Chi è stato irregolarmente eletto non può ritenere “normale” rimanere nella propria funzione

Una questione di legittimità

Segreteria regionale Uil-Rua. Nei giorni scorsi un comunicato stampa congiunto della Procura della  Repubblica e della Guardia di Finanza ha reso nota la conclusione delle indagini sul “buco di ateneo” e quella sul voto che ha portato all’elezione del Rettore Prof. Riccaboni nel luglio 2010. Terminato il tempo delle indagini è, così, giunto quello dell’accertamento delle effettive responsabilità, ma anche quello della chiarezza e della trasparenza che non possono essere disgiunti dalla necessità di ripristinare la legittimità nell’amministrare l’Ateneo.

A tale ultimo proposito stupisce il comunicato stampa del Rettore nella parte in cui lo stesso afferma la validità e legittimità della sua elezione. Mal si sposa questa dichiarazione con le poche esternazioni del Magnifico sul buco di ateneo precedenti alla notizia di chiusura delle indagini, quando dichiarava, con una frase fatta, scontata e pleonastica, la fiducia nell’operato della magistratura. Ora che le indagini sono concluse e che le stesse hanno evidenziato irregolarità tali da far inviare gli avvisi previsti dalla legge a dieci persone il Magnifico rimette, nei fatti, in discussione le sue scontate dichiarazioni! E nel contempo si continua ad ostentare con comunicati stampa ed informative alla comunità accademica l’efficacia delle misure del piano di risanamento e di iniziative giudicate di successo.

Il Rettore, a cui non fa certo difetto un rilevante curriculum nel campo della valutazione, può insegnare a tanti di “efficacia ed efficienza” e proprio per questo sarebbe carino sapere attraverso quali strumenti ha fino ad oggi valutato l’efficacia del risanamento condotto ed il successo di alcune iniziative (ad esempio, come lui stesso ricorda, l’esito  dell’apertura di alcune strutture universitarie nello scorso mese di luglio). Così come sarebbe opportuno conoscere e prendere consapevolezza del clima che si vive all’interno dell’ateneo conseguente all’unica cosa certa che insieme alla Direttrice Amministrativa, suo braccio armato, ha fatto in un anno di rettorato: decurtare stipendi “normali” o al di sotto della normalità a diverse centinaia di persone facendo appello al senso di responsabilità dei dipendenti che già trova da tempo una diretta dimostrazione nella quotidiana ed appassionata attività lavorativa. Senso di responsabilità che è difficile, invece, constatare nei confronti di chi non ha pensato a ridursi il massimo della indennità di carica prevista.

Il senso di responsabilità sarebbe dimostrato, al contrario, sostituendo le coerenze alle incoerenze di dichiarazioni e comportamenti e per far questo sarebbe sufficiente pensare a una cosa semplice: se dopo un anno e mezzo di indagini la magistratura ha rinvenuto gravi irregolarità nell’elezione del rettore, questo vuol dire che, indipendentemente dalle responsabilità personali, le elezioni non si sono svolte correttamente e che, di conseguenza, chi è stato irregolarmente eletto non può ritenere “normale” di rimanere nella propria funzione. Tutti i membri della comunità accademica sono utili al risanamento, ma lo sono nel loro insieme, e nessuno è più utile degli altri. Lo stesso risanamento non può prescindere, lo ribadiamo, dalla legittimità e dalla legittimazione.

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