È nata l’Università degli studenti di Arezzo

Pier Luigi Rossi

Pier Luigi Rossi

Università degli studenti di Arezzo: concretezza

Cambiare si può! Il prestigioso Politecnico di Milano ha accettato la richiesta del Polo Universitario di Arezzo di attivare da questo anno (A.A. 2013-14) il Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Informatica on-line.

Pier Luigi Rossi (Medico – Vicepresidente Consiglio Provinciale Arezzo). Una notizia che apre un nuovo periodo nell’attività universitaria ad Arezzo. È stato modificato lo Statuto del Polo Universitario di Arezzo superando il rapporto esclusivo con l’Università di Siena, come da anni avevo proposto in Comune e in Provincia e nelle Assemblee con gli studenti. Il Polo Universitario di Arezzo può istaurare rapporti accademici con Università diverse da Siena. Lo scenario della didattica universitaria sta cambiando con rapidità in linea con la più moderna tecnologia. Occorre vedere e vivere le attività universitarie in modo più dinamico e aperto rispetto alla rigidità strutturale del passato.

Arezzo e Informatica

Arezzo è già una realtà altamente qualificata nell’attività informatica in Italia e un Corso  di Laurea Triennale in Ingegneria Informatica va in questa direzione. Il settore informatico è una delle nuove linee di sviluppo economico e occupazionale di Arezzo. I corsi d’insegnamento saranno svolti con modalità teledidattica in aule di un  polo tecnologico aretino, tramite il quale potranno essere organizzate tutte le procedure per l’erogazione dei corsi telematici, l’assistenza agli studenti on-line (esercitazioni, discussioni, ecc.). La predisposizione delle aule didattiche servirà per lo svolgimento e la fruizione delle lezioni (secondo un orario prestabilito), assistite con la presenza di un docente-tutor esperto per ogni disciplina oggetto dell’insegnamento, che fornirà le spiegazioni richieste. Gli esami saranno svolti ad Arezzo. Ringrazio la Camera di Commercio di Arezzo che ha creduto in questa proposta e invito il Comune di Arezzo, la Provincia, la Banca Etruria a prendere un’effettiva posizione in favore di questa concreta iniziativa.

Università degli studenti

Tutta la vicenda universitaria ad Arezzo va ridefinita e riprogettata. Occorre investire nel “capitale umano” costituito dai giovani aretini. I giovani che prendono il diploma di maturità ad Arezzo con voto superiore a 90/100 sono il 16.6% rispetto al valore italiano di 9.8. Non tutti si iscrivono alla Università, anche per motivi economici dati i costi di studi realizzati fuori di Arezzo. Va agli studi universitari solo il 52% dei 3000 maturi che ogni anno finiscono la scuola media superiore in Arezzo e provincia, contro il 62.6 % della Toscana e il 66% in Italia. Sono 8855 gli Aretini iscritti alle varie Università italiane, in prevalenza Arezzo, Firenze, poi le scelte cadono su Siena e Perugia. Ma anche Milano, Roma e Bologna sono sedi di scelta.

La nostra città ha numerosi spazi, palazzi, residenze storiche vuote, spesso abbandonate. Possono essere ottime sedi da offrire a Istituti, Università italiane ed estere, pubbliche e private, per ospitare attività didattica e di ricerca per studenti provenienti da varie parti di Italia, Europa e altri Continenti. Arezzo può creare un’innovativa Università degli Studenti appartenenti a Università diverse. Già abbiamo esperienze sperimentate in Arezzo, come la sede dell’Università dello Stato di Oklahoma. Invito gli studenti “maturi” di valutare l’iscrizione al Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Informatica on-line.

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3 Risposte

  1. «È stato modificato lo Statuto del Polo Universitario di Arezzo superando il rapporto esclusivo con l’Università di Siena. Tutta la vicenda universitaria ad Arezzo va ridefinita e riprogettata.» Rossi

    …mmmmah, che mille fiori sboccino… ma soprattutto bisognerebbe capire chi paga la pecunia. Tempo fa il prof. Grasso, se ben ricordo, fornì delle cifre per nulla rassicuranti circa i costi del personale della sede distaccata, comparati coi ricavi delle iscrizioni. La sede distaccata grava tutt’ora sulla groppa malandata dell’università di Siena, non su quella del governatore dell’Oklahoma, e il Riccaboni non mi risulta sia rettore dell’università del Nebraska; sicché, purtroppo, il rapporto è tutt’oggi “esclusivo”, eccome!

  2. […] “Corriere di Arezzo” il passo di Pierluigi Rossi che rivendica il suo impegno pluriennale contro il Polo universitario monopolizzato dall’ateneo […]

  3. «Contro il Polo Universitario monopolizzato dall’ateneo senese mi sono battuto fin dal 1996. (…) che ora si spezzi il vincolo con Siena.» P. Rossi

    Sì, Sì, si spezzi il giogo! Si spezzi! Accidenti, allora siamo già un pezzo avanti con la “secessiùn”: ci manca solo il carroccio. Vogliono andarsene? Non è che basta dirlo; per adesso, infatti, il polo aretino è un onere gravoso (sostanzialmente un debito) che pesa sulle spalle di Siena: si paghino da sé le spese, paghino gli stipendi di professori e TA e vadano un po’ dove vogliono. In alternativa, Siena richiami in sede tutti i docenti colà distaccati a rinforzare i suoi barcollanti corsi di studio. È però singolare che coloro che lavorano nell’ateneo senese apprendano queste cose – che un polo vuol secedere e già opera in quella direzione – dai giornali: ma quali sono i livelli decisionali in questo ateneo? Vi è una posizione ufficiale del Rettore e del Senato al riguardo dell’iniziativa aretina? Vi è stata una qualche comunicazione e discussione nelle sedi istituzionali appropriate? Com’è nata tutta la faccenda?

    Paradossalmente, mentre apprendo “con vivo stupore” dalla stampa che uno lavora per svincolare completamente il polo aretino da Siena (speriamo anche economicamente), parimenti mi giunge all’orecchio la non meno stupefacente voce “di corridoio” che qualcun altro reclama viceversa il trasferimento ad Arezzo di interi comparti umanistici dell’università da Siena (follie da ricovero coatto). Così uno chiede che si taglino i ponti, l’altro reclama ponti d’oro. Questi astuti sotterfugi paiono il prodotto esclusivo del dilagare di uno scomposto e cieco particolarismo e dell’assenza di un fermo potere centrale che lo raffreni. Nel modo in cui le forze politiche, i vertici accademici e le stesse burocrazie ministeriali, o tollerano, o autorizzano certe cinobalaniche imprese, io non vedo tentativi di “ridefinire” alcunché, ma solo un aspetto del decantato “groviglio” e, forse inconsciamente, una forma di nichilismo. Altro che “uno dei meglio atenei del mondo”… questo è lo “gnommero armonioso”:

    «Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo. Ma il termine giuridico «le causali, la causale» gli sfuggiva preferentemente di bocca: quasi contro sua voglia.» (Gadda, Il pasticciaccio)

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