Quali incentivi perderà l’Ateneo di Siena per una impropria programmazione del fabbisogno di personale?

Rettoratointerno150 Nei primi tre mesi del 2005, per porre fine all’anarchia di taluni Atenei sul reclutamento di personale, il ministero dell’Università predispose gli strumenti per verificare, con procedura informatizzata, l’effettiva compatibilità delle assunzioni, sbloccate dalla finanziaria. Con le note e circolari inviate ai rettori, il Ministro introdusse regole e vincoli precisi che gli atenei devono rispettare per vedere soddisfatte le loro richieste. Con una di tali note, Prot. 416/21 marzo 2005 e destinata al Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui), vengono individuate alcune linee guida (indicatori) che le università dovranno seguire, nella loro programmazione del fabbisogno di personale, se vorranno ottenere incentivi ministeriali. Indicatori di composizione: su 100 docenti vi dovrebbero essere 23 ordinari, 32 associati e 45 ricercatori; per i tecnici ed amministrativi non si dovrebbe superare il 30% dei punti organici di tutto il personale in servizio. Indicatori di carico didattico, riguardanti il rapporto tra studenti iscritti e numero di docenti, quale criterio da assumere per individuare specifici fabbisogni di personale docente. Indicatori di “ringiovanimento” che consentano, sulla base dei profili di età dei docenti, particolari interventi di reclutamento per la sostituzione per tempo dei più vecchi con giovani leve di ricercatori. Indicatori d’impegno scientifico per sostenere particolari attività di ricerca scientifica sulla base dei risultati raggiunti.
Il presidente della Crui informò giustamente i suoi colleghi rettori dell’esistenza di tali linee guida, ma non il suo Ateneo. Come mai? Gli altri atenei hanno discusso tali linee guida nella loro programmazione del fabbisogno di personale, ma non l’Università di Siena. La nota 416 non è mai arrivata in Senato Accademico, in Consiglio di Amministrazione e nelle Facoltà. Nel 2005 è stata inviata al ministero una programmazione che non ha tenuto conto di tali indicatori e, verosimilmente, l’ateneo senese sarà ulteriormente penalizzato.Pubblicato da: il Cittadino Oggi 9 aprile 2006.

Consigli al nuovo rettore dell’Università di Siena

Pier Egisto Valensin. Ho letto con grande attenzione l’intervista rilasciata a Francesco Meucci de La Nazione “Focardi parte in quarta – Sanità, ricerca e casa – Così cambio l’ateneo”. Credo che partire in quarta sia tipico del nuovo rettore, con cui mi congratulo e a cui desidero testimoniare la mia fiducia, convinto come sono che abbia le carte in regola per mettere in pratica i suoi buoni propositi: i temi scelti sono quelli giusti, profondamente connessi tra loro, purché si aggiunga quello della formazione, visto che riguardano profondamente lo sviluppo armonico della città. Quindi niente di meglio di un docente-ricercatore-contradaiolo. E la sanità? Qui, è ovvio, bisogna aver pazienza, il nuovo rettore deve farsi le ossa; è importante però che abbia da subito le idee chiare, che parta con il piede giusto. Spero pertanto che accetti con favore qualche suggerimento in questo campo da un ex-docente medico-ricercatore-contradaiolo (devo ammetterlo all’acqua di rose in confronto a lui – e, a proposito di rose, si sa che la gente dà buoni consigli, sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli, se non può più dare il cattivo esempio).
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Università di Siena. Spese inutili da tagliare: l’affitto del Palazzo Chigi Zondadari per la visione del Palio a 50 ospiti

Tre appartamenti del Palazzo Chigi Zondadari, utilizzati come spazi di rappresentanza, sono stati riaffittati dall’Università per 156.000,00 € (IVA compresa) all’anno principalmente per relazioni pubbliche e per consentire la visione del Palio a 50 ospiti (Consiglio di Amministrazione del 19/12/05; contrari 1 docente e 2 studenti). Eppure, la finanziaria impone che, a decorrere dall’anno 2006, le pubbliche amministrazioni non possono effettuare spese di rappresentanza superiori del 50 per cento di quanto sostenuto nel 2004. Chi ha deciso che l’Università debba avere tanti ospiti per il Palio? Se è proprio necessario, è molto più conveniente acquistare i biglietti. L’assurdo di tutta la vicenda è che, per recuperare una parte dei costi, il CdA ha pensato bene di subaffittare i locali a soggetti esterni per convegni e congressi, in violazione del contratto di locazione. Vista la possibilità di recedere dal contratto, senza pagamento di penale ed in qualsiasi momento, sarebbe opportuno che il nuovo rettore interrompesse la locazione dell’immobile.
Pubblicato da: il Cittadino Oggi 5 maggio 2006.

Agenzia di stampa Alifax nulla sfugge

Mickey_mouseIl Presidente della Repubblica Popolare Cinese, in un messaggio al popolo, ha parlato dell’Italia come del paese in cui si gettano neonati nella spazzatura (in appositi cassonetti perchè c’è la raccolta differenziata dei rifiuti), si rapiscono bambini malati e talvolta si sciolgono nell’acido, si fa lavorare nella televisione di stato autentici criminali, come Biagi, Santoro, Luttazzi e i fratelli Guzzanti. Ha poi però precisato che non si riferiva all’Italia di oggi ma a quella di qualche mese fa e che, nonostante tutto ciò, la Cina ha un rapporto bellissimo con l’Italia; d’altra parte c’è poco da fare, la storia è storia.

Università: come fare concorrenza al CEPU

Ombra_4 Le parole d’ordine per seguire la vicenda della “svendita” delle lauree sono: abbuonare esami, abbuonare crediti, recupero crediti, riconoscimento crediti. Ma l’obiettivo delle università è il solito “far soldi” e il risultato è assicurato: “lo scadimento dell’offerta formativa”. Si scriveva su questo blog il 27 marzo che «presto la laurea sarà portata a casa dal fattorino, telefonando, sullo schema del ”pronto pizza”. La situazione è seria e il degrado è inarrestabile». L’Ateneo di Siena è stato il primo: sono stati “svenduti” 2.350 titoli di tutti i corsi triennali della Facoltà di Medicina e 9.000 lauree del corso di laurea in scienze dell’amministrazione verranno consegnate nei prossimi anni al prezzo di 300 € cadauna già versati. La risposta nelle altre università non si è fatta attendere, come si vede dagli articoli di Giuseppe Caruso e, in precedenza, di Gian Antonio Stella, Cristiana Gamba, della Sinistra Universitaria di Siena o di S.M..

«Fuori dal coro»… sul nuovo e sul vecchio rettore dell’Ateneo senese

Pier Egisto Valensin. Rien ne va plus. I giochi sono fatti e Giovanni Grasso può dare atto al sottoscritto, astrologo di Brozzi, di aver previsto esattamente l’esito finale dell’elezione rettorale. Rien ne va plus. Il vecchio rettore se ne va, con il corredo (legittimo) di una struggente lettera di commiato in cui rivendica (scontato) i propri meriti e la propria coerenza che, questa sì, gli va ampiamente riconosciuta, anche se non indirizzata ad obiettivi che personalmente giudico quelli giusti. Il nuovo rettore si insedia, ringraziando tutti, proprio tutti, in mezzo al giubilo di tutti, proprio tutti. E qui, detto fuori dal coro, qualcosa non mi torna: perché esultano per la vittoria di chi appariva il candidato del cambiamento tutti coloro che avevano fatto quadrato intorno al personaggio emblema dello status quo? In un simile contesto gli elogi al candidato si fanno prima, per ciò che ha fatto nella sua vita e per ciò che si impegna a fare una volta eletto, dopo, per ciò che fa e non semplicemente perché ha vinto (anzi stravinto); nel frattempo, si fa quel che intende fare con questa nota e in assoluta sincerità il sottoscritto, ci si congratula, gli si augura buon lavoro e gli si raccomanda di presentare subito un programma di lavoro che testimoni un rinnovato impegno di rispetto della legalità e di democraticità formale e sostanziale e soltanto dopo di procedere alla nomina dei propri delegati, scelti fra quelli più adatti a mettere in pratica le sue chiare indicazioni programmatiche.
Il nuovo rettore merita sicuramente credito e fiducia che possa realizzare ciò che si è proposto (in una dichiarazione di oggi a La Nazione afferma di mettere al primo posto ricerca e sanità), ma il sottoscritto vorrebbe che gli fossero fugati i pur che minimi dubbi che abbia qualche conto da saldare e che ciò possa interferire sulla sua volontà di far bene. Nonostante il numero dei candidati, la campagna elettorale non è stata poi così sostanzialmente diversa, soprattutto per quanto riguarda la trasparenza, da quando il candidato era uno solo. Per questo motivo, per scacciare questi pur che minimi dubbi, vorrei chiedere a Giovanni Grasso, certo meglio informato di me, se è in grado di rispondere alla seguente trinariciuta domanda: l’andamento della campagna elettorale e il suo esito finale sono stati influenzati (sì/no e, se sì, in che modo e fino a che punto): (a) dalle vicende giuridiche del rettore Tosi; (b) dall’efficientissimo Centro Comunicazione (e Marketing) d’Ateneo; (c) da partiti, organizzazioni sindacali centrali o di settore, altri tipi di istituzioni. Grazie.

P.S. Colgo l’occasione per ringraziare, per il benevolo commento, M.A.G.M.B. che, giuro, non ho la più pallida idea di chi sia.

Ateneo di Siena: sul degrado del Polo Scientifico di San Miniato

Piccola rassegna fotografica di un complesso edilizio il cui ultimo lotto, consegnato nel 2002, già tre anni dopo presentava evidenti segni di degrado.
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Svendita di lauree sulla base del “riconoscimento dei crediti formativi”

OmbraNella “presentazione e scopi” di questo blog si legge: «Nel nostro Ateneo “Comunicazione e Marketing” sono ora il top della conoscenza, il sapere dei saperi, la filosofia di questa vita e anche dell’aldilà. Si tratta il sapere come merce da vendere, cercando di coinvolgere, sulla base del “riconoscimento dei crediti”, masse sempre più cospicue di persone e intere categorie professionali, vale a dire persone di tutte le età. Si tratta il titolo di studio come un prodotto da consumare. Presto la laurea sarà portata a casa dal fattorino, telefonando sullo schema del “pronto pizza”! La situazione è seria e il degrado è inarrestabile. La cultura non può scendere per andare incontro alle masse; lo studio è da sempre fatica e selezione.»
In questo campo la realtà ha ormai superato la fantasia. È sufficiente leggere «Lauree facili proposte in convenzione come batterie di pentole», come dice Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, o Cristiana Gamba su Il Sole 24 Ore, o la Sinistra Universitaria di Siena sul Manifesto o S.M. sul Corriere di Siena.

Vivere la legalità: dall’educazione alla legalità alla “cultura” della legalità come pratica diffusa

rettoratointerno150Il Comitato Nazionale per la Legalità, la Cittadinanza e lo Sviluppo ha promosso la Giornata “Scuola e Legalità” affinché le scuole diventino luoghi privilegiati di rispetto dei diritti umani, di pratica della democrazia e di solidarietà. Il Comitato ha, inoltre, diffuso un manifesto che è un invito a riflettere sul rispetto delle norme e delle regole quale fattore fondamentale per la convivenza civile, nella vita quotidiana, a scuola come nella società e, riteniamo, a maggior ragione nell’Università.

Ateneo di Siena: si è dimesso il rettore Prof. Piero Tosi

Il professor Piero Tosi ha presentato questa mattina al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca le dimissioni dalla carica di rettore dell’Università di Siena.
Le motivazioni in una lettera inviata alla comunità accademica senese.