Cultura alla senese

Dopo Franco Cardini e Paolo Prodi, anche Ernesto Galli della Loggia prende posizione (Corriere cultura di oggi) sull’esclusione, per ragioni politiche, di Mario Ascheri dal comitato che dovrà celebrare il “Costituto volgarizzato del 1309-10”.

Ernesto Galli della Loggia. Gli assessori alla cultura sono, come si sa, un importante strumento del potere delle sinistre negli enti locali. È lì, infatti, che si definiscono in grande misura il volto ideale della comunità e l’immagine pubblica delle amministrazioni, è di lì che passa in parte notevole il consenso dei ceti borghesi e intellettuali. Ma è lì anche, però, che si attuano le discriminazioni ideologiche più smaccate. È accaduto a Siena di recente, per esempio, che dovendosi formare il Comitato per celebrare un famoso statuto del comune medievale, ne sia stato escluso un illustre medievista di quella città, Mario Ascheri (che tra l’altro è tra i massimi studiosi proprio di quel documento), perché, dice il sindaco, egli sarebbe, in quanto consigliere di una lista civica di opposizione, «in conflitto d’interessi e di funzioni» con la presenza nel detto Comitato. Quale conflitto non si capisce (è all’opposizione!). Si capisce solo che a Siena, di fronte alla politica, la cultura deve cedere il passo.

Altri articoli e commenti sull’argomento:
Il “Buongoverno”, il “Costituto” e la “malauniversità”: 19 settembre 2007.
Su “Buongoverno” e “Costituto” senesi silenzio totale nei media locali: 19 ottobre 2007.
Clamorosi sviluppi dell’affaire Costituto/Ascheri: il sindaco di Siena dimissiona l’accademico dei Lincei!: 23 ottobre 2007.
A Rutelli l’ultima parola sull’affaire Costituto/Ascheri: 7 novembre 2007.
Autorevoli storici sognano il “Buongoverno”, nell’indifferenza di media e studiosi senesi: 19 dicembre 2007.
La deliberata esclusione di uno studioso con competenze specifiche da un comitato è negazione della sua personalità scientifica: 2 gennaio 2008.

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15 Risposte

  1. Che dire?
    Grazie, amici e colleghi, sono davvero commosso: non potevo sperare in un migliore regalo di Natale!
    Ne scrivo a caldo, nella fretta pre-natalizia.
    Per ribadire la convinzione che non dobbiamo demordere per consolidare – tra i tanti valori che vanno riaffermati in questo mare di faziosità, di arroganza e, diciamolo pure, di incompetenza crescente – la nostra fiducia che su tempi più o meno lunghi ce la faremo a far valere il rispetto delle competenze, l’imparzialità, l’uguaglianza di trattamento, le pari opportunità ecc.
    Ora questi signorotti di provincia (quanto ricchi però, e capaci perciò di corrompere…) sono sommersi dal discredito: il problema è di uscirne con una soluzione positiva al di là del caso singolo e al più presto, prima che facciano altri gravi danni.
    Intanto, direi che bisogna liberarsi dagli schemi aprioristici, come quello, ad esempio, che il centro-sinistra sia necessariamente buono o il meno peggio, eppertanto privo di altre scelte.
    Siena è la prova provata che può essere una sciagura, perché in definitiva qui il centro-sinistra è solo un’etichetta di cui si possono impadronire – e di fatto si impadroniscono – alcuni furboni per i loro interessi personali, costringendoli ad alimentare una schiera di servi più o meno sciocchi per continuare a stare in trono – ed emarginando i fiduciosi nei valori del PD ecc.
    I media senesi sono la dimostrazione plateale del danno cui questa ‘casta’ può portare. L’informazione o non esiste (come per il caso clamoroso del libro di Raffaele o del mio piccolo ‘costituto’) o è adulterata, distorta, indirizzata a screditare questo o quel personaggio che osi mettersi di traverso alla ‘casta’. Le loro occasionali inchieste servono solo a darsi un mano di virginità e credibilità, quotidianamente contraddette o dai sapienti silenzi o dalla faziosità.
    In questa storia senese, il ceto intellettuale per definizione, per ufficio direi quasi, quello dell’Università, sta facendo una figura davvero meschina – e dovrebbe essere una delle prime nel Paese… Si tratta di studiosi per vocazione e poi per obbligo, cittadini pagati con fondi pubblici per leggere, studiare, riflettere sul loro specifico disciplinare, ma anche educatori, studiosi che dovrebbero essere d’esempio ai loro allievi, modelli di ‘vita civile’. Invece, tacciono, o per viltà o per incuria e/o ignoranza. Tuttalpiù ci sono quelli che quando c’è da firmare un manifesto o un appello che li metta in fila per qualche carica sono subito pronti, ma di fronte ai grandi problemi della città – oggi in primis della vivibilità democratica, perché di questo si tratta – tacciono prudentemente, assecondando, proni, i desideri del Padrone.
    Dimostriamo quindi che c’è un’alternativa: la strada dell’organizzazione indipendente, che vuole riaprire la riflessione critica, disinteressata e spregiudicata sui problemi del ‘Buongoverno’ (vero, non quello finto e servile alla Flores!).
    È il momento, cari amici di Siena e, credo, anche di fuori Siena.
    Questo mi/Vi auguro, in questo Natale 2007 in vista di un 2008 migliore per tutti! Vostro
    Mario Ascheri

  2. Ascheri hai ragione e ha ragione Raffaele col suo libro che ho comprato… Qui la gente è abituata a panem et circenses ma sento dire che certi politici faranno la fine di Mussolini e Ceaucescu, politici locali e professori che hanno occupato mafiosamente ogni potere… alla faccia del “cuore rosso di Siena”…

  3. Per completezza d’informazione, inserisco la replica dell’assessore Flores a Galli della Loggia (Corriere della Sera 27 dicembre 2007)

    Siena: ideologia e programmi culturali
    Sul “Corriere” del 24 dicembre, Ernesto Galli della Loggia, sulla base di informazioni perlomeno parziali e riduttive – le fonti, come ogni storico sa, dovrebbero essere verificate, ascoltando la versione non solo di chi si sente «vittima» – accusa l’assessorato alla cultura del Comune di Siena (e cioè il sottoscritto che ne è il titolare) di discriminazione ideologica smaccata. Questo perché non avrei inserito il prof. Mario Ascheri in un elenco di medievisti da proporre per un costituendo Comitato. Il prof. Ascheri, non vedendo universalmente riconosciuta l’alta stima che lui stesso ha di sé, si è messo a gridare alla discriminazione politica. La realtà è più semplice e si è basata su due assunti. Il primo è che ho ritenuto più adatti a un simile Comitato (che dovrebbe, se accettato dal ministero, portare avanti un programma già compilato e assai ricco), altri storici (i proff. Cherubini, Cammarosano, Piccinni e altri ancora, non potendoli ovviamente inserire tutti); il secondo è che essendosi il prof. Ascheri espresso in modo totalmente negativo e oppositivo a questo programma e alla globale attività culturale del Comune di Siena (cosa del tutto legittima, essendo un consigliere di opposizione), non vedevo motivo di inserire un esplicito boicottaggio all’interno di un progetto cui il Comune attribuisce, invece, una rilevanza notevole. Se questa è discriminazione devo ammettere che con l’amico Galli della Loggia mi riesce difficile trovare un terreno comune di discussione.

    Marcello Flores
    Assessore alla Cultura del Comune di Siena

  4. Oggi, 28 dicembre, quello che ormai è di fatto il portavoce ufficiale del ‘regime’ senese, il giornalista Stefano Bisi, ha puntualmente ripreso sul “Corriere di Siena” la polemica Galli-Flores (senza dire dove è apparsa naturalmente, in modo da rendere impossibile ogni facile contestualizzazione) con una bella foto del Flores e la didascalia “Il professor Ascheri, non vedendo universalmente riconosciuta l’alta stima che lui stesso ha di sé, si è messo a gridare alla discriminazione politica”.
    Naturalmente, il giornale – more solito – non ha mai dato notizia della discriminazione né delle proteste che essa ha suscitato! Come può il normale lettore capire la vicenda? come capire che a me personalmente (com’è ovvio) il Comitato in sé non può aggiungere né togliere alcunché, e che – come a Cardini, Prodi, Rossetti e Soldi Rondinini – interesserebbe solo affermare un’area di lavoro competente e indipendente dalla politica?
    Flores nella lettera al Corsera, come al solito, si è coperto di ridicolo. Chi può mai immaginare anche solo da lontano che io sarei il tipo da “esplicito boicottaggio” dei lavori del Comitato?
    Ma a parte il mio esser buono o no, sabotatore o no di questa o quella causa, tutti quelli che hanno fatto parte di un comitato scientifico (e Flores ci sarà stato chissà quante volte! questo è il bello che indica la chiara malafede del personaggio, che non sa più a che santo votarsi per nascondere la malefatta…) sanno bene che si può sabotare poco, trovandosi in compagnia di studiosi che più o meno sanno dell’argomento oggetto delle riunioni. Che si sabota? Ci si metterebbe solo in cattiva luce naturalmente. Non è così cari amici più vicini a Siena e a Flores, da Gabriella Piccinni a Maurizio Boldrini, da Tommaso Detti a Antonio Vicino? Perché non intervenite? E i meno esposti Roberto Barzanti, Duccio Balestracci che ne pensano?
    Ma torniamo all’assessore, che lo sa bene che l’Ascheri non sarebbe in grado di sabotare alcunché, per cui o è ‘poco consapevole’ (diciamo così, per non usare toni più forti ma appropriati), o appunto è in malafede.
    E infatti si è guardato bene dal comparire in quelle che ormai sono le sedi della discussione democratica, cioè i blog, non i giornali dell’oligarchia. Lui si fa rappresentare a livello locale, considerando lui dei beoti i senesi che si bevono tutto, dagli scherani alla Bisi, e non avverte (poca cultura democratica, caro!) la carica distruttiva di questo giornalismo d’accatto… ma se parla il Corsera, epperbacco, eccolo sull’attenti, pronto a intervenire, anche se cade nella trivialità come al solito…
    Avevo proposto dalle colonne della “Voce del campo” le sue dimissioni (che credo gioverebbero al Cenni, purché non caschi dalla padella nella brace): non credete che fossi nel giusto?
    Comunque, il lettore del Corriere di Siena non l’ha letto sul Corsera, e ha solo percepito che Ascheri (strano, lo credevo diverso: ma guarda anche lui…!) è un megalomane e che Flores è proprio un bell’ometto! Il risultato (provvisorio, provvisorio, cari amici, non sedetevi sugli allori!) è garantito! Grazie, Bisi! Sei utile alla ‘casta’, bravo perdavvero. Sai bene, però, che il burattinaio è un altro, no?

  5. Risposta a Marcello Flores dal: “Corriere della Sera” del 29 dicembre 2007

    COMUNE DI SIENA: PROGRAMMA CULTURALE
    Per precisare la verità dei fatti vorrei replicare alla lettera dell’assessore del Comune di Siena Marcello Flores, pubblicata sul Corriere del 27 dicembre. Ho accettato eccome le sue iniziative, ad esempio gli incontri con gli autori e per la Biblioteca comunale. Sono tanto a favore del suo progetto che ho pregato il ministro di rifiutare le dimissioni di solidarietà per me del professor Pierre Toubert (Académie de France e dei Lincei), e ho anche avvertito che il programma ha errori e omissioni. Sono così poco abituato agli «espliciti boicottaggi» (caro Flores, come sono possibili in Comitati con illustri colleghi, in cui si deve difendere la propria reputazione?) che collaboro nel Senese e Grossetano con istituzioni pubbliche e private, compresi Comuni del colore senese – ma non così faziosi evidentemente. Particolari in http://www.ilsensodellamisura.com
    Qui c’è un unico boicottaggio: di Flores contro se stesso, contro il Comune di Siena e il Pd.

    Mario Ascheri
    Professore di Storia del Diritto Medievale e Moderno
    Università di Roma Tre
    Consigliere di Libera Siena

  6. Prof. Grasso sai benissimo che Siena è un sepolcro imbiancato. I sunnominati “professori” e “giornalisti” (io amo definire certa gente in altro modo) non apriranno mai la bocca senza l’imbeccata del caporegime o del ministro Mussi che gioca a fare il comunista (ma questi, comunisti non lo sono mai stati e han sempre preso per le mele il popolo in stato di oppio col palio e i ricciarelli…).
    Perché il dott. Paolo Fedeli non ha mai avuto un soldo di finanziamento? Eppure ha svolto anche lezioni al dipartimento di storia, feudo della Piccinni e del suo clan (compresi gli studenti ridanciani); e il bello è che non ha leccato i piedi a nessuno. Forse è per questo il livore nei suoi confronti. Ma Fedeli – discriminato come Ascheri – è pure un poeta riconosciuto a livello nazionale (N.B.!) e dedica ai vari boss e baroni vari (Piccinni ecc.) la poesia (sua) internet: Il poeta ai tiranni.
    Non ti curar di lor ma gurda e passa…
    Povera Siena!!!! Dal nazifascismo ai neofascisti “rossi”!

  7. E a proposito di G. Della Loggia e discriminazioni varie… non vorrei che quando uscì un mio libro e non fu considerato dall’onnipotente Omar Calabrese non fosse la medesima discriminazione di cui Ascheri ha subìto le conseguenze… Forse aveva ragione Aurigi quando diceva che Calabrese aveva distrutto Siena, col codazzo dei “professori” della facoltà di lettere messi colà da Botteghe Oscure (mi dice una signora che vuol mantenere l’anonimato per tema di feroci repressioni da parte della casta dei neofascisti rossi…).

  8. … certo che è tragico questo momento politico e storico di tutta l’Italia.
    Se Siena è in mano ad una sinistra che non è più sinistra. Si comporta come la destra, dimenticando i valori e le ragioni per cui è stata eletta; bisogna proprio dire che siamo alla frutta…..
    Una volta al potere ci comportiamo come burocrati che pensano solo ad intascare danaro e a fare alleanze con chi poco prima era il nemico… Il tornaconto impera. Il marcio è insito in certi uomini politici, che dalla politica hanno ricavato solo il loro ricco stipendio…. fregandosene dei cittadini…
    Modus vivendi che tutt’ora vige dal nord al sud.
    silvia

  9. Non sapevo dell’esistenza di questo sito.
    Che bellezza!
    Vedo che vi ci scrive la “crema” intellettuale della Repubblica di Siena.
    Stimolante!
    Di primo acchito leggo la questione dei finanziamenti alla ricerca. Argomento interessante che amplifica subito la mia curiosità di conoscere proposte e soluzioni a un problema atavico italiano sul quale ci sghignazza l’intero mondo anglosassone. Delusione! Scopro solo vecchi rancori.
    Quindi passo ad altro e vedo che un esimio medievalista è stato escluso dal comitato che dovrà celebrare uno statuto del comune medievale. Chiedendomi come mai, mi metto a leggere e vedo che anche in questo caso piuttosto che di competenze e riconoscimenti si tratta di polemiche e lotte intestine. Ahia! Anche in questo caso speravo mi si aprisse la mente sulla cultura e invece sono andato a finire in una lotta intestina tra diversi interessi e opposte fazioni.
    Mah! Forse devo insistere.
    Ho messo il link nei miei bookmarks: proseguirò la mia esplorazione con calma. Se di idee e cultura non si tratta son curioso di sapere di cosa si tratta.
    Oh!
    Con permesso: si scherza eh!
    Complimenti davvero al mio conterraneo Prof. Giovanni Grasso: credevo che il think thank senese fosse un circuito chiuso riservato a pochi eletti e invece scopro che può accedervi chiunque.

  10. Ecco tra noi il buon Petracca che non è della “crema” ma tira al “sugo” (o sbaglio?). Al di là-ahia!-dei vecchi rancori il sito ha fatto conoscere che la merda domina a Siena, dove impera la casta e i frivoli e superstipendiati professorucoli di lettere o medicina… Un po’ di pepe non guasta vero amico sardo!? Speriamo che i soliti giornalisti-professori si facciano da parte e lascino il campo almeno alla libera ricerca. Comunque vi invito tutti al santa maria della scala, per un asilo politico… abbiamo rifugiato pure il Pierini e altri…

  11. Ho guardato meglio il sito e sono ampiamente d’accordo: a Siena se ne sentiva il bisogno.
    È vero, non faccio parte della “crema”, non quella universitaria perlomeno.
    Spero che un po’ di pepe non crei problemi.
    Quanto al sugo, ci ha azzeccato in pieno: ne sono attratto e per fortuna a Siena se ne trova, tant’è che ci vivo da 23 anni. Fermo restando che il mio sugo è diverso da quello che Ella asserisce.
    Egregio Professor Fedeli, non so quale oscura traccia l’ha indotta a collocarmi tra gli amici sardi. Onde evitarLe ulteriori disguidi Le porgo il mio segno zodiacale con curriculum vitae incorporato:

    D’arcano fascin saturo e mistero,
    non ama il bianco e men che meno il nero.
    Del club già fu tifoso rossonero
    finché non arrivò lo cavaliero.

    Da quando scese in campo il cavaliero,
    solo su un rosso corre gran destriero,
    brandendo l’armi ed una durlindana,
    dall’era ancor di più della bandana.

    Arma virumque cano, una fiumana,
    ma non per bondi, previti e banana;
    può ei cantar di tutti a pieni sacchi,
    tranne d’un nano con degli alti tacchi.

    Magnetico ha lo guardo lo messero,
    in specie quando indossa lo cimiero,
    dimentico, assai preso dal decoro,
    di un’altra fiata chiappar l’ossimoro.

    D’uno scorpione è questo un caso raro:
    pel nano ei diventò lupo mannaro!
    Gran triste fato per un pizzicato
    che nacque in territorio tarantato.

  12. Ok, Petracca, ok! Anch’io sono poeta e le dico che la sua poesia è simpatica, ridondante come si deve ecc. La invito a leggere le mie poesie (preso CRAL del Comune-Sig. Dragoni Luciano: “L’uomo più libero del mondo” oppure presso Carta e Penna, Via Susa, 37, Torino). Sto per pubblicare altra silloge. La invito anche a leggere il mio libro IL NEMICO MORTALE, che potrà trovare sul web… Quanto al sugo intendevo solo dire che forse lei va al “sodo”. E non è male, creda…
    Plaudo ai suoi rossi ideali ma la invito anche a guardare a chi ha ridotto Siena a una cosca paramafiosa (vada un po’ a vedere i “compagni” di Lettere e Storia quel che combinano: nulla. Ricerca zero!!!).
    Un saluto cordiale
    PS-se sarò assente dal blogh lo sarà purtroppo per gravi motivi di salute.

  13. “.o PS-Mi scusi se l’avevo preso per un sardo, forse ho frainteso. Del resto amo molto quel popolo e ho avuto la fortuna di andare qualche volta in sardegna… Comunque o sardi o senesi o “terroni”…siam tutti figli di madre natura…

  14. Sull’ignoranza di Calabrese delle cose senesi non avevo dubbi… ecco perché mi ha boicottato sull’università, temeva di scomparire… Per entrare all’univ. parlo di lettere, basta leccare i piedi ai Solinas, Picinni, Clemente, ecc. C’è chi lo ha fatto…

  15. Per far parte della casta universitaria ed esser riverito come professorone, consiglio di lecare i piedi a Clemente o Solinas, i grandi marxisti. C’è chi lo ha fatto.

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