Dissesto dell’ateneo senese: è il primo anniversario o il quarto?

C’è chi ha scritto che in questi giorni ricorre «il primo anniversario della scoperta del buco dell’università», ricordando come prima notizia quella del 24 settembre 2008 (Corriere di Siena). In realtà, “il senso della misura” ed il quotidiano senese “il cittadino oggi” avevano iniziato a scrivere del dissesto dell’ateneo senese sin dalla primavera del 2006; la “Nazione di Siena” e il “Corriere di Siena” pubblicarono una breve nota sul tema il 16 luglio 2006. Inoltre, il settimanale economico “Il Mondo” (9 giugno 2006) pubblicò, in una breve colonnina, tutto quello che, con più di 2 anni di ritardo, sarebbe uscito sulla stampa locale, nazionale ed in rete. Con questo post riproponiamo oggi le immagini ed i titoli degli articoli pubblicati su «il senso della misura» nel 2006, 2007 e 2008, tutti, ovviamente, antecedenti al 24 settembre 2008.

Nell’università di Siena vi sono spese inutili da tagliare, come l’affitto del Palazzo Chigi Zondadari per la visione del Palio a 50 ospiti (4 aprile 2006) mentre un’impropria programmazione del fabbisogno di personale comporterà una perdita d’incentivi ministeriali (8 aprile 2006). Esiste l’obbligo di denuncia per responsabilità amministrative e contabili (2 maggio 2006). Il CdA approva il bilancio col buco (9 giugno 2006), in presenza di un debito con le banche di 150 milioni di € e quando mancano persino le risorse per le spese correnti (16 giugno 2006). L’autonomia universitaria consente anche di “taroccare” i bilanci? (29 giugno 2006). Occorre un piano di risanamento rigoroso che incida sugli sperperi e soprattutto sulle spese strutturali (16 luglio 2006). Per capire a quali livelli d’illegalità è sprofondato l’Ateneo senese, con organi di governo e di controllo esautorati e rinunciatari nell’esercizio delle proprie prerogative, si pensi alle spese non autorizzate dal CdA (8 ottobre 2006). È necessario un “buco” o una “voragine”  per commissariare le università? (17 gennaio 2007). Occorre un piano di risanamento ed una forte spinta per la rinascita dell’Università (26 aprile 2007). Tra buchi e voragini di bilancio, dovuti al malaffare e all’inadeguatezza dei vertici, muore l’Università italiana nell’indifferenza dei docenti (3 giugno 2007). Malaunivesità: è l’ora del commissariamento, dell’individuazione delle responsabilità e del risarcimento dei danni (29 giugno 2007). Al Palio di Siena tra vip e veline della malauniversità (2 luglio 2007). Spendere meglio è un imperativo non più procrastinabile anche per l’ateneo senese (8 settembre 2007). Con l’eredità Tosi, l’ateneo senese, trasformato in un ente assistenziale ormai alla bancarotta, dà i numeri (5 febbraio 2008). Ma che si aspetta a commissariare gli atenei che si rifiutano di risanare i loro bilanci dissestati? (21 febbraio 2008). Altra disattenzione, la voragine nei conti dell’ateneo senese? (23 febbraio 2008). Università di Siena: quinto ateneo siciliano (10 agosto 2008).

44 Risposte

  1. Qui non v’è memoria corta o coscienza sporca ma una diffusa incallita sfacciata malafede che in ambiti che si vorrebbero fregiare di aureole da scienziato e cattedratico costituisce stigma di sicura tempra criminale antitetica ai requisiti che devono distinguere un signor professore! CL

  2. Li vedo, li vedo, i ridanciani proff protetti come un condom dal “potere” cui da sempre han leccato i piedi, anche quand’erano giocattoli esplosivi. Persino il loro Vate, Asor Rosa – da me conosciuto in ateneo – parla, in un libro, del silenzio degli intellettuali: prima, durante e dopo la crisi! Tanto sono invigliacchiti, flaccidi, senza palle, senza nerbo, senza spina dorsale. A mendicare, li vedrei bene come accattoni: l’unico mestiere che gli si attaglia.
    O prof., parli del bu’o?? Fra un po’ diranno che sei matto da legare. Un disfattista. Certi “democratici” frugheranno nel ciarpame berlusconiano e diranno che chi parla del bu’o è antinazionale, antipatriottico, ecc.
    Io, pe es., non avrò mai, dico mai, una pubblicazione in quella collana storica che un dipartimento con pasionarie e zecche sbandiera… Famosene ‘na ragione, va!
    Turandot o dei servi intellettuali (Brecht versus Francofortesi, ultima opera).
    Bardo
    PS-A ben pensarci l’aura è quella del regno della glaciale e bella Turandot (rimandasi a Gozzi, Schiller, K.M. von Weber e Puccini): date pure attuali nomi ai servi dei mandarini Ping, Pong, Pang! Là – nel dramma pucciniano – trionfò l’Amore, anche se funestato da una morte-qua invece i nostri Ideologi avran forse una pasionaria che li suggellerà motteggiando con Puccini (giuro: non sono un melomane ma un “classico”): “Io senza dar risposta-me ne starò nascosta”…parate di regime a parte.
    (Dall’opera “Madame Butterflay”).
    Bardo

  3. Il sindaco Cenni e la scoperta dell’acqua calda sul dissesto dell’Università di Siena

    Ecco quanto ha dichiarato il sindaco Maurizio Cenni in risposta ad un’interrogazione di Agostino Milani (Pdl).

    Su “Le Scotte”: «L’assessore Enrico Rossi è stato chiaro, fermo restando che sono tuttora in corso contatti con la Regione per capire quale fondatezza ha l’ipotesi della cessione e quali tempi. Esiste infatti un problema legislativo in quanto la Regione può usare a costo zero la struttura. Sarebbe bizzarro che comprasse qualcosa di cui dispone gratuitamente. Va pertanto individuata la strada giusta per perseguire l’obiettivo, in quanto serve un intervento legislativo.»
    Sul “commissariamento dell’università”: «Sono sempre contrario. Ritenevo e ritengo che un’idea di questo genere non risponda alle ipotesi di rilancio dell’Università. Certo, la situazione di crisi non potrà dirsi risolta definitivamente se non quando il conto economico non produrrà sempre 20-25 milioni di euro di rosso, altrimenti dovremo disfarci continuamente del patrimonio immobiliare, finché lo avremo però. Serve dunque proseguire i colloqui con tutte le parti per giungere ad una soluzione definitiva.»

  4. Se a Siena c’è da piangere in Italia non c’è da ridere con un Ministro della cultura berlusconiana di tal fatta: emblematico il confronto tra Gelmini e Odifreddi che ben dimostra come non si versi più nella mancanza di valori ma nel loro capovolgimento e stravolgimento. La lettera del Collega Odifreddi è da prima pagina ma nessuno salvo il Fatto l’ha notata: mi auguro che Giovanni gliela conceda in questo attento blog!

    Ministro Gelmini, le spiego perché il problema è lei (la lettera di Piergiorgio Odifreddi)

    Signor ministro, leggo (o meglio, mi hanno segnalato di leggere) su Il Giornale di famiglia del presidente del Consiglio che sabato scorso, alla sedicente Festa della Libertà organizzata dall’altrettanto sedicente Popolo della Libertà al Palalido di Milano, moderata (si fa per dire) dal condirettore dello stesso giornale, lei ha tuonato contro «l’intolleranza antisemita del superfluo matematico Piergiorgio Odifreddi, ex docente baby pensionato», che ha osato restituire il Premio Peano «quest’anno assegnato a Giorgio Israel, ai suoi occhi colpevole di sionismo, ma soprattutto di essere consulente del ministro».

    Lei ha poi continuato, con stile e in punta di fioretto, dicendo che «gli imbecilli non mancano mai», e che «le parole di Odifreddi denotano razzismo, incapacità al confronto e stupidità». E ha terminato allargando il discorso, assimilando il mio gesto alla «modalità tipica della nostra sinistra, quella di combattere il governo e Silvio Berlusconi a qualunque prezzo, a costo di insultare allo stesso tempo la maggioranza dei cittadini che lo votano». Mi permetta di rispondere nel merito alle accuse che mi rivolge, fingendo che esse siano in buona fede e dettate dall’ignoranza dei fatti. Naturalmente non posso dir nulla sulla mia imbecillità e stupidità, e mi fido del suo giudizio: in fondo, lei è un valente avvocato che ha superato una difficile abilitazione a Reggio Calabria, dopo una laurea nella vicina Brescia e un precedente passaggio da un liceo pubblico a uno privato, mentre io sono soltanto un modesto docente universitario che ha vinto facili concorsi da assistente, associato e ordinario nell’Università pre-Gelmini, ed è poi andato in pensione dopo 38 anni e mezzo di servizio (e non dopo una sola legislatura in Parlamento).

    Ma non sono questi i motivi per cui io ritengo che la collaborazione con lei si configuri come una colpa, nè penso affatto che il governo di cui lei fa parte sia da combattere a qualunque prezzo: riconosco anzi, benchè dispiaciuto e vergognato, che Silvio Berlusconi abbia ricevuto una forte maggioranza e sia dunque democraticamente in diritto di governare il paese. Addirittura, pensi un po’, vorrei che a farlo cadere fosse un giudizio elettorale sul suo operato politico, e non una campagna giornalistica sulle sue scopate con le escort: soprattutto quando questa campagna è spalleggiata dall’Avvenire, che ha usato ben altri pesi e misure per la pedofilia ecclesiastica e per la sua copertura da parte dell’allora cardinal Ratzinger. Il mio problema è proprio lei, signor ministro. E non tanto, o non solo, perchè ricopre una carica per la quale non ha la minima competenza, ma anzitutto e soprattutto per le innominabili motivazioni che hanno portato lei e la sua collega Mara Carfagna alla carica che ricoprite. Come vede, gli elettori che votano il suo partito o la sua coalizione non c’entrano proprio nulla, perchè non hanno eletto i ministri: c’entra invece la necessità etica di non collaborare con chi costituisce, nella Roma di oggi, l’analogo dei cavalli-senatori di Caligola nella Roma di ieri. Il professor Israel è naturalmente liberissimo di pensarla diversamente, ma lo sono anch’io di dissentire, e di non voler condividere con lui l’albo d’oro di un premio.

    Se questa mia dissociazione vi turba, è perchè non conoscete nè la democrazia nè la storia, anche scientifica. Ad esempio, quando negli anni del maccartismo Edward Teller collaborò con la commissione governativa che revocò l’autorizzazione di sicurezza nucleare a Robert Oppenheimer, la quasi totalità dei colleghi si dissociò da lui e gli tolse il saluto, ostracizzandolo della comunità dei fisici: in quell’occasione avreste attaccato pure loro, come ora attaccate me? La domanda è retorica, ma l’esempio non è campato in aria: Teller era infatti uno scienziato guerrafondaio e iperconservatore, della stessa pasta del Von Neumann al quale Israel ha dedicato la compiacente biografia che ha appunto ricevuto il Premio Peano.

    Ma ci sono altri motivi per dissociarsi da lui, oltre a quelli già accennati. Perchè, come ho detto espressamente nella mia lettera di rinuncia al premio, «le posizioni espresse da Israel in ambito politico, culturale e accademico sul suo blog, sul sito Informazione Corretta e in ripetuti interventi su Il Foglio e Il Giornale trascendono i limiti della normale dialettica, e si configurano come un pensiero fondamentalista col quale non intendo essere associato intellettualmente».

    Capisco ovviamente che quei due giornali, insieme a Libero e all’ala destra del Corriere, si siano sentiti chiamati in causa e abbiano immediatamente fatto quadrato intorno a Israel e contro di me. Ma mi sembra singolare che proprio da loro, e da lei, vengano accuse di razzismo e di intolleranza: non siete forse voi, la vostra coalizione e il vostro governo, a fomentare l’odio nei confronti degli immigrati in generale, e degli islamici in particolare, con parole e azioni ben più violente della democratica e innocua restituzione di un premio al mittente?

    Capisco anche, ma non accetto di giocarlo con voi, il subdolo gioco dell’equiparazione della critica a un ebreo come Israel, a un sito sionista come Informazione corretta, o a un governo israeliano come quello di Netanyau, con l’antisemitismo. E non lo accetto proprio perchè non sono razzista, e dunque non giudico a priori in base alla «razza» (ammesso che la parola abbia senso), ma a posteriori in base ai fatti: i razzisti veri sono altri, e cioè coloro per i quali tutti gli ebrei sono democratici, e tutti gli islamici fondamentalisti.

    E invece ci sono ebrei fondamentalisti e islamici democratici : negarlo significa fare di ogni erba un fascio, e a me i fasci non piacciono, di qualunque «razza» siano. Mi piacciono invece molti ebrei democratici, da Amos Luzzatto a Moni Ovadia a Noam Chomsky, dei quali sono amico, e sto benissimo anche con ebrei ortodossi come il premio Nobel per l’economia Robert Aumann. Sono i fondamentalisti che non mi piacciono, e se questo significa non essere simpatico a certa gente, compresa lei, sopravviverò bene ugualmente. Anzi, molto meglio che se fossi simpatico a loro e a lei.

    di Piergiorgio Odifreddi (da Il Fatto Quotidiano 1 ottobre 2009)

  5. Premesso che non sono gli israeliani, anche nei loro governi più reazionari come l’attuale, a programmare la distruzione totale dei paesi arabi, ma l’esatto contrario, che il terrorismo internazionale non è israeliano, ma islamico, Odifreddi ha scritto nella sua lettera di rinuncia al premio che l’Italia non sarebbe madre di grandi scienziati essendo la patria di san Gennaro, santa Caterina, san Francesco e simile misticume, dimenticando che lo è stata anche di insigni fisici e matematici, da Fibonacci, a Peano, allo stesso Odifreddi. In quanto alla valutazione delle opinioni politiche degli scienziati sarebbe interessante sapere oggi che ne pensavano Fermat degli Ugonotti, o Leibniz e Newton della democrazia parlamentare. Bertrand Russel osservava di aver notato l’inizio di un rammollimento cerebrale da quando aveva smesso di interessarsi di matematica per volgersi ad altro.

  6. Alla fine, ogni questione si chiude a tarallucci e vino, a disquisire di ideologie e posizioni politiche, i buoni e i cattivi, io sono meglio di te, tu non mi comprendi, e cose del genere.
    Sempre arrivano gli ebrei, o i palestinesi, o i cristiani, a sconquassare il tavolo da gioco. Che noia questa Italia.
    Intanto qui nella locale Siena i giorni passano e i nostri amministratori se la ridono della pochezza del tutto.
    Tornando alla realtà oggettiva, e lasciando perdere le religioni ma non i matematici, ho appena saputo che il MPS avrebbe concesso un mutuo di 110 mln all’ateneo senese pù indebitato. Ne sapete qualcosa? È realtà o solo una ipotesi?

  7. Akaki, sono altri 110 milioni, o sempre quelli di cui abbiamo discusso per un paio di settimane? Parliamo piuttosto di un’altra cosa; sono partiti i nuovi corsi rimaneggiati, massaggiati, impecettati e accorpati: qualcuno ha idea dei dati relativi alle iscrizioni? Chi ha fatto flop? Siccome il core business dell’università è questo, è da qui che si riparte.

  8. …giusto: qui servono due numeri, quanti soldi e quanti studenti? Il resto è…

  9. Su Israele ci sono dei documenti fatti dalla Nato “rossa” che sono sconvolgenti. I più antisionisti son proprio degli ebrei e ebrei ultraortodossi. Ma di ciò se ne riparlerà. Esiste comunque un “terrorismo di stato” ed è esistito nel mov. operaio un terrorismo teorico (il teorico fu l’ebreo Lev Trotsky, come ognun sa, che non era proprio un “profeta disarmato”: programmava un terrore rosso anche in Urss considerando i contadini dei borghesi-leggasi un certo storico socialdemocratico…).
    Ma tornando a Siena… ci sono al Santa Maria Le belle bandiere, come scrivon coloro che però non mi risulta abbian detto una parola per i “bigliettari” incorporati e che si sono incatenati al Museo. La libertà di stampa… che non c’è nei vari Gazzettini di Palazzo. E poi s’incazzano – a parole – col Berlusca.
    Il Bardo

  10. …giusto anche questo, prode Bardo, Berlusca è il “puzzone” che piace al popolo “cojone” (Trilussa): oggi 3 ottobre 2009 si sono rivelati con chiarezza, tutti, il solito tandem PDL-PDmenoelle, LEGA, UDC, DC, uniti, compatti e armati con attrezzatura d’ordinanza tipica di un regime che raduna tutti coloro che sono uomini di malafede: isolare IDV e in particolare Di Pietro, psichiatrizzato come “delirante” (Anna Finocchiaro capogruppo PD al Senato: complimenti per la serietà, signora!), “insultante”, “indegno” alla stregua della puntata di Annozero sull’affare malavitoso che coinvolge presidente del consiglio e la sordida banda di trafficanti, tossicodipendenti, prostitute, portaborse, politici nazionali e regionali, produttori di materiale medicale.
    Ho citato un grande e conviene ricordare un suo magistrale pezzo!

    La ninna nanna de la guerra

    Ninna nanna, nanna ninna,
    er pupetto vò la zinna:
    dormi, dormi, cocco bello,
    sennò chiamo Farfarello
    Farfarello e Gujermone
    che se mette a pecorone,
    Gujermone e Ceccopeppe
    che se regge co le zeppe,
    co le zeppe d’un impero
    mezzo giallo e mezzo nero.
    Ninna nanna, pija sonno
    ché se dormi nun vedrai
    tante infamie e tanti guai
    che succedeno ner monno
    fra le spade e li fucili
    de li popoli civili.
    Ninna nanna, tu nun senti
    li sospiri e li lamenti
    de la gente che se scanna
    per un matto che commanna;
    che se scanna e che s’ammazza
    a vantaggio de la razza
    o a vantaggio d’una fede
    per un Dio che nun se vede,
    ma che serve da riparo
    ar Sovrano macellaro.
    Chè quer covo d’assassini
    che c’insanguina la terra
    sa benone che la guerra
    è un gran giro de quatrini
    che prepara le risorse
    pe li ladri de le Borse.
    Fa la ninna, cocco bello,
    finchè dura sto macello:
    fa la ninna, chè domani
    rivedremo li sovrani
    che se scambieno la stima
    boni amichi come prima.
    So cuggini e fra parenti
    nun se fanno comprimenti:
    torneranno più cordiali
    li rapporti personali.
    E riuniti fra de loro
    senza l’ombra d’un rimorso,
    ce faranno un ber discorso
    su la Pace e sul Lavoro
    pe quer popolo cojone
    risparmiato dar cannone!

    Trilussa 1914

  11. Bene!!!… Ma allora: siamo tutti delinquenti e farabutti, basta solo contestare? (Lo dico specialmente a quelli di Franceschini). Vabbè, per i postfascisti saremo forse “giullari stalinisti”… Un cattolico (sic) ha detto pure che Giovanni XXIII era un agente kgb!!! Al peggio un c’è mai fine…
    Il Bardo che ora va a cena
    Up patriots to arms!

  12. Il ministro dell’ingiustizia servo del padrone di questa nostra povera patria finge indignazione ed inveisce che chi osa contestare l’attuale degrado offende e insulta i milioni e milioni di italiani ma che dico la stragrande maggioranza che adora i mirabili atti del miglior presidente di consiglio che si sia mai visto: alla larga da siffatta vile massa con padroni e servi compresi… W Trilussa!

  13. Nota: quanto detto, da storico, su Lev Trotsky, può esser confermato dal fascistissimo Pavolini, il quale, prima di morire, aveva detto: trasformeremo il partito in organismo militare ispirandoci in ciò a Trotsky. Proprio quel Trotsky capo dell’armata rossa che voleva fucilare chi “non ha calli nelle mani”. È poi vero che Gramsci disse che T. “ci ha potentemente ispirato”, ma nei “Quaderni” fu spitato col leader terrorista, scrivendo: “Lev Davidovici (cioè Trotsky-nda) andava stroncato”.
    Ho saputo oggi da un professore in pensione che alcuni signori mi abbian messo nella lista assieme a un tale reputato pazzoide, un tal che protesta. Mettetemi anche insieme a Francesco “giullare di dio” e sarò contento. Nella città murata domina l’Uomo a Una Dimensione. In Italy i cercopitechi al dominio. …Allegria!
    Bardo

  14. Nota. Ho letto che il prof Loré ha citato la Finocchiaro. Mi vengono i brividi al solo pensiero che questa signora con altro noto giudice del pci-pd possano stare al potere. Dire che sono i figliocci di Beria è assai troppo banale. Povero Di Pietro… ma che c’avrà de strano??
    A proposito: lo scudo fiscale è passato non solo per la firma di Napolitano, un tale che faceva le introduzioni ai libri di Lenin, ma anche per la non presenza di deputati del pd, il partito di Veltroni, D’Alema e Franceschini.
    Signori, siete tutti innocenti: siano noi i veri delinquenti.
    “Tiremm’innanz!” (Il patriota Amatore Sciesa diretto al patibolo)
    Il Bardo tòsco

  15. Nel Corriere Fiorentino del 2 ottobre risalta un articolo dal titolo “Firenze, Siena e Pisa passano l’esame. Tutte e tre virtuose.” E’ forse il segno che è iniziata la normalizzazione e che tutto procede come se niente fosse accaduto?

    Fai clic per accedere a 02SI65265.PDF

    Paolo Padoin

  16. Inciucio? “Do ut des“? L’ordine come sempre deve regnare a Varsavia.

  17. Leggo che l’Inps accetterebbe 160 dipendenti amministrativi in mobilità. E l’ottimo Iacoboni che dice che la mobilità può riguardare anche i docenti senza sapere – noi tapini – che di docenti per tenere aperta l’offerta attuale ce ne sono pochi e non troppi…

  18. «E l’ottimo Iacoboni che dice che la mobilità può riguardare anche i docenti senza sapere – noi tapini – che di docenti per tenere aperta l’offerta attuale ce ne sono pochi e non troppi…» cal
    ………………………….
    Caro Cal, segnalando ancora una volta che sono stati chiusi già trentaquattro corsi di laurea e che siamo in attesa di sapere quali saranno i nuovi e più rigidi parametri che imporrà l’attuale ministra, vorrei sapere cosa ha studiato l’ottimo Iacoboni (ma temo che non sia l’aritmetica), chi vorrebbe sopprimere e sulla base di quali considerazioni scientifiche, economiche e morali: o lo dice, o è meglio che stia zitto, invece di continuare a roteare la spada. Aggiungo che mi automobiliterei volentieri in Alaska, pur di non sentire più questo strazio. Ma ciò non è consentito dagli attuali ordinamenti.

    P.S. Qualcuno sa come stanno andando le iscrizioni?

  19. Le iscrizioni – rispondo ai vari Akaki (Akakievic?), ecc. – pare vadano bene: un “turbo”, secondo “La nazione”, il foglio delle massaie, quello che “lancia” suoi poetastri e suoi artisti da 4 soldi, roba che neppure nel tramonto dell’URSS… Il sig. Padoin mette il dito sulla piaga (un encomio): pare che il “buco” sia ormai alle spalle… Altrimenti come spiegare l’ottimismo di Capitan Chiociolino?… Ma gli “Ideologi” sono tutti al loro posto, anche se digrignano i denti in silenzio. A “noantri” il Limbo: si vuole la congiura del silenzio. Certo sarebbe bello udire il loro allontanamento dal tempio del sapere (neppure quel social-forzista di Brunetta riuscirebbe nell’intento) e che le manette ai polsi dei criminali non sian utopia… che chi ha fatto il buco o anche dei semplici “refusi” sia punito! Ma gli asini sono in cattedra e hanno appoggi politici dalla canaglia bipartisan! Sono essi stessi canaglia!
    Certo, sarebbe bello…
    «Ma i sogni belli non si avverano mai» (Endrigo-Battiato, “Era d’estate”).
    Bardus

  20. Ma che deve avere studiato? Sono dell’idea che se questo mese davvero come si vocifera lo stipendio non arriva vedremo un bel casino. Che la Cgil si lamenti è incredibile… ma per vedere uno di questi signori dire di aver sbagliato che dobbiamo fare?

  21. Ora fanno il nuovo rettore, scrivono i giornali, e con anticipo. Chi sarà il futuro clown?
    Mi fa intanto piacere che Ascheri senior sia stato ammesso dal Palazzo a tener lezione di storia per il Constituto. Nessuno deve essere escluso.
    bardo

  22. Le voci erano che il mago Silvan si ricandida… oppure che in alternativa vuole fare il sindaco… d’altra parte un altro sì bravo e dove lo troviamo?

  23. «Il sig. Padoin mette il dito sulla piaga (un encomio): pare che il “buco” sia ormai alle spalle… Altrimenti come spiegare l’ottimismo di Capitan Chiocciolino?…»
    Paolo
    …………….
    Caro Bardo, non mi pare che ci sia molto da gioire – homo sine pecunia, imago mortis – Leggo su una gazzetta locale il solito stillicidio di notizie di tono ricattatorio: «Il consiglio di amministrazione dell’università che si è tenuto ieri pomeriggio non poteva ignorare il fatto che senza l’erogazione della prima tranche della linea di finanziamento concessa dalla banca Monte dei Paschi, a fine mese sarà ancora a rischio la liquidità e quindi sarà nuovamente impegnativo garantire gli stipendi. Le risorse complessive che derivano dal prestito ammontano a 110 milioni, di cui 40 milioni per una durata di 18 mesi e 70 milioni sotto forma di un mutuo a 30 anni. I quaranta milioni della prima linea di finanziamento del Monte dovevano essere erogati il 1° ottobre, ma in assenza dell’autorizzazione del ministero dell’università, la banca ha le mani legate e non può procedere. I tempi si allungano, ignorando che quei denari sono vitali per mantenere in vita l’attuale apparato accademico. Ogni forma di dismissione o di riduzioni di costi e di personale, non potrà mai essere così rigenerante come l’ingresso nelle casse di risorse immeditamente spendibili come quelle che la banca può garantire. Peccato che il ministero non si muova e il tempo stringa.»
    Perché ora il ministero fa melina? Quali sono le perplessità circa l’operazione? La scarsa valutazione degli immobili ceduti? Sono obiezioni di sostanza o siamo ancora allo scontro fra titani?

  24. Beh probabilmente anche il fatto di creare un precedente pericoloso. Ovvero consentire ad enti pubblici di indebitarsi non per investire ma per le spese correnti. In contabilità pubblica diciamo che non si fa…

  25. Sarebbe interessante aprire su questo blog una discussione sul nuovo Statuto.
    Sono rimasta colpita dalla modifica dall’art. 20. Ci sarà mai qualcuno in Senato accademico, disponibile a nominare un rappresentate del Cda come l’attuale rappresentante degli ordinari, che già da anni denuncia, quanto sta emergendo ed è riferito nell’articolo in calce? Sinceramente nutro qualche dubbio. Mi pare, peraltro, che sia l’unico organo nominato per cooptazione e non per elezioni. Un controllore controllato?

  26. Accogliendo la richiesta di Vicky, per agevolare il dibattito sull’argomento, riporto l’articolo 20 del nuovo Statuto dell’Ateneo senese nell’ultima versione (del 6 ottobre 2009) licenziata dalla Commissione.

    Art. 20 (Composizione del Consiglio di amministrazione)
    1. Compongono il Consiglio di amministrazione:
    a) il Rettore, che lo presiede;
    b) quattro componenti nominati dal Rettore su proposta del Senato accademico, di cui due docenti dell’Ateneo, un garante del personale tecnico amministrativo, un esterno all’Ateneo;
    c) quattro componenti, esterni all’Ateneo, nominati dal Rettore, di cui uno d’intesa con il Presidente della Regione Toscana, uno d’intesa con il Sindaco del Comune di Siena, uno d’intesa con il Presidente della Provincia di Siena ed uno d’intesa con il Presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e il Presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena;
    d) uno studente, indicato dal Consiglio studentesco all’interno dei suoi componenti.
    2. Partecipano alle riunioni del Consiglio di amministrazione con voto consultivo il Pro Rettore e il Direttore amministrativo, che svolge le funzioni di segretario verbalizzante.
    3. I componenti nominati dal Rettore sono scelti fra persone dotate di comprovata professionalità sulla base del loro curriculum e della loro esperienza gestionale. I componenti del Consiglio di amministrazione non possono rivestire
    incarichi pubblici elettivi, incarichi in organi di governo e di direzione di enti pubblici, o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali. In ogni caso, non devono avere interessi, di qualsiasi natura, in conflitto con l’Università.
    4. Ai componenti il Consiglio di amministrazione spetta un compenso definito da apposito regolamento.
    5. Ai componenti il Consiglio di amministrazione non è consentito partecipare alle riunioni in via telematica.
    6. Il mandato dei componenti di cui alle lettere b) e c) dura quattro anni ed è rinnovabile una sola volta; il mandato del componente di cui alla lettera d) dura due anni ed è rinnovabile una sola volta.

  27. …a proposito di dissesto… Qualcuno sa l’andamento delle immatricolazioni di quest’anno? Grazie

  28. «Sarebbe interessante aprire su questo blog una discussione sul nuovo statuto. Sono rimasta colpita dalla modifica dall’art. 20. Ci sarà mai qualcuno in Senato accademico, disponibile a nominare un rappresentate del Cda come l’attuale rappresentante degli ordinari, che già da anni denuncia, quanto sta emergendo ed è riferito nell’articolo in calce? Sinceramente nutro qualche dubbio. Mi pare, peraltro, che sia l’unico organo nominato per cooptazione e non per elezioni. Un controllore controllato?» vicky

    …a che serve discutere quando tutto è perduto?

    Non ci sono più limiti né pudori: abbiamo a che fare con malfattori che hanno gettato le maschere e non rispettano neppure le finzioni della scena cui ogni malandrino si sottomette per timore e vergogna!

    Un consigliere che osi accorgersi dei reati e delle truffe che scandiscono la marcia verso il baratro? Nessun dubbio che è visto alla stregua di un incidente, di una iattura da evitare per il futuro!

    Malgrado il disastro ed il tintinnio di manette si è sempre considerata questa eroica consigliera una rottura di scatole, una insolente da punire!

    Per dare un’idea della sfrontatezza di questa gente aggiungo che nell’ultimo CdA si è varato un piano edilizio folle e la sera si è dato in pasto alla stampa e al personale un comunicato in cui si discettava del nulla!

    In altri tempi più fieri e dignitosi se non un popolo intero almeno un manipolo di prodi si sarebbe sollevato armi in pugno!

    Qui siamo tra zombi…

    Prof. Cosimo Loré

  29. Sindaco, ti farebbe sindaco prof. Lorè. I delinquenti al potere parlano di etica… Se fossimo in Arabia Saudita le carceri pullulerebbero di gente onesta. Han gettato la maschera, resta la terribile smorfia di Gwynplaine!
    Suo aff.mo Bardo

  30. I vecchi consiglieri di amministrazione: delle due l’una o non si sono accorti ed allora sono “lievemente” inadeguati al ruolo o sono complici ed allora sarebbero da punire come e tanto quanto chi ha generato il casino. Idem dicasi dei revisori. Il fuggi fuggi generale e le scuse del tipo “ma io mi occupo della riproduzione delle rane e non di bilanci” mi paiono deboli… sta gente avrà fatto la lotta per essere nominata in CdA…
    Venendo ad oggi, mi colpisce l’articolo sul corriere… il prode silvan è pronto alle dimissioni anticipate… e i prodi senatori sono prontissimi ad accettarle mi sa…
    Questa campagna elettorale sarà come il telefilm Walker Texas Ranger – senza esclusione di colpi… bassi ed alti…

  31. È probabile che l’Uomo Fantoccio non serva più e che gli Ideologi facciano pressione per avere un Coglione amico. Magari daranno il popò al Pdl. Tanto a Siena chi se n’accorge? La plebe è dissetata col Pallium. E abituata a vivere con donne baffute, senza spettacoli che non siano quelli dei Mensanini o degli alcoolizzati Fedelissimi, e con l’unico orizzonte delle mura cittadine, un “ampio” orizzonte come ognun sa. E lo sanno bene anche i miliardari MPS, quelli che volano in mete europee a fine settimana. Con un rettore amico e con i legami sempre più stretti col Palazzo i baroni dormirebbero fra due guanciali. Mica fanno i precari vèh! Ma son così certi che il Burattino penzoli morto dall’albero?
    Chi ha venduto la pelle dell’orso prima di averlo uciso?
    Bardo

  32. Commentino dalle quisquilie in crescendo:
    1 – I curricula dei nominandi saranno pubblici? Sarebbe precisazione non inutile.
    2 – L’incompatibilità non dovrebbe riguardare solo cariche in enti pubblici: e se uno ne ha in enti “privati”, tipo Fondazione o MPS o in una delle innumerevoli società o consorzi dipendenti degli enti pubblici? Se è cioè un fedele di regime sperimentato e in azione altrove è bene accetto, vero?
    3 – La proposta del Senato al rettore per i magnifici 4 è vincolante, vero o no? Ma se il CdA deve tenere sotto controllo gli appetiti del Senato Accademico che senso ha che il Senato stesso controlli il CdA?
    Morale. È uno statuto fatto da professori per conservare il controllo dopo le magnifiche prove fatte. Non male, non male; per lo stesso motivo per cui parlano tanto di bilanci e governance quelli che hanno negli anni passati contribuito a distrugerla. Ma se avessero il pudore di levarsi di torno?
    Prof. Grasso, da qualche parte ha già pubblicato l’elenco dei membri dei consigli di amministrazione degli ultimi 10-15 anni?
    Sarebbero assai istruttivi da rimembrare, ahimè. Scusate lo sfogo domenicale… Vostro 2+2
    Archie

  33. Ma vi siete fermati solo all’Articolo 20? Leggete tutto l’articolato del nuovo Statuto. C’è da ridere, per non piangere! E qualcuno pretenderebbe di farlo approvare senza modifiche, per far prima e togliere così di mezzo l’attuale rettore. E pensare che si sono messi in 45 a stenderlo! Non si potrebbe pubblicare questo capolavoro sul blog per aprire un dibattito? Hanno perfettamente ragione Vicky e Archimede: perché i membri del CdA devono essere nominati dal Senato e non eletti? Il CdA (controllore) che viene controllato da chi lo ha espresso, cioè il Senato Accademico. È uno Statuto fatto da professori vicini (se non iscritti) ad un partito per consegnare il controllo dell’Università a quel partito. Bene ha fatto il curatore del blog a pubblicare l’articolo di Carlo Fusaro (Lo scudo dell’autonomia). Riflettiamo bene prima di approvare questo Statuto.

  34. …questi commenti non fermano chi si avventa sui relitti di un ateneo che credevamo nostro: vedo i docenti sempre appecoronati compresi quelli della facoltà giuridica di fronte a questo oltraggio al pudore che è il nuovo statuto; mostrano d’esser i poco degni eredi dei grandi maestri del passato e i ben vili emuli dei turpi sciacalli del presente dall’Anatomico Professor Leonetto Comparini in un guizzo profetico illustrati come i responsabili e a nostro avviso i rei d’una mutazione mortale del millenario magistero universitario.

  35. Corollario
    …E pensare che il grande Paolo Mascagni – quello dei vasi linfatici – si prese delle bastonate dai sanfedisti del “Viva Maria”: degnissimo uomo. Ma ora i lacchè baroni han preso il suo posto: son quelle cacche della sbandierata “Piccola Oxford”. Che skifo!!!
    bardus

  36. È tutto vero, quello che dice Archimede, confermato anche dai commenti successivi. Questo blog non ha mai pubblicato l’elenco dei membri del CdA degli ultimi 10-15 anni. Cercherà di farlo, anche se non è impresa facile: infatti i verbali sono in rete a partire dal 1999, mentre, perché sia istruttivo, occorrerebbe estenderlo agli ultimi 25 anni, il periodo degli ultimi tre rettori (Berlinguer, Tosi, Focardi).

  37. Uno statuto fatto da professori chi doveva favorire? Rassegnatevi – i tempi passati sono passati – il presente è fatto di Focardi, Riccaboni, i due Mussari, Minnucci, Vicino…

  38. «c) quattro componenti, esterni all’Ateneo, nominati dal Rettore, di cui uno d’intesa con il Presidente della Regione Toscana, uno d’intesa con il Sindaco del Comune di Siena, uno d’intesa con il Presidente della Provincia di Siena ed uno d’intesa con il Presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e il Presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena;»
    ………………………..
    In pratica, se ho capito bene, il “mondo esterno” si limita al mondo politico; pavento il rischio che ciò comporti una semi-legittimazione di pratiche oscene ed oscuri mercimoni in passato consumati sottobanco. Ma non c’è un conflitto d’interesse per quanto riguarda il Monte dei Paschi? Può un suo rappresentante far parte del consiglio d’amministrazione di una “ditta” sua cliente (e per giunta imporle dei tassi non proprio amichevoli)? Gli enti locali, giacché entrano nel consiglio d’amministrazione, vi entrano anche con la disponibilità a sobbarcarsi degli oneri, oltre che a vantarsi degli onori? Mi viene infine da ridere al pensiero di quanto siamo appassionati dell’eufemismo noi italioti, giacché tutto ciò avviene sotto il segno della «autonomia» universitaria.

  39. Come nel nome della democrazia avvengono e sono avvenute le più infami porcate e i più sanguinosi assassinii. Dio Patria e Famiglia vigilano. Di là c’è il vuoto Istituzionale, ovvero l’Opposizione di Sua Maestà.

  40. Ma i rappresentanti di comune, regione, MPS, provincia fin qui presenti da tempo immemorabile in CdA a che sono serviti? Hanno portato soldi? O un buon controllo gestionale? Scienza? O non piuttosto solo controllo politico o appoggio a certe richieste? I 45 si sono fatti queste domande? O non possono farsele perché sarebbero contra se ipsum?

  41. …Contra, contra! Sono i nostri “contras”, coi loro feudi e i loro bunker della vergogna in certi dipartimenti ove sminestrano il “sapere” coi sudditi e… le studentesse. Con sudore c’è chi partorisce opere degne dell’avvenire, mentre fondazioni e assessori-professori se ne impipano e se ne sono impipati! I 45 sono come i pistoleros di quella famosa cavalleria western che un paio di eroi mandarono a mangiare la polvere. Volesse l’Iddio. E mi spreco come romantico, alla faccia delle pirate del web:
    “Ma i sogni belli non si avverano mai” (Endrigo)
    Bardissimo

  42. Contra sì! Signori delle due l’una: o chi stava in CdA era un incompetente o era disonesto. Tertium non datur.
    Che ora si pensi che la soluzione ai problemi sono sti 4 nominati esterni mi fa piangere… non si è capito nulla allora…

  43. Dice Marco Iacoboni (Flc-Cgil) servono «In tutto 110 milioni di euro da qui a fine gennaio. Ci sembra opportuno aprire un tavolo inter-istituzionale che coinvolga anche il governo e la regione per un intervento forte e compatto affinché si trovi la liquidità ma anche soluzioni e aiuti dalle altre istituzioni del territorio per una collocazione del personale eccedente». (Corriere di Siena, 30 ottobre 2009).

    Condivido la collocazione del personale eccedente e nullafacente, a cominciare, però, dai responsabili sindacali.
    Giovanni Grasso

  44. I giornali dicono che il governo ha dato dei soldi. Non bastano dice Focardi. Se l’Università fosse stata più virtuosa, perbacco! Ma i loschi individui del “Buco” son tutti al loro posto e, per ora, tacciono: stan solo affilando i coltelli: e per cuccare altri pezzi di torta e per far fuori i rompicoglioni (sic).
    La tivvu’ di stato dice di un tale che parla con gli angeli e svela i serial killers. Non è il caso di invitarlo (parla fluentemente il nostro idioma pur essendo della “Perfida Albione”) per svelare i corrotti e i ladri locali? Spicciamoci ché in certi siti letterari ormai si prega e basta.
    Bardo

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