Armonizzare risorse ed evitare sprechi: lettera aperta al magnifico Rettore dell’Univerità degli Studi di Siena

Deserto_fiorito05Aldo Ferrara. Magnifico Rettore Focardi,
il nostro compiacimento per la Sua elezione è pari all’attesa di provvedimenti utili a rendere questa Università “normale”, perchè normale non è mai stata, almeno negli ultimi 12 anni. Siamo certi della Sua massima disponibilità e del Suo impegno profusi a ridare a questo Ateneo slancio e vigore. Ma purtroppo il cahier de doléance è consistente e cospicuo.
Il buco annunciato di 206 milioni di euro, tra debiti consolidati e passivo da disavanzo, deriva anche dalle scelte incaute ed in allegria di Presidi in vena di captatio benevolentiae. Di chi? Di coloro che poi voteranno nell’istituto democratico ridotto ad una fabbrica di potere. Ne è derivata una prassi consolidata di cooptazioni continue, concorsi a mai finire, quando non ci sono le richieste didattiche. Il rapporto domanda/offerta è stato così stravolto per soddisfare non le esigenze degli studenti bensì dei grandi patrocinatori. Un esempio per tutti, preso a caso: nella Facoltà Medica (parlo per quello che conosco) ci sono 6 professori di prima fascia in Anatomia Patologica e in Anatomia Umana solo 2. Un altro esempio è costituito da Corsi integrati sovraffollati. Da studenti? Neanche per idea, sovraffollati da docenti, per altro degnissimi ed anch’essi vittime del sistema. Parlo sempre per quel che conosco. Il sottoscritto, dovrebbe insegnare al Corso Integrato di Patologia Medica ma questo presenta 35 docenti, troppi per ammissione del suo coordinatore (cosa che condivido ma è l’unica) perché i ragazzi sono poi confusi dalle voci che spesso sono troppe. Allora ci è stato consigliato (giusto) di limitarci a dei corsi opzionali che spesso sono così particolareggiati da richiedere una audience super-ultra-fine-specialistica. Il tutto deriva dall’incauta e mal predisposta programmazione di facoltà. Nel maggio 2003, con alcuni Colleghi, fu preparata una mozione che impegnasse la Facoltà Medica ad una più attenta scelta delle Unità Operative (U.O.) da concordare con l’Azienda Ospedaliera. Tra le altre cose scritte, essa recitava il seguente tenore:

“il Piano Ospedaliero non sembra essere concepito in funzione di una programmazione sanitaria volta ad acquisire tutte le professionalità insite nella pur ricca Facoltà di Medicina dell’ateneo senese…….. Ergo, data la deduzione logica che esistono risorse materiali ed immateriali non pienamente sfruttate che esigono pronto impiego, urge conoscere quali criteri abbiano ispirato queste esclusioni…”
Le citiamo anche un episodio indicativo: qualcuno di noi voleva anche sollecitare il Preside che una Facoltà Medica di prestigio non può esimersi dallo strutturare una U.O. di Epatologia o Traumatologia della Strada, sacrificate invece per altre meno indispensabili dai titoli significativi “Percezione della qualità e soddisfazione dell’Utenza“ e quant’altro può anche essere messo in opzione secondaria e forse anche terziaria.
A conti fatti, piaccia o meno, bisogna fare i conti con la Legge Moratti, in vigore dal 4 novembre 2005, finchè essa non sarà sottoposta a referendum abrogativo o revisione subtotale. Al comma 16 dell’unico articolo della legge, essa recita che “l’impegno è fissato per il rapporto a tempo pieno in non meno di 350 ore annue di didattica, di cui 120 di didattica frontale, e per il rapporto a tempo definito in non meno di 250 ore annue di didattica, di cui 80 di didattica frontale”.
Dunque, Magnifico Rettore, come potremo adeguarci alla legge se siamo già troppi e troppo poco selezionati in funzione della crescita culturale e delle esigenze della nuova didattica? Nell’immaginario collettivo, i docenti, impegnati anche nel versante assistenziale, sono forse più impegnati degli altri dovendo far fronte a didattica frontale, tutoraggio, assistenza ai malati, ricerca ed impegni congressuali? Neanche per sogno! I colleghi di Anatomia fanno dalle 150 alle 170 ore di didattica nelle scuole di specialità, corsi di laurea brevi e lunghi, e quelli del triennio clinico sono troppi per un Corso Integrato. Delle due l’una: o vi sono delle incongruenze di fondo che impediscono una razionalizzazione delle risorse materiali od immateriali oppure c’è la deliberata volontà di stravolgere gli ordinamenti con programmazioni che portano a fondo la zattera universitaria per eccesso di zavorra.
Certo il problema è condiviso, come Ella ben sa, con altri Atenei, ma in questi 12 anni Siena è stata antesignana in tutto, anche negli errori, gravi e marchiani a volta.
Ci perdoni la franchezza Magnifico Rettore ma aspettiamo dalla Sua Persona un segnale di inversione di rotta! Con osservanza, Aldo Ferrara.
Pubblicato da: il Cittadino Oggi 18 giugno 2006.

6 Risposte

  1. Ha ragione il Prof. Ferrara quando dice che «Il buco annunciato di 206 milioni di euro, tra debiti consolidati e passivo da disavanzo, deriva anche dalle scelte incaute ed in allegria di Presidi in vena di captatio benevolentiae.»! La prova? Solo per fare qualche esempio, quante ore di lezione svolgeranno mai, nell’Università di Siena, 21 Biochimici e 29 Medici interni? C’era proprio bisogno di tale pletora di docenti? Si potrebbe continuare con i chimici, i farmacologi ecc., ecc.. Il gioco è semplice, basta andare sul sito del MIUR. Ci sarà qualcuno che mi darà qualche risposta? Un saluto da “Lo Smilzo”.

  2. Il “Cittadino Oggi” ha pubblicato gran parte della lettera del Prof. Ferrara con questo titolo: «A medicina troppi docenti, stiamo collassando». Non vorrei che il mio precedente commento sui “Biochimici” e “Medici interni” facesse pensare che tutto il “marcio” si trovi a Medicina. Non è vero. Ferrara ha scritto che «Il buco annunciato di 206 milioni di euro, tra debiti consolidati e passivo da disavanzo, deriva anche dalle scelte incaute ed in allegria di Presidi in vena di captatio benevolentiae.» I Presidi, tutti i Presidi. Andiamo nella Facoltà del Rettore Focardi, dove i docenti sono più degli studenti: che ci fanno 13 docenti “Botanici“, 39 “Chimici” (ai quali si devono aggiungere 21 “Chimici” di Farmacia)? Cosa insegnano? Un collega mi dice che sono tanto litigiosi che il loro passatempo (con danni per l’erario) è quello di creare un corso di laurea a gruppo. Un corso a Colle Val d’Elsa, 2 a Grosseto, 5 a Siena ecc. «E io pago!» diceva Totò.
    Un saluto da “Lo Smilzo”.

  3. Il gioco suggerito è veramente semplice. Per evitare che qualcun altro perda il tempo che ho perso io segnalo il link del MIUR: http://sito.cineca.it/murst-daus/docenti/docenti.shtml
    Ho scelto due materie specialistiche. Ecco il risultato: 19 “Oculisti”; 6 “Reumatologi” (il sesto prenderà servizio a ottobre). Ovviamente non sono considerati tutti gli ospedalieri. Ma la cosa diventa ancora più interessante se si fa un riscontro nelle altre sedi. Provate.
    Remo Tessitore

  4. Il link al MIUR che Remo Tessitore ci ha segnalato è veramente utile. In pochi minuti mi sono divertito a fare una piccola ricerca. L’Università di Siena può dormire sonni tranquilli, a giudicare dai numeri: 17 Neurologi, 17 Farmacologi, 16 Ginecologi, 15 Fisiologi, 13 Patologi generali, 12 Ecologi, ecc. ecc. Qualche materia sicuramente ha bisogno di più docenti. Ma altre! Come faranno le discipline specialistiche ad assicurare per ciascun docente 120 ore di lezioni previste dalla legge Moratti? Non vi sembra che il buco di 206 milioni di € del nostro Ateneo possa dipendere anche da un evidente esubero di personale docente e amministrativo?
    Gino Greco

  5. Remo Tessitore suggerisce di fare un riscontro nelle altre sedi universitarie. Io l’ho fatto per i Reumatologi: 1 solo “Reumatologo” a Brescia, Ferrara, L’Aquila, Parma, Perugia ecc.; 2 “Reumatologi” a Palermo, Torino ecc.; 3 “Reumatologi” a Bologna, Firenze, Modena, Pavia ecc..; 6 a Siena. Da considerare che si tratta di docenti e quindi di universitari. A questi vanno anche aggiunti i “Reumatologi” ospedalieri. Possibile che tutti debbano fare i professori? Stiamo parlando di una disciplina specialistica presente solo a Medicina. I 6 reumatologi di Siena faranno una decina di ore di lezione ogni anno contro le 120 che dovrebbero fare secondo la legge 230/05.
    Mimmo Santini

  6. Il giochino del MUR (non più MIUR) va esteso anche alle facoltà umanistiche. Infatti ci si potrebbe chiedere che ci fanno nell’Ateneo senese 25 docenti di “Storia contemporanea” e 10 docenti di “Storia moderna”? Ancora che ci fanno 31 docenti di “Economia politica” e 9 docenti di “Politica economica”?
    Stelvio Persini

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