Università di Siena: sul salario accessorio schiaffi telematici a rettore e direttore amministrativo

USB Università di Siena. Alcuni punti che forse dopo tanto tempo non sono più del tutto evidenti.
Primo, la sospensione del salario accessorio è stata una scelta  unilaterale della Direttrice Amministrativa Fabbro e questa è l’unica causa di impoverimento retributivo di ognuno di noi. Avremmo potuto tranquillamente discutere di somme indebite o altro continuando ad erogare il salario accessorio, ma insieme al Rettore Riccaboni, la Dott.ssa Fabbro ha deciso diversamente. I revisori dei conti avevano chiesto di approfondire la questione con il Ministero dell’economia e l’ARAN, ma la decisione di sospendere è stata unicamente dei vertici dell’Ateneo.
Secondo, come USB abbiamo sempre chiesto la costituzione del fondo e la sua distribuzione. La legge imponeva di riscrivere il contratto integrativo entro il 31.12.2010, bene, ma si poteva comunque continuare a erogare le somme in percentuale nel 2012 per poi andare a conguaglio con il nuovo contratto integrativo. Questo è stato fatto in altri Atenei. A Siena si è scelto diversamente e non per motivi normativi ma politici!
Terzo, la questione dell’impossibilità di costituire il fondo per gli anni 2011 e 2012 è pretestuosa. Siamo convinti che se accettassimo le proposte della Dott.ssa Fabbro fra una settimana potremmo avere indietro il salario accessorio. Altrimenti com’è che la stessa Dott.ssa Fabbro afferma che se fossimo furbi potremmo usare il fondo del 2011 per ridare il debito e partire con il fondo 2012 per intero? Se è possibile fare questo vuol dire che la scelta è tutta politica. Vuol dire allora che se si può costituire il fondo, le norme non lo vietano, e noi abbiamo ragione a voler che si costituisca per intero. Infatti, accettare la soluzione della Dott.ssa Fabbro vuol dire perdere oltre € 590.000,00 su di un fondo di € 1.700.000 quella soma che perderemmo corrisponde all’incirca a tutte le funzioni specialistiche e alle indennità di rischio/disagio e turno pagate nell’anno 2010. Chi vuole rinunciare al proprio salario accessorio?
Quarto, la Dott.ssa Fabbro ha affermato a dicembre 2011 che la nostra richiesta di mettere l’intero fondo nel bilancio d’Ateneo era corretta e che avrebbe fatto una variazione di bilancio. Il 27 gennaio la variazione non è stata portata in Consiglio con la scusa che i revisori non si riunivano prima del CdA. Il 7 febbraio non è stata portata non sappiamo ancora con quale scusa.
Il 27 febbraio in CdA la variazione non verrà portata!! Chi prende in giro, allora, e non vuole sbloccare la situazione? Noi?
Invitiamo la Dott.ssa Fabbro ad astenersi dal continuare a delegittimare l’operato delle sigle sindacali che da 4 anni cercano soluzioni con ben 4 Direttori Amministrativi e due Rettori, e da 13 mesi cercano di risolvere una situazione creata, unicamente per scelta politica, dal Prof. Riccaboni e dalla Dott.ssa Fabbro.

Protesta telematica!

Pretendiamo la variazione di bilancio e invitiamo tutto il personale tecnico e amministrativo a spedire la seguente mail al Rettore ed alla Direttrice Amministrativa. Scioperare ci penalizza perché è un sacrificio economico, ma una protesta telematica no! Invitiamo ad inviare la mail da venerdì mattina alle 9 per tutta la mattina anche più volte.

rettore@unisi.it, direzione.amministrativa@unisi.it

Magnifico Rettore, Le scriviamo perché vorremmo farLe presente che da due mesi Lei, e la Dott.ssa Fabbro, non portate in CdA la variazione di bilancio sul fondo del salario accessorio. Perché non volete assumere una responsabilità chiara nello sbloccare la situazione, cominciando dalla variazione di bilancio che voi stessi avete detto essere corretta? Reputiamo alquanto lesivo della Vostra immagine tale comportamento, ed è inoltre poco rispettoso del lavoro di oltre 1000 tecnici e amministrativi che lavorano in condizioni disagiate, a causa delle vostre scelte. Distinti saluti e buon lavoro.

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Per un nuovo 24 febbraio! Una mozione che impegni il Sindaco a chiedere le dimissioni del rettore dell’Università di Siena

La mozione sui problemi dell’Università degli Studi di Siena è stata rinviata alla riunione del Consiglio comunale del 13 marzo. C’è chi si augura che, ancora una volta, sia la magistratura a togliere le castagne dal fuoco, nell’indifferenza più completa della comunità accademica.

Gabriele Corradi ed Enzo De Risi (Lista “Per Corradi”). Premesso

– che in data 11 novembre 2011 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di dieci indagati nel procedimento relativo alla regolarità della elezione del Rettore dell’Università degli Studi di Siena per il quadriennio accademico 2011-2014 e che le suddette indagini ipotizzano a loro carico il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in qualità di componenti del seggio elettorale e della commissione elettorale;
– che tra gli atti oggetto di falsità vi è anche il decreto del 2 novembre 2010 con cui l’allora Ministro dell’Università e della Ricerca – on. Maria Stella Gelmini – procedeva alla proclamazione del neo eletto Rettore Angelo Riccaboni, e per il quale fu ascoltata dalla Procura di Siena il 24 febbraio 2011 in qualità di persona informata dei fatti;
– che in data 16 novembre 2011 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena ha inoltre portato a conclusione il filone principale dell’indagine sul cosiddetto “buco dell’Università” di ca. 200 milioni d’Euro, notificando 18 avvisi di garanzia e contestuali conclusioni d’indagine nei confronti degli indagati, tra cui due ex Rettori, a vario titolo accusati di falsità ideologica in atti, abuso d’ufficio e peculato;
– che sulla stampa locale, e non solo, sono state pubblicate intercettazioni tra il Rettore Riccaboni ed alti dirigenti ministeriali dalle quali si evince chiaramente come la procedura di selezione del Direttore Amministrativo appaia in effetti non regolare;
– che sulla precitata selezione del Direttore Amministrativo è stato presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena un esposto al quale è seguito il sequestro dei fascicoli ad essa relativi;
– che l’attuale Amministrazione dell’Ateneo, in ragione di quanto sopra affermato, non risulta pienamente legittimata ad agire, in un momento nel quale, in ragione della crisi in atto, occorrerebbe che i vertici politici ed amministrativi dell’Ateneo godessero della necessaria autorevolezza, una caratteristica che può derivare unicamente da procedure di elezione del Rettore e nomina del Direttore Amministrativo assolutamente limpide, indiscutibili e trasparenti;

Considerato

– che in base allo Statuto dell’Ateneo il Comune di Siena ha avuto, ed ha, un proprio rappresentante nel Consiglio d’Amministrazione dell’Università degli Studi di Siena e che, in ogni caso, anche il nuovo Statuto, peraltro non ancora vigente, prevede il coinvolgimento del Sindaco di Siena nell’individuazione di un rappresentante del territorio nel Consiglio di Amministrazione;
– che la buona amministrazione, l’efficienza e il prestigio dell’Ateneo cittadino sono ancora oggi messi in discussione in ragione del fatto che, dopo ben 16 mesi, non è stata posta in essere alcuna azione concreta, sotto il profilo economico, per il suo definitivo risanamento;
– che, al contrario, la conflittualità con il personale tecnico e amministrativo dell’Ateneo ha raggiunto toni elevatissimi e non più accettabili, tanto da richiedere una soluzione immediata.

Si chiede al Sig. Sindaco

– che, in ragione del legame secolare tra il Comune di Siena e l’Università degli Studi di Siena, si attivi immediatamente per chiedere al Rettore, e di conseguenza a tutti i componenti dell’attuale amministrazione, di rimettere il mandato nelle mani del Ministro dell’Università e della Ricerca, per consentire di far rientrare l’Ateneo Senese in un contesto di legittimità, legalità e trasparenza, unici elementi costitutivi per il risanamento e il rilancio dell’Università degli Studi di Siena, bene primario della Città e del territorio;
– di valutare la possibilità che il Comune di Siena si costituisca parte civile in eventuale azione giudiziaria e/o a procedere ad un’eventuale azione di responsabilità verso coloro che saranno riconosciuti responsabili del dissesto, anche in linea con quanto dichiarato dalla stesse forze di maggioranza e diffuso con specifico volantinaggio in occasione dell’apertura dell’anno accademico 2012.

A grandi passi verso la rimozione del rettore dell’università di Siena

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Egregio Signor Ministro Profumo, si richiama la Sua attenzione per un urgente intervento presso l’Università di Siena i cui vertici hanno sospeso in modo pretestuoso il pagamento di qualsiasi indennità al personale tecnico amministrativo da oltre 13 mesi. Il protrarsi di questa situazione rischia di portare al blocco di attività di servizio connesse direttamente al Fondo, quali ad esempio il blocco delle biblioteche, legate al sistema dei turni, oppure a servizi istituzionali svolti su turni e orari notturni e festivi. A fronte di questo disagio l’attuale vertice si riserva di assumere qualsiasi decisione in merito, in attesa di pareri terzi anche supportati da suggerimenti di Dirigenti Ministeriali, che invitano a non cedere a pressioni sindacali rispetto alle legittime aspettative dei lavoratori e di esclusiva competenza delle OOSS. In questo momento è necessario un Suo intervento per rimuovere le cause che hanno provocato la sospensione delle remunerazioni, nonché di ripristinare la contrattazione paralizzata dai veti incrociati dei vertici, che di fatto esprimono chiaramente una mancata volontà di riconoscere al personale una parte fondamentale dello stipendio. Fiduciosi di un Suo diretto intervento, cordiali saluti.

Cosa aspetta il Ministro Profumo a revocare l’atto di nomina dell’elezione irregolare del rettore di Siena?

Poteri in palio (da: Il Mondo 13 gennaio 2012)

Fabio Sottocornola. (…) il peccato originale sotto la Torre del Mangia si chiama megalomania. Una grandeur di provincia che sa essere popolare per il Palio, le squadre di calcio e basket, ma anche colta, se è vero che l’università cittadina un tempo era chiamata la Oxford d’Italia. Conviene allora partire da qui per disegnare questa parabola. Discendente. L’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, sapeva che la situazione era critica quando, sul finire del 2008, aveva spedito all’università Emilio Miccolis come direttore amministrativo per risanare le cose. In meno di un anno l’esperto manager pugliese ha venduto alcuni immobili, bloccato le assunzioni, creato una commissione d’inchiesta interna. Eppure, anch’egli è rimasto invischiato nella palude accademica: figura con altre 17 persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. L’inchiesta, partita tre anni fa, mirava a fare luce sul dissesto dell’ateneo, il più grave d’Italia. Il buco è di oltre 200 milioni. L’uomo eccellente di questa storia è Piero Tosi, rettore per molti anni dopo Luigi Berlinguer, ma anche presidente della Crui (associazione dei magnifici) e in corsa per un posto da ministro in quota Margherita nel secondo governo Prodi del 2006. C’è poi Silvano Focardi, successore di Tosi e capitano della contrada della Chiocciola, ci sono direttori amministrativi, dirigenti, revisori dei conti. A vario titolo vengono ritenuti responsabili di falsità ideologica, abuso d’ufficio, peculato. I bilanci già a partire dal 2003, secondo l’accusa, sarebbero stati aggiustati con correzioni fittizie di alcune poste per far apparire il pareggio al posto del disavanzo. Accanto ai trucchetti contabili, nell’ateneo si continuava ad assumere amministrativi e docenti, mentre non venivano pagate le contribuzioni all’Inpdap. Nel conto i pm ci mettono pure qualche decina di migliaia di euro spesi, in questo caso dal solo Focardi, per pagare cene di rappresentanza, palchi al Palio, vini e derrate di pesce, ufficialmente per il suo dipartimento di scienze ambientali, ma non pertinente con gli studi secondo gli inquirenti. C’è anche il consigliere comunale Davide Chiti (Pd), mister preferenze alle ultime elezioni con 500 voti, che ha ottenuto l’affidamento della gestione di un bar in ateneo senza gara pubblica e «solamente sulla base di una conoscenza con il rettore dell’epoca che era Focardi».

Succede un po’ come nella prima legge di Murphy: quando le cose vanno male, possono andare anche peggio. E qui si sono impegnati. Infatti, nel luglio 2010 c’è da votare per il nuovo magnifico: risulta eletto l’economista Angelo Riccaboni che batte Focardi di 16 punti. Parte subito una denuncia e i magistrati vogliono vederci chiaro. Vengono fuori elezioni gestite in allegria, votanti al seggio non identificati, insomma una commissione elettorale leggera sulle norme in materia. L’accusa per dieci persone è di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e riguarda addirittura i vertici della facoltà di giurisprudenza, il preside Roberto Guerrini e il predecessore Lorenzo Gaeta. Oltretutto, l’intero affaire mette in difficoltà l’allora ministro Maria Stella Gelmini chiamata a ratificare il responso delle urne. Dopo tutto questo giro, la giostra non sembra fermarsi. Anzi, arriva a lambire il Monte dei Paschi. Perché i problemi finanziari nel 2011 non sono risolti. Così Riccaboni, che non risulta indagato e ha sempre dichiarato che non intende dimettersi, cerca di mettere una pezza al bilancio. Tenta di congelare il pagamento a Mps delle rate dei mutui (3,5 milioni al semestre) e poi prova a vendere gli immobili, attraverso un fondo ad hoc. Tutto progettato dal magnifico con il collega Lorenzo Frediani e pare con Antonio Marino, uno dei vicedirettori generali di Mps. Ma non ancora ratificato dal consiglio di amministrazione dell’accademia.

Maria Stella Gelmini, la donna che firmò due volte per l’elezione irregolare del rettore di Siena

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Quella nomina nata sotto una cattiva Stella (da: Il Mondo 13 gennaio 2012)

Fabio Sottocornola. Maria Stella Gelmini, ovvero la donna che firmò due volte. C’è lei al centro di un piccolo giallo nell’inchiesta sull’elezione del magnifico Angelo Riccaboni del luglio 2010, che i magistrati di Siena ritengono irregolare. L’ex ministro è stata ascoltata nel febbraio scorso, quando era ancora in carica, come persona informata sui fatti. Agli atti figurano due decreti di nomina del rettore, che Gelmini ha siglato in momenti diversi. Nel primo, datato 26 ottobre, è scritto che «stante la pendenza di indagine penale a carico di ignoti», la proclamazione avviene «nelle more della conclusione delle indagini». Ma poi il decreto è annullato e il 3 novembre Gelmini ne ha firmato uno nuovo, eliminata quella frase. Perché? Ai pubblici ministeri ha dichiarato che lo stesso giorno della prima firma, «l’ufficio stampa mi ha portato delle agenzie nelle quali si parlava di avvisi di garanzia. Mi sono allarmata». Così ai piani alti del Miur, ministro, capi di gabinetto e direttori generali non sanno più che pesci pigliare. Decidono di prendere qualche giorno di riflessione. Tanto il nuovo rettore deve entrare in carica l’l novembre, peccato però che a Siena le elezioni si erano tenute da mesi. E tutti aspettavano l’investitura ufficiale. «C’era molta preoccupazione, peraltro condivisa con Gianni Letta, per la situazione economica», afferma la numero uno del Miur. Che poi si decide. E firma di nuovo. «Non sono in grado di chiarire il perché delle differenze tra i due decreti nella parte in cui il primo fa riferimento alle indagini in corso mentre nel secondo di ciò non vi è traccia », afferma candidamente. Esclude, però, di avere ricevuto «alcuna pressione politica per la proclamazione del rettore». Eppure qualche colloquio c’è stato. Per esempio, uno bipartisan con Luigi Berlinguer che in una telefonata tranquillizza Riccaboni: «Ho interessato la Crui e ho parlato con la Gelmini».

Cosa riserverà il 2012 all’Università di Siena?


Cosa riserverà il 2012 all’Università degli Studi di Siena? Per saperlo non occorre essere indovini, è sufficiente rileggere alcuni degli articoli pubblicati su questo blog nel 2011, dei quali si riportano di seguito i link, e ricordare la conclusione delle indagini sulle irregolarità nelle elezioni del rettore. Comunque, i titoli da soli indicano quale sarà l’argomento forte nelle prossime settimane, riassumibile in una domanda. Chi è stato eletto irregolarmente ha la piena legittimità a esercitare le funzioni di rettore? Da considerare, inoltre, che sulla nomina dell’attuale rettore hanno perso la faccia due ex ministri (Berlinguer e Gelmini) e l’ex direttore generale del Miur, Marco Tomasi. L’Ateneo senese, nelle condizioni attuali, può continuare ad avere una guida priva di credibilità, autorevolezza e senso delle istituzioni? E in assenza della revoca dell’atto di nomina, è irrealistico pensare, nell’esclusivo interesse dell’Università di Siena, alla sospensione dell’attuale rettore dalla carica ricoperta?

Articolo pubblicato anche da: Il Cittadino Online (12 gennaio 2012) e La Nazione Siena (13 gennaio 2012).

Giovanni Grasso. Quando lo sciacallaggio parte dai vertici.
David Cantagalli. Inciucio istituzionale all’Università di Siena: l’ex Ministro Gelmini smentito dal rappresentante del Governo in CdA.
Giovanni Grasso. Siena: dalla “piccola Oxford” all’Università delle truffe.
Giovanni Grasso. Università di Siena: i “Berlinguer boys” alla ricerca di una diversità mai posseduta.
Paola Tomassoni e Pietro Paolo Amato. «A Siena, con un ateneo gravato da un buco enorme, c’è un rettore “storico” frutto di quel sistema e per giunta delegittimato».
Pietro Paolo Amato. Il Ministro revochi la nomina del rettore dell’università di Siena e si costituisca parte civile.
Cisal, Cisapuni, Flc-Cgil, Ugl, UilRua, Usb. Esiste o no la normativa che impedisce l’erogazione del trattamento economico accessorio nell’università di Siena?
Giovanni Grasso. Esagera chi ipotizza una voragine da 600 milioni di euro negli ultimi ventisette anni nell’università di Siena?
Luigi Berlinguer, Piero Tosi, Silvano Focardi, Angelo Riccaboni. Del dissesto dell’Università di Siena ne parlano i protagonisti.
Dimensione Autonoma Studentesca (DAS). Gli studenti del DAS chiedono le dimissioni del rettore e del direttore amministrativo, ritenuti palesemente inadatti al ruolo che ricoprono.
Tommaso Strambi. Tutti pazzi per la costituzione di parte civile nel dissesto dell’Università di Siena.
Giovanni Grasso. Per la comunità accademica Riccaboni non è più il rettore dell’Università di Siena.
Confsal SnalsCisapuni. Rintocchi funebri sull’elezione del rettore dell’Università di Siena.
Segreteria regionale UilRua. Chi è stato irregolarmente eletto non può ritenere “normale” rimanere nella propria funzione.
USB Università di Siena. Un rettore delegittimato che finge di non saperlo e le prime costituzioni di parte civile per la voragine nei conti dell’ateneo senese.
La Nazione Siena. Università di Siena: alla ricerca del buon senso e del pudore perduti.
Giovanni Grasso. Concluse le indagini sull’elezione del rettore e sul buco dell’università di Siena.
Giovanni Grasso. Università di Siena: dissesto economico, sequestro di beni e inaugurazione dell’anno accademico.
Rabbi Jaqov Jizchaq. Ma che senso ha inaugurare l’anno accademico all’università di Siena?
Francesco Lauria e Mario Petrini. A grandi passi verso un’unica Facoltà medica della Toscana.
Giovanni Grasso. A Siena continua l’esodo dei docenti universitari: per amore o perché morsi dal ramarro?
Rabbi Jaqov Jizchaq. Ciclo ormai compiuto: l’università di Siena è il nuovo Cepu, quello pubblico.
Angelo Riccaboni e Claudio Marignani. Vieni avanti supercretino!
Angelo Riccaboni. È proprio vero che l’incremento delle iscrizioni all’università di Siena dipenda dalla qualità della didattica, della ricerca e dall’ottimo livello dei servizi?
Angelo Riccaboni. Vieni avanti cretino!
Rabbi Jaqov Jizchaq. Come la televisione trash, all’Università di Siena dequalificando l’offerta aumentano le iscrizioni.
Giovanni Grasso. Un fondo immobiliare per speculare sull’Università di Siena?
Alberto Monaci. Il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana bacchetta il Rettore di Siena per la sua incapacità a governare il processo di riallineamento fra costi e ricavi.
Giovanni Grasso. Come distruggere l’università di Siena: mancata informatizzazione, distrazione di fondi, sperperi, truffe e bilanci truccati.
Raffaele Ascheri. Con lo scopino in pugno una manifestazione da “indignados” per il dissesto dell’Università di Siena.
Giovanni Grasso. Sulle misure da adottare per il risanamento dell’università di Siena uno scopino da cesso mette tutti d’accordo.
Outis. Cari magistrati senesi, siamo stufi dei vostri traccheggi!
CUN. Gli effetti devastanti dell’abbassamento dell’età di pensionamento dei professori universitari.
Giovanni Grasso. Università di Siena: i “Berlinguer boys” alla ricerca di una diversità mai posseduta.
Giovanni Grasso. Riccaboni non ha ancora capito che è alla guida di una Università e non di un condominio.
Giovanni Grasso. Le sorti dell’Università di Siena nelle mani di un Madoff senese?
Giovanni Grasso. Le situazioni d’illegalità presso l’ateneo senese richiedono l’immediato intervento delle competenti autorità.
Angelo Riccaboni e Rabbi Jaqov Jizchaq. Ancora una volta l’Università di Siena è prima in tutto!
Roberto Petracca. Per l’università di Siena occorre fantasia, dinamismo e un livello di pensiero diverso da quello che creò i problemi.
Lia Valentini. Il punto di vista degli studenti di “Dimensione Autonoma Studentesca” sull’operato del rettore dell’università di Siena.
Roberto Petracca. L’università di Siena non si salva con i buoni sentimenti e le buone intenzioni ma con impegni concreti.
Franco Ceccuzzi e Simone Bezzini. «Siamo in attesa di conoscere di chi siano le responsabilità del dissesto e se si sono conclusi gli accertamenti sulla regolarità dell’elezione del rettore di Siena
Franca Selvatici. Due casi per il movimento delle donne “se non ora quando”.
Cosimo Loré. Siena, università e città senza speranza.
Roberto Petracca. All’università di Siena si tagliano i professori per aumentare la didattica.
Rabbi Jaqov Jizchaq. Con lo smantellamento di mezzo ateneo, a Siena, non saranno penalizzati i “vecchi” docenti ma i più giovani.
Outis. “Aspettando le prescrizioni” per il dissesto dell’Università degli Studi di Siena.
Giovanni Grasso. Davvero qualcuno pensa di usare un “Madoff italiano” per risanare l’università di Siena?
Rabbi Jaqov Jizchaq. Con “il caso, la necessità e l’anagrafe” si affossa definitivamente l’Università di Siena.
Giovanni Grasso. Sul dissesto dell’Università di Siena indignarsi non serve più, ormai è tempo di agire.
Daniela Orazioli. Il sindaco di Siena messo alla prova sulla costituzione di parte civile per il dissesto dell’Università.
Giovanni Grasso. Università di Siena: ancora in attesa di un piano di risanamento.
Giovanni Grasso. Ecco quel che succede nell’Università di Siena a seguire la prassi e non le leggi.
Gabriele Corradi. L’Università di Siena tra bocciature e proposte.
Giovanni Grasso. Una lezione di democrazia a chi ostacola la trasparenza nell’università di Siena.
Roberto Petracca. Università di Siena: sono i cavalli o gli asini a vendere immobili e a pensionare docenti?
Giovanni Grasso e Raffaella Zelia Ruscitto. Il rettore dell’Università di Siena illustra alla comunità accademica un piano di risanamento bocciato dai Ministeri delle Finanze e della Ricerca.
Silvio Pucci. Sempre più stringente il dibattito sul “risanamento possibile” dell’università di Siena.
Rabbi Jaqov Jizchaq. All’università di Siena non chiudono i “corsi inutili” (privi dei requisiti minimi di decenza) ma quelli utili, dove i docenti non hanno forza accademico-politica.
Michele Pinassi. Non è accettabile che con la crisi profonda dell’ateneo senese la direttrice amministrativa si sia garantito il massimo dell’indennità.
Laura Vigni. Ateneo senese: da Oxford d’Italia a università sputtanata.
Alessandro Nannini. La mala gestione dell’università di Siena riguarda gli ultimi tre rettori.
Gabriele Corradi. L’Università di Siena come ammortizzatore sociale.
Franco Ceccuzzi. Università di Siena: spigolando nell’intervista del candidato sindaco del Pd che ha promesso mille posti di lavoro.
Giovanni Grasso. Un risanamento possibile dell’Università di Siena.
Partito Democratico di San Giovanni Valdarno. Si continuerà a far governare l’università di Siena ai Partiti?
Rabbi Jaqov Jizchaq. Per il pensionamento dei docenti e per le scelte strategicamente sbagliate l’offerta didattica all’università di Siena peggiora a vista d’occhio.
Il perfido Suyodana. L’agonia continua dell’Università di Siena tra finti piani di risanamento!
Franco Ceccuzzi. Ancora demagogia e nessuna proposta concreta per il risanamento ed il rilancio dell’Università di Siena.
Laura Vigni. È questo il momento della costituzione di parte civile per il dissesto dell’università di Siena.
Stefano Bini. Qualcuno comincia a capire che i Poli universitari decentrati possono esistere solo se si autofinanziano.
Giovanni Grasso. Dissesto finanziario dell’Università di Siena: chiesto il rinvio a giudizio per i 27 indagati.
Circolo Città domaniSinistra per Siena. Crisi dell’università di Siena: responsabilità, questione etica, costituzione di parte civile.
Giovanni Grasso. Si chiuda il corso di laurea in Geologia a Siena e si sviluppi quello di San Giovanni Valdarno.
Pietro Paolo Amato. Di fronte al comportamento dell’amministrazione universitaria senese che pregiudica l’interesse pubblico, Amato si rivolge alla Corte dei Conti.
Giovanni Grasso. C’è ancora chi crede di poter ricreare quel sistema di potere che ha portato l’università di Siena allo sfascio generale e al discredito totale!
Giovanni Grasso. Chiesto il commissariamento del Rettore, il cui operato rischia di ledere l’autorevolezza dell’Università di Siena e il ruolo istituzionale del Ministero. Interrogazione del Senatore Pietro Paolo Amato.
Il perfido Suyodana. Università di Siena: cose dell’altro mondo.
Susanna Guarino. La guerra dei Poli universitari: il realismo di Grosseto e la spocchia di Arezzo.
Giovanni Grasso. Arezzo lo sa che per tagliare il cordone ombelicale con Siena deve pagare?
Romano Salvi. Università, c’è da tagliare il cordone ombelicale con Siena.
Tomaso Montanari. Chiusura del corso di laurea in Lettere d’Arezzo e «barricate demagogiche della politica locale».
Salvatore Mannino. Siena sarà sommersa dai rifiuti, se dovesse chiudere il corso di laurea in “Lettere” d’Arezzo.
Giovanni Grasso. Cosa ha condotto il Ministro Gelmini a Siena?
Giovanni Grasso. Università di Siena: il saccheggio continua!
Giovanni Grasso. Università di Siena: «preconsigli» di Amministrazione, un ritorno al passato.
Dimensione Autonoma Studentesca. Gli studenti sculacciano il preside della Facoltà di Lettere d’Arezzo “prima in Italia”.
Stefano Zoja. Ancora sulla svendita del patrimonio immobiliare in regime di autonomia universitaria.
Dimensione Autonoma Studentesca (DAS). Secondo gli studenti, le scelte dei vertici mettono a rischio la sopravvivenza dell’università di Siena.
Pietro Paolo Amato. Il senatore Amato torna a chiedere il commissariamento dell’Università di Siena.
Mario Lolini. Siena chiuda pure la sua università ma continui a pagare per tenere in piedi quella di Grosseto!
Roberto Petracca. Ma i revisori dei conti sono proprio sicuri che il contratto del direttore amministrativo sia corretto?
Giovanni Grasso. All’Università di Siena è l’ora della rottura.
Giovanni Grasso. Se la comunità locale non vuole la chiusura del Polo grossetano se ne assuma interamente i costi.
Arbiter. Per il Pd senese i poli universitari decentrati non sono più strategici. «Vuol dire che vanno chiusi
Fabio Sottocornola. Università di Siena: si continua a svendere il patrimonio immobiliare senza un piano per ridurre il disavanzo strutturale.
Cosimo Loré. L’università dei morti viventi.
Giovanni Elia. L’università di Siena come carne di porco.
Liste Civiche Senesi, Api, Fli, Udc. Per le Liste Civiche Senesi e il Nuovo Polo l’università di Siena è sul baratro e i vertici dell’ateneo stanno a guardare.
Roberto Petracca. Un consiglio al Ministro Gelmini: istituisca un corso sulla salvaguardia del pomodoro nostrale.
Giovanni Grasso. Cosa riserverà il 2011 all’Università di Siena dipenderà dalla comunità accademica.

Quando lo sciacallaggio parte dai vertici

Magliari

“I magliari” di Francesco Rosi (1959)

Da quando si è scoperta la voragine nei conti dell’Università di Siena, l’alienazione degli immobili ha rappresentato lo strumento più facile per superare le crisi di liquidità. Così Silvano Focardi nel 2009 ha venduto per 74 milioni di euro il San Niccolò e per 108 milioni di euro nel 2010 l’ospedale “Le Scotte”, creando le condizioni in base alle quali il suo successore avrebbe evitato il ricorso, per il 2011, allo scoperto di conto corrente e alle anticipazioni sul fondo di finanziamento ministeriale 2012. La dismissione di alcuni immobili rientra anche tra le misure straordinarie di Riccaboni che, però, ha previsto la costituzione di un Fondo immobiliare, l’individuazione di intermediari specializzati e la sottoscrizione, da parte dell’Ateneo, di quote da collocare presso investitori. L’assoluta segretezza dell’operazione, il tentativo di far approvare dal CdA il progetto nascosto all’interno di una delibera sulla ricognizione degli spazi (quindi, con una procedura scorretta sul piano formale e sostanziale), i rapporti mai chiariti con un operatore finanziario indagato dalla Procura di Fondi, la scelta, da parte del rettore, come consigliere finanziario, di un docente che è socio di maggioranza di una S.r.l che ha per oggetto sociale proprio operazioni del genere, hanno legittimato il sospetto di una speculazione finanziaria ai danni dell’Università di Siena. Ho più volte denunciato pubblicamente tali circostanze fino a quando il CdA non ha deciso di bocciare il rischioso progetto. Ma lo sconcerto e la rabbia per l’opera di sciacallaggio ai danni del nostro martoriato ateneo hanno modo di manifestarsi pienamente leggendo le intercettazioni di seguito riportate tra Riccaboni e il suo consigliere finanziario, professore a Siena di Intermediari finanziari, Lorenzo Frediani, nonché socio di maggioranza di Astrea S.r.l., avendo versato 28.500,00 € sui 30.000,00 € di capitale sociale.

Telefonate di Frediani (Astrea) a Riccaboni nel 2010
– 4 novembre (ore 16:26): una voce maschile chiede conferma sulla nomina. Si accordano di vedersi tra un po’ in facoltà.
– 4 novembre (ore 19:04): una voce maschile chiama per congratularsi per la nuova nomina e chiede insistentemente un incontro prima dei festeggiamenti per parlare del loro progetto.
– 10 novembre 2010 (ore 10:09): fissano un incontro per il 19 novembre (alle ore 10.00) con il nuovo direttore amministrativo e la ragioneria dell’università per procedere – dopo aver controllato i conti – alla programmazione di un fondo immobiliare o vendita dei beni dell’Unisi.
– 18 novembre 2010 (ore 09:42): un uomo chiama Riccaboni e gli chiede conferma per l’indomani alle 10 con il direttore amministrativo. Riccaboni conferma.
– 22 novembre 2010 (ore 09:53): una voce maschile chiama Riccaboni e lo mette sull’avviso di non discutere con nessuno nel dettaglio del piano di risanamento, visto che ci sono dei problemi in arrivo come la mancata corresponsione del contributo di 8 milioni di euro da parte della regione che mette a rischio il pagamento degli stipendi per dicembre. La linea diventa disturbata…
– 22 novembre 2010 (ore 09:57): una voce maschile riprende il discorso interrottosi precedentemente e gli fa presente che mancano i soldi per pagare gli stipendi di dicembre. Riccaboni propone di far ricorso alle anticipazioni di cassa e la voce maschile precisa che al 31 dicembre le anticipazioni di cassa devono essere portate a zero. Se bisogna percorrere quella strada, la voce maschile dice che va richiesto un incontro a Mussari e a Marino per vedere se la fanno percorrere. Non è una cosa semplice anche perché le tredicesime vanno pagate il 12 o il 13. Riccaboni dice che ci vuole pensare e si accordano di sentirsi domattina.
– 1 dicembre 2010 (ore 09:52): Angelo viene chiamato da un uomo che gli suggerisce di aumentare il numero delle persone che lavorano nella ragioneria perché sono in uno stato di criticità, almeno finché le cose non girano. Riccaboni si appunta la cosa. L’interlocutore dice che poi con calma devono vedere come riorganizzare l’università ma questo deve essere un provvedimento da prendere subito. Riccaboni dice che ne parlerà con la Fabbro.