Per un nuovo 24 febbraio! Una mozione che impegni il Sindaco a chiedere le dimissioni del rettore dell’Università di Siena

La mozione sui problemi dell’Università degli Studi di Siena è stata rinviata alla riunione del Consiglio comunale del 13 marzo. C’è chi si augura che, ancora una volta, sia la magistratura a togliere le castagne dal fuoco, nell’indifferenza più completa della comunità accademica.

Gabriele Corradi ed Enzo De Risi (Lista “Per Corradi”). Premesso

– che in data 11 novembre 2011 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di dieci indagati nel procedimento relativo alla regolarità della elezione del Rettore dell’Università degli Studi di Siena per il quadriennio accademico 2011-2014 e che le suddette indagini ipotizzano a loro carico il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in qualità di componenti del seggio elettorale e della commissione elettorale;
– che tra gli atti oggetto di falsità vi è anche il decreto del 2 novembre 2010 con cui l’allora Ministro dell’Università e della Ricerca – on. Maria Stella Gelmini – procedeva alla proclamazione del neo eletto Rettore Angelo Riccaboni, e per il quale fu ascoltata dalla Procura di Siena il 24 febbraio 2011 in qualità di persona informata dei fatti;
– che in data 16 novembre 2011 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena ha inoltre portato a conclusione il filone principale dell’indagine sul cosiddetto “buco dell’Università” di ca. 200 milioni d’Euro, notificando 18 avvisi di garanzia e contestuali conclusioni d’indagine nei confronti degli indagati, tra cui due ex Rettori, a vario titolo accusati di falsità ideologica in atti, abuso d’ufficio e peculato;
– che sulla stampa locale, e non solo, sono state pubblicate intercettazioni tra il Rettore Riccaboni ed alti dirigenti ministeriali dalle quali si evince chiaramente come la procedura di selezione del Direttore Amministrativo appaia in effetti non regolare;
– che sulla precitata selezione del Direttore Amministrativo è stato presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena un esposto al quale è seguito il sequestro dei fascicoli ad essa relativi;
– che l’attuale Amministrazione dell’Ateneo, in ragione di quanto sopra affermato, non risulta pienamente legittimata ad agire, in un momento nel quale, in ragione della crisi in atto, occorrerebbe che i vertici politici ed amministrativi dell’Ateneo godessero della necessaria autorevolezza, una caratteristica che può derivare unicamente da procedure di elezione del Rettore e nomina del Direttore Amministrativo assolutamente limpide, indiscutibili e trasparenti;

Considerato

– che in base allo Statuto dell’Ateneo il Comune di Siena ha avuto, ed ha, un proprio rappresentante nel Consiglio d’Amministrazione dell’Università degli Studi di Siena e che, in ogni caso, anche il nuovo Statuto, peraltro non ancora vigente, prevede il coinvolgimento del Sindaco di Siena nell’individuazione di un rappresentante del territorio nel Consiglio di Amministrazione;
– che la buona amministrazione, l’efficienza e il prestigio dell’Ateneo cittadino sono ancora oggi messi in discussione in ragione del fatto che, dopo ben 16 mesi, non è stata posta in essere alcuna azione concreta, sotto il profilo economico, per il suo definitivo risanamento;
– che, al contrario, la conflittualità con il personale tecnico e amministrativo dell’Ateneo ha raggiunto toni elevatissimi e non più accettabili, tanto da richiedere una soluzione immediata.

Si chiede al Sig. Sindaco

– che, in ragione del legame secolare tra il Comune di Siena e l’Università degli Studi di Siena, si attivi immediatamente per chiedere al Rettore, e di conseguenza a tutti i componenti dell’attuale amministrazione, di rimettere il mandato nelle mani del Ministro dell’Università e della Ricerca, per consentire di far rientrare l’Ateneo Senese in un contesto di legittimità, legalità e trasparenza, unici elementi costitutivi per il risanamento e il rilancio dell’Università degli Studi di Siena, bene primario della Città e del territorio;
– di valutare la possibilità che il Comune di Siena si costituisca parte civile in eventuale azione giudiziaria e/o a procedere ad un’eventuale azione di responsabilità verso coloro che saranno riconosciuti responsabili del dissesto, anche in linea con quanto dichiarato dalla stesse forze di maggioranza e diffuso con specifico volantinaggio in occasione dell’apertura dell’anno accademico 2012.

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