Università di Siena: basta con l’autoreferenzialità e con l’autonomia dell’irresponsabilità

Pubblichiamo la quinta puntata del resoconto integrale dell’incontro-dibattito «Salvare l’università di Siena. Quale modello per il futuro?» La prima parte è stata pubblicata con il titolo: «Ci sarà un risorgimento per l’università di Siena?». La seconda parte : «La crisi dell’università è crisi del “sistema Siena” e non può essere risolta da chi l’ha creata». La terza parte: «L’università di Siena è destinata per molti anni a stare in rianimazione». La quarta parte: «L’università di Siena è cresciuta in modo disordinato, senza criteri di omogeneità e di efficienza».

Stefano Bisi (Vice Direttore “Corriere di Siena”) Moderatore. Sentiamo il professor Barni che ha fatto il Rettore. Il professor Gaeta ha posto un problema di sottrazione. Mauro Barni non è un matematico, però i conti tornavano quando è stato Rettore all’Università di Siena.

Mauro Barni (Già Rettore dell’Ateneo di Siena). Io sono particolarmente lieto, ma anche un po’ imbarazzato, perché temo sempre che prevalgano in noi le memorie e non nella visione diretta della realtà. Questo è un male grosso che vorrei, cerco sempre, di evitare, ma spesso non mi riesce. Ma sono contento veramente di poter dire qualcosa in spirito collaborativo. Contento di essere stato in questa Sala del Risorgimento che, come diceva Stefano Bisi, è di buon auspicio. Francamente, più per l’idea che per i personaggi che vi sono effigiati. Certamente curare e salvare l’Università. Io sono un medico, come Adalberto, però io sono un medico legale e questo potrebbe…!

Stefano Bisi. Proviamo ad aprire questo corpo, allora, proviamo ad aprirlo!

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