All’università di Siena per risparmiare hanno inventato il docente dimezzato?

Meno male che per i membri del Senato Accademico dell’Università di Siena non è previsto il gettone di presenza! Con le riunioni, che si susseguono ormai settimanalmente, aumenta il rischio di scivoloni! Come quello all’ordine del giorno di martedì prossimo: «Affiancamento di tutor clinici medici e/o biologi ai docenti titolari di corsi d’insegnamento – Facoltà di Medicina e Chirurgia». Perché affiancare un tutor ai docenti di Medicina? Costoro sono, forse, docenti dalle competenze dimezzate? Se è così, sarebbe giusto dimezzar loro anche lo stipendio! E l’ateneo, com’è noto, ne ha proprio bisogno!

L’università di Pavia sulle orme dell’università di Siena

Le differenze tra l’università degli Studi di Pavia e quella di Siena, riguardo ai posti attivati con finanziamenti esterni, sono: a) Siena cominciò nel 2002; b) a Siena i finanziamenti furono in gran parte virtuali; c) Siena ha un buco di bilancio di 270 milioni di euro.

Papà e mamma tra i docenti, la figlia vince il concorso (Corriere della Sera 7 gennaio 2012)

Mario Pappagallo. Concorso per un posto di ricercatore presso la Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’università di Pavia. Posto pagato per 5 anni da una onlus (Humana Forma) operante nel campo della chirurgia plastica. Una vincitrice, che doveva entrare in servizio il 31 dicembre. Ma così non è stato. Tutto sospeso dalla Facoltà stessa: sub iudice. L’ateneo non ha firmato la nomina e si è rivolto alla commissione di garanzia, una delle novità introdotte dalla riforma Gelmini, come il codice etico approvato a giugno. All’articolo 1 comma 6 delle nuove norme si legge che nel rapporto con gli enti locali, le realtà produttive, i centri culturali e le associazioni private non ci devono essere legami e interessi familiari. Ma la vincitrice del concorso si chiama Silvia Scevola. È figlia di Daniele Scevola, docente della Facoltà di medicina di Pavia e all’epoca componente del consiglio direttivo della onlus, e di Angela Faga, docente di chirurgia plastica e ricostruttiva, dirigente dell’unico reparto presso la Fondazione Maugeri e all’epoca presidente della onlus Humana Forma. Nello stesso reparto della Maugeri – scrive la Provincia Pavese – lavora anche il marito di Silvia, Giovanni Nicoletti.
Di qui il ricorso alla commissione etica. «No – dice la docente chirurga, mamma di Silvia, al Corriere della Sera -. Dietro al ricorso c’è un’eccezione del Senato accademico preoccupato che il finanziamento privato possa in qualche modo ledere l’indipendenza della programmazione universitaria. Ma questo era già stato appurato quando l’Ateneo ha autorizzato la convenzione». E il discorso della parentela? «Riguarda solo la chiamata di professori di prima e seconda fascia», è la replica della Faga.
Ma su questo saranno i comitati a dire la loro. Ecco i fatti. Ottobre 2010: l’università approva una convenzione con la onlus Humana Forma che si impegna a finanziare un posto per un ricercatore, che sarà pagato per 5 anni dall’ente privato e poi passerà a carico dell’ateneo. Novembre 2010: viene pubblicato il bando sul sito dell’ateneo pavese e su quello del ministero, rispondono un ricercatore di Napoli e Silvia Scevola. Agosto 2011: è nominata la commissione che giudicherà i candidati; ne fanno parte Aurelio Portincasa (università di Foggia), Guido Molea (università di Napoli, Federico II); il membro interno di Pavia è sostituito (da Francesco Moschella, università di Palermo) perché doveva essere un docente del settore disciplinare del concorso e l’unico a Pavia è la mamma di Silvia. 25 novembre 2011: colloquio con i candidati, si presenta solo Silvia. 29 novembre 2011: il rettore Angiolino Stella approva e firma gli atti della commissione e dichiara vincitrice del concorso la Scevola, che sarebbe dovuta entrare in servizio dal 31 dicembre scorso. Cosa non avvenuta perché il concorso è stato sospeso. «In attesa di giudizio da parte della commissione di garanzia», spiegano i vertici dell’Ateneo. Ultima nota: la famiglia Scevola-Faga era nel consiglio direttivo della onlus Humana Forma (la Faga ne era presidente), si sono dimessi dopo la domanda di ammissione al concorso da parte della figlia.

Il piè veloce Michel: ricercatore, associato e ordinario in soli tre anni

Quel che colpisce, del caso Martone, è la velocità con la quale ha vinto i concorsi. E non mi sembra che sul suo blog Michel Martone riesca a dare spiegazioni convincenti.  Nominato ricercatore il 4 gennaio 2001, diventa professore associato otto mesi dopo (il 26 settembre 2001) ed è chiamato come professore ordinario il 4 dicembre 2003. Tutto troppo veloce e troppo sospetto. Quasi volesse sottrarsi, direbbe qualcuno maliziosamente, al giudizio delle commissioni per la conferma a ricercatore, prima, e a professore associato, dopo. Da notare che nel concorso per ordinario quattro candidati si ritirarono perché risultati vincitori in data antecedente alla conclusione del concorso di Martone; un altro si ritirò al buio ma otto mesi dopo prese l’idoneità in altra sede; un altro candidato si ritirò ed è ancora associato.