Silvano Focardi è il nuovo rettore dell’Università degli Studi di Siena

Silvano Focardi: voti 515; Antonio Cardini: voti 382; schede bianche: 48; schede nulle: 29.

Dopo 20 anni di governo ad opera dello stesso gruppo, con candidature uniche e cooptazioni a tutti i livelli, l’elezione del nuovo rettore rappresenta un forte segnale di cambiamento in un drammatico momento di gravi emergenze per il nostro Ateneo. È necessario che l’apporto di tutti sia finalizzato alla salvaguardia della istituzione, messa a grave repentaglio da una gestione impropria. Noi tutti ci stringiamo attorno al nuovo rettore con il nostro piccolo contributo, perché prima di tutto si faccia portavoce delle istanze di tutti quelli che non sono stati rappresentati ed assicuri quello che a Siena non è ancora emerso: il concetto di “giustizia scientifica”, ossia le pari opportunità di ricerca e di lavoro per tutti, studenti, personale tecnico-amministrativo e docenti.

Pubblicato da: il Cittadino Oggi, 24 marzo 2006.

Elezioni del rettore, mutazione genetica del palio e classe dirigente a Siena

StemmaUnisiM.A.G.M.B. Egregio Professore Giovanni Grasso, leggo su “La Nazione“ del 16 marzo u.s.: “Silvano Focardi inizia primo il terzo giro di Piazza, si direbbe prendendo in prestito la terminologia paliesca. Tallonato da quel cavallo di razza che è Antonio Cardini. Un capitano (Chiocciola) contro un ex governatore (Oca): questi i candidati che andranno al ballottaggio per diventare rettore dell’università mercoledì 22 marzo.” … E più giù … “Cosa succede adesso? Il capitano Focardi dovrà mettersi a fare i partiti, ma anche l’ex governatore Cardini conosce il meccanismo”. Chi è in grado di capire, può giudicare da solo. Sono ormai anni e anni che i giornali si servono di immagini come queste che, sfrondate dalla retorica, lasciano un residuo consistente. Per chi “conosce il meccanismo” (non ci vogliono delle menti sovrane per conoscerlo!) i “partiti” sono gli accordi segreti, (i senesi nei giorni del palio hanno tutti la vocazione del complotto) volti al prevalere senza scrupoli di sorta: strategia, che non esclude i voltafaccia e la mancata fede alla parola data (che viene però mantenuta, a risultato ottenuto, nei pagamenti) e che istituzionalizza taluni comportamenti che non possono essere accettati fuori del “sistema palio”: primo la corruzione (nella restante società si chiama così!) di chiunque possa risultare utile, ivi compresi i fantini delle contrade avversarie che possono essere “comprati” col denaro, anche se rischiano di essere accoppati. Questo nel tentativo di far vincere la propria contrada o di far perdere con ignominia la nemica. Non credo che ci sia mai stata una contrada che abbia fatto causa per farsi restituire il maltolto. Sono questioni che vengono regolate, se vengono regolate, in altro modo. È quindi un sistema chiuso, decisamente anacronistico e fondamentalmente antieconomico (questo è sicuramente un pregio!), dove le contrade spendono i soldi dei contradaioli con pochi rientri.
 Spendono per la gloria! La forza, l’orgoglio, la superbia, l’astuzia, la frode, il raggiro, la volontà di dominare fino ad annientare l’avversario e ad umiliarlo con il dileggio sono valori che scaturiscono dalle profondità del medioevo e del rinascimento e che in altri contesti possono non esserlo e che comunque non possono essere trasportati come tali sul piano dell’etica corrente che è già sufficientemente dissestata e degradata per motivi del tutto differenti e relativi all’attuale società in generale. Tanto meno possono essere indicati come strada da percorrere a chi vuole diventare rettore dell’Università di Siena.

Nell’immediato dopoguerra e fino agli anni 50-60 Siena era molto povera, la miseria e il bisogno si vedevano ancora da molte parti. Chi vi ha vissuto (se è ancora vivo) lo ha dimenticato per bearsi del passato glorioso e chi non era nato ha la scusa di non averlo visto. Il palio era il divertimento e lo sfogo del popolino (che negli anni ’30 in un libro di Ezio Felici veniva ancora definito una plebe), degli ortolani e dei contadini dei “contorni” che venivano a Siena in quei giorni di festa, e che rompevano le costole alle persone coi loro gomiti “più duri del ferro”. Sono solo di 50 anni prima (la fine dell’800) le più belle descrizioni di questa folla multicolore. Fino al 1950 sono esistite a Siena persone, sopratutto ortolani, che non avevano mai visto il mare. Era dura a spiegarglielo! perché non riuscivano a farsene un’idea. Il palio, che per molti sostituiva la villeggiatura, ha avuto la sua mutazione genetica negli anni ’60 quando professionisti, studiosi e politici, non importa di quale professione, di quale disciplina e di quale partito, hanno cominciato a pubblicare sull’argomento. Già negli anni ’90 all’Archivio di Stato un enorme schedario non riusciva più a contenere i titoli delle pubblicazioni che avevano fatto. Dopo e ancor oggi le persone che appartengono a queste categorie si misurano l’un l’altra sulla base delle pubblicazioni fatte, e la stima che ricevono nella società che li circonda è dovuta alle pubblicazioni e alle cariche che ricoprono nelle contrade di appartenenza. ”Quelli con la giacchetta”, li definiva un contradaiolo. Le contrade sono così divenute le “corsie preferenziali” per professionisti, politici, studiosi e quanti sono nati con la vocazione di far parte della classe dirigente, che acquistano prestigio e salgono agli alti incarichi nella società senese senza che sia possibile distinguere il reale valore che hanno nella professione. Il palio non è un male in sé, il male è in chi lo usa.
Gentile Professore, Lei non diventerà rettore, ma col Suo Blog ha ottenuto un risultato insperato di cui probabilmente neanche Lei si è accorto e forse non saprebbe neanche dire quale……. i “rinoceronti” sono rimasti aggirati, anche se hanno taciuto: basterebbe tirare le conseguenze! Ma farò come l’Ariosto, lo dirò un’altra volta. “Incominciai con umil voce a dire Quel che io vo all’altro canto differire.”
Cordiali saluti, M.A.G.M.B.

Elezioni del rettore a Siena: riflessioni sull’ultimo confronto dai contenuti scontati

Pier Egisto Valensin. Sono andato alla riunione CGIL con i due candidati rettori rimasti al ballottaggio, un po’ per far onore all’unica tessera che mi rimane, ma, soprattutto, sperando, non più di tanto però, che venisse spiegato l’atteggiamento del sindacato sulle vicende giudiziarie del rettore vecchio e sull’elezione del rettore nuovo: come sarebbe stata motivata la valutazione di un “attacco politico al rettore e all’autonomia universitaria”, indotto dalla “dura battaglia anti-Moratti”, di cui sinceramente non mi ero accorto, come sarebbe stata motivata una scelta di campo elettorale che, per modi e tempi, suonava “avevamo una perla di rettore, stiamo attenti a sceglierne uno che faccia le stesse cose allo stesso modo”: mi sono trovato francamente a disagio a scoprirmi immerso in un clima “berlusconiano alla rovescia”, con “toghe azzurre anziché rosse”, anche se sono mancate almeno le accuse più becere sulla magistratura “cancro da estirpare” e sui giudici “mentalmente disturbati e antropologicamente diversi da ogni altro appartenente alla razza umana”.
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Università di Siena: spese misteriose

Di solito, in un conto consuntivo, le spese di piccola entità, che non rientrano nelle specifiche voci di bilancio, trovano posto nella categoria “assegnazioni diverse”. Ma quando, come accade nell’Università di Siena, l’entità è d’importo così elevato, il doppio di quanto si spende per la ricerca, credo sia lecito chiedere ai responsabili di fornirci in dettaglio le voci che hanno contribuito al raggiungimento di una cifra così alta. Nel contempo, invitiamo il prossimo Rettore a predisporre il bilancio consuntivo dell’esercizio finanziario 2005 tenendo conto della congruità ed attinenza delle cifre da inserire nella voce “assegnazioni diverse”.

Assegnazioni diverse

Esercizio finanziario 2003: 5.083.018,84 €

Esercizio finanziario 2004: 6.914.332,05 €

Totale (per i due esercizi): 11.997.340,89 €

Pubblicato da: il Cittadino Oggi 21 marzo 2006 e 5 maggio 2006.

La scienza per andare veloce, la scienza per la gioia, la scienza per uccidere!

Erwin Chargaff (scritto del 1979). Nei primi anni di questo secolo il grande Léon Bloy scrisse a proposito delle scienze (allora esse erano giganti che non facevano paura!): «La science pour aller vite, la science pour jouir, la science pour tuer!». Intanto, però, siamo andati ancora più veloci, ci siamo divertiti meno e abbiamo ucciso di più. Gli esperimenti di eugenetica operati dai nazisti, «la liquidazione di elementi razziali di categoria inferiore», erano conseguenze di un’analoga mentalità, di un modo di pensare meccanicistico che in una forma esteriormente del tutto diversa avevano contribuito a ciò che la maggior parte delle persone considererebbe il trionfo delle scienze. La diabolica dialettica del progresso trasforma le cause in sintomi e i sintomi in cause; distinguere tra aguzzino e vittima è una funzione che riguarda soltanto i punti di vista. L’umanità non ha imparato (se fossi un vero scienziato, cioè un ottimista, vi aggiungerei l’avverbio «ancora») a frenare questo delirio vertiginoso: una progressione geometrica di catastrofi da noi catalogate, prima ancora che accadano, sotto l’etichetta «progresso».

Per riportare alla “normalità” l’Università di Siena

Ombra_4Altri impegni del prossimo Rettore nei suoi primi 100 giorni riguardo al personale tecnico ed amministrativo ed agli uffici.

Vanno valorizzate e premiate le professionalità e le competenze di tutti e non solo di alcuni, scoraggiato il ricorso ad incarichi esterni, eliminato il conflitto di competenze e riorganizzati alcuni uffici amministrativi, per destinare ad attività istituzionali le risorse recuperate. È necessario attuare il disposto di legge sulla distinzione tra indirizzo e controllo da una parte e gestione dall’altra, riconducendo tutti gli uffici alle dirette dipendenze del Direttore amministrativo. Infine, è indispensabile istituire il Consiglio del personale tecnico ed amministrativo ed applicare le opportune incompatibilità tra le rappresentanze del personale tecnico ed amministrativo elette negli organi di governo e le cariche esecutive sindacali e di organizzazione di categoria eventualmente ricoperte.

Pubblicato su: il Cittadino Oggi, 18 marzo 2006.

Siena: risultati della seconda votazione per l’elezione del Rettore

Quorum necessario: 560 voti. Silvano Focardi: 283 voti; Antonio Cardini: 243 voti; Alberto Auteri: 219 voti; Antonio Vicino: 199 voti; Romano Dallai: 55 voti. Schede bianche: 9; schede nulle: 5; voti dispersi: 1.

Il ballottaggio tra Silvano Focardi e Antonio Cardini si svolgerà il 22 marzo 2006.

Siena: un Ateneo senza regole

Ombra_4Gli impegni normativi del prossimo Rettore nei primi 100 giorni: adeguare lo Statuto e approvare i seguenti regolamenti necessari ed obbligatori.
1) ”Regolamento generale di attuazione dello Statuto”.
2) ”Regolamento di attuazione delle norme sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso ai documenti amministrativi” (in ossequio alla legge 241/90, modificata e integrata dalle leggi 15/2005 e 80/2005).
3) ”Regolamento sul funzionamento del Senato Accademico”.
4) ”Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione”.
5) ”Regolamento sul funzionamento del Consiglio di molte Facoltà”.
6) ”Regolamento che disciplina criteri e procedure per l’attivazione di posti di ruolo a tempo indeterminato con finanziamenti esterni”.
7) ”Regolamento che disciplina le procedure per il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di ruolo”.

Pubblicato su: il Cittadino Oggi, 18 marzo 2006.

Tecnici abilissimi ma scienziati mediocri

Peter H. Duesberg (scritto del 1996). . . spreco di tempo e di denaro sono i frutti nati da un ambiente scientifico cresciuto a dismisura e ormai troppo vasto per produrre vera scienza. La ricerca del sapere è stata soppiantata dal carrierismo, la sicurezza del posto di lavoro, le sovvenzioni, i benefici finanziari e il prestigio. Ma il mostro che ne risulta è doppiamente colpevole, perchè distrugge o emargina quei pochi scienziati che osano formulare interrogativi. Pochi scienziati sono ormai disposti a mettere in discussione, anche in privato, le visuali condivise dalla maggioranza. Il ricercatore più fortunato – quello che riceve le sovvenzioni maggiori, le cariche più prestigiose, i premi più importanti e che riesce a farsi accettare il maggior numero di pubblicazioni – è quello che produce più dati e meno controversie. La transizione fra la scienza «artigianale» di un tempo e la megascienza moderna ha creato una classe di tecnici abilissimi ma scienziati mediocri.

Dicono di questo blog

Pasquinorome1Dal forum unilex@list.cineca.it
– Di Chio (dichio@poliba.it) … Il dibattito all’interno degli atenei si sta sviluppando in modo molto contenuto dove vi sono scadenze elettorali per il rinnovo delle cariche, come a Bari ed a Siena dove i candidati lo hanno anche fatto per via telematica, curioso il sito http://www.ilsensodellamisura.com/
– Pasquale Santé, PA, Napoli (pasquale.sante@fastwebnet.it) … Non solo curioso, ma anche interessante ho trovato il sito di cui sopra, che apre uno squarcio su una sede “calda” le cui vicende hanno di recente interessato la pubblica opinione.