E se uno si sta dannando per tenere a galla la barca… farsi occupare da chi in parte ha contribuito a generare le falle… fa girare i cosiddetti.

  11. «…E se uno si sta dannando per tenere a galla la barca…». Cal

    Poverini, quasi quasi gli dò un po’ del mio stipendio. D’altronde con solo 160.000 € di stipendio più la pensione e 33.000 € di indennità di Rettore più il normale stipendio è ‘veramente dura’…
    Ribadisco quello che ha detto Lorenzo Costa nel suo ottimo intervento. Nessuno ha puntato una pistola alla tempia dei due per assumere gli incarichi di D.A. e Rettore. Non lo sapevano a cosa andavano incontro? A certi livelli ci sono ‘Onori’ ma soprattutto ‘Oneri’. Se non se la sentono possono sempre lasciare…

  12. @ LorenzoCosta: «la Dott.ssa Fabbro ha affermato che lei si assume molte responsabilità che mettono a rischio il suo patrimonio per cose fatte nel passato.»

    Esistono le assicurazioni che coprono dai danni all’erario…

  13. @ non lo sapevano a cosa andavano incontro?

    Lo sapevano, lo sapevano.

  14. @ cal: «…occupazione pacifica è ossimoro. E se uno si sta dannando per tenere a galla la barca… farsi occupare da chi in parte ha contribuito a generare le falle… fa girare i cosiddetti.»

    Caro cal,
    da che parte ti schieri risulta molto chiaro, ma vorrei farti notare, e non solo per mera pignoleria, che “guerra” è ossimoro di “pace”, non mi risulta che occupare uno spazio, peraltro temporalmente limitato a minuti che non hanno superato l’ora, sia sinonimo di belligerare; ti informo, invece, che la decisione di andare ad esporre quanto discusso ed approvato dall’assemblea (per la precisione non c’è stata una vera e propria votazione ma un semplice e diffuso consenso) nel cuore di Unisi, cioè al “Rettorino” a cui si è aggiunta pure la “Signora” DA, era veramente “pacifica” se pur un po’ colorita da evidente e giustificato disagio da parte del personale tecnico e amministrativo.
    Per quanto riguarda poi la parte “marinara” del tuo pensiero, sicuramente pittoresca e ben condita di spunti di “genuina volgarità”, nulla da commentare, perché non riesco a visualizzare la scena con il personale TA di Unisi, armato di punteruoli, martelli e simili armamenti, operare nella direzione che, spero, solo tu ti prefiguri.

  15. Beati i pensionati… i trasferiti all’INPS…
    Il fondo accessorio “illegittimamente” riscosso negli anni 2000-2009, dovrà essere restituito solo dai dipendenti, ancora in servizio?? Per gli altri… cosa faranno?? I dipendenti in servizio dovranno restituire la loro quota… oppure il totale, vale a dire la somma riscossa anche da coloro che, pur avendone beneficiato, non lavorano più per Unisi? Un riferimento normativo preciso (data, numero, articolo e comma), posto a fondamento della richiesta di restituzione dell’accessorio sarebbe gradito… così tanto per meditare sulle beatitudini.
    A proposito di beatitudini qualcuno sa cosa pensa la Count-Court dei contratti ai docenti “pre-pensionati”???

  16. Cosa pensi la Procura Generale della Corte dei Conti dei compensi ai docenti pre-pensionati è facile immaginarlo: è un danno erariale che va rimborsato. La Corte, però, non si è ancora espressa! Ma non è il solo danno erariale: ricordiamoci del contratto della Fabbro che, come dice Gino Greco in un commento a questo post, costa all’Ateneo ben 237.592,00 euro l’anno.

  17. Vedi cara Sena, onestamente mi fa ridere che si pretenda da Riccaboni quello che non è preteso né da Tosi né da Focardi. E dati alla mano, perché io così sono abituato a ragionare, i danni li hanno fatti i primi due. Assieme ai sindacati che hanno nel tempo premuto per stabilizzazioni ed assunzioni che guarda caso hanno mandato a ramengo il famoso rapporto spese di personale/Ffo. Ma per voi, alla fine di tutto ciò la colpa è di Riccaboni. Ma dove era il sindacato quando Focardi teneva nel cassetto la famosa relazione Mazars per poter stabilizzare 300 unità di personale? Non ho sentito proteste quando alla Certosa c’erano tanti giardinieri a non far molto e molti cuochi inoperosi senza ospiti. Ha forse pacificamente occupato gli uffici? Eppure il danno era fatto… solo che lo stipendio arrivava e quindi tutti buoni (chi non sapeva) e tutti zitti (chi sapeva). Solo che non si versavano i contributi. Ora che si versa tutto e i soldi scarseggiano, invece di ringraziare chi ha tenuto e sta tenendo a galla la barca occupate gli uffici?
    Dove erano i sindacati quando il filosofo si prendeva lo stipendio da dirigente? Lo scandalo è la Fabbro? Invece dare oltre 100k euro a uno che non capiva (per sua stessa tardiva ammissione) nulla di bilanci invece andava bene? Attenzione che la soglia del ridicolo è molto vicina…

  18. @ cal: «invece di ringraziare chi ha tenuto e sta tenendo a galla la barca».

    Preg.mo dottor A.G. Duplica,
    con questo “mala tempora” non riesco a rigraziare, se pur la buona educazione lo imporrebbe, “nessuno”! E tanto meno il comandante, Magnifico Uff. Rettorin-Ricca, il suo cambusiere, Maestrin-Fab, unitamente alla ciurma, Senatori e Board of Regents, di Unisi.
    Veda, signor Duplica, che noi marinai siamo gli unici predestinati a far navigare, con la forza di possenti remate e senza alcun lamento, verso acque più calme.

    P.S. Se posso darle un ultimo consiglio, legga anche i miei precedenti post!

  19. Sì ma voi marinai siete decisamente troppi. Molti non remano. Alcuni remano troppo. E i precedenti comandanti, voi plaudenti, vi hanno portato dritti sugli scogli. Adesso ve la prendete con chi sta almeno tentando di riportarvi in mare calmo. Contenti voi…

  20. Mi permetto di intervenire su questo stimatissimo blog perché infastidito dalle inqualificabili affermazioni e farneticazioni di questo docente (par di capire) che si firma con lo pseudonimo di Cal. Sono infastidito come cittadino che segue con apprensione e disgusto le vicende drammatiche passate e recenti del vecchio prestigioso ateneo senese, oggi in mano, a due irresponsabili abusivi e rappresentanti di una cricca di dissestatori. Il docente “cal” teorizzatore alla pari di Riccaboni di una gestione irrispettosa della normale decenza amministrativa e del rispetto delle regole continua a sostenere la giustezza dell’operato della cricca-riccaboniana. Non può fare altrimenti questo “cal”: forse perché affascinato dal Gint, forse perché ammaliato dal venticello cagliaritano, forse perché spinto dal suo amico e collega di Economia Angelo Riccaboni. Lasciatelo scrivere sempre questo “cal”. In un mare di idiozie qualche cretinata in più non crea altro danno. Vi chiedete del perché della rovina del prestigioso ateneo? Se ancora ci sono personaggi come “cal”, solo rovine all’orizzonte. Rifletterò attentamente sul travaglio depressivo di “cal” nei prossimi giorni tra una passeggiata con il cane Paco dalle parti di Piazza S. Francesco e un caffè a Guistrigona.

    Rinnovando sinceri auguri di Buone Feste, saluto cordialmente.
    Maestro James

  21. Maestro ma non si può avere una opinione diversa dalla vostra qua dentro?
    Non mi pare di aver insultato nessuno o sbaglio?

  22. http://www.comunicatistampa.unisi.it/dett_comunicato.php?idcs=4806

    Magari qualcuno non legge le email sotto le feste

  23. Premesso che non ho minimamente affermato che “cal” non debba esprimere la sua opinione. Anzi, ho scritto che “cal” deve scrivere il più possibile. Premesso questo, aggiungo di aver letto il contenuto dell’email (che non potevo leggere in quanto estraneo alla vita universitaria dall’interno) sul Cittadino online. Quale sarebbe la novità di questa mail? Se i soldi sono arrivati dal Ministero sicuramente si deve al lavoro (visto lo spazio-tempo) della gestione precedente a quella del duo Ricca-Fabbro. Per quanto riguarda i soldi della Regione credo che arriveranno delle precisiazioni opportune in merito alla formulazione della comunicazione del Riccaboni. Detto questo caro Cal Lei dovrebbe evitare di attaccarsi sugli specchi per tutelare l’amico e collega Riccaboni. Magari domani legga attentamente il blog Fratello Illuminato. Magari la lettura di domani potrebbe illuminare qualche angolo dei suoi ragionamenti fideistici.

  24. La novità di questa email è che nel 2011 non è stato utilizzato anticipo di Ffo 2012 né anticipo di cassa che come noto genera interessi passivi.
    Mi pare una buona notizia. Credo che il merito sia di tutti non solo di Riccaboni e Fabbro. Come giustamente si riconosce nella lettera stessa.
    Non riesco a essere livoroso come te o maestro sotto Natale. Ho fatto promessa di non scendere al livello di taluni interventi (“inqualificabili affermazioni e farneticazioni”; “Lasciatelo scrivere sempre questo “cal”. In un mare di idiozie qualche cretinata in più non crea altro danno.”…ecc..). Ma non credo di rappresentare la rovina dell’ateneo né al passato né al futuro (“Vi chiedete del perché della rovina del prestigioso ateneo? Se ancora ci sono personaggi come “cal”, solo rovine all’orizzonte”). Sono un più modesto osservatore con le proprie idee.
    Spero di riuscire a poter esprimere la mia opinione qui. Che tanto meno viene condivisa e tanto più mi convinco essere giusta.
    Mi dispiace se il Natale ti è andato male ma non esagerare anche con le parole. Dire “rappresentanti di una cricca di dissestatori” significa insultare oltre la metà dei votanti alle ultime elezioni del rettore. Non sarai andato un po’ oltre?

  25. Cal può continuare a scrivere quel che vuole e farsi pure l’idea (balzana) che se quello che scrive non viene condiviso tanto più è giusto. Ma anche gli altri intervenienti saranno liberi di prendere atto del fatto che la malafede, la disinformazione e la leccaculaggine fanno danni molto più devastanti di droga e alcool alle capacità intellettive o no? Nel commentare questa circostanza Cal è stato capace di sciorinare un tale cumulo di inesattezze e bischerate sesquipedali, proprio sulle materie che gli dovrebbero essere congeniali, che – tenuto conto del fatto che la Banca è divenuta grande anche perché c’era una Facoltà prestigiosissima di Scienze Economiche e Bancarie – se ne spiega la rovina attuale considerato l’abbassamento di livello dell’attuale Facoltà di Economia, da Criccaboni e Cal per giungere ad altri ambigui “immobiliaristi” di cui presto si parlerà. Per concludere: libero Cal di dire quello che vuole, anche scemenze come quella che sarebbero state le 300 stabilizzazioni a far saltare il rapporto tra spese di personale e FFO (e 120 ricercatori in tre anni?). E gli associati e gli ordinari a chiamata diretta? E il nucleo di valutazione che non valutava un cazzo? E il Cresco che spendeva una marea di quattrini e non serviva a nulla? E il preside di Economia che, sedendo in un organo di governo, dormiva della grossa? E i valutatori di bilanci (che non si sono accorti che gli uffici li pigliavano per il culo?), liberi i lettori del blog di dargli del bischero. Se non gli sta bene, si palesi pure che ci palesiamo anche noi tutti e ne parliamo a voce. Va bene così? Ah! Un’altra cosa: guarda che da ogni tua parola traspare che non ti sei degnato di leggere mai con attenzione nessuno dei frequentatori abituali di questo blog, mai. Né Rabbi, né Outis, né il Maestro, né Ghinacco, né Sena; nessuno. Su, dài, facci vedere che almeno la scuola del leggere e dello scrivere l’hai frequentata con successo …

  26. È incredibile come il dibattito abbia preso strade estranee alle pesanti accuse che si leggono in questo post. Qui si parla di «tasse del post-laurea intascate da qualche furbo», di «centri di servizio costituiti per macinare profitti per pochi», del concorso della Fabbro come di «un concorso-farsa che in seguito ha assunto i contorni di una truffa». Possibile che tutto ciò appaia scontato e, quindi, non degno di discussione? Eppure, Cal scriveva su questo blog il 10 novembre 2010: «Che sia stato un concorso da burletta è tutto da dimostrare… e onestamente chi lo dice dovrebbe portare le prove a supporto altrimenti ci sarebbero dei begli estremi per una denuncia per calunnia…»
    https://ilsensodellamisura.com/2010/11/habemus-papessam-ines-fabbro-scelta-come-direttore-amministrativo-dell%E2%80%99universita-di-siena/comment-page-1/#comment-6882

    La denuncia per calunnia non c’è stata, le prove del concorso truccato da Riccaboni sono sotto gli occhi di tutti, almeno a leggere questo post e l’intercettazione delle telefonate di Tomasi e Riccaboni. Mi sembra, perciò, che sia arrivato il momento di un esposto alla Procura; ovviamente nella direzione opposta a quella auspicata da Cal un anno fa.

  27. @ cal: «…E i precedenti comandanti, voi plaudenti, vi hanno portato dritti sugli scogli. Adesso ve la prendete con chi sta almeno tentando di riportarvi in mare…»

    Preg.mo dottor A.G. Duplica,
    con la seguente, e definitiva mia (non ho più voglia, e mi rifiuto ora e per sempre, di interloquire con Lei), La aggiorno in modo esplicito e con limpida chiarezza, sull’oramai storico mio pensiero, riguardo le origini della nostra “disgraziata” odissea (vedi allegato da: blog di Stefano Bisi).

    Sena da Oxfo
    dic 4th, 2008 da 06:02
    Finalmente!
    Spero e credo che un po’ di aria fresca e frizzante porti definitivamente il nostro Ateneo verso migliori approdi. E pure mia personale convizione che a guadagnarci sarà tutto il collegato e scricchiolante “Sistema Siena”.
    Benvenuto, pertanto, al nuovo direttore amministrativo della nostra Università Emilio Miccolis, a cui auguro, unitamente a quelli che condividono il mio pensiero, un buon e sereno lavoro.

    Sena da Oxfo
    P.S. Al fine di non materializzarmi dal nulla Le riporto quanto da me già scritto in merito alla famigerato “buco di bilancio:
    Titolo: Il filosofo e lo sprovveduto
    Questa mattina di buon ora mentre leggevo il resoconto del CdA della nostra Università, tenutosi nel pomeriggio e fino a tarda sera del giorno appena trascorso, la mia attenta analisi delle scarne ma di contro preoccupanti cifre di indebitamento elencate nel medesimo è stata bruscamente interrotta a causa del titolo in prima pagina de “L’Unità“, che un media in quel momento stava mostrando nella rassegna stampa:…

    A tutta prima sono rimasto basito e con fatica ancora una volta ho ingoiato l’ennesimo “boccone amaro”, visto tutto quanto riportato precedentemente nelle cronache di giornali locali (La Nazione, Il Corriere, ecc.) e nazionali (Corriere della Sera, la Repubblica, ecc.) sul citato “Buco di bilancio“, peraltro oggetto di animate conversazioni che ho dovuto intrattenere, munito del necessario spirito del soldato difensore della nostra pluricentenaria Università (vanta ben oltre i 750 anni di attività), con colleghi di altre Università italiane…

  28. Massimo, le università devono fare ricerca e didattica con a supporto il personale amministrativo. L’anomalia di Siena è che ha più personale amministrativo che docente. La seconda anomalia è che ha un rapporto docente/studente troppo basso ovvero troppi docenti. Sul secondo rapporto giocano i pensionamenti/prepensionamenti e i trasferimenti che in gran numero stanno avvenendo. Su questo punto ha ragione Rabbi nel senso che non sempre chi se ne va è chi dovrebbe. Ciò implica avere degli squilibri e i 24 storici ne sono un fulgido esempio. Ma stabilizzare 300 unità di personale genera l’effetto – come ho detto più volte (evidentemente anche voi non mi leggete) – di vincolare Unisi per i prossimi anni perché ha imbarcato persone giovani con quindi prospettive di lunga permanenza. Come dire assumere troppa gente è sbagliato ma avere atenei con troppo personale amministrativo è un suicidio. Man mano che i docenti di unisi se ne vanno che rimane? Cosa fa il personale di supporto se chi eroga i servizi di didattica e ricerca se ne va?
    Se una volta approvato il famoso decreto, unisi risultasse in dissesto e quindi commissariabile, sapete cosa succederebbe? Che tante unità di personale amminsitrativo andrebbero a casa. Un docente valido si riposiziona, un amministrativo con maggiore difficoltà. Per la semplice ragione che tutte le amministrazioni sono strapiene di personale.
    Veniamo al concorso della Fabbro. Io credo che se tu fai un concorso con dentro una che è nettamente e inequivocabilmente più esperta degli altri è ovvio che vinca lei. In pratica, partecipando lei il concorso era già finito. Forse qualcuno degli altri candidati ha fatto ricorso? Non mi risulta… quindi di che stiamo parlando? Che poi non piaccia, che abbia dei limiti è ovvio. Ma nel mazzo era quella più esperta – e questo è credo inequivocabile.
    Sul resto delle cose che afferma Massimo, beh ci sono i processi in corso. Aspettiamo a vedere se emergono delle responsabilità. Però ho scritto più volte che individuare delle malversazioni dal solo bilancio è praticamente impossibile. Perché è un documento di sintesi consuntivo nel quale le ragioni che hanno mosso le cifre non compaiono. Cosa diversa è vedere la contabilità; ma questo al nucleo era precluso – doveva infatti solo dare un parere sul bilancio in quegli anni. E certamente se risultasse responsabile Riccaboni a maggiore ragione lo sarebbero i rettori dell’epoca, i direttori amministrativi, i responsabili del bilancio ed i revisori. O no?
    In ultimo, io posso capire che il duo al comando non stia simpatico. Non sono santi, ovviamente. Ma io dico, perché – per quale recondito motivo – questi non dovrebbero fare il massimo per rimettere in piedi unisi? Ragioniamo sulle convenienze personali – ma secondo voi diventare il rettore che nella vulgata comune ha rimesso in sesto unisi – non sarebbe una bella remunerazione e un bel trampolino per le ambizioni successive? Perché il duo dovrebbe cercare di affossare l’ateneo? Per quale vantaggio?

  29. «Perché non dovrebbero fare il massimo per rimettere in piedi unisi? … Per quale vantaggio?» Cal

    La risposta alle tue domande è nel post che stiamo commentando e nel commento di Ghinacco. Per tutta una serie di vantaggi personali che conducono tutti e due, ognuno per la propria parte, da anni. A chi credi che si riferiscano Giovanni e Ghinacco? Chi credi che sia uno dei beneficiari del conto terzi senza controllo? Chi credi che sia il misterioso personaggio che, tramite il master GINTS ha attribuito fior di quattrini, tramite anche prestanomi, a parenti ed amici (e mogli)? Chi credi che sia che si beccava una marea di quattrini oltre lo stipendio, senza essere autorizzato (e insieme a lui molti altri) ben oltre i 100.000 euro l’anno, senza perciò versare la quota che le regole di Unisi impongono?
    Per quanto riguarda la maestra elementare condannata dalla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna: non c’è nessuna necessità di buttarla a tarallucci e vino. Il concorso non è stato un concorso e presenta gravi profili di irregolarità formale, sostanziale e – per giunta – politica, visti gli interventi che leggiamo sui giornali. E i concorsi irregolari sono nulli o annullabili. Punto. Così come sono evidentemente irregolari le elzioni del rettore e la questione numerica non ha alcuna rilevanza. Sono irregolari e perciò l’attuale Ministro, vista la nota accompagnatoria del suo predecessore (che ha mentito sfacciatamente di fronte all’autorità giudiziaria e presumibilmente dovrà rispondere di questo fatto) ha una strada sola: annullare il decreto di nomina, facendo salvo l’operato (quale?) finora e indicendo nuove elezioni, a meno che non voglia commissariare (ben venga!).
    Quanto infine al presonale tecnico-amministrativo intanto i due fannulloni e incapaci li potrebbero buttare fuori (le indagini sono concluse) quella trentina di persone coinvolte nel dissesto e poi procedere all’applicazione delle leggi che disciplinanano la materia. Se queste comportano un alleggerimento di 300 unità di personale dovranno produrre le liste di esubero di 300 unità. Che problema c’è? La legge lo consente, anzi lo impone, a patto che si dimostrino gli esuberi. Certo tagliare gli stipendi già miserrimi non sembra risolvere proprio un bel niente. Anzi, aumenta la conflittualità, favorisce gli imboscati che non fanno una mazza dalla mattina alla sera e non cambia una virgola a livello di bilancio.
    Se controlli i bilanci, premesso che tutti quelli che dici te sono già inquisiti per falso ideologico, non puoi controllare una minchia se guardi solo la sintesi. Quella non serve a niente. Se fior di economisti guardano solo le sintesi allora era un’operazione del tutto inutile. Quindi non sanno fare il loro lavoro. Ragione di più per non stare al vertice dell’Ateneo.
    Saluti.

  30. Massimo non sarebbe forse per loro più conveniente far rimanere Unisi viva e continuare a mungerla? Ammettiamo che tu abbia ragione – ma ci vuole il tribunale per dimostrarlo non il sentito dire – non conviene ai due tenere in piedi la baracca per continuare ad usarla a propri fini?
    Perché farla cadere? Perché esporsi in tal senso? Molto meglio tenere l’esperto dei pinguini in sella e continuare a fare il proprio interesse, non ti pare? Secondo me il tuo ragionamento in questo senso non quadra.

    Riguardo al concorso, non ho capito dal tuo discorso se sai di ricorsi o meno… a me non risultano, dopodichè la procura se vuole può agire ma di certo con un esposto lavora meglio. Se ritieni di avere le prove di quanto dici, non vedo perché non procedere… la sensazione che mi sono fatto anche dalle intercettazioni è che Riccaboni sia stato contento di avere la Fabbro dentro al concorso perché lo avrebbe vinto senza problemi. E in quella fase è necesario avere un DA esperto nella gestione anche di situazioni problematiche dal punto di vista giuridico. Sul fatto che il concorso non sia la panacea di tutti i mali e talvolta sia solo falsa democrazia si può anche non concordare. Personalmente lo ritengo un discorso potenzialmente molto pericoloso. Ma da qui a dire che il concorso è stato truccato per me ce ne passa… poi siccome io non sono un magistrato aspetto fiducioso il lavoro di quelli che spero si siano letti le carte a differenza di chi scrive.

    Tagliare gli stipendi consente di tenere tutti dentro. Sbagliato? il problema è che se mandi qualcuno fuori sei sicuro di far uscire quello giusto? O l’imboscato rimarrebbe? è un problema di scelta ovviamente e di regole. Ma se si può evitare di perdere posti di lavoro perché no?
    Glielo dici te a 300 famiglie che da oggi mancherà uno stipendio? Si fa facile a parole ma pensiamo di togliere il nostro… è ancora così facile? Ecco perché l’errore è a monte nel buttarli dentro se non ve ne era bisogno. Peraltro anche là, c’è stato un concorso mi chiedo oppure no?

    Riguardo ai bilanci, sai bene che ci sono regole di accesso e che probabilmente i fior di economisti erano legittimati a guardare solo le sintesi. Il bilancio è pubblico, la contabilità no… peraltro se parli con il personale dell’allora nucleo di valutazione ti diranno come hanno detto a me che avere il bilancio cioè la sintesi era di per sè un’impresa ardua perchè gli altri uffici erano molto ma molto restii… peraltro avevamo dei valenti revisori i quali sì che erano invece legittimati a guardare tutto.

  31. All’esterno alcuni docenti dell’università lasciano trasparire l’accettazione della illegalità e la pratica dell’omertà come stile gestionale. Ma cosa pretendete di insegnare agli studenti con questa sottocultura meschina? Caro Cal prima dei numeri (che non ci sono) illustraci il tratto morale di questi due postdissestatori, Riccaboni e Fabbro.
    Buona lettura
    http://shamael.noblogs.org/?p=3821

    Maestro James

  32. Infatti credo proprio che il signor Tosi si stia mangiando i coglioni con il sale per aver sponsorizzato (e abbiamo le prove che lo ha fatto, lui e quello stiglianese di Berlinguer) questo incapace. Certo che sarebbe stato più proficuo per questi postdissestatori lasciare l’esperto di pinguini al suo posto con un direttore amministrativo che ci capiva qualcosa e quello che non capiva se lo studiava. Alla fine del secondo mandato Focardi avrebbero trovato un osso con un po’ di ciccia intorno. Così non mungeranno più nulla e passeranno alla storia come quelli che hanno finito di affossare Unisi, sempre che finalmente qualcuno non si decida a levarli dal già dissanguato groppone di Unisi. Tanto più che ora il fantomatico Unisi 2015 è divenuto 2020 e Criccaboni le uniche due manovre che ha in mente (dichiarate al popolo e al comune) sono: blocco delle rate dei mutui e (s)vendita dei palazzi. Vale a dire nulla di strutturale.
    È sbagliato sì che non pagare l’accessorio al personale consente di tenere tutti dentro, ma sbagliato in maniera grave. La storia, ma te l’hanno già spiegata e tu non leggi, è che in dieci anni è stato fatto – per errore dell’amministrazione – un danno erariale di quasi un milione e otto. Per quale ragione mai il danno erariale lo debbano pagare dei percipienti in buona fede non è chiaro, se non alla poderosa preparazione giuridica di una maestrina elementare peraltro già condannata per danno erariale, per l’appunto.
    Quanto alla faccenda dei bilanci: in accademia quando non si può accedere ai dati non si firmano articoli e libri (come gli Annali di Storia delle Università) pavoneggiandosi di studi, lo dici tu, basati sul nulla. Sarebbe come se un medico chirurgo si vantasse di aver risolto un tumore alla prostata senza operare il paziente e poi il paziente morisse; oppure se preferisci un grecista che scrive un saggio sul secondo libro della poetica di Aristotele. E invece, per fare qualche nome, Riccaboni e Mussari hanno scritto articoli magnificando i bilanci di Unisi e ringraziando pure chi, a detta sempre loro ex post, nascondeva la roba. Per la qual cosa non solo fanno schifo come amministratori (non Mussari che non lo è mai stato, ma ha fatto solo il delegato… al bilancio!), ma anche – per carità limitatamente a quel volume – come scienziati, visto che hanno scritto e pubblicato senza avere i dati.
    Quanto all’etica di questi due incompetenti, presuntuosi e insulsi amministratori fai pure riferimento a quanto scrive Maestro James qui sopra.
    Saluti

  33. Alla fine della fiera io credo che quanto detto si riassuma nel seguente quesito. Sarà in grado il duo Riccaboni Fabbro di rimettere in piedi Unisi? Per voi no, mentre io sono più fiducioso. Ma basta aspettare. Di santi credo ce ne sian pochi e io sono abituato a giudicare i fatti. Insomma per Massimo son tutti o furbi o cretini. Secondo me più facilmente ci sono un po’ di furbi, un po’ di cretini e tanta gente in buona fede. Sparare sul conducente pare lo sport nazionale ma condurre non è facile. Perché comunque scontenti qualcuno. Però a parte Vicino io alle scorse elezioni non ho visto alternative a Focardi e Riccaboni. Sulle pubblicazioni, sappi che un bilancio si può analizzare di per sé senza vedere la contabilità. Proprio perché ci sono terzi indipendenti che lo certificano. Se questi non fanno il loro dovere viene ingannato chiunque anche un premio nobel. Remember Enron e Parmalat? Sul danno erariale credo che se qualcuno ha preso soldi che non spettavano li dovrà restituire. E magari chi ha fatto l’errore va mandato a casa se è possibile.

  34. Ultima cosa… Le riforme strutturali. Il vituperato prepensionamento lo è ma non vi piace… ma che riforma vuoi fare in un ateneo dove con la crisi che c’è ci sono ancora persone che chiedono l’accessorio? Le riforme non strutturali che stanno facendo hanno consentito di pagare sempre stipendi e tredicesime. A me non pare poco. Ma se ti pare poco, prova a stare un paio di mesi senza.

  35. Madonna mia, è esasperante parlare con Cal. Allora: prima di tutto non “se” c’è danno erariale. Il danno erariale c’è e lo certifica l’Avvocatura distrettuale dello Stato. Quindi non c’è da credere proprio niente. Esistono delle leggi e vanno rispettate, ergo il danno erariale va pagato da chi lo ha prodotto. Poi: come sarebbe a dire con la crisi che c’è ci sono persone che chiedono l’accessorio? Ma perché non leggi benedetto iddio? L’accessorio non è una regalia, è un diritto regolato da leggi e contratti che non viene rispettato altro che all’Università di Siena. Ce ne saranno altre no di amministrazioni in crisi? Anche peggiori di quella no? E se c’è crisi come mai nel gennaio 2011 è stata chiesta un’anticipazione dell’FFO solo ed esclusivamente per pagare gli arretrati degli incrementi dei docenti del 2009 (giustamente congelati da Focardi-Barretta) nonché gli arretrati in base alla sentenza della Corte costituzionale per i ricercatori ex legge 4/99? E contestualmente hanno “sospeso” l’accessorio? E perché ora vogliono pagare le docenze per i master e i corsi di specializzazione interni bloccati da giugno 2011? Te lo dico io perché: perché i due cialtroni tentano di abbassare la conflittualità coi docenti per poter fregarsene di quella con personale tecnico-amministrativo e studenti. Già perché anche gli studenti sono incazzati, sai? Eppure il Criccaboni li aveva tutti con sé (hanno partecipato ampiamente, carte alla mano, a rendere irregolari le elezioni, figurati un po’…). Ed infine: il prepensionamento sarebbe una riforma strutturale, solo che è fatto talmente a cazzo di cane e con delle spese talmente ingiustificate, tanto da costituire danno erariale, che in pratica si verifica quello che dice sempre Rabbi, cioè si distrugge tutto buttando il bambino insieme all’acqua sporca. Una prece per la ricerca e la didattica Unisi. Ed infine:
    «Le riforme non strutturali che stanno facendo hanno consentito di pagare sempre stipendi e tredicesime.»
    Sbagliato ancora una volta, perché il blocco dei mutui ancora non l’hanno ottenuto (l’unica volta che il Criccaboni non ha fatto pagare a giugno manca poco se lo mangiano vivo cravatta e tutto e gli è toccato pagare) e di palazzi non ne ha ancora (s)venduto nemmeno uno. E comunque, come da legge, anche se li vendesse non potrebbe con il ricavato pagare gli stipendi e le tredicesime. Questi ultimi li hanno pagati (bisogna vedere se davvero non utilizzando l’anticipazione di cassa perché nell’ultimo CdA è stata approvata una delibera per dare mandato di utilizzarla) perché la cricca ministeriale che evidentemente per ragioni che preferiamo non conoscere appoggia sia Criccaboni che la maestrina elementare (quest’ultima l’hanno “appoggiata” parecchio a quanto risulta, soprattutto qualcuno evidentemente dotato di uno stomaco di ghisa) ha fatto in modo che proprio sul limite della chiusura di cassa Unisi abbia avuto un po’ di argent de poche per chiudere l’anno. Quindi, per concludere, riforme una cippa di minchia, come ha giustamente messo in evidenza il senatore Amato in una sua recente intervista:
    «Riccaboni si è presentato come il rinnovatore ma a oggi mi sembra abbia fatto solo tanti discorsi, il tutto per chiedere finanziamenti governativi.»

    Ecco, appunto.

    P.S. A proposito di Amato: no, Riccaboni non gli ha importunato la moglie, non la sua almeno.

  36. A leggere Cal è come ascoltare Riccaboni! Dicono i due economisti: «Il bilancio è un documento di sintesi consuntivo nel quale le ragioni che hanno mosso le cifre non compaiono. Cosa diversa è vedere la contabilità; ma questo al Nucleo di Valutazione d’Ateneo era precluso.»

    Evidentemente il duo Cal/Riccaboni ha voglia di scherzare. Stiamo pure al gioco! Secondo loro il Nucleo di Valutazione d’Ateneo aveva a disposizione solo il bilancio consuntivo, nel quale com’è noto sono indicate le uscite e le entrate. Ebbene, Riccaboni, in qualità di Presidente del Nucleo di Valutazione, avrebbe dovuto fare una semplice divisione: spese fisse per gli stipendi fratto il Fondo di Finanziamento Ordinario. In tal modo avrebbe valutato se l’Ateneo avesse o no superato il 90% previsto dalla legge. Così si sarebbe immediatamente accorto che i bilanci erano truccati. Perché non l’ha fatto? E se l’ha fatto perché non l’ha segnalato nei Rapporti annuali del Nucleo di Valutazione? A questo proposito, perché nell’archivio del Nucleo di Valutazione non è possibile consultare i Rapporti del Nucleo di quando era presidente Riccaboni? Un consiglio: ce li metta e alla svelta!

  37. Man mano che i docenti di unisi se ne vanno che rimane? cosa fa il personale di supporto se chi eroga i servizi di didattica e ricerca se ne va?
    cal
    ———–
    caro Cal, apprezzo molto che tu abbia finalmente obtorto collo riconosciuto come la politica di mandare via più docenti possibile (ma naturalmente conservando i doppioni in omaggio a lorsignorie) crea qualche problemino, ed è molto parziale, se non accompagnata da altri provvedimenti. Gli è, che la politica di mandare via altra gente, ha come conseguenza la scomparsa altre discipline a casaccio e la chiusura di altri corsi di laurea, dopo le decine già chiusi: e chi ti dice che le discipline in tal modo soppresse e i corsi chiusi che siano quelli “inutili”? “Inutili” in che senso? Essa equivale ad una specie di roulette russa, che ammazza corsi di laurea e settori disciplinari un po’ a capocchia: più gente mandi via, più insegnamenti e corsi di laurea chiudono, ed essendo oramai arrivati all’osso, a questo punto -ed è su QUESTO che ho insistito nei mie ultimi messaggi- dovrai pur trovare una soluzione per le decine di docenti e tecnici che in questi corsi cancellati o in procinto di essere cancellati attualmente lavorano. La mia te l’ho detta: per me la soluzione (l’unica) è la mobilità e la riprogrammazione delle sedi a livello regionale, in modo da evitare i doppioni insostenibili e concentrare gli studiosi a dar man forte laddove la loro materia abbia qualche probabilità di sopravvivenza. Certo è un affar grosso, si dirà: ci vuole l’intervento di un deus ex machina da Roma; ma anche il “buho” è un affar grosso e la possibilità di dar luogo a soluzioni del genere sarebbe forse la vera ed unica riforma di un sistema asfittico basato su di una sedicente “autonomia”, al di là di quelle di facciata sulle quali normalmente ci si accapiglia. Altre soluzioni non ne ho udite (e tu?), ma chi insiste nel proporre ancora nuovi “accorpamenti”, dopo che dall’era di Mussi non facciamo altro, andrebbe sollecitato a calci nel didietro a cambiare mestiere, e mandato in un gulag della Kolyma a riflettere un po’ su cos’è e come funziona la scienza moderna. Io ti dico semplicemente che mandando via con codeste metodiche cinque o sei docenti afferenti a un corso di laurea, può accadere per disgrazia (come di fatto sta accadendo ed accadrà ancora) che chiudano alcune cattedre fondamentali e vengano meno i “requisiti minimi di docenza”; pertanto un corso di laurea o un indirizzo chiuda e ti ritrovi un’altra quindicina di docenti di cui non sostanzialmente sai cosa fartene e che ti restano sul groppone per dieci o venti anni. E questo, naturalmtente, prescindendo da considerazioni di merito, se cioè sia giusto ed opportuno che chiuda quello piuttosto che questo. In definitiva, io temo che più che di una ristrutturazione, in tal maniera si procede ad una liquidazione dell’università: alla fine si dirà che la medicina ha funzionato, benché il paziente sia morto? O forse la medicina ha funzionato PERCHÉ il paziente è morto, trattandosi a tutti gli effetti di eutanasia? Ciò sta accadendo davanti ad una opinione pubblica inconsapevole ed incolpevole, cioè distratta, ignara dei meccanismi cervellotici che regolano l’università di oggi e che si contenta di luoghi comuni. Che insomma “hanno chiuso solo le cose inutili”, forse perché non percepisce la gravità dell’attuale congiuntura, convinta, sì, che vi sia stato un Gran Dissipatore, ma che tuttavia sia stato persona magnanima, avendo elargito a tutti equanimemente come fa il buon padre di famiglia con tutti i figlioli. Ribadisco che non mi appassiona molto parlare di cifre “in generale”, senza vedere DOVE e COME, giacché è esperienza di chiunque, che per certi settori od uffici che sono stato gonfiati a dismisura, ve se sono altri, non marginali, in pesante sofferenza, dove c’è o c’è stato magari un solo docente, ricercatore o tecnico: è il risutato di un reclutamento in cui altre quistioni sono state decisive, piuttosto che la razionalità e la lungimiranza. Il paradosso è che, essendo l’unico fattore decisivo per la sopravvivenza oramai la “numerosità dei docenti” e l’unico criterio di selezione il meccanismo aleatorio dei prepensionamenti, dei pensionamenti e dei trasferimenti (la roulette russa), finirà per sopravvivere, semplicemente chi in passato ha reclutato di più. Amen. Che sovente non è il migliore, né ha particolari motivi per vantarsi. E questo mentre tutt’attorno l’edificio crollerà. Avrai forse ventidue professori in un solo settore disciplinare e magari zero in un altro; sicché, con tali squilibri, alla fine può anche darsi che con quei ventidue non ci farai niente: ci si dovrà addirittura ingegnare per procurare a costoro degli studenti apposta, se non ce li hanno più, al solo scopo di giustificare lo stipendio che pigliano. Altrove, dove sono normalmente uno o due a settore, basta che pochi se ne vadano, perché (in forza dei famigerati requisiti minimi di docenza) vengano giù corsi di laurea interi e spariscano altre discipline basilari, come in un castello di carte dal quale togli una carta, foss’anco il due di picche; ti troverai docenti senza corso e senza discenti e ricercatori senza ricerca. In definitiva: vuoi pompare ancora sui prepensionamenti e sui trasferimenti: bene, ma allora FALLO MASSICCIAMENTE! Cioè a dire, se smantellando una struttura metti QUI a repentaglio la vita di decine di persone, procura ALTROVE una soluzione per tutti, e non solo per i fortunati che trovano una zattera.

  38. Io ora sono preoccupato anche per quest’altra missiva, che riguarda le difficoltà incontrate nel processo di scioglimento delle facoltà in megadipartimenti:

    “Ai fini della valutazione dei progetti, il Senato Accademico attribuirà rilevanza prioritaria ai seguenti criteri: la capacità del Dipartimento di promuovere le potenzialità di ricerca anche attraverso l’efficace integrazione di aree di ricerca fra loro complementari; l’esigenza che l’attribuzione ad un Dipartimento della titolarità o contitolarità di corsi di studio garantisca la qualità e la visibilità dell’offerta formativa attivata dall’Ateneo.”
    il Magnifico
    ——————

    Mi pare che con le dimensioni pletoriche che avranno i nuovi dipartimenti, fonte di inevitabile disomogeneità, e con corsi di laurea dai connotati sempre meno identificabili (dopo gli “accorpamenti”) le due esigenze siano destinate a confliggere platealmente.
    Personalmente -a pensar male, direbbe Andreotti- temo soluzioni ancor più aggrovigliate di quelle sin qui partorite, e che alla fine si rimetta in discussione anche quello che è stato progettato, plausibilmente e con qualche barlume di sensatezza, entrando in un marasma senza fine dove “l’integrazione di aree complementari” e l’affinità disciplinare orientata alla ricerca e/o alla didattica, finiscano per costituire parole vuote e l’ultima delle ragioni: è con questa consapevolezza, credo, tra frustrazione e incertezza per il domani, che chi, soprattutto tra i più giovani (o meglio sarebbe dire “i meno anziani”), paventa questo esito, se può, scappa da Siena. Per la didattica, oltretutto, non si sa nemmeno che fine faranno molti settori (vedi miei precedenti messaggi); sicché non è ben chiaro cosa significhi orientare qualcosa ad un obiettivo che non c’è. Ripeto, capisco il “primum vivere” e l’emergenza, ma in “paese normale” si ragionerebbe al contrario: si programmerebbero cioè prima le sedi, i dipartimenti, i corsi di laurea e le specializzazioni a livello territoriale, ricorrendo senza troppi indugi alla mobilità dei docenti, a costo di pestare i piedini a certi baroncelli incoscienti ed inamovibili, piuttosto che assistere imbelli all’implosione di tutto un sistema: “il medico pietoso, fa la piaga puzzolente”.

  39. @ Massimo: «come mai nel gennaio 2011 è stata chiesta un’anticipazione dell’FFO solo ed esclusivamente per pagare gli arretrati degli incrementi dei docenti del 2009 (giustamente congelati da Focardi-Barretta) nonché gli arretrati in base alla sentenza della Corte costituzionale per i ricercatori ex legge 4/99? E contestualmente hanno “sospeso” l’accessorio? E perché ora vogliono pagare le docenze per i master e i corsi di specializzazione interni bloccati da giugno 2011? »

    Non lo so – andrebbe chiesto al duo Riccaboni/Fabbrio…
    Ma la spiegazione potrebbe anche essere facile – i docenti contano 1 alle elezioni rettorali, il personale amministrativo 0,1 – tu rettore chi accontenteresti?
    La seconda ragione probabilmente è che se non si ristabiliscono le condizioni lavorative minime di chi fa ricerca e didattica assisteremo ad un aggravarsi dell’emorragia di docenti. Il che a sua volta genererà un calo degli studenti e quindi meno soldini per tutti.
    Prepensionamento. Siccome così come è ti pare fatto male dimmi come lo avresti fatto tu (peraltro così come congegnato l’ha fatto il duo Focardi/Barretta). Sono ansioso di sapere la tua ricetta…
    Certo che con le entrate straordinarie non si possono pagare gli stipendi, ma si può ridurre il debito che genera interessi che sono spese correnti. Peraltro se ti leggi il famoso decreto sul dissesto le politiche che sono ammesse sono proprio quelle delle cessioni immobiliari. Cosa che hanno fatto anche il duo Barretta/Focardi.
    L’altra riforma strutturale è mandare a casa la gente. Allora i docenti a 69 anni no perché si impoverisce unisi, ma il personale amministrativo in esubero sì. Ci parli te con Costa poi? Io non vorrei che mi occupasse l’ufficio pacificamente…

    @ Remo
    «In tal modo avrebbe valutato se l’Ateneo avesse o no superato il 90% previsto dalla legge. Così si sarebbe immediatamente accorto che i bilanci erano truccati.»

    Non è che chi va oltre il 90% falsifica… direi il contrario…
    I bilanci evidenziavano squilibri nel debito. Cioè + troppi debiti. Cosa che puntualmente il nucleo segnalava. Solo che il problema erano i residui anche attivi – iscritti senza che ci fosse un documento che li comprovasse e tenuti là anche se non c’era la possibilità di riscuoterli. Tutte cose emerse dal riaccertamento fatto anche da Kpmg. Il lavoro degli altri pare sempre facile ma non è così…

  40. @ rabbi

    Se guardiamo in assoluto Unisi può ancora “perdere” docenti. Cioè nel rapporto con gli studenti c’è ancora margine per tornare nelle medie nazionali. Purtroppo però, questo vale solo in media.
    In molti settori l’offerta si ridurrà o si chiuderà. Talvolta in quelli dove unisi era forte.
    Rimarrano settori molto sovrabbondanti di personale e sarà da ridere capire come fare a reperire il loro carico didattico obbligatorio. Ma questo dipende dal fatto che le assunzioni e le progressioni nel tempo sono state fatte con logiche baronali e politiche. Senza programmazione.

  41. Auguri a tutti meno che a uno.

  42. @ Cal: «Non è che chi va oltre il 90% falsifica… direi il contrario… 
I bilanci evidenziavano squilibri nel debito. Cioè + troppi debiti. Cosa che puntualmente il nucleo segnalava.»

    Mi sembra che il dibattito abbia lo scopo di chiarire se Riccaboni sia o no corresponsabile del dissesto dell’ateneo senese al pari dei rettori, direttori amministrativi, sindaci revisori ecc., ecc.. Ora si dà il caso che negli anni cruciali (2000-2004) lui fosse il Presidente del Nucleo di Valutazione (non del coro d’Ateneo) che doveva esprimere un parere anche sui bilanci. Se si dimostra che lui fosse a conoscenza delle numerose falsità compiute da altri e da lui tenute nascoste se ne deve dedurre che è forse più responsabile di qualcuno dei 18 indagati, per i quali, non dimentichiamolo, la Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari. Ergo, se si dimostra tutto ciò, Riccaboni deve raggiungere a pieno titolo i 18 indagati e dimettersi da Rettore.
    Superare il 90% del rapporto tra spese fisse per gli stipendi e FFO vuol dire, in base alla legge vigente, bloccare ogni forma di reclutamento, sia di personale tecnico e amministrativo che di quello docente. Il Riccaboni questo lo sapeva e, pertanto, non ha mai messo in evidenza tutto ciò nelle sue relazioni, altrimenti avrebbe bloccato tutte le assunzioni operate dal Tosi in quegli anni. E conseguentemente non ci sarebbe stato, in seguito, alcuna assunzione da parte del Focardi, né tanto meno le deprecate (da Cal) stabilizzazioni. Non solo, ma ha anche avallato tutte le falsità di quei bilanci, che indipendentemente dall’iscrizione di inesistenti residui attivi che riportassero il bilancio in attivo, apparivano truccati anche ad uno sprovveduto. Immaginatevi a un docente di Economia! Quindi le falsità non stanno nel superamento del 90% ma nel suo mascheramento. Lo ripeto, Riccaboni doveva fare una semplice divisione: le spese di personale fratto il FFO. A mio modesto parere, questo calcolo Riccaboni l’ha fatto ma ha ritenuto utile, per non disturbare il manovratore, tenerlo nascosto.
    Quando poi Cal afferma che «il Nucleo di valutazione segnalava puntualmente i troppi debiti» ci deve dire come fa a sapere tutto ciò, dal momento che a noi mortali è preclusa ogni possibilità di verifica. Direi che questa sua affermazione aggrava ulteriormente la posizione dell’attuale Rettore che, lo ripeto, non consente a chiunque ne abbia voglia e interesse di leggere i rapporti del Nucleo di Valutazione a presidenza Riccaboni. Rinnovo la richiesta al Rettore: metta immediatamente nell’archivio (e quindi consultabili da tutti) le relazioni mancanti.

  43. Se si dimostra sono d’accordo con te ma a quanto pare per adesso non è stato dimostrato.
    Ma ti ricorderai sicuramente che la determinazione delle spese di personale non era univoca e Focardi utilizzò una interpretazione che ci dava al 89% per poter assumere mentre per altri eravamo oltre il 90%. Se ricordi all’epoca lo stesso ministero non aveva chiare le modalità di calcolo. Bada bene che questo che sto dicendo difende non solo Riccaboni ma anche Focardi.

    «ma ha anche avallato tutte le falsità di quei bilanci, che indipendentemente dall’iscrizione di inesistenti residui attivi che riportassero il bilancio in attivo, apparivano truccati anche ad uno sprovveduto.» Ancora? Allora o tutti sprovveduti o tutti disonesti. Ti ripeto, ricordi Enron, Parmalat, worldcom? Tutti sprovveduti?

    Va dimostrato che sapeva. Il teorema non poteva non sapere non regge. Se si vuol essere seri, altrimenti condanniamo tutti sul sentito dire… amen

  44. Tanti auguri per un nuovo Anno. Al docente CAL mi preme consigliare la visione di un bel fim francese:”La cena dei cretini”.

    Tanti auguri

  45. Cal non solo assomiglia a Riccaboni ma, in questo forum, assume continuamente le sembianze di un’anguilla. Messo all’angolo, sguiscia e pone nella discussione nuovi argomenti per non rispondere a quei punti che lo inchiodano ai fatti documentati e, perciò, dimostrati. Se Cal non è Riccaboni sta però, intenzionalmente o inconsapevolmente, rendendo un pessimo servizio al Rettore, con esito inimmaginabile.

    I fatti
    1) Riccaboni, a quel tempo Professore associato (fine degli anni ’90) che smaniava di diventare Professore ordinario, fu messo a capo del neonato Nucleo di Valutazione dal rettore Piero Tosi, di cui è stato uno dei più fedeli scudieri, rimanendo nella carica fino al 2004, quando diventò Preside di Economia. Anni cruciali, quindi, durante i quali ci fu chi ideò le truffe e chi le eseguì, come dice la Procura della Repubblica nella richiesta di rinvio a giudizio.

    2) Riccaboni, in qualità di Presidente del Nucleo di Valutazione, avrebbe dovuto presentare una relazione sui bilanci, con espresso parere, per consentire ai consiglieri d’amministrazione di approvare il consuntivo in maniera consapevole. La Procura non ha chiesto il rinvio a giudizio dei consiglieri del CdA, perché ingannati dai sindaci revisori e ingannati anche, aggiungo io e lo dimostro subito dopo, dal Presidente del Nucleo di Valutazione, Prof. Riccaboni.

    3) In tutti gli Atenei, il Nucleo di Valutazione ha sempre calcolato il famoso 90% e, per la verità, l’ha fatto qualche volta anche Riccaboni, salvo poi smettere di farlo quando risultò evidente che la sua pubblicizzazione avrebbe ostacolato le manovre di Tosi, che intendeva assumere, senza copertura finanziaria e senza necessità, centinaia di amministrativi e un centinaio di docenti. In questo suo ruolo, Riccaboni fu esecutore o ideatore della manovra con la quale s’ingannava il CdA? Lo stabiliremo in seguito in altra sede, due cose, però, sono certe: Riccaboni non si soffiava il naso senza chiedere il permesso a Tosi e, inoltre, se è stato chiesto il rinvio a giudizio per i revisori che ingannavano il CdA, la stessa cosa deve valere per Riccaboni.

    4) Ripeto la richiesta per la terza volta: come mai nell’archivio del Nucleo di Valutazione non è possibile consultare i rapporti firmati da Riccaboni? Forse perché essi contengono le conferme a quanto si sta dichiarando in questo blog? Rinnovo per la terza volta l’invito al Rettore: ce li metta, e alla svelta!

    5) Non ho mai dichiarato, né intendo farlo, come si evince da questa mia articolata risposta, che sono tutti sprovveduti o tutti disonesti. Ho semplicemente scritto che i conti apparivano truccati anche ad uno sprovveduto e Riccaboni è un economista! Lui sapeva tutto e in veste di Presidente del Nucleo di Valutazione ha svolto un ruolo essenziale, più di quello dei revisori dei conti. È sufficiente leggere i rapporti del Nucleo di Valutazione firmati da Riccaboni! O si deve desumere che sono scomparsi proprio per questo motivo?

  46. «La Procura non ha chiesto il rinvio a giudizio dei consiglieri del CdA, perché ingannati dai sindaci revisori e ingannati anche, aggiungo io e lo dimostro subito dopo, dal Presidente del Nucleo di Valutazione, Prof. Riccaboni.» «Se è stato chiesto il rinvio a giudizio per i revisori che ingannavano il CdA, la stessa cosa deve valere per Riccaboni.» Remo Tessitore

    Scusa Remo ma io ho più fiducia sul merito nelle competenze della magistratura che nelle tue. Spero non ti offenderai ma continui a confondere il superamento del 90% con il truccare i conti.

    Riguardo alle spese di personale ti riporto l’art 51 comma 4 della legge 449 del 1997

    “Le spese fisse e obbligatorie per il personale di ruolo delle università statali non possono eccedere il 90 per cento dei trasferimenti statali sul fondo per il finanziamento ordinario. Nel caso dell’Università degli studi di Trento si tiene conto anche dei trasferimenti per il funzionamento erogati ai sensi della legge 14 agosto 1982, n. 590. Le università nelle quali la spesa per il personale di ruolo abbia ecceduto nel 1997 e negli anni successivi il predetto limite possono effettuare assunzioni di personale di ruolo il cui costo non superi, su base annua, il 35 per cento delle risorse finanziarie che si rendano disponibili per le cessazioni dal ruolo dell’anno di riferimento. Tale disposizione non si applica alle assunzioni derivanti dall’espletamento di concorsi già banditi alla data del 30 settembre 1997 e rimane operativa sino a che la spesa per il personale di ruolo ecceda il limite previsto dal presente comma.

    Poi con la Gelmini è stato introdotto il blocco completo. Perché naturalmente messa così sono stati possibili alcuni magheggi.

    Tanto è vero che molte università sono bel oltre il 90%… tutti ladri truffatori manigoldi?

  47. Bilanciatevi e rilassatevi
    http://shamael.noblogs.org/?p=3831

  48. Allora mettiamola in un altro modo:

    NdV = Nucleo di Valutazione

    Cosa ha valutato? Una cippa. Avanti.

    Cresco = Centro Universitario di Valutazione e Controllo

    Cosa ha valutato? Una cippa. Cosa ha controllato? Una cippa.

    Cosa inferiamo da tutto questo? Tertium non datur: o Riccaboni è un incompetente e un incapace o ha agito in malafede per anni per servire al meglio il peggior dissestatore di università dell’universo.
    Se a questo si aggiungono le considerazioni di Remo e di altri, le conclusioni della Magistratura tanto sul dissesto che sulla regolarità delle elezioni, il risultato è uno solo: Riccaboni deve andarsene e con lui deve lasciare quell’insulsa maestra elementare condannata dalla Corte dei Conti di Ines Fabbro.
    Saluti

  49. Mi inchino alla sicumera di cotali fini giuristi e contabili. Che dire di più? Stabilite anche la pena…

  50. Comincio a capire perché altri commentatori di questo blog abbiano perso la pazienza con l’anguilla Cal (o Riccaboni che dir si voglia). È sufficiente, però, dotarsi di un paio di guanti con le ventose per impedire all’anguilla di sfuggire alla presa. Comunque rispondo per l’ultima volta ai suoi diversivi, dando per scontato che tutto quello che ho già esposto non trova un briciolo di contestazione da parte di Cal e rimando i lettori ai precedenti miei commenti.

    Caro Cal, te lo ripeto per l’ultima volta. Non ho mai dichiarato che nelle università in cui si è superato il tetto del 90% vi siano «ladri, truffatori, manigoldi», per usare le tue espressioni. A Siena, però, si è violato in pieno il disposto della legge 449/97 (da te citata) che restringe la possibilità di nuove assunzioni, per gli atenei che abbiano superato il limite del 90 per cento, al 35% dell’importo liberatosi a seguito di cessazioni. Altro che limite del 35%! Si sono fatte delle infornate di docenti e non docenti senza copertura finanziaria e in assenza di una effettiva necessità. In questo post si legge di: «compensi in conto terzi senza controllo, rimborsi di missioni mai avvenute, centri di servizio costituiti per macinare profitti per pochi, posti di ricercatore senza copertura finanziaria per figli e amici, compensi illimitati ai docenti dei master e dei corsi di perfezionamento, tasse del post-laurea senza alcun tetto e in parte intascate da qualche furbo.» Se tutto questo è vero, questi tuoi colleghi come li dobbiamo definire? Ganzi? Angeli? Oppure dobbiamo usare i tuoi termini: «ladri, truffatori, manigoldi?» Queste definizioni sono, forse, un tuo lapsus? Riccaboni era ed è al corrente di tutto ciò? E perché è stata chiusa in malo modo la sua creatura (il Cresco) senza che lui battesse ciglio? Dobbiamo pensare al gossip quando si ascoltano i tuoi e suoi colleghi di Economia? Quanto credi che si possano tenere secretati i famosi rapporti del Nucleo di Valutazione firmati da Riccaboni?

  51. Remo ma perché ti sostituisci ai giudici? Chi sei per farlo? Ci sono stati mesi di indagini e tanti rinvii a giudizio. Aspettiamo i processi e vediamo. A leggervi pare che tutti i casini di unisi sian colpa di Riccaboni eppure non mi risulta che sia tra i rinviati a giudizio. Se mai lo sarà accerteremo le sue responsabilità. Ma per ora non lo è. E se vi leggeste i compiti di nucleo e cresco vedreste che sono un po’ lontani dalle vostre aspettative. Non erano strutture ispettive ma di valutazione.
    Comunque basta aspettare. Nel frattempo… Buon Anno a tutti.

  52. Carissimi tutti,
    innanzitutto Vi auguro un felice nuovo 2012, con oggi cala il sipario sul palco che ha avuto in scena l’oramai storico 2011, spero con compiaciuta soddisfazione, per gli ottimi risultati raggiunti, da “Rettorin-Ricca” & “Maestrin-Fab” (ma attenzione! “Chi si loda si imbroda”), auspicco con folgorante successo, per l’ottima interpretazione di “Duplica” (meglio conosciuto come dott. Azzecca Garbugli), al misterioso Cal ed, infine, per il regista e le comparse tutte di questo blog, lusinghieri complimenti per il buon lavoro svolto.
    Ancora a Voi tutti tanti auguri di Good New Year
    Sena da Oxfo

    P.S. Da attenta mia analisi risulta che:
    carat. Verdana; Arial; Helvetica; sans-serif;
    tip. carat. Normale;
    dim. 9,7;
    sono del tipo utilizzati da Cal e Rettorino Unisi
    Ma forse è solo un caso!

  53. Mi diverto a leggere i commenti di questo blog, soprattutto quelli di Cal che non risponde mai ai quesiti e agli addebiti posti e getta continuamente nella discussione temi nuovi interpretando in modo distorto le argomentazioni degli altri. L’associazione di Cal all’anguilla, fatta da Tessitore, mi sembra molto calzante. Tutti i quesiti di Tessitore vengono superati sbrigativamente da Cal con: “ma perché ti sostituisci ai giudici?” Le critiche al Nucleo di Valutazione e al Cresco liquidate con: “non erano strutture ispettive ma di valutazione”. Bene! Ma la sostanza emersa nel dibattito non cambia. E se, tanto per fare un esempio, fosse vero che in queste strutture di valutazione qualcuno ha intascato quattrini indebitamente? Si può scrivere o no, portando ovviamente le prove di quanto affermato? Senza per questo essere accusati di pronunciare sentenze e di sostituirsi ai giudici. È la prima volta che intervengo in questo blog e non intendo intavolare un contraddittorio con nessuno di voi. Buon lavoro e buon Anno 2012.

  54. «Se guardiamo in assoluto unisi può ancora “perdere” docenti. Cioè nel rapporto con gli studenti c’è ancora margine per tornare nelle medie nazionali. Purtroppo però, questo vale solo in media.
    In molti settori l’offerta si ridurrà o si chiuderà. Talvolta in quelli dove unisi era forte.
    Rimarrano settori molto sovrabbondanti di personale e sarà da ridere capire come fare a reperire il loro carico didattico obbligatorio. Ma questo dipende dal fatto che le assunzioni e le progressioni nel tempo sono state fatte con logiche baronali e politiche. Senza programmazione.»
    Cal

    Cal, come ben sai condivido l’opinione che non si può ragionare trilussianamente e “in assoluto”. E poi mi pare quantomeno singolare che i migliori atenei facciano a gara per assicurarsi i docenti e ricercatrori più validi, mente qui si parla sempre e solo di mandarli via: allora in via Pantaneto scriviamoci “Premiata Fabbrica di Cavallucci”, e non se ne parli più. Insomma, si dice che “abbiamo un rapporto docenti/studenti tra i più alti d’Italia” (cioè tra i più bassi d’Europa, by the way), ma la realtà non è esattamente questa: il risultato degli anni dello scialo, è che ora abbiamo semmai troppi docenti in certi settori, dove magari non servono, né mi pare che siano stati messi nel mirino più di altri, mentre l’esito dei pensionamenti, prepensionamenti e trasferimenti, sarà che a breve non ne avremo dove servono, oppure che altri diventeranno “inutili” a seguito della scomparsa dei loro corsi di laurea e dei loro insegnamenti: il punto è tutto qui, e se seguiti a mandare via docenti dove servono, finisci per chiudere bottega. Questo è di fatto ciò che sta accadendo già. Quindi, almeno risparmiamoci la retorica, perché sarebbe salutare ai fini di una presa di coscienza dello stato delle cose, abbandonare le affermazioni generiche tipo “i ristoranti sono pieni, perché tutti gli italiani mangiano tutti un pollo”, peraltro solitamente tirate in ballo a mo’ di scusa da chi ha trafugato pollame.
    In confidenza, mi sono francamente rotto i cabasisi, anche a sentire certi ragionamenti improntati alla grandeur, di chi parte dal presupposto che vi siano ovunque legioni di professori, decine nello stesso settore disciplinare, una risorsa illimitata e che pertanto, se togli un granello dal mucchio, quello sempre un mucchio rimane. Si parte dal presupposto che un pensionamento o un colpo apoplettico nulla cambierebbero nell’equilibrio generale degli insegnamenti o corsi di laurea: non è così! E torno a chiederti, siccome non esiste la cassa integrazione per docenti universitari e sopprimere altri corsi di laurea vuol dire (oltre che farsi del male, e per dirla in sindacalese) produrre molto “personale in esubero”, che si va ad aggiungere a quello inutilmente reclutato per converso in strutture sovradimensionate, cosa vuoi farci con quelle decine di ricercatori/docenti/tecnici che non avranno più un corso di laurea e che si accingono a non avere nemmeno la presenza stessa da qualche parte della loro disciplina? Il “carico didattico obbligatorio” spettante ai docenti è un’espressione algidamente burocratica: in concreto, vogliamo per caso metterli ad insegnare cose che non sanno? Vabbè che proprio qui a Siena abbiamo una (ig)nobile tradizione in questo senso, di docenti che, per non sbagliare indirizzo e per non specializzarsi troppo, non si sono presi nemmeno un titolo di studio, ma che vuol dire? Chi “mette” chi a fare cosa? “Altro” vuol dire quello che non sanno? E dove? Chi ha stabilito che c’è bisogno di questo “altro”?
    Uno vince un concorso e viene chiamato a Siena come professore di qualche cosa, non di tutto: ha il diritto di reclamare questa sua prerogativa, giacché si tratta di personale “altamente specializzato”, come si suol dire, ma ha anche il dovere, per decenza, di limitarsi ad insegnare quello che sa (i tuttologi entusiasti sono stati la rovina dell’università). Inoltre, i ricercatori non hanno un carico “obbligatorio”; ciò nonostante molti settori chiave sono coperti oramai da ricercatori (da anni e con ottimi risultati-e come compenso, a chi ottiene l’idoneità non resta che cercare di farsi chiamare altrove): allora che fai, li cancelli e cancelli impunemente i loro settori disciplinari a cacchio di cane? E poi chi insegna? Metti ad insegnare una materia un “ordinario” che deve completare il carico didattico, ancorché totalmente analfabeta di quella materia? Con lo scandaloso meccanismo delle mutuazioni (prendi due paghi uno, dai un esame nella materia A, ma lo registri come la materia B ecc.)? E cosa “ricerca” un ricercatore dove non esiste più nemmeno la sua materia, un gruppo di ricerca, le condizioni elementari per quella che nella scienza moderna si suol definire “ricerca” in senso stretto? Così quelli vecchi li mandi in pensione e quelli di mezz’età li ammazzi, e con loro anche le loro discipline: fantastico! Mi fa abbastanza ridere che in questa situazione ci si riempia la bocca di “valutazione”, di “eccellenze” ecc. ecc. Si parla di necessità, per una università eccellente, di attrarre giovani studiosi, ma in realtà si costringono a tentare la fuga molti di quelli che già ci sono: su tutti questi problemi esiste una diffusa omertà, un fare spallucce da parte di molti che non si ritengono – erroneamente – interessati in modo diretto (“tanto a me non mi riguarda”); il risultato è il sordo rancore e l’alacre ingegnarsi di quelli che hanno capito l’andazzo per andarsene. Scusa, ma non ci siamo proprio e io non vedo in ciò alcuna ratio: guardiamo in faccia la realtà. Già le premesse sono assurde: in una città che non ha più i mezzi per tenere in piedi i settori di base, si vuol consentire tuttavia dei doppioni e triploni (vedi il caso esemplare per velleitarismo delle tre facoltà di lettere, che in tre non ne fanno una decente: ma tanto chi se ne frega? Adesso le facoltà vengono sciolte…), mentre torno a ripetere che urgerebbe ragionare in modo diametralmente opposto, ossia abolendo le ridondanze, valorizzando le competenze, istituendo “un tavolo” regionale e mettendo in piedi meccanismi seri di mobilità incentivata – al di là di quelli del tutto eccezionali già esistenti – in modo da concentrare gli studiosi “in esubero” nelle sedi dove le loro discipline hanno qualche probabilità di sopravvivenza (via, stiamo parlando di sedi universitarie statali a distanza di un tiro di schioppo l’una dall’altra: in un paese normale, questo sarebbe addirittura ovvio!).

  55. […] la Procura della Repubblica furono presentati due esposti che, in seguito, trovarono conferma nelle intercettazioni telefoniche ufficiali dell’autorità giudiziaria. Ancor prima che si svolgesse il concorso, ecco cosa […]

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