Si riorganizzano i Dipartimenti quando è in discussione l’esistenza stessa dell’Università di Siena

Altan-vivacchiareScampagnata fori porta

USB P.I. – Chissà cosa mai succederà in quell’ameno chiostro dove il Magnifico ha riunito ieri i Direttori di Dipartimento e altri alti dignitari. Il Rettore avrebbe invitato una ventina di colleghi a Pontignano per avviare nel modo più conviviale possibile la ristrutturazione dei Dipartimenti, che avverrà a breve. Questa scelta farebbe presupporre che una passeggiata proprio non sia, se si deve rendere lieve la discussione con un bicchiere di vino (nascondete i coltelli però).

Sono trascorsi tre anni dalla formazione dei 15 dipartimenti post-Gelmini e ora pare stia già crollando tutta l’impalcatura fragile creata dopo l’approvazione dello Statuto. Molti si chiederanno cosa ha a che fare con noi, personale tecnico e amministrativo, tutto questo, ma ci arriviamo. Prima una domanda posta col sorriso: il pranzo chi lo paga? Il Rettore di tasca sua o si usano i fondi di rappresentanza istituzionale? No, perché sembrerebbe uno spreco di denaro pubblico, che pare manchi ancora qui da noi, visto che si poteva fare un incontro in sala consiliare al Rettorato a costo zero. Sappiamo la risposta…

Insomma cosa interessa a noi della ristrutturazione dei dipartimenti? Molto. Infatti, a luglio dovrebbe essere presentato il nuovo assetto degli uffici didattica e studenti dei suddetti dipartimenti e forse qualcuno si è mosso, o si sta muovendo, unendo le due cose. Quindi, si preparino i colleghi del settore didattica, a breve, vi saranno grandi manovre. Qualcuno dovrebbe sapere già dove va e con chi si sposta, ma altri, la maggior parte, vivrà nell’ignoranza fino al giorno prima. Siamo abituati ormai a questo modo di fare. L’organizzazione del lavoro è diventata un fatto di pochi, nemmeno vengono banditi avvisi per incarichi di ufficio, niente, ormai ognuno contratta il proprio posticino.

Le segreterie studenti si divideranno di nuovo fra carriera (sportelli accorpati per plessi?) e didattica, che rimane nei dipartimenti. Tutto questo viene discusso senza coinvolgere nessuno. Il rispetto si vede dalle piccole cose, figuriamoci dall’organizzazione del lavoro. Se sarà confermata la stretta sui dipartimenti, a breve forse anche il settore amministrativo gestionale periferico potrebbe subire una riforma. Dopo appena tre anni come si intende agire? Questa Amministrazione ormai non comunica nulla, l’organizzazione del lavoro è per pochi, e la trasparenza è al buio.

Forse invece di andare a fare giri fori porta si potrebbe comunicare agli organi di governo e alla comunità universitaria, cosa si vuole fare per rilanciare, quando il problema non sono i dipartimenti, o gli orticelli, ma la tenuta dei corsi di laurea, la tenuta delle iscrizioni, l’esistenza stessa di questo Ateneo. Salute a tutti!

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