Indifferibili le dimissioni del rettore e della direttrice amministrativa che, ormai, sono il “problema” del nostro Ateneo

Marco-FalorniMarco Falorni (candidato a sindaco). La sentenza del giudice del lavoro di Siena, che conferma il diritto dei lavoratori dell’Università di vedersi riconosciuto quel salario accessorio che dal 2011 gli era stato abusivamente sottratto, fa giustizia di un arbitrio contrario non solo alla legge, ma anche alla comune morale. Questa decisione, inoltre, sottolinea in modo emblematico la pesante responsabilità amministrativa e politica della dirigenza dell’Ateneo, che ha preteso di fronteggiare la grave crisi finanziaria dell’ente, non ponendo fine agli sprechi che l’avevano prodotta, bensì facendone ricadere il peso sui lavoratori, che in questo caso hanno visto decurtata parte della loro retribuzione, in altri, come per i lavoratori della cooperativa solidarietà, sono stati licenziati. A questo punto giudichiamo indifferibili le dimissioni del rettore e della direttrice amministrativa, atto che già da tempo avrebbe dovuto essere compiuto per le note e ancor più gravi ragioni. Chiunque ritenga davvero che per Siena l’Università è un’istituzione strategica e vitale dovrebbe sentire il dovere di fare propria questa richiesta, invece di indulgere a compromessi e aperture di credito verso coloro che ormai possono essere definiti “il problema” del nostro Ateneo.

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2 Risposte

  1. […] Indifferibili le dimissioni del rettore e della direttrice amministrativa che, ormai, sono il “pro… […]

  2. Neri: «La buona politica latitante sul fronte università»
    Vigni: «Passo indietro per il rettore e il DA.»
    Giusti sull’università: «È doveroso chiedere le dimissioni…»

    Non v’è dubbio che la presente situazione di stallo consiglierebbe fortemente l’intervento di un “deus ex machina”, una figura esterna dotata di poteri speciali come i supereroi della Marvel, capace di farci uscire dall’impasse nella quale ci troviamo: ma cittini, per favore, dite una parola una per notificarci cosa fareste voi al posto del “Criccaboni”, giacché da un lato anche la venuta di un commisario presuppone che attorno vi sia un’opinione pubblica e un corpo accademico che manifesti una qualche idea sul proprio avvenire e dall’altro la prospettiva di rimpiazzare un “Criccaboni” con un altro uguale e contrario non mi pare allettante. In questo blog sono stati esposti dati di fatto, fornite cifre ufficiali, chiosate leggi e decreti; è stato effettuato qualche elementare calcolo e sono state tratte alcune conclusioni: niente da dire in proposito? Cos’è che vi trattiene? Forse è il ben noto disprezzo verso le “scienze avanzate”, perché in fondo, come ha detto oggi Ghedini, “sono solo teoremi” (Teorema, da θεωρέω theoréo, “guardo, osservo”: «ogni proposizione che sia dimostrabile per deduzione da altre proposizioni precedentemente dimostrate o assunte come vere, assiomi o postulati») ….

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