Per il Pd senese i poli universitari decentrati non sono più strategici. «Vuol dire che vanno chiusi?»

Un commento di Arbiter (pubblicato su “Impegno per Siena”) in merito alla posizione del Pd sull’università di Siena.

Il PD e le spine dell’Università (e della Banca)

Arbiter. Mi ha particolarmente incuriosito la nota del 25 gennaio 2011 sulla cronaca senese de La Nazione destinata alle “spine dell’Università”. Il titolo è emblematico e ultimativo: “Non c’è un minuto da perdere”. E prosegue nel sottotitolo, con tono decisamente imperativo: «Riccaboni presenti subito il piano strategico di risanamento.» Non sono, quelle virgolettate, espressioni da attribuire alla redazione, come di consueto, quando si tratta di titoli, ma vere e proprie “gride” pronunciate da tal Montibello, qualificatosi come responsabile provinciale del PD per l’Università.

La prima considerazione che mi viene spontanea è semplice: gli ex-comunisti, come la “volpe” del proverbio, perdono il pelo ma non il vizio. E il vizio è sempre quello di “comandare” ed essere ubbiditi. Non si limitano a formulare proposte o ipotesi da sottoporre al vaglio democratico della discussione, ma “impongono”. Non esprimono pareri, emettono sentenze, redigono decreti, dettano l’ordine del giorno e fissano il calendario esecutivo. Danno l’impressione, comunque, che questo rettore, alla cui scelta hanno indubbiamente concorso, sia poco disposto a giocare un ruolo subalterno ai protettori politici di riferimento, e abbia quindi bisogno di un deciso richiamo all’ordine.

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