Per le Liste Civiche Senesi e il Nuovo Polo l’università di Siena è sul baratro e i vertici dell’ateneo stanno a guardare

Liste Civiche Senesi, API, FLI, UDC. Dopo la nota vicenda, non ancora conclusa dal punto di vista giudiziario, sull’elezione del Rettore dell’Università di Siena e dopo l’altrettanto nota vicenda della nomina del nuovo Direttore Amministrativo, le Liste Civiche Senesi ed il Nuovo Polo (UDC, FLI, API) vogliono osservare che, indipendentemente dalle inchieste, pure importanti, che dovranno far luce sulle responsabilità penali e civili, esistono anche delle responsabilità etiche e accademiche. I vertici dell’Ateneo, Rettore e Direttore Amministrativo, affrontano con eccessiva lentezza le decisioni che invece appaiono improcrastinabili, senza dimostrare una qualsiasi strategia. Il piano di risanamento, diventato obbligatorio con l’approvazione del DdL Gelmini, che era stato già stilato da Focardi-Barretta e approvato dal Consiglio di Amministrazione, ha subìto uno stop e circolano voci di una riscrittura. Ma intanto il tempo passa ed il piano è quasi ormai scaduto, visto che le finanze dell’Ateneo sono sull’orlo del crollo definitivo, con un bilancio di previsione per il 2011 in dissesto per oltre 38 mlioni di euro. La relazione dei Revisori dei Conti al bilancio è stata negativa, ma lo stesso è stato ugualmente approvato sia in Senato Accademico che in Consiglio di Amministrazione, pur con cinque voti contrari. In ogni caso, le speranze che forse Riccaboni coltivava per una vagheggiata fondazione immobiliare con il MPS, sono state mandate in fumo dal veto dei Revisori dei Conti. Il pagamento degli stipendi di gennaio è stato possibile anticipando 5 milioni del Fondo di Finanziamento ordinario, ma per febbraio già non c’è garanzia di questo, mentre la Banca MPS non ha ancora concesso (e non si sa se e quando lo farà) l’anticipazione di cassa richiesta di 20 milioni di euro e resta in alto mare la vendita della certosa di Pontignano.

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