Dimissioni: categoria sconosciuta alla casta dei “nuovi” politicanti senesi

Bruno Valentini

Bruno Valentini

Di Bruno Valentini, attuale sindaco del Comune di Siena, ci siamo occupati poco, limitandoci soprattutto ai suoi interventi sui problemi universitari. Ma sin dal primo momento lo abbiamo definito il “politico vecchio rivestito di nuovo” (con abiti Valentino?). Oggi, la conferma, se proprio ce ne fosse bisogno, è costituita dalle sue mancate dimissioni, dopo l’avviso di garanzia per falso in atto pubblico e omissione di atti d’ufficio proprio nell’esercizio di un suo precedente incarico di amministratore, come sindaco di Monteriggioni. Da un politico nuovo ci si aspetterebbe una dichiarazione come quella cheIl Santopropone ai suoi lettori: «Mi dimetto perché, pur essendo innocente, devo difendermi da queste accuse e lo voglio fare da cittadino e non da Sindaco di una città già ferita e sanguinante.». Nello stesso articolo “Il Santo” propone un sondaggio sulle dimissioni di Don Brunetto, come lui lo chiama. Sulla stessa vicenda ripropongo, condividendolo completamente, l’articolo di “Bastardo Senza Gloria” del 17 maggio 2015.

Monteriggionigate: viene fuori che tutti sapevano ma nessuno parlava

Bastardo Senza Gloria. Sgombriamo il campo da equivoci: le responsabilità penali saranno stabilite dalla magistratura. Noi invece, ci concentreremo sulle responsabilità politico-amministrative del Valentini e del suo numeroso entourage. Già da tempo in base a questa analisi, che secondo noi vede il Valentini enormemente responsabile senza attenuanti, avevamo chiesto al sindaco di dimettersi proprio per non arrivare a questa fase di sputtanamento della città di Siena, che vede nuovamente il suo nome accostato al malaffare e alle bravate di qualche amministratore. Se prendiamo come spunto le diciotto pagine di avviso di garanzia al Valentini, per falso in atto pubblico e omissione d’ufficio (come riporta Siena Tv notizie) e l’uscita dell’ex vice sindaco di Monteriggioni dott. Ercolino (fonte Cittadinoonline), ci accorgeremo che una diffusa fetta di politici, tecnici, addetti ai lavori e semplici cittadini, sapevano bene o male come veniva gestita l’urbanistica in quel di Monteriggioni.

La cosa è di per sé già abbastanza agghiacciante, considerato appunto che un gran numero di persone sapeva e mai era stato in grado di denunciare alcunché alle autorità competenti, ma la faccenda diventa ancor più grottesca se andiamo a vedere che il tutto è stato innescato dalla perdita del regolamento urbanistico. Roba da film di Monicelli. Una cosa è certa: l’allegra gestione urbanistica del comune di Monteriggioni avveniva all’insaputa di tutti, sindaco in carica compreso. Si procede quindi allo scarica barile, nella speranza tutta italiana che “passata a nuttata” la colpa, essendo di tutti non sarà di nessuno. Ma in questo caso le cose sono diverse, perché ad incastrare i nostri cari politici amministratori ci sono le carte firmate, discusse, approvate e poi perse. Cosa viene fuori da un quadro così penoso? Viene fuori sicuramente una constatazione: il Valentini non è in grado, stando al suo trascorso, di fare il sindaco di Siena e coloro che lo sostennero sbagliarono candidato, altrettanto irresponsabili furono coloro che decisero al ballottaggio di andare al mare e magari ora ne chiedono le dimissioni. Anche in questo caso si potrebbe andare a “fare tardi”. Dal comunicato del Pd di Siena non potevamo aspettarci altro. Ma da quello regionale? Nemmeno. Quindi la parola passerebbe ai vari candidati regionali, Scaramelli in testa. Cosa aspettarci? Consigliamo ai nostri lettori di non farsi illusioni, tutto sarà molto soft, nessuno alla faccia della giustizia e della questione morale vuole perdere la posizione, la possibilità di un vitalizio e perché no, la possibilità di tornare a lavorare.

Quindi andiamo a chiedere quanto segue:

– che il Valentini si dimetta
– che il Pd Nazionale commissari il Pd senese per manifesto aggrovigliamento
– che il prefetto commissari il comune di Monteriggioni

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Il Sindaco di Siena si è dimesso. Ora tocca al rettore dell’Università!

«A Siena, sindaco e rettore appesi a un filo»: con questo titolo, il 27 aprile scorso, presentavo la difficile situazione del Comune e dell’Università, in occasione dell’approvazione del conto consuntivo per l’anno 2011. E aggiungevo: «chi si dimetterà per primo, il Sindaco di Siena o il rettore dell’università?». Ebbene, ieri sera  alle 23,30 Franco Ceccuzzi ha rassegnato le dimissioni da sindaco. Ora, attendiamo quelle del rettore.

Franco Ceccuzzi. Dopo aver profuso, fino a pochi istanti fa, un impegno incessante alla ricerca della continuità del mandato amministrativo, con rammarico devo prendere atto che, all’interno del Consiglio Comunale, non esiste più la maggioranza uscita dal responso elettorale dodici mesi fa. Per questo ho deciso di consegnare al Segretario Generale del Comune di Siena le mie dimissioni da Sindaco, per rispetto istituzionale di fronte ai cittadini e all’intera città.

Su Facebook Franco Ceccuzzi ha postato il seguente messaggio: «Con grande dispiacere, pochi minuti fa, ho inviato la mia lettera di dimissioni da sindaco di Siena. Ho dovuto prendere atto che la maggioranza non esiste più, a causa del tradimento del mandato elettorale di otto consiglieri comunali, che hanno fatto prevalere l’interesse personale su quello della città. Il rinnovamento non si fermerà.»