C’è, a Siena, un giornalista, un blog, una TV che voglia organizzare un confronto sul risanamento dell’Ateneo senese?

Can che abbaia non morde?

Can che abbaia non morde?

Scrive Marco Sbarra, commentando l’intervista a Riccaboni e la mia richiesta di un pubblico confronto sul risanamento dei conti dell’Ateneo senese: «Il professor Riccaboni dice che a Siena cani rabbiosi abbaiano contro le persone che operano per il bene della Città.
Il professo Riccaboni è uomo d’onore, per cui non potrà non accettare la sfida a duello lanciatagli dal professor Grasso. Aspetto con ansia la fissazione della data e l’individuazione del campo neutro dove si svolgerà la singolar tenzone sotto la supervisione di un arbitro imparziale.
Qualcuno avanza il sospetto che il magnifico rettore prudentemente diserterà l’incontro? Non credo sia possibile: ciò significherebbe che Il professor Riccaboni, che è uomo d’onore, ha qualche scheletro negli armadi dell’Università ed è uomo vile. Suvvia…
Se poi a Siena esistessero TV libere e indipendenti farebbero a gara per organizzare e trasmettere – in diretta – un tale avvenimento.»
Di seguito la trascrizione integrale della prima parte dell’intervista di Daniele Magrini ad Angelo Riccaboni (Radio Siena TVdi Sabato, 19 marzo 2016).

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Magrini. Iniziamo dai conti! Vorrei, però, cercare di mettere a punto alcune cose che continuano a far dire : “Ma no guarda quello che dice Riccaboni non va bene”. Per esempio il risanamento. Nel 2013 in occasione del varo del bilancio di previsione i sindaci revisori non firmarono il bilancio e dissero addirittura: “ci vuole il commissariamento”. Che cosa è successo dal 2013 in poi per l’inversione di tendenza? La seconda domanda è: va bene risanamento, però 500 professori sono andati via pensionati, prepensionati ecc., il blocco del turnover, molti corsi che sono stati cassati… Come dire, è un risanamento che è costato tanto! Partiamo da qui.

Riccaboni. Partiamo da ieri, ero al Ministero e c’era il Direttore generale attuale che diceva: “nessuno avrebbe scommesso che l’Università di Siena si sarebbe sollevata”. Quindi, o si capisce che la situazione era non al limite del collasso ma dentro al collasso, o è inutile fare alcune riflessioni…

Magrini. Quant’erano le cifre? Ricordiamolo.

Riccaboni. Ma, ci sono stati degli anni in cui il disavanzo di competenza è stato dell’ordine di decine e decine di milioni di euro; quindi parliamo di una cosa gravissima. Poi vorrei ricordare che non conta soltanto la parte finanziaria, conta tutta una serie di fenomeni che avvengono intorno e dentro l’Università, che fanno collassare l’Università non tanto nella parte finanziaria, che pure è importante, ma mille altre pressioni, mille altre questioni. Infatti, ho sempre detto che ci sono stati tre assi fondamentali: il risanamento finanziario che è stato veramente importante e ora entriamo nel dettaglio; lo sviluppo, infatti in questi mesi stiamo raccogliendo anche i semi che abbiamo gettato in questi anni; e poi non crollare, qualcuno oggi parla tanto di resilienza, cioè voglio dire sarebbe stato molto facile… Ci sono stati dei momenti in cui, col direttore amministrativo, che io ringrazio ancora una volta, Ines Fabbro, veramente ci siamo trovati molto soli e siamo riusciti a resistere rispetto a delle pressioni fortissime perché c’erano richieste di approfondimenti, indagini in corso, interrogazioni, questioni, vertenze sindacali… Allora non crollare – e questa è una grande lezione che ho imparato – è forse più importante del risanamento finanziario perché ci vuole forza, tranquillità, serenità, consapevolezza che ci si può fare. Quindi, questo è il punto; se non partiamo da questo, tutto il resto fa ridere. Passiamo alle strumentalizzazioni che ora tu dicevi.

Magrini. No, sono sottolineature, non strumentalizzazioni…

Riccaboni. No! No! Sono strumentalizzazioni! Allora, diciamo che se in questa città si continua a dare retta a qualcuno che abbaia giusto perché gli dispiace che le cose vadano bene, non è il percorso migliore per uscire dalla situazione in cui siamo. Quindi, chi abbaia, lasciamolo dove abbaia! La questione si risolve in pochi secondi. Parliamo di fine 2012, quindi ancora la situazione molto difficile. Parliamo di revisori appena entrati; di un bilancio di previsione che, questo lo sanno tutti, presenta sempre risultati peggiori di quello consuntivo, perché, specialmente nella nostra gestione, siamo sempre molto prudenti. Quindi è ovvio, non è una cosa strana, è normale che, in una situazione pesante dal punto di vista finanziario, com’era ancora allora, oltretutto essendo un bilancio di previsione era anche particolarmente pesante (perché molto prudenti noi lo siamo sempre stati), i revisori appena entrati – sottolineiamo questo punto – si trovano ad essere nel caso più difficile d’Italia: Siena. Voi cosa avreste fatto? Cioè, avreste dato segnali di positività? Uno sta molto attento! Quindi, questi signori, anche qui per favore evitiamo di abbaiare, non dissero richiesta di commissariamento, perché non c’è la legge sul commissariamento, neanche adesso; auspicavano che fosse approvata questa norma che poteva dare, forse col commissariamento, una soluzione. Ma i criteri per il commissariamento non c’erano.

Magrini. E come siete usciti voi da quella fase?

Riccaboni. Quindi parliamo di un’altra cosa! Perché poi nel 2013 e nel 2014 il bilancio ha presentato un risultato positivo per 9 milioni e 10 milioni. E direi che anche, comunque, nel 2012 il consuntivo presentava una perdita ma non eccessiva! Come ne siamo usciti? Come si deve fare in questi casi: estrema attenzione alle spese, blocco del turnover, naturalmente, c’era un discorso di uscita da tutta una serie di situazioni – noi avevamo 8 corsi di studio fuori le mura – li abbiamo chiusi tutti quanti; siamo usciti da tutta una serie di locazioni… Quindi, insomma, tutto il pacchetto del buon risanamento che si insegna e noi l’abbiamo applicato qui e devo dire, questo va sottolineato, però, con il contributo, la pazienza, la motivazione di tutto il personale, sia quello amministrativo che quello docente siamo riusciti, con il contributo di tutti, a fare un miracolo. Questo è quello che c’è adesso, abbiamo sistemato tutto quanto; anche questo discorso dei 500, non è vero che sono 500 docenti (sono meno di 500); il rapporto, comunque, fra numero di docenti e numero di studenti a Siena è ancora più alto che in altri luoghi, forse avevamo troppi docenti, allora; la ristrutturazione dei corsi è stata fatta secondo la legge, quindi non è che abbiamo chiuso particolari corsi… Allora, si parlava di futuro va bene! Se, invece, si vuole strumentalizzare lasciamo le strumentalizzazioni ai blog, ai bar, ai corridoi… Non mi sembra…

Magrini. Però, sai, secondo me, è sempre molto utile parlare delle cose, perché, come dire se ti vengono poste delle domande, “come sei stato bravo a risanare l’Università” la gente che ci vede non ci crede. Se la dialettica è tale, ed è quindi feconda di una democrazia vivace, anche le voci contro devono avere ascolto e poi il rettore dice la sua, questo è il dialogo.

Riccaboni. Certo! Ma, infatti, come vedi, non mi sottraggo certo a… Anzi, devo dire che quello che è importante – anche questo vorrei che fosse chiaro a tutti – c’è il risanamento, però c’è stato anche il rilancio con le iniziative di sviluppo che voi avete visto, che tutti vedono; qui c’è stato il resistere alle pressioni. Ma tutto questo si trasforma in fiducia, si trasforma in reputazione. Io sono fra i rettori che sicuramente stanno lavorando per il confronto col governo su interventi sull’Università. Allora cosa vuol dire questo? Vuol dire che chi guida l’Università di Siena mentre all’inizio era visto come un paria, ti assicuro come un paria, le Istituzioni non ci volevano neanche parlare con me…

Magrini. Si diceva all’inizio che siccome ci fu l’inchiesta per il voto “truccato” che non riguardava te ma i membri della Commissione elettorale… invece, quell’inchiesta è finita?

Riccaboni. Ma certo! Fammi finire. Credo che sia molto importante sapere che chi guida l’Università di Siena ha una forte reputazione ed è attore a livello nazionale e internazionale su molti tavoli. E questo è dovuto al fatto che l’Università di Siena in questi anni ha fatto questo grande passaggio e quindi c’è una fiducia nei suoi confronti. L’inizio è stato tremendo, anche perché in maniera del tutto inopinata ci sono state delle segnalazione su cose che tutti sapevano che non erano vere; tutti sapevano che non c’era stato nessun broglio; tant’è che le indagini, proprio i verbali della sentenza con la quale non c’è stato il rinvio a giudizio per i membri della Commissione elettorale, i verbali dicono chiaramente che dopo alcune settimane era chiaro anche a loro che non c’era stato alcun broglio.

Magrini. Quindi c’è stato il decreto di archiviazione?

Riccaboni. Certo! Per quanto riguarda questa storia non c’è stato mai niente, mai alcuna cosa sostanziale. Poi ci sono piccoli aspetti formali che verranno risolti nelle prossime settimane… Ma dal punto di vista dei brogli, dal fatto che avessero votato persone che non avevano il diritto di votare, questo è stato dimostrato che non è successo.

Pubblicato anche da: “il Cittadino online” (23 marzo 2016) con il titolo: «Si può organizzare a Siena un incontro sul risanamento dell’Ateneo? Il professor Grasso lancia la sfida, all’indomani dell’intervista rilasciata dal rettore Angelo Riccaboni al giornalista Daniele Magrini».

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