Ha senso parlare ancora della malagestione nell’ateneo senese? Sì! Ricominciamo da -14!

OmbraScrive un collega: «Caro Giovanni, oggi navigando in rete mi sono imbattuto nel tuo sito. Ho notato che da più di due mesi non parli più del nostro ateneo, ma sempre e solo di fatti e notizie “esterne”. Mi sono chiesto: capperi, ci sarà un motivo! Poi mi sono detto: ma perché non chiederlo direttamente a Giovanni? Ed eccomi qua…». La risposta è semplice: ho messo il bavaglio al blog perché, ormai, parlare della malagestione nell’università di Siena serve a poco! Interessa forse a qualcuno l’impreparazione e l’insipienza dei vertici, incapaci di gestire persino l’ordinaria amministrazione? O l’esautorazione e l’acquiescenza degli organi di governo? O l’illegittimità di molti provvedimenti adottati? O l’assenza totale di trasparenza? O la truffa dell’utenza sostenibile per alcuni corsi di laurea, con il conseguente scadimento dell’offerta formativa e l’attuale crollo delle iscrizioni (-14%)? O la nomina del Direttore amministrativo, contraddistinta da ingerenze esterneprocedure calpestate,  omissioni, la cui retribuzione è stata sottratta alle competenze del CdA e maggiorata di circa 60.000 € lordi, probabilmente non dovuti? O della mancata nomina del Direttore generale, nonostante siano passati più di due anni dall’emanazione dello Statuto? O dell’inesistenza del necessario e obbligatorio piano di rientro dal disavanzo d’amministrazione? O il tentativo di speculare sull’università, con la costituzione di un fondo immobiliare che gestisse gli edifici da alienare?

Probabilmente, tutto ciò non interessa a nessuno, specialmente al corpo docente muto e latitante. Tuttavia, ho deciso di riprendere a scrivere, seguendo l’insegnamento del molfettano Gaetano Salvemini: «Fa’ quel che devi, accada quel che può». Intanto, sulla colonna di destra, cliccando sulle figure, si potranno rileggere articoli fondamentali per capire la «prepotente urgenza» che impone, a noi tutti, di affrontare immediatamente le questioni strutturali di un ateneo dal glorioso passato, tra le quali, la voragine nei conti e il dissesto etico.

Articolo pubblicato anche daIl Cittadino Online (20 febbraio 2014) con il titolo: «Serve ancora parlare della malagestione dell’ateneo senese?»

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