Cura miracolosa per una nuova malattia: il “refuso” gastroesofageo da computer nei concorsi universitari

Altan-Infiltrazionimafiose

Un noto anatomico dell’Università di Tor Vergata, in occasione del concorso per professore associato di Anatomia Umana, bandito dall’Università di Siena, si è imbattuto in una nuova malattia, da lui definita “refuso” da computer, con caratteristiche simili al classico reflusso gastroesofageo. Di solito, la malattia si manifesta, nel corso delle riunioni telematiche delle commissioni, con lo spostamento a causa del computer di due paroline da una pagina all’altra, non casualmente, ma con un senso logico che, in questo caso, ha modificato i criteri stabiliti dal Senato Accademico per la valutazione al concorso. Vani i tentativi di cambiare computer ai tre commissari, il risultato è sempre il solito: il computer inserisce automaticamente la dicitura “e affini” ai criteri generali fissati dal Senato Accademico, consentendo così la valutazione al concorso anche a chi non ha il requisito della “comprovata esperienza didattica” in Anatomia Umana, la materia in cui si chiede il posto di professore associato.

L’unica terapia efficace s’è rivelata quella suggerita dall’anatomico di Tor Vergata che ha proposto e consentito la conclusione del concorso al candidato privo della comprovata esperienza didattica in Anatomia Umana. Il rettore e il Director General (che è anche responsabile della prevenzione della corruzione), soddisfatti della cura miracolosa, che, per inciso, ha accontentato anche il delegato del rettore (in quanto il vincitore del concorso è un suo allievo), hanno già depositato un brevetto a nome dei due atenei Siena-Roma Tor Vergata. La cura avrà un successo sicuro, farà giurisprudenza e aprirà nuove prospettive concorsuali.

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19 Risposte

  1. …eh, questi computer, che ogni tanto si inceppano!

    calco vestigia di lontani fatti,
    di gesti spenti, di pensieri matti,
    di monaci, di bravi e di monatti,
    e mi tornano a mente, contraffatti,
    ricordi di fuggevoli contatti
    con eretici e con autodidatti
    due connessioni si sono bruciatti
    siamo bloccatti sulla rima in “atti”
    e siamo diventati mentecatti
    signor Sinsone affrettati combatti
    vieni da me con gli strumenti adatti
    cambia i collegamenti designatti
    ottomilaseicentodiciassatti
    fai la riparazione. Tante gratti.

    (il versificatore automatico di Primo Levi)

  2. […] Cura miracolosa per una nuova malattia: il “refuso” gastroesofageo da computer nei concorsi uni… […]

    • Scusatemi, ma di fuori il temporale ha ripreso forza “ri-piove governo ladro”. Che ho, o meglio, cosa avrei da dire su questo nuovo tema?… Molto, anzi moltissimo. Però qui il sentiero è veramente sdrucciolevole e pericoloso, mi occorrerebbe un aiuto. Quindi, per favore, voi esperti della materia, se ci siete, “battete un colpo”.

      Sena da Oxfo

    • “Cercavo un libro da leggere ne ho scritti dieci” (intervista Italo Calvino, in L’Europeo, 5 luglio 1979)

      Ieri sera sono stato colpito, anzi abbagliato e fulminato, mentre visitavo la mostra “Italo Calvino. Il libro, i libri” presso la Sala Storica della Biblioteca comunale degli Intronati, non dai contenuti dell’intervista, rilasciata dal mirabile e poliedrico scrittore al settimanale in occasione della pubblicazione di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, ma dal cubitale titolo; questo ha, per così dire, deflagrato con tutta la sua potenza lanciando ed innescando nuovi cupi pensieri.
      Credo che, per pura coincidenza (fatalismo?), mi è sorta spontanea la seguente “cercavo una verità da leggere ne ho scritte dieci”; a dire il vero, dal lontano settembre 2008 quando tutto ebbe inizio e si manifestò, la cifra dieci è stata ampiamente superata, e non trova ancora alcun limite.

      Sena da Oxfo

    • Scusatemi, ma devo aggiungere:
      P.S. @Luca Samà, @Ghinacco, @lorenzo costa, @outis, @vicky, @LaTerraDeiCachi, @Domenico Mastrangelo, @Gino Greco, @Maestro James, @Massimo Del Disgusto e soprattutto @cal, – meglio conosciuto come “dottor A.G. Duplica” – dove siete?

  3. Buonasera, noi abbiamo lottato inutilmente contro l’abolizione del libretto degli studenti cartaceo, fatta a insaputa di tutti con decreto rettorale (siamo nel Nord Italia). A volte i voti saltano e i programmi si bloccano. Siamo pieni di rabbia. Dipendiamo sempre di più dalle macchine e da chi le vende.

  4. ….comunque qui c’è un problema serio, che mi sembrava di aver segnalato in qualche messaggio precedente: con il grande rimescolone causato dal disfacimento delle facoltà, della creazione di corsi di studi trasversali dai nomi abbastanza incomprensibili (per non dire dei dipartimenti); con l’uscita di ruolo di metà del personale docente a turn over fermo e la conseguente chiusura di metà dei corsi di studio, da un lato si sono create voragini nella didattica, cui si tenta di sopperire mettendo la gente a insegnare materie che non sa o che non sono la propria; dall’altro c’è gente rimasta orfana del corso che deve completare il “monte ore”, alla quale vengono affidati corsi in settori diversi dal proprio che magari erano occupati da un precario che ne sapeva parecchio di più. Senza dire che un discreto casino sussiste anche per quanto riguarda la definizione dei settori disciplinari stessi. Ecco che allora si chiede, non già che Tizio sia competente in “Scienze Rurali Tropicali”, ma in “Scienze rurali tropicali E AFFINI”, che evidentemente include anche la “Scienza del Verde Ornamentale” e le “Scienze del Benessere Animale”. È evidente che c’è spazio per la truffa; è evidente che i processi summenzionati favoriscono questa deriva, ma essa poggia talvolta sulla reale indeterminazione delle aree disciplinari, talvolta sull’ ignoranza riguardo ai contenuti di tutte le discipline che non siano la propria.

    • @Rabbi Jaqov Jizchaq
      …comunque qui c’è un problema serio, che mi sembrava di aver segnalato in qualche messaggio precedente

      Ben lungi da me far, per così dire, semplice e spicciola retorica, e pur apprezzando tutto quanto hai scritto ed evidenziato nei tuoi limpidi e puri post, rimango ben saldo e fermo con la mia opinione su “che ho, o meglio, cosa avrei da dire su questo nuovo tema?… Molto, anzi moltissimo. Però qui il sentiero è veramente sdrucciolevole e pericoloso” E sì, perché pur conoscendo direttamente e non, il “sentiero” non si presenta tortuoso, accidentato, con discese e salite, variegato con scorci belli e brutti, ma ahimè di contro inopinatamente “dritto” e pericolosamente ancora oggi (terzo millennio) dritto, cioè ben “codificato” ed affermato da tempi, che oramai possiamo dire biblici, dagli alti poteri dei baroni, oops!, l’ho detto e speriamo che peste non mi colga.

      Sena da Oxfo

    • Con la figura del docente di Ateneo chi è su una materia per un Dipartimento rischierà l’obbligo di ulteriore didattica su altri dipartimenti perdenti cattedre: numeri biblici, didattica inesistente, mesi a fare esami. Praticamente non si farà più ricerca se non in pochissimi centri per eletti.

  5. @Sena da Oxfo

    La peste non ti coglierà 😉 perché la baronia è un male endemico di questo paese. Dopo la morte di Carlo Magno l’unità dell’impero si dissolse e la signoria territoriale (dominatus loci) dei grandi e medi feudatari diede vita al particolarismo feudale, che in Italia non ha ancora messo capo alla nascita di una vera unità nazionale…

    @Mary

    che molta gente insegni in vari dipartimenti è oramai un fatto consolidato, per le seguenti ragioni:

    1) perché vi sono materie onnipresenti nei piani di studio, molti dipartimenti non ce le hanno ed è comodo farsele prestare “aggratisse”, secondo il principio per cui, come dicono a Firenze: “pe’ pigliare darebbe i’ còre”,

    2) perché la scomparsa del 50% del corpo docente non credo che lasci alternative al razionale sfruttamento delle “sinergie”,

    3) perché con la soppressione della metà dei corsi di studio molta gente ha da coprire il monte ore richiesto dalla legge,

    4) per il carattere disomogeneo dei dipartimenti stessi: come già citato nell’articolo di G. A. Stella, a Chieti c’è il dipartimento di Psicologia e Geologia. Piuttosto che fare le nozze coi fichi secchi, meglio sarebbe stato se avessero mantenuto le vecchie Facoltà, magari ribattezzandole “Dipartimento”.

    Quello che pavento, semmai, è che la gente venga messa ad insegnare cose che c’entrano poco o nulla con le proprie competenze disciplinari e contemporaneamente posta nelle condizioni di non poter esercitare il mestiere per il quale è stata assunta. Per giunta in un contesto dove la didattica, nelle valutazioni individuali e collettive (ANVUR, SUA, VQR, abilitazioni ecc.), checché se ne dica, non conta più assolutamente nulla (vedi articolo del prof. Semplici).

  6. @Rabbi Jaqov Jizchaq,
    «La peste non ti coglierà 😉 perché la baronia è un male endemico di questo paese»
    Pregiatissimo Rabbi,
    nel rinnovare tutto quanto già espresso e con infinita stima, riguardo ai tuoi giusti interventi in ISDM, devo necessariamente chiederti, e solo per rischiarare i mie pensieri ed eventualmente cambiare le mie idee sul tema, ma un “male endemico” deve necessariamente rimanere tale all’infinito? Cioè non esiste, nel ventunesimo secolo, nessuna cura?
    E mi scuso se sono stato sibillino e poco chiaro, ma è questa risposta che io vorrei, e poco mi importa sulle origini (se pur interessanti) de la “signoria di banno”.

    Sena da Oxfo

    P.S. Alla “peste” sono oramai vaccinato!

    • Buongiorno,
      noi continuiamo ad avere paura. Non solo didattica massacrante, ma attacchi espliciti contro i libri. Biblioteche chiuse lasciate al macero, inviti espliciti a comprare solo e-book, libri considerati come materiale incendiario e quindi “pericolosi” (vi ricorda qualcosa?), un rettore umanista che dice di non voler più vedere un pezzo di carta, il dogma della smaterializzazione (= acquisto di nuovi computer), aule con megaschermi per 200 studenti. Chi ha dato tutto questo potere agli informatici? Perché gli amministrativi ricevono l’ordine di boicottare gli acquisti librari? Non sappiamo come denunciare, è un sistema di connivenze a più livelli, metastatico e necrotizzante. Non avevo mai visto nulla di simile.

  7. @mary…eh, si, la “smaterializzazione” della cultura…un po’ come fa l’ISIS a Palmira. Sotto il profilo delle strutture e delle sostanze l’università di Siena si è anch’essa parecchio, diciamo così, “smaterializzata”!Non so cosa ci riservi il futuro, con le nuove tecnologie; so che ho un cassetto pieno di floppy disk inutilizzabili e oramai nelle bancarelle del modernariato, assieme alle tazzine della nonna e agli elmetti tedeschi, già si vedono dei Nokia antidiluviani. Cosa resterà delle odierne tecnologie, non si sa, ma l’imperativo che circola è: ADEGUARSI! E spendere di conseguenza un sacco di quattrini: più macchine, meno cristiani in carne ed ossa, una tendenza oramai generalizzata. Niente più libri, quaderni, lavagna e gesso, solo segnali di fumo a distanza, un grande spippolamento di tastiere e baluginio di monitor. Ma talvolta si avverte che questo modernismo cela solo un gran vuoto di contenuti: della cultura sembra non vi sia più bisogno. Ecco anzi cosa rimane della cultura: slogan, puro marketing. Ma quando è moda, è moda, e ora va di moda dire così, per cui non ho capito bene se la CEPU sia fallita, oppure si sia diffusa ed abbia inglobato tutto il sistema. Quanto al rogo (virtuale) dei libri, come non pensare a Farenheit 451?

    @sena da oxfo

    credo che il lungo periodo di astinenza (quasi dieci anni senza reclutamento!), frustrando ed emarginando le giovani generazioni (o a questo punto “ex” giovani), determinando la crisi di intere aree scientifiche a prescindere da ogni considerazione “meritocratica” o semplicemente di senso, impedendo un ricambio generazionale, abbia congelato i ruoli, cristallizzato i rapporti di potere, accentuato le distanze. Differenze enormi fra le generazioni, fra i sommersi ed i salvati, fra gli stipendi, e riguardo alla possibilità di soddisfare le legittime aspettative. Ho il sospetto che anche la matassa gigantesca ed aggrovigliata di burocrazia con la quale si dà l’impressione del dinamismo (“facimmo ammuina”) nasconda in realtà la continuità di un potere, reso vieppiù insidacabile dal carattere impersonale delle macchine. Le macchine hanno aumentato la burocrazia, anziché snellirla, e l’hanno resa dispotica: è questo meccanicismo deterministico una sorta di moderna tirannide. Naturalmente la colpa non è delle macchine, che non pensano (per ora), ma di chi a monte le manovra.

    • @Rabbi Jaqov Jizchaq: «…a questo punto “ex” giovani»

      Ma è questo il vero drammatico tema! Ho costatato e vissuto, in variegate realtà, al progressivo spopolamento in seno ad Unisi delle “giovani” figure; queste che erano e sono per la ricerca, e non nel senso meramente figurativo, le colonne portanti, i motori scalpitanti, le forze genuine, ecc. sono state gradualmente umiliate e fiaccate su tutti i fronti, sono state costrette, lungo il loro arduo cammino, ad ammainare bandiera e fuggire. Ed ai pochissimi “ex” giovani, oramai esamini con forze oramai ridotte al “lumicino” che stoicamente hanno resistito al violento urto, tutto appare ancora fosco nella nebbia che avvolge e protegge la “signoria di banno”. E mi ripeto, “è questo il vero drammatico tema”, ed aggiungo, da svolgere e risolvere.
      Sena da Oxfo

      P.S. @ Luca Samà, @ Ghinacco, @ lorenzo costa, @ outis, @ vicky, @ LaTerraDeiCachi, @ Gino @Greco, @ Maestro James, @ Massimo Del Disgusto e soprattutti @ cal (meglio conosciuto come “dottor A.G. Duplica) e @ Domenico Mastrangelo (per questo ultimo tema), dove siete, perché non intervenite?

  8. Stamani, in attesa di serena e proficua nuova giornata lavorativa, il “dubbio”, e credo lecito e fondato, che mi si è illuminato improvviso e spontaneo è: ma quanto fin ora esplicitato e stimolato tramite questo moderno “dazibao” (l’antico mezzo di comunicazione, anche se desueto, è appropriato rispetto al nostro tema, in quanto fu usato, il 25 maggio 1966 all’Università di Pechino, da un giovane Prof. di filosofia per criticare scelte politiche del Rettore di detta Università) interessa a qualcheduno in Unisi? E in particolare, interessa ai numerosi scriventi e lettori del presente blog?
    Boh! (amarezza e rassegnazione) e passo, pigramente, ai problemi giuridico-legali de la “signoria di banno”.

    Sena da Oxfo

  9. …visti i richiami insistenti, anche se non sono sicuro di aver compreso appieno la materia del contendere, ho “cesso” (participio passato del verbo cedere!) e provo a commentare … per far contento Sena da Oxfo! Leggo: “consentendo così la valutazione al concorso anche a chi non ha il requisito della “comprovata esperienza didattica” in Anatomia Umana, la materia in cui si chiede il posto di professore associato.”… sarebbe questo l’oggetto dello scandalo? Se sì, beh, ecco il mio breve commento: tutti desideriamo avere un posto di professore associato (o, meglio ancora, ordinario), giusto? Specialmente, magari, chi il posto se lo merita, per titoli, esperienza, competenza, capacità (tutte qualità “marziane” per l’Accademia nazionale … o no?) … bene! Questo premesso, la mia semplice domanda è: ma io, con i miei 36 anni di laurea in Medicina e Chirurgia, con la specializzazione in Oncologia, con la specializzazione in Ematologia, con la specializzazione in Farmacologia Clinica, con la specializzazione in Oculistica, con la pluridecennale esperienza di laboratorio di biologia molecolare e cellulare, cosa ci sto a fare nella sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche, e Neuroscienze? … il posto non me lo sono scelto io, ma se sto in Anatomia e voglio “tentare la fortuna” dove mi presento come candidato? …vediamo di trovare risposta a questi primi quesiti e poi, se volete, andiamo avanti con la discussione … cari saluti

    • @Domenico Mastrangelo: «ho “cesso” (participio passato del verbo cedere!) e provo a commentare… per far contento Sena da Oxfo!»

      Ciao Domenico, mi verrebbe da dire finalmente! Sì, finalmente un “storico” commentatore di questo blog ha abboccato all’amo del paziente e cocciuto “vecchio” pescatore (come in “il vecchio e il mare” di E.H). Ma io ho scritto “…e soprattutti @ cal (meglio conosciuto come “dottor A.G. Duplica) e @ Domenico Mastrangelo (per questo ultimo tema), dove siete, perché non intervenite?”, cioè gli opposti e contrari poli di storiche vicende di Unisi, Ti premetto che tu sei il polo “positivo”, e ben venga il tuo contributo sul quiescente e raffreddato tema Unisi, ma il mio intento era far abboccare all’esca il gigantesco “pesce vela”, cioè Cal. Quest’ultimo è pure un buon cambusiere piuttosto che capitano della mitica barca Unisi, e sul ponte dovrebbe far sventolare “bandiera bianca” (Franco Battiato, 1981) e non quella gialla.
      Sena da Oxfo

      P.S. Credo di prendere all’amo il “pesce vela” e spero di non fare lo stesso errore del vecchio Santiago.

  10. Mi sembra, da alcuni commenti, che si stia facendo un po’ di confusione, allontanando la discussione dall’impianto centrale di questo post.
    È scontato che in un concorso pubblico, chiunque abbia i requisiti previsti dall’Avviso possa parteciparvi. È altrettanto ovvio che la Commissione del concorso, se manipola i criteri dell’Avviso, al fine di consentire a chi non ha i requisiti di partecipare al concorso, commette un reato.
    Il rettore, il direttore generale (che è anche responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza nell’ateneo senese), il delegato del rettore e il presidente della Commissione la pensano in maniera diversa. Come se si trattasse di un’opinione e non di un fatto!

  11. Il problema, però, caro Giovanni, è che, come tu sai molto bene, io il curri”culum” me lo sono fatto prima fondando un laboratorio di biologia e genetica molecolare all’interno dell’allora Dipartimento di Scienze Oftalogiche e poi pubblicando essenzialmente sul RETINOBLASTOMA e sui tumori oculari. Quindi, la mia domanda non è, secondo me, né “oziosa” né fuorviante; ma la riformulo perché si comprenda meglio! Perché, con i titoli che ho io, sono finito in una sezione di Anatomia, quando all’interno dell’Azienda Ospedaliera Senese opera il centro di riferimento nazionale sul RETINOBLASTOMA? Mi trovo certamente bene qui da te, ma è del tutto evidente che, chi ha voluto che fossi trasferito qui, mi ha, nello stesso tempo, non solo impedito di godere dei benefici della “convenzione” con l’Azienda stessa (che sono un mio sacrosanto diritto!), ma anche di fare qualsiasi passo avanti nella carriera, dal momento che io, i famosi “requisiti” per prendere l’idoneità in Anatomia, non li ho! Eppure tu conosci bene la mia storia e quindi spiegare a te queste cose, mi sembra del tutto superfluo! Il vero problema non sono i “requisiti” o i “trucchi” che si fanno, ma avere le professionalità giuste nei posti giusti! … e personalmente credo che, al di là del caso specifico, “ben vengano” i trucchi, se serve per salvare professionalità e riconoscere qualifiche MERITATE! …In un mondo governato dai banditi, solo chi è più bandito di chi governa, ce la può fare! … certo, questa cosa non mi soddisfa, ma non vedo grandi alternative!

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