Giustizia e giornalismo in Italia

Cosimo Loré. Toghe lucane è una inchiesta giudiziaria e giornalistica che fa onore ad alcuni eroi contemporanei: su tutti al Magistrato Luigi De Magistris e poi al Capitano Pasquale Zacheo, alla Professoressa Albina Colella, ai Giornalisti Carlo Vulpio, Gianloreto Carbone, Nino ed Emanuele Grilli, Nicola Piccenna, che è stato il primo ad accedere agli atti, benchè questi fossero disponibili da ben venti giorni, dato questo sconcertante e attestante la totale colpevole indifferenza della popolazione (che così si conferma formata da persone non idonee e neppure inclini a diventare civili cittadini! Malgrado il sussiego pensieroso e frettoloso osservabile in qualsiasi passante odierno…) e degli addetti ai lavori. In queste ore città frequentate da chi scrive sono “prese” da ben altri affari, senesi in preda ai postumi del Palio e ai suoi costumi colorati, leccesi ad affollar la Prefettura per la presentazione delle divise dei campioni calciatori “firmate” dall’alta moda. Né pare che tiri aria di maggior consapevolezza nelle altre lande italiche, da quelle caotiche delle metropoli ai mille borghi dormienti…
Eppure sol che si rivolga un minuto d’attenzione al contenuto della indagine da poco conclusa alla Procura di Catanzaro, anche se non si è dotati di diplomi di laurea, non si può che sorprendersi di fronte ad un quadro che, al di là degli aspetti e delle fattispecie di pertinenza e rilevanza penale, dovrebbe far tremare chiunque, pur non interessato alla questione criminale e privo del benchè minimo afflato etico, abbia a cuore il proprio spazio vitale, la possibilità di agire nella società, la speranza nel futuro.

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Un professore “creativo” che confonde i millenni

Omar Calabrese e la Storia

Ci hanno segnalato questo video di youtube, nel quale il Professor Omar Calabrese si diverte a raccontare delle fole ad una trasmissione di RAI 3 sulla storia delle abbazie del Senese, sparando uno strafalcione dietro l’altro.

Contro tutte le strumentalizzazioni sulla visita del Papa alla Sapienza

Sta circolando un appello, al momento sottoscritto da più di 1500 firmatari, «al Presidente della Repubblica, ai politici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, a quanti operano nell’ambito della comunicazione, ai rappresentanti delle varie religioni e a tutti i cittadini perché si ristabilisca la corretta lettura dei fatti e si evitino strumentalizzazioni che possono, queste sì, rappresentare un pericolo per il dialogo e per il civile confronto delle opinioni.» Per sottoscrivere l’appello.

Per approfondimenti:
Pietro Greco: Ma io quei professori li difendo; l’Unità 18 gennaio 2008.
Stefano Rodotà: La laicità dopo il caso Sapienza; la Repubblica 22 gennaio 2008.

Il Papa alla Sapienza, la Massoneria toscana all’Università di Pisa

Le università di massa sono da alcuni anni sempre più terra di conquista che, proiettando i loro messaggi sulla società, fanno audience. Siena ha fatto scuola ai tempi del rettore Luigi Berlinguer. Politici, letterati famosi e scienziati di vaglia si sono succeduti alle inaugurazioni. Quel che era un fatto interno all’università, un momento per conoscere lo stato dell’Ateneo e ascoltare la prolusione di un professore autorevole di una facoltà (a turno), è così divenuto un happening. Chi ricorda l’ultimo “prolusore” ufficiale dell’ateneo romano?
A Pisa, la sede universitaria “democratica” per definizione, che ha rimosso la lapide di Giovanni Gentile, terrà, con la Massoneria toscana, un bel convegno sullo “Stato laico in una società multiconfessionale”, moderato dal prof. Romano Lazzeroni, presente il Gran Maestro Gustavo Raffi. Autorevoli, i relatori: il prof. Gian Mario Cazzaniga, cultore di storia massonica, altri due professori “laici” come Raimondo Cubeddu e Mario Montorzi, un laico “liberal” come il prof. Gaetano Quagliariello, che, avendo spesso polemizzato con la massoneria, ha inviato una lettera aperta a tutti i partecipanti per spiegare il motivo della sua presenza. Poi due senesi: Roberto Barzanti, già parlamentare europeo, uomo di cultura riconosciuto e di apertura culturale indubbia, e Stefano Bisi, giornalista e caporedattore del “Corriere di Siena”, che, con il rettore pisano Marco Pasquali, vi appare per i saluti nella veste inedita, per i senesi almeno, di “presidente del Collegio dei maestri venerabili della Toscana”. Complimenti per la carriera! “Sena triumphans” anche a Pisa! Si potrebbe proporre un palio straordinario…
Roma e Pisa: l’università si “apre” al mondo in modo molto diverso. Credete che la libertà di parola dei massoni sarà messa in discussione a Pisa? Credete che frange estremistiche si ricorderanno che la Toscana è stata il cuore territoriale, quanto meno, della P2? Pensiamo e speriamo di no. Come avremmo pensato e sperato per Roma. I tumultuanti potevano anche aver ragione storicamente (vista la potenza d’urto sui media del Vaticano), ma hanno peccato sul piano dell’opportunità politica. Per i laici la vicenda si conclude con una débâcle. “Non creare martiri” è sempre stato un imperativo categorico della coscienza, anche laica, ma in più lo ha sempre insegnato anche la cultura politica spicciola, quella terra terra dell’opportunità, del buon senso: che più si va avanti negli studi, più si può perdere. È un aspetto della crisi dell’università?

Davide Carlucci ha citato questo post nella sua inchiesta “Università il crepuscolo dei baroni” (la Repubblica, 23 gennaio 2008).

Con la “primavera” senese è nata una mosca sperabilmente ostinata e fastidiosa

Moscaalnaso_2Nelle edicole senesi è oggi in vendita a 0,20 € un agile periodico (8 pagine, 25×34 cm) di libera informazione intitolato “La Mosca al naso”. Riportando il primo editoriale del periodico, rivolgiamo ai colleghi della redazione i nostri più sinceri auguri nella speranza che il sicuro successo li convinca a trasformarlo presto in quotidiano.

Editoriale
Eccoci qua! Abbiamo pensato che nell’informazione locale mancasse qualcosa: la voglia di dirci anche Ie cose meno piacevoli e di riderci sopra senza timore di passare per denigratori di Siena e del suo prestigio. Ed allora ecco qua, un periodico nuovo di zecca che guarderà ai fatti cittadini con ironia, senza la pomposità spesso imperante. Sappiamo che non tutti gradiranno, soprattutto quei vertici cittadini abituati all’adulazione ed all’adorazione, seppur talvolta velata da una qualche battuta banale. La nostra Mosca sa quindi in partenza che potrà essere fastidiosa, che farà spesso saltare, appunto, “la mosca al naso”, ma è proprio quello che vogliamo. Aiutateci a farla volare in libertà. Ad essere insistente ed imprevedibile, dandoci notizie anche minime, mandandoci foto, suggerimenti, interventi magari brevi; tante chiacchiere non aiutano a capire il succo. Ma scherzare non vuol dire banalizzare. Gli argomenti più rilevanti per la vita cittadina saranno al centro della nostra attenzione e qualche volta non potremo fare a meno di approfondirli. Sempre, ovviamente, con ironia e semplicità. Auguri a tutti gli “addetti ai lavori” per gli impegni che Ii attendono. Un cardiale saluto di benvenuto ai lettori.
La Redazione

“Mistero buffo” sulla base Nato di Vicenza

RameFerraraCaro Giovanni,
ricevo dalla mia carissima amica e compagna di tante lotte, Franca Rame, l’invito pressante, che faccio mio con tutto il cuore, rivolto al Presidente Prodi perché riveda la sua infelice posizione sulla base Nato di Vicenza. Ognuno avrà il diritto di pensarla come vuole, e quindi non ti ribadirò il mio “Yankee go home immediately”, ma Ti prego di accettare questa protesta sacrosanta sul tuo ancora più sacrosanto blog. In fondo lottiamo tutti per la stessa causa, ossia contro i prevaricatori ed i prepotenti. Io personalmente non vorrò chiudere gli occhi se prima l’ultimo americano non avrà lasciato il suolo italico e l’ultimo despota universitario non sia andato a casa.
Ti abbraccio Aldo Ferrara

“Ripensaci Prodi”
Franca Rame. Le chiediamo di riconsiderare il suo editto da Bucarest sull’allargamento della base americana a Vicenza; una decisione espressa senza tener conto delle diverse opinioni degli abitanti della città veneta e di tutta la zona coinvolta. L’aprire una base (la più importante d’Europa come Lei ha riconosciuto), a due chilometri da una città d’arte e cultura d’importanza mondiale, senza considerare l’impatto ambientale disastroso che provocherebbe, ci sembra a dir poco insensato. La preghiamo quindi di tornare sulle sue decisioni. Apra un vasto dibattito. Pronunci, a reti unificate le inedite parole: “Ho sbagliato! Parliamone!” Sarebbe un gesto di grande civiltà, mai dimostrato da nessun governante al mondo.

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Sanità, ambiente, università: non più indignazione ma emulazione?

FirenzeCosimo Loré. Medicina Legale. Il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, e i sindaci di Firenze e di altri Comuni, con i rispettivi assessori all’ambiente, non avrebbero contrastato come avrebbero dovuto l’inquinamento atmosferico e non avrebbero difeso come avrebbero dovuto la salute pubblica. Lo sostiene la Procura della Repubblica di Firenze, che ha chiuso le indagini sull’inquinamento atmosferico nell’area fiorentina iniziate nel 2005. Il pm Prodomo contesta a Martini e Artusa il rifiuto e l’omissione di atti d’ufficio. Gli amministratori hanno ricevuto gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari e tra 15 giorni il pm deciderà a carico di chi formulare le richieste di rinvio a giudizio. Le Procure di Firenze, Pisa, Siena stanno lavorando su fronti inconsueti quali quelli della criminalità non tradizionale ma aggravata dalla responsabilità richiesta ad amministratori apicali di Regioni, Ospedali, Università. Il tutto in un periodo storico difficilissimo per carenza di adeguata reazione sociale. Come ben ebbe a dire Nerio Nesi, oggi alla fase della indignazione è subentrata quella della emulazione. Tradotto significa che troppi cittadini lungi dal collaborare alle indagini vorrebbero partecipare al saccheggio e alla strage. Anche in ambito di accademia, malgrado la pertinenza medico-legale dell’argomento, assai rare sono le voci di supporto scientifico e morale (se si eccettua l’”eccellenza” sia etica che scientifica della medicina legale foggiana…). Molti tacciono, alcuni intenti a coltivare l’orticello e qualcuno a ricevere per interposta commissione un posto fisso per il parente meno dotato. Il Ministro Mussi alle Iene dichiara di non conoscere la clamorosa vicenda dei concorsi del 1988 (sic!) in otorinolaringoiatria che esitarono in sentenze stigmatizzanti i livelli infimi e infami dell’attuale università italiana (rectius: della medicina e chirurgia) ma non nella rimozione dei truffatori. Il potere come fine è la peggiore droga. Alt!

Morti bianche ad “orologeria”: il progetto continua

Articolo21Questo blog si è già occupato delle morti bianche ad “orologeria”. Oggi riportiamo un progetto pilota del Prof. Ferrara, dell’Università di Siena, che si inserisce nell’ambito del premio Luigi Marri, promosso da Articolo 21 e sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica. Il progetto propone indagini specifiche nel territorio nazionale, con lo scopo di accertare e quantizzare il rischio per la salute degli addetti alla viabilità ed i suoi costi sanitari, studiare la possibilità di prevenzione e recupero ed, infine, stimare l’eventuale danno biologico esistente ed i costi d’indennizzo.

Aldo Ferrara. I recenti rapporti sullo stato di salute delle nostre città rendono indilazionabile un piano di monitoraggio e controllo dei lavoratori a rischio, specialmente quelli della strada, vigili urbani, operatori ecologici, esercenti ed addetti alla distribuzione dei carburanti. I dispositivi di legge, segnatamente il DPR 626/94, non sono sufficienti ad un controllo sanitario efficace, specie per un’interpretazione restrittiva della legge. Queste problematiche non coinvolgono solo le grandi città (con più di 500 mila abitanti) ma soprattutto le piccole, come dimostrano i monitoraggi dell’aria eseguiti ad Aosta, Cremona, Busto Arsizio etc.. Infatti, nelle città con più di 100 mila abitanti, il ricorso ai mezzi privati è più alto e più frequente (86%) mentre nelle città più grandi è più modesto (78%), data l’offerta di trasporto pubblico più consistente. La strada, quindi, come fonte di malattia e dunque l’Operatore della Polizia Municipale è il simbolo di quanto ancora si debba fare sulla salute dei cittadini a rischio.
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Dietro le mura di Gerico

Allons_enfants_1Aldo Ferrara. Un altro segnale di cambiamento arriva dalla elezione di Giovanni Grasso a Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche. Giovanni, uno degli straccioni di Valmy, sostituisce, con le sue, le insegne del Prof. Sgaragli al quale va la nostra umana solidarietà, ed in questo è in buona compagnia, e questi sicuramente andrà ad arricchire, sgravato dagli impegni amministrativi, la sua già copiosa e fertile produzione scientifica.
Mi spiace sinceramente non essere in quel Dipartimento: io ed altri colleghi abbiamo fatto domanda, respinta dal Senato Accademico, poi rifatta, poi rirespinta e così per due anni. Peccato, avremmo voluto esserci in quest’ultima elezione per dare il nostro conforto elettorale ad un farmacologo con il quale io avrei personalmente voluto collaborare ma che, evidentemente, era di parere diverso, a costo di sforare le regole.
Avanti Giovanni c’è lavoro per te e siamo sicuri che bene opererai, con la protezione che ti viene non dall’alto ma dal suono dolce della marsigliese come a Valmy.

Cercasi leader disperatamente

AurigiL’espresso n. 45 in questi giorni in edicola ha pubblicato, nella rubrica delle lettere, una parte del lungo intervento di Mauro Aurigi. Riportiamo l’intervento integrale segnalando che le parti in corsivo sono quelle non pubblicate dal settimanale.
Mauro Aurigi. Mi ha assai preoccupato l’editoriale di Moises Naim (“L’espresso” n. 43). Non tanto per quello che l’autore dice (non è certamente il primo né sarà l’ultimo nella storia e nell’attualità a sostenere “Cercasi leader disperatamente”, come fedelmente recita il titolo), quanto per averlo letto su una testata gloriosa come “L’Espresso”. Certo che l’Occidente è in crisi, ma Naim scambia la causa per l’effetto e fa dipendere quella crisi dalla mediocrità degli attuali capi occidentali, mentre è proprio la crisi, che ha ben altre e ben più gravi cause, a far postulare la necessità «di leader forti, efficaci e competenti». Non c’è comunità in crisi che non sia alla ricerca dell’uomo della provvidenza, dell’unto del signore. Peccato però che quando finalmente l’uomo della provvidenza, ossia un “leader forte, efficace e competente”, emerge, quella comunità, lungi dal progredire, rovina invece in un tragico baratro, come ben sappiamo noi in Italia, ma anche in Germania e in ogni Paese che abbia affidato nelle mani di “uno solo” i propri destini.
Come fa Naim a non sapere che il divario di civiltà tra l’Occidente e il resto del mondo non sta nella maggiore o minore eccellenza dei rispettivi capi politici, ma, al contrario, nel maggiore o minore peso nella gestione della res publica (maggiore o minore democrazia) che i rispettivi popoli hanno conquistato proprio nei confronti della propria classe dirigente? Forse Naim non è uomo di selezionate letture. O forse legge, ma poi tira dritto. Sennò saprebbe che “non abbiamo bisogno di buoni politici, ma di buoni cittadini” (J. J. Rousseau), o che “non dovete chiedervi cosa il governo può fare per voi, ma cosa voi potete fare per la nazione “ (J. F. Kennedy), o “beato quel popolo che non ha bisogno di eroi” (B. Brecht). Ma anche se ignora ciò, non può sfuggirgli che i paesi più civili del mondo, ossia i più “occidentali” di tutti (Scandinavia, Olanda, Svizzera, Nuova Zelanda ecc.), sono quelli più di tutti gli altri privi di “leader forti, efficaci e competenti” (tant’è che non ci è noto neanche un nome dei loro capi politici).
E anche se si rivolgesse alla storia, il nostro Naim, saprebbe che i balzi più prodigiosi in termini di cultura e delle arti (ossia di civiltà) l’uomo li ha fatti grazie a quelle città-Stato della Grecia classica e dell’Italia comunale, che abolirono il “capo”: di quelle esperienze sono giunti sino a noi migliaia di nomi di pensatori, letterati e artisti come non mai, ma neanche il nome di un solo politico (Atene e Firenze nulla dovettero a Pericle e Lorenzo il Magnifico, anzi fu a causa di questi tiranni, “leader forti, efficaci e competenti”, che cominciò il loro declino).
Insomma,
temo ci sia più fascismo, e più sofisticato, nella sola frase di Naim “abbiamo tutti disperatamente bisogno di leader forti, efficaci e competenti”, che in un intero comizio di Borghezio. Ecco perché mi ha assai preoccupato leggerla in un editoriale de “L’espresso”.