Ateneo di Siena: verso un piano di risanamento dei conti?

IlbucoIl quotidiano il Cittadino Oggi ha pubblicato un interessante articolo, di seguito riprodotto, che cerca di abbattere il muro di silenzio sulla grave situazione economico-finanziaria dell’Università di Siena.
Susanna Danisi. Un giugno di fuoco per l’Università di Siena. Lunedì il consiglio di amministrazione di ateneo si riunirà per procedere alla variazione del bilancio di previsione 2006 come conseguenza del disavanzo di amministrazione di 27 milioni di euro emerso dal conto consuntivo del 2005. Un’operazione verso cui il collegio dei revisori dei conti ha espresso parere positivo invitando l’amministrazione ad adottare senza ulteriori indugi le iniziative idonee al recupero del disavanzo con l’obiettivo di riportare il bilancio dell’ateneo in equilibrio nel più breve tempo possibile. Un deficit pesante con cui il rettore Silvano Focardi si è dovuto confrontare quasi subito dopo la sua elezione e che sta preoccupando tutto l’ambiente universitario soprattutto se si considera l’entità del disavanzo e le modalità con cui potrebbe avvenire la copertura del debito. Molti addetti ai lavori si domandano in queste ore se nell’incontro di lunedì verrà proposto un piano di risanamento e in cosa consisterà: le ipotesi potrebbero riguardare la vendita di qualche immobile di proprietà dell’Università e contemporaneamente il taglio delle spese e la riduzione degli sperperi. Secondo voci provenienti dall’interno dell’Ateneo, inoltre allo stato attuale mancano addirittura le risorse per le spese correnti in presenza di un debito di 150 milioni di euro con le banche. Sembra arrivato il momento, quindi, per l’Università di Siena di prendere in mano la situazione con decisione e fare scelte coraggiose come la discussione e l’approvazione di un piano che non potrà consentire altro che le spese collegate alle attività istituzionali. Far finta di niente in questo momento e continuare a sperperare significherebbe affossare definitivamente l’ateneo senese. Lunedì è il giorno della verità per Focardi e per la commissione che lui stesso ha nominato (un gruppo autorevole di cui fa parte l’ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio) perché i problemi in cui versa la nostra università sono noti a tutti e perché forse è arrivato il momento di abbattere il muro di silenzio che sembra avvolgerla.

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