Il Prof. Cosimo Loré mi chiede di spostare in prima pagina il suo commento, data la gravità del fatto e l’omertoso silenzio di imbelli docenti. Concordo pienamente.
Cosimo Loré. Dopo il dissesto criminalmente provocato alla nostra università oggi, tra le macerie putrefatte del glorioso ateneo, si aggirano un rettore ed un direttore amministrativo che, invece di prendere i provvedimenti drammatici che l’ora impone, dopo aver fatto finta che nulla fosse accaduto, celando il malaffare dilagato, e aver potenziato la componente impiegatizia azzerando la ricerca, sono passati alla fase del pensionamento anticipato prima dei ricercatori e poi dei professori (il classico calcio nel culo alle vittime: il danno, il malanno e l’uscio addosso…) in violazione di ogni norma e regola a tutela dei diritti acquisiti dei propri rappresentati. Questa non è più “universitas” ma un luogo dove si perpetua l’efferata manomissione di casse e cattedre, in dispregio del patrimonio mobiliare, immobiliare, innanzitutto umano, sociale, scientifico di un centro culturale che fino a pochi anni addietro era riferimento di prima grandezza per gli studiosi e gli studenti di tutto il mondo. Quid iuris?!
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Virgilio ha già detto più o meno che è successo ieri in consiglio comunale. Io non ho retto alla noia e al disgusto ma poco fa mi son fatto leggere la mozione della maggioranza. Udite, udite, non si parla di fondazione né di responsabilità da accertare, né della meraviglia prodotta dalla commissione dei 45! Gli enti locali sono santi ed è tutta colpa del governo. Basterebbe che facesse il regalo di 100 milioni che uniti a quelli della regione tapperebbero il buco e… si potrebbe ricomnciare con gli sperperi come al gioco dell’oca! Tanto lo Statuto viene solo peggiorato dai compagni PD, con la connivenza di Rifondazione comunista, Sinistra e libertà, quella strana toscana riformista ecc. Prof. Barni chi mi ha detto che Lei, l’artefice dello statuto attuale, è a loro favore?
Archie
Il prof. Loré ha detto quello che è nel cuore di tutti, di tutti i valorosi cittadini che hanno in odio la Mafia. Non ho nulla da aggiungere. Dico solo alle “sinistre”: basta col malaffare e l’omertà!!! Qui Berlusconi non c’entra un cacchio: il buco non lo ha fatto lui!
Bardo
Scrive Archimede: «Prof. Barni (…) l’artefice dello Statuto attuale (…)».
Non mi risulta che sia Barni l’artefice dello Statuto attuale, che invece è opera del Senato Accademico integrato sotto Berlinguer e Tosi.
Un invito già fatto proprio e condiviso dalla Deputazione Generale della Fondazione che aveva incluso tale iniziativa nei propri documenti strategici di indirizzo.
«la Fondazione Mps – rileva il presidente, Gabriello Mancini – ha aderito ben volentieri al comitato promotore, nella convinzione che l’ambiziosa meta di ottenere il riconoscimento di Capitale Europea della Cultura costituisca una grande occasione di promozione per la nostra città.»
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…mi pare che tutto ciò appartenga al fiabesco, come il Nobel a Berlusconi… Stiamo al quotidiano: la vita culturale è asfittica, con librerie che chiudono a effetto domino, inesistenza di negozi di musica (non intendo le canzonette), teatri che uno dietro l’altro diventano centri commerciali (oramai tocca invidiare Poggibonsi), un ateneo che da quando esiste la sedicente “autonomia” è diventato soprattutto oggetto di assalti delle clientele partitocratiche e di ogni sorta di nepotismo; una istituzione alla quale la ben nota sensibilità popolare verso la cultura rivolge parole beneauguranti del tipo “accidenti a chi vi ci ha portato”.
Il Mancini dovrebbe avere il pudore di stare zitto. Ha dimostrato tutta la sua passività e incapacità subendo l’acquisizione di Antonveneta voluta da Mussari che ha portato la Fondazione ad indebolire il suo patrimonio e a un’inedita mancanza di liquidità. Come se non bastasse ha concentrato il patrimonio in azioni MPS che per i prossimi anni rischiano di non rendere che pochi Euro. Se avesse avuto le palle e non avesse avallato la scellerata operazione (per poi fare un goffo tentativo di ottenere lo “sconto”), la Fondazione, invece di buttare via 3 miliardi di Euro (ripeto 3 miliardi !!!), avrebbe avuto i mezzi per risolvere agilmente il problema Università acquisendo gli immobili. Operazione che può fare anche ora, evitando di distribuire gli utili, secondo logiche politiche, ad una miriade di inutili associazioni (quasi tutte di sinistra), gruppetti e loggette, e concentrando tutti gli utili sul patrimonio immobiliare dell’Università.
Ricordiamoci che negli ultimi anni la Fondazione ha erogato ca. 1 miliardo di Euro (ripeto 1 miliardo!!!).
Dove sono finiti questi soldi visto che il “sistema Siena” fa acqua da tutte le parti? Con una somma simile i Senesi dovevano stare come nel Dubai.
Ma il Mancini prende tutti per il culo pensando alle strullate, anche quelle da fare fra 10 anni (se Siena resisterà al saccheggio e al declino).
Tutto giusto, salvo precisare che la Fondazione MPS ha 500 (cinquecento) milioni di liquidità a bilancio, anche perché negli anni passati 400 milioni dati a questo o quel progetto amico non sono stati spesi…
No comment! anzi, comment: la fondazione non era neppur ricordata nella mozione della maggioranza che oggi il Cortonesi (capogruppo PD) ha avuto il coraggio di sbandierare sui giornali come acquisizione importante: per ottenere 100 milioni di beffe a Roma!
Archie
La Fondazione con l’Arcangelo Gabriello e il figiciotto bello che aveva il cielo in una stanza quasi mai ha dato denari alla vera ricerca. Occorre far parte della Candida Rosa nell’Empireo dantesco, essere il Gotha, girare con audi porsche ferrari…
Concordo con Stavrogin: Poggibonsi ha un bel programma teatrale (Cechov, Shakespeare, Moliere) e persino Colle batte Siena, come dice la mia diabetologa…
Siam messi proprio bene. Speriamo che Focardi m’inviti a cena…almeno starò fori d’ball dagli idioti (illetterati, da “idioma”).
Vs. Bardo Franco
Finanziaria, spariscono i fondi per assumere i giovani ricercatori
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piove sul bagnato.
Io direi che diluvia, ma siamo il Paese delle marionette dove Brunetta è un eroe, come dice una infermiera. E dove il popolo è forgiato dai media e ha messo da tempo il cervello sotto formalina. C’è ancora una “morte accidentale di un anarchico” e don Santoro è definito lo stronzo prete filo-br…
La sinistra bersantiana bela e chiede fievolmente fondi, giustizia, ecc.
Ma siamo in un paese democratico o nell’Urss di Breznev e nell’Argentina di Peron?
b a r d o
«Ma siamo in un paese democratico o nell’Urss di Breznev e nell’Argentina di Peron?» bardo
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Siamo il paese di Peron. Nel senso della birra.
Siamo nel paese dalle menti offuscate. Meglio dire offuscate in modo fazioso. Si fanno come sempre i propri interessi. Si son tagliati i fondi alla ricerca alla sanità all’istruzione, alla giustizia, alla sicurezza, per finanziare opere faraoniche.
Che paese è quello in cui gli elementi più importanti, come l’istruzione la ricerca, la sanità sono allo sbando? Come può crescere sano un paese così mal gestito?
Ai posteri
Bravissimo, Stavrogin! Ho segnalato al prof. Ascheri un tuo post… speriamo ci sia posto in ZOOM p.v…
A sentire gli interventi del partito radicale (Congresso), siamo allo sfascio e al paese reazionario. La xenofobia dilaga e ci sono parlamentari delinquenti, sento. I papisti sono all’attacco (così la Welby e altri) e la laicità è uccisa. La Bonino stia attenta ai falsi amici del pd… e anche Pannella non creda ai “casti” verdi boatiani e ai socialisti…
Insomma, tra le varie, un corollario a quanto da me detto.
Buona birra a tutti.
bardus
P.S. L’università – e il lavoro -, è chiaro siano delle priorità, non vi è alcun dubbio. Come non vi è alcun dubbio che sia, l’università, ancora un covile del malaffare e delle caste di repugnanti mascalzoni “intellettuali” (Siena docet, l’affaire Colella pure…).
Io, per fortuna, ero disilluso, dopo il first love. Altrimenti sarei finito con una palla in bocca come nel racconto di Bunin, “L’amore di Mitia”. …Mai idealizzare, mai!!!
Bardo cantore
Dichiara Giorgio Masina (Udc): «L’Università di Siena è un poltronificio, con inchieste giudiziarie che sono in corso ma con una realtà evidente agli occhi di tutti. La meritocrazia non è esistita e non esiste e vogliamo conoscere alla perfezione la gestione degli assegni di ricerca, dei dottorati e anche degli amministrativi.» Dal “Corriere di Siena”, 15 novembre 2009.
E l’UDC dov’era ai tempi di Tosi e Berlinguer? A spartirsi le fette di torta insieme a tutti gli altri. Che facce toste!! Bisogna essere proprio nati per fare il politico ed avere la faccia di c..o a questo modo!!
Tutto vero ma il problema va scisso.
1) Vero che questo ateneo è troppo amministrativo e poco riceratore… ma sbaglio o si parlava di mobilità? Mobilitiamo qualcuno possibilmente…
2) Possibile che nessuno dei Proffs. pensionandi ritenga che lasciare spazio a qualche giovane di belle speranze sia un bene per unisi? Sono tutti e 92 così indispensabili? Facciamoci un esamino di coscienza…
3) Masina dovrebbe portare le prove di quello che dice sennò si fa facile populismo… vuole conoscere a che titolo la gestione?
Sì, si cavalca la tigre, come i socialisti riformisti, che hanno scoperto il clientelismo! Parce…
Ai tempi di Berlinguer e di Tosi tutti erano in prima fila a complimentarsi per i grandi successi della nuova Cambridge!
La demagogia impedisce di ammettere che l’università è un universo e che (come avviene per gli enormi squilibri nella ricerca scientifica nella stessa Facoltà) la meritocrazia convive qua e là con il clientelismo più sfrenato, così come la parsimonia, anche necessitata, di tanti con lo spreco di pochi.
È stata rivista la vivibilità degli spazi universitari, ad esempio? No, che mi risulti. Decine e decine di stanze nelle facoltà umanistiche sono occupate per poche ore alla settimana, ma con riscaldamento a tutto gas. Se non si sanno fare le piccole cose, come si può pensare alle grandi?
Torniamo al 2+2, cari colleghi!
Archie
«Possibile che nessuno dei Proffs. pensionandi ritenga che lasciare spazio a qualche giovane di belle speranze sia un bene per unisi? Sono tutti e 92 così indispensabili? Facciamoci un esamino di coscienza…» cal
cal, ma che … c…ate dici? Guarda che qui la prospettiva è che se uno va in pensione, la cattedra chiude, punto e basta: sarebbe troppo semplice se un professore anziano potesse lasciare il posto ad un professore giovane, ma non è così. Non è così, peraltro, da molto tempo: quando uno va in pensione, non lascia lo stipendio nel dipartimento dove insegna, ma i soldini rientrano al rettorato, che poi ci fa quello che ritiene più opportuno farci. È con questo sistema che i corsi di laurea con un corpo docente anziano, si sono trovati un bel giorno senza i 12+8 docenti richiesti ora per aprire un corso. Non è previsto il rimpiazzo di un pensionando con un giovane, e non è questione di “volontà dei professori”: qui se non si rientra sotto il 90% del fondo ordinario, semplicemente le prospettive di reclutamento sono pari a zero.
Purtroppo quanto dice Stavrogin è vero: Non è previsto il rimpiazzo di un pensionando con un giovane, e non è questione di “volontà dei professori”: qui se non si rientra sotto il 90% del fondo ordinario, semplicemente le prospettive di reclutamento sono pari a zero.
Però fanno anche riflettere i seguenti fatti:
Siena ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità; per capirlo basta considerare che il rapporto tra studenti iscritti e docenti di ruolo è passato da 24 a 16 dal 1998 al 2008 (si veda questa pagina. La media nazionale è 28.4.
Nel 2001-2002 si è avuto il “ribaltamento della clessidra”: i professori ordinari hanno superato ricercatori e associati, per vari anni, come indicato in questo grafico
Il numero di amministrativi di Siena, rispetto ai docenti, è superiore rispetto a tutte le altre Università italiane: si veda questo grafico.
Ultimo dato: il piano di risanamento prevede, dal 2009 al 2014, un risparmio sul personale di ruolo (docenti+TA) di 10 mln di euro. Il personale di ruolo ora costa 137 mln di euro e pesa come il 107% dell’FFO. Nello stesso periodo il risparmio previsto su borse di dottorato e assegni di ricerca è di 7 mln di euro! Ora borse di dottorato e assegni costano 14.5 mln di euro, pari all’11% dell’FFO.
Hanno perfettamente ragione Stavrogin e Antonio: è illusorio pensare che mandando a casa i docenti anziani si apra la strada al reclutamento dei giovani docenti. È più facile che il budget liberato venga usato per stabilizzare i 39 amministrativi in attesa. Non dimenticate che l’Ateneo senese è l’unico ente in tutto il Belpaese che ha stabilizzato tutti i precari, senza necessità e senza budget, ed è l’unico Ateneo che ha stabilito, in un suo Regolamento, che la stabilizzazione dei precari (riferita solo ai precari amministrativi e non ai precari della ricerca) «ha la priorità su tutto, anche sulle necessità della docenza». Leggere il Regolamento per credere: art. 6, comma 6. Riflettici, Cal!
Lo volete capire che non c’è spazio in questa università per i precari della ricerca (assegnisti, ricercatori in formazione, tecnici di laboratori scientifici e didattici)? Mandare in pensione i docenti serve solo a far chiudere altri corsi di laurea. Guardate le proiezioni al 2014 (o se volete al 2020): se non si assumono i docenti, la nostra sarà un’università di amministrativi. Considerate, inoltre, un altro risvolto inquietante: il nostro Ateneo, primo e unico in Italia, sta mandando in pensione ordinari ed associati con 2 anni di anticipo, nonostante i diritti acquisiti con il nuovo stato giuridico. Ed è l’unico che manda in pensione i ricercatori con 40 anni di contributi. Per fare un esempio: dal 1° di marzo manda in pensione (vanificando la programmazione didattica di alcuni corsi di laurea) 4 docenti in settori carenti. Infatti il settore M-PSI/-05 perde l’unico docente ed il settore SECS-S/05 sarà rappresentato da un solo docente. Ad altri 108 docenti è già stato notificato il pensionamento anticipato; e poi prendono per il culo con il cosiddetto incentivo al prepensionamento. In sostanza, si mandano in pensione i docenti e non si stabilizzano i precari della ricerca per riempire l’università di Siena di amministrativi che gli enti locali si guardano bene dall’assumere.
Guardate queste due perle del Presidente della Fondazione MPS. prese da una marea di fantasie del suo discorso di presentazione dell’elargizione degli utili, 180 milioni, dei quali gran parte, come sempre, gettati via in rivoli politici o peggio. Finchè Siena non caccerà questi personaggi non ci saranno speranze di ripartenza. Dell’immagine della banca MPS, pesantemente intaccata anche dall’affaire Eutelia, dopo il bidone Antonveneta che ha fatto ridere tutti gli analisti, non ha detto parola.
La crisi dell’università. “ Il salvataggio dell’ateneo non ci compete – ha detto Mancini – ma occorrono misure drastiche. Comunque siamo disponibili a partecipare ad iniziative volte alla sua salvezza anche con le nostre erogazioni, dando una mano al lavoro delle istituzioni”.
Il progetto per il nuovo palasport. “Su di esso c’era stato un interessamento della Sansedoni spa. Ma il progetto, si parlava di un villaggio dello sport, riguarda il comune di Siena. La Sansedoni è disponibile a fare la sua parte se chiamata”.
Tutto vero ma come si riduce il personale posto che licenziare non si può? Pensione e mobilità non c’è altra scelta. E come si rientra sotto il 90%? mandando in (pre)pensione chi costa di più ovvero gli ordinari… un ordinario costa in media 130mila all’anno… può non piacerci ma è così- sono numeri… Dopodichè voi mi citate l’art. 6 del regolamento… ma chi l’ha approvato il regolamento? Il senato per caso? E chi sta in senato in grande maggioranza? Proffs. o sbaglio? Allora se uno per fare dispetto alla moglie se lo vuole tagliare… beh…
A onore del vero ricordiamoci anche dei 30 ricercatori chiamati a fine 2008… perché le cose dovrebbero essere diverse per i 40 precari amministrativi? Finchè non smetteremo di usare precari con i regolamenti fatti così ce li dovremo prendere… dio solo sa se non mi stanno sulle balle le signore che vedo con le borse della spesa il mercoledì mattina… però le regole o valgono per tutti o non valgono…
Le proiezioni sono impressionanti!
La Fondazione è vergognosa: se Siena voleva salvare la sua università doveva quest’anno far concentrare la Fondazione in questa direzione. Questo era l’unico modo serio di operare e rimanere nella storia, come avvenne a fine ‘800.
È stata invece una scelta politica precisa e scellerata di chi comanda: il PD e i suoi vassalli – Rifondazione e Sinistra e libertà compresa (oh, Barni mio…).
La Fondazione continua anche in questa situazione (ma va al tavolo inter-istituzionale, poffarbacco!) con i suoi regali grandi e piccini a destra (pochi) e a manca (tanti), perché entriamo in periodo elettorale: Regione nel 2010, Comune (cioè controllo Fondazione) nel 2011.
Il mercato politico oggi esigeva il sacrificio della Università: il predominio del PD non è più importante?
Votateli, votateli, cari colleghi! Sono riusciti a far peggio dei comunisti e dei democristiani da cui derivano: non era facile, ma son stati bravi; così è, se Vi pare…
Archie
Non vorrei entrare in politica “strictu sensu”, anche perché ho le mie belle gatte da pelare… Tuttavia mi ripeto: quel che fatto – o meglio non fatto – dalla Fondazione Mps (dove allignano i vari prof. Belli) è mostruoso: certamente essa risponde a dei politicanti scaltri e degenerati, che se ne impipano della volontà popolare, del popolo. Per loro esso è una vacca da mungere e, al più, entità astratta: almeno sin quando non si troveranno fucili spianati sul muso.
Tutte le mie richieste a Fondazione – et alii – son cadute nel cesso. Ed eran fatte per la memoria storica della città.
A Siena, città mafiosetta dove galleggiano le cupole (il colore è optional), se non sei amico di chi conta… non canti – e non conti (almeno per Lorsignori).
“Non meritò di nascere chi visse sol per se” (Motto lapideo della Misericordia)
Bardo
Dichiarazioni del Presidente della Fondazione Mps (ieri in una conferenza stampa).
Gabriello Mancini. «Il salvataggio dell’Università di Siena non passa per la Fondazione Mps. Noi non abbiamo partecipato al tavolo interistituzionale di crisi predisposto dagli enti locali, in quanto non ci sono nostri rappresentanti nel CdA dell’ateneo. Speriamo che il piano di risanamento che prevede l’intervento del Monte dei Paschi (40 milioni di linea di credito e 70 milioni di mutuo trentennale) possa ricevere il via libera del governo. C’è anche il progetto di cessione dell’ospedale alla Regione. La Fondazione può comunque perorare la causa nei palazzi che contano. In occasione della Giornata del risparmio, tenutasi a Roma, ho parlato con il ministro del Tesoro della necessità di salvare l’ateneo. Possiamo spenderci in termini di relazioni. Tutti devono fare la loro parte, enti locali e governo, spero che quest’ultimo non si limiti a finanziare l’ateneo sotto forma di anticipazioni. Ai primi di novembre, il governo ha versato all’ateneo senese circa 35 milioni per chiudere il 2009. Il dissesto finanziario arriva dall’eccesso di personale, oltre il 100% del fondo ordinario di finanziamento erogato dal governo se ne va in stipendi, quando il limite è del 90%. Gli enti locali (comune e provincia) chiedono al governo l’approvazione del piano di risanamento e un contributo straordinario di 100 milioni di euro. La situazione non è facile, servono misure drastiche e soprattutto c’è da mettere mano al portafoglio.»
Rispondo nuovamente a Cal e Giovanni Grasso.
Questa volta Cal ha perfettamente ragione.
È vero che le uscite risparmiate con il prepensionamento non andranno in nuove assunzioni, ma questo non vuol dire che non si debbano fare. L’ho già sostenuto molte volte.
Il male di Siena è che sono state assunte troppe persone, sia docenti che amministrativi. Rinnovo l’invito a guardare le statistiche.
Lo stesso vale anche per numero di dottorandi e assegnisti (sto preparando delle statistiche a riguardo). Ognuno qui dovrebbe fare il mea-culpa.
Purtroppo, e questo è un dato di fatto, le conseguenze di questa gestione scellerata ricadono sulle prospettive future dei “giovani” (assegnisti, ricercatori Tempo determinato e dottorandi) e sugli studenti (che appunto vedranno tagliati i corsi).
Vi invito a riguardo a leggervi l’articolo di qualche giorno fa in cui si denunciava la situazione degli assegnisti, ben più grave di quella degli amministrativi a tempo determinato.
Come salvare la situazione e rilanciare l’Università?
Non sta a me dare le risposte, ma forse qualche suggerimento. La soluzione non verrà da una sola persona, ma dal lavoro di tante persone di buona volontà.
Un modo è quello prospettato dal piano di “ridimensionamento”: un taglio da ragioniere, che cerca di rimettere in sesto le finanze, ma di fatto distrugge il futuro dell’Università, ovvero senza rilancio.
Un altro modo è, sì il risparmio (per es. prepensionamenti, possibile cessione dei servizi e sanitario, utilizzo in pieno delle risorse umane disponibili), ma soprattutto reinvestire, identificando dei settori di rilancio (più didattica e quindi richiamare più studenti?, più ricerca con investimento sui progetti e gruppi più validi?, per dirne alcuni). Ma questo richiede investimenti, e soprattutto una determinazione degli obiettivi, legata, ahimè ecco il punto dolente, ad un cambiamento delle teste, delle competenze di chi governa e della loro visione, spesso chiusa nel piccolo e proprio orticello. E senza quest’ultima vedo difficile trovare chi sia disposto ad investire nel “futuro” dell’Ateneo di Siena.
Giusto, Antonio! Controlliamo per il tavolo inter-istituzionale, al quale – avverte il cittadinoonline di ieri – non sono invitati certi sindacati!
Oggi a Siena c’è in edicola ZOOM (liste civiche) con molti contributi sulla crisi. Mi son preso una tirata d’orecchie dall’Ascheri sr per quanto Vi ho scritto giorni fa: lui almeno non era andato ai festeggiamenti del 750esimo (come all’inaugurazione della supersede di via Mattioli e meno che mai all’ex-Osp. Psc.) polemicamente, come ha anche precisato in consiglio comunale, (dice) perché doveva essere evidente già allora che quell’andazzo da grandeur avrebbe portato alla ‘grandezza’ attuale!
Archie
Mi scuso tanto per la fonte: “La repubblica”, giornale dei boiari piddiini. Ecco come si risana… Berlusconi ha dato 29 milioni di euro dei 44 che i contribuenti volevano devolvere all’erario alla chiesa cattolica, cioè a dei privati (poi s’incazzano se i pannelliani gridano all’attentato alla laicità). La sola – N.B.!!! – Università Gregoriana di Roma (Vaticano) si è cuccata 459 milioni di euro, con buona pace del “laico” Bersani, il capo Pd che fu preso a calci in culo – e non fiatò -, se ben ricordo, dai taxisti romani. E ci credo che il privato è bello (vero “piccolo grande uomo” Brunetta?) e ci credo o nero cavalierone!
Quel che faceva Prodi con le università amiche per garantire la rapina e il sottobosco, lo fa il Cavaliere Nero ora al potere coi suoi. È l’Italia, la petite Italy…
Se solo si potesse avere il linguaggio dei segni come l’Itard che comunicava coi sordomuti (al macero invece i semiologi-scemiologi). E stiamo in attesa dei Cavalieri teutonici, magari unificati coi Templeri e Ospitalieri che faccian tabula rasa dei vari Giordano Bruno filosofi amanti del Vero.
Bardo che stavolta ossequiosamente si firma
Aleksander Nevskij
«Il salvataggio dell’Università di Siena non passa per la Fondazione Mps. Noi non abbiamo partecipato al tavolo interistituzionale di crisi predisposto dagli enti locali, in quanto non ci sono nostri rappresentanti nel CdA dell’ateneo.» Gabriello Mancini
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Ma la bozza del nuovo statuto, non prevedeva appunto la presenza del Mps sia nel CdA, che nel comitato dei sostenitori (o come diavolo si chiamava)? Insomma, stanno dentro o fuori?
Ma risiamo da capo… come si fa a cambiare le cose se quelli che guidano la commissione sono gli stessi che hanno generato il buco? Ci vorrebbe una tangentopoli che li facesse fuori tutti… solo che la Procura non si muove per ora…
In compenso si muove la Massoneria! Il giornalista (ehm…) Bisi, in Palazzo Pubblico, ha presentato un libro sulle vie senesi intitolate ai massoni o che con la Massoneria hanno a che fare.
“La massoneria è una cosa seria” (Bisi al sottoscritto).
Bardo
Può essere. Ma lo è anche lui?
Lo è… come lo è “Comunione e Liberazione” ecc. ecc…
Secondo voi il Bisi è un punto di vanto per la massoneria o di demerito??? In genere gli uomini col grembiulino amano la riservatezza e il decoro mentre Kojak va in giro a millantare crediti, amicizie, far credere di sapere le notizie prima degli altri… che sia yuppie massonico?
Un censore, un censore… di stampo craxiano-massonico. A suo demerito la non pubblicazione di importante targa attestante la “Libertas” senese e che tutti possono ammirare proprio nel Palazzo ove questo signore ha tenuto a battesimo il libro… sulle targhe massoniche viarie. È roba da non credere. Ma si occupi di indagare le persone fisiche che han procurato il buco… nel groviera università e dei parcheggi inesistenti per disabili e cittadini poniamo in ospedali e tribunale! Altro che cattedrali nel deserto, mega-stadi ecc. Ma dei pensionati e dei disabili chi se ne frega… i tifosi (o presunti tali) portan voti…
Bardo
Paolone è banale: mi fai lo Watson?
Il Bisi ha bisogno di deviare l’attenzione dei responsabili storici e lo fa concentrandosi sul Focardi, che in effetti si presta molto a fare da San Sebastiano… Che lui, come il sindaco, si sia prestato a far l’esecutore dei Confederali nel convocare il tavolo inter-istituzionale è sconcertante: è solo ignoranza istituzionale o bassa furbizia contradaiola? In ogni caso poco degna di un rettore di una Università (un tempo almeno) dignitosa.
Già, comunque la metti: 2+2=Archie
Alimentare Watson, alimentare (vista la crisi…). No, cerco di rendere molto leggibile un intervento quando intendo inchiodare un personaggio pubblico alle sue responsabilità. Vedi, se volessi fare il dotto snob mi iscriverei a “Scienze della Comunicazione” dove ci sono iperlaureati, ipergiornalisti e cervelloni della corte di Eco, ormai noto, dopo le follìe parigine come Re Sole. Comunque – lo dico da letterato – il suo “L’isola del giorno prima” è uno schifo, e non solo quello. Quasi quasi gli preferisco Saviano…
Ora vo a letto, ho mal di denti: e se ci condisci pure il Bisi-pensiero domani so al decesso…
bardus
Dichiarazioni del Presidente di Banca Mps, Giuseppe Mussari, dopo l’assemblea dei soci, rispondendo ad una domanda dei giornalisti:
«Le condizioni dell’università di Siena sono note a tutti e non sono brillanti. Dentro questa non brillantezza bisogna fare gli sforzi necessari per arrivare alla soluzione del problema, una soluzione strutturale del problema. Noi siamo tesorieri dell’Università di Siena e come tali abbiamo fatto quello che dovevamo. Il nostro non è un ruolo enorme ma lo possiamo avere e ovviamente lo esercitiamo per l’ateneo come per chiunque altro. È chiaro che l’Università ci sta particolarmente a cuore. Il progetto di finanziamento è ancora in piedi. Il CdA ha deliberato a suo tempo. È l’università che deve avere l’autorizzazione del ministero. A noi comunque l’università non ha mai comunicato l’intenzione di non fare più questa operazione.»
Questa è la stampa di Siena. Sempre al servizio del potente (soprattutto economicamente) di turno, anche se della Città, della sua storia, delle sue tradizioni e dei suoi abitanti non gliene può frega’ de meno. L’importante è comandare, avere la pancia (e le tasche) piene. Siena è diventata una città di servi, che riescono a guardare con favore e senza muovere dito (se non per prostituirsi per qualche incarico), chi è stato messo da una potente “lobby” a saccheggiare i tesori di Siena accumulati negli anni. Così nei giornali e nei media in generale troviamo solo le fantasiose e ridicole dichiarazioni di questi “signoroni”, che si permettono di pontificare anche su situazioni che hanno visto il passaggio dei nuovi barbari. Con che faccia il Mussari osa parlare anche dell’Università, quando tutti dicono che fa parte della squadra (con Cenni, Ceccuzzi, Monaci e co.) rimasto deluso dall’elezioni di Focardi, e che ha da subito iniziato a lavorare per metterlo in difficoltà, incurante del destino di oltre 2.000 lavoratori?
…allegri, adesso arriva il Commissario Basettoni!
«Vedi, se volessi fare il dotto snob mi iscriverei a “Scienze della Comunicazione» Paolo
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…allora affrettati, perché dai dati delle iscrizioni che circolano, anche per loro non è più l’epoca dei trionfi: sic transit gloria mundi…..
Oè, Stavrogin, scherzavo!!! Se tutti i giorni incontrassii quelle facce di professori o presunti tali mi taglierei i coglioni!!! Ma anche l’Acropoli… Un amico è rimasto shokkato nel vedere dal vivo il muso dell’Amerikano. Poi: quanto detto dal sig. Virgilio è tragicamente vero. Ma io mi ricordo che i panzoni paperoni c’erano anche all’epoca di un sindaco di… sinistra che alternava la caccia alle femmine con quella ai fagiani. E aveva il coraggio di pietire pel fratello “sovversivo” (ora ben piazzato in posto dirigenziale). Si, è Siena (come dicevano i bollini sulle auto dei ciechi senesi abituati a servire da sempre i potentucoli di turno: il servo animo del lustrascarpe dell’Hidalgo ve’!).
Bardo
La lista dei congiurati fornita da Virgilio va allungata metteteci anche il prezzemolino del Mocenni (mala herba cito crescit) sempre nel mezzo sia con questo rettore e con i precedenti… ma vi siete mai chiesti come mai questo tizio ce lo troviamo sempre nei vari consigli di amministrazione? Si parla di nuove facce per avere discontinuità col passato e mai nessuno (ad eccezione della Lega…) fa notare queste incongruenze!!!
Forse farà comodo a qualcuno ?