Il rischio per gli atenei toscani è di cadere nella brace delle interferenze politiche dirette, anche le più sfacciate

carlofusaroLe modifiche alla governance previste dal nuovo Statuto dell’ateneo senese, appena licenziato dalla Commissione, rendono attuali le seguenti riflessioni di Carlo Fusaro (Corriere Fiorentino, 10 ottobre 2009).

Lo scudo dell’autonomia

Carlo Fusaro. Alla fine di un’inchiesta aperta da tempo la procura di Bari ha ipotizzato una serie di reati a carico di decine d’illustri cardiologi, accusati di aver pilotato la scelta dei nuovi prof, scambiandosi favori per far vincere i propri protetti, al di là del merito. Fra gli accusati, il preside della facoltà di Medicina di Firenze. Non entro nello specifico: dico solo che – come per tutti – anche per questi professori vale la presunzione di innocenza. Non siamo neppure al rinvio a giudizio, e l’ipotesi accusatoria è, nella fattispecie, tecnicamente a dir poco audace. Si vedrà quando se ne occuperanno i giudici. Ma nessuno, specie chi nell’università lavora, può essere così ingenuo da nascondersi che, non dal punto di vista dei tribunali, ma sul piano del giudizio dell’opinione pubblica, vi è un’alta propensione – piuttosto – alla presunzione di colpevolezza: si tratta di chiedersi perché e se il mondo accademico ha fatto quanto doveva per sfuggire a tale sorte. Che si tratti di come si fanno i concorsi (soprattutto, a dire il vero, nelle discipline nelle quali una cattedra non vale solo un buono stipendio, ma cospicue entrate professionali) o di gestione degli atenei, la risposta non può che essere «no».

Le conseguenze sono gravi e – per la prima volta – l’università è chiamata a guardarle in faccia, assumendosi le sue responsabilità. A imporglielo ci ha pensato per primo, con la brutalità che gli è congeniale, il ministro dell’economia Tremonti, affiancato dalla ministra dell’istruzione Gelmini: avete fallito, dell’autonomia avete fatto abuso e cattivo uso, perciò cambiate come diciamo noi o vi strangoleremo finanziariamente.

Domani ci potrebbe pensare però la Regione, sulle risorse integrative della quale poggiano ormai le possibilità di finanziare decentemente gli atenei. Certo, è ancora troppo presto per dire che tipo di co-sponsor (per dire così) dell’università vorrà essere il governo regionale, però se lo scetticismo sull’autogoverno degli atenei è giustamente forte, non ne manca in ordine a come la Regione potrà influire sulla loro gestione. Il rischio è che l’Ateneo possa cadere dalla padella dei gruppi di potere nella brace delle interferenze politiche dirette, anche le più sfacciate.

In realtà l’università di Firenze, per prima, ha un modo per darsi una buona polizza di assicurazione. Mostrare di saper voltare radicalmente pagina e di sapersi gestire senza guardare in faccia a nessuno, sulla base di una propria strategia di sviluppo. È questo il compito difficile del nuovo rettore Alberto Tesi che entrerà nella pienezza dei suoi poteri il 1° novembre: per questo e non altro egli è stato eletto.

16 Risposte

  1. Più interferenze politiche (dirette e/o indirette) e più sfacciate di così nemmeno se arriva M’mugabe.

  2. Mah sono assai perplesso, sull’ andazzo preso. Per salvare i livelli occupazionali, si spinge e si chiede come mai il MIUR a cui compete l’ultima parola non autorizza la stipula del mutuo con il MPS a Siena per coprire le magagne economiche. In cambio si alienano beni immobiliari storici, si ipotecano residenze di prestigio dell’Ateneo e chi dovrebbe vigilare su ciò (Corte dei Conti e MIUR) poco o nulla mi sembra facciano. Mi viene da pensare che alla fine di vendere ai soliti noti palazzi ed immobili patrimonio storico-artistico-culturale dal valore immenso, non interessa affatto ai nostri capi dell’Università e meno che meno all’esecutivo, sempre più con il baricentro al Nord. Mi dispiace che il Partito Democratico prema in questa direzione (sbaglia temo assai) e che i sindacati non facciano sentire la loro voce, come anche i docenti, perché certi cespiti immobiliari non si ricostituiscono più. Avrei capito ed apprezzato di più le dimissioni in blocco di Rettore, CdA e Senato e la remissione della palla al MIUR con ovvio commissariamento, ma questo forse avrebbe avuto conseguenze assai più traumatiche personali e ci sarebbe voluto un gran fegato per farlo: così il MIUR sarebbe stato costretto Lui sì a chiedere una anticipazione alla Cassa Depositi e Prestiti sotto forma di mutuo, senza vendere nulla!!!
    Ma l’Italia di oggi è questa: sembra che tutti litighino e si scannino e poi alla fine…

  3. …questi commenti non fermano chi si avventa sui relitti di un ateneo che credevamo nostro: vedo i docenti sempre appecoronati, compresi quelli della facoltà giuridica, di fronte a questo oltraggio al pudore che è il nuovo Statuto; mostrano d’esser i poco degni eredi dei grandi maestri del passato e i ben vili emuli dei turpi sciacalli del presente, dall’Anatomico Professor Leonetto Comparini in un guizzo profetico illustrati come i responsabili e, a nostro avviso, i rei d’una mutazione mortale del millenario magistero universitario.

  4. Il commissario farebbe saltare il tavolo. Perché sarebbe immune – o meno sensibile – alle pressioni del contesto senese…

  5. L’intervento finanziario delle Regioni in soccorso delle “loro” Università (lo stanno già facendo o programmando Piemonte e Toscana) servirebbe solo a continuare nell’andazzo delle spese irresponsabili ripianate poi da un ente pubblico con i soldi dei contribuenti. Le Regioni contribuirebbero così a dilatare la spesa pubblica e a moltiplicare sedi e clientelismo. Ripeto che purtroppo, nonostante tanti proclami, mi sembra ci si avvii verso una nociva normalizzazione, un sostanziale mantenimento dei poteri delle lobby, senza intervenire drasticamente, come sarebbe necessario, commissariando gli atenei disastrati, come avviene per qualsiasi ente pubblico.
    Paolo Padoin

  6. Quanto al sistema dei concorsi, citati dal prof. Fusaro, non posso non rilevare che casi e procedimenti analoghi sono stati decisi in modo diverso a Bari e Trieste.
    Rinvio a giudizio per Gensini e co. nei concorsi per Medicina, sostanziale immunità per Prestamburgo e la cupola d’Economia Agraria, con profonde radici anche a Firenze. Quando finirà lo strabismo giudiziario che caratterizza il nostro Paese?
    Paolo Padoin

  7. Il fatto che allo sparuto drappello di coloro che all’interno delle mura senesi da tempo ormai sono in prima linea nel chiedere giustizia per i reati connessi e commissariamento dell’ateneo manomesso si uniscano analoghe espressioni di un autorevole rappresentante delle istituzioni non incrina quel muro di silenzio che i docenti hanno innalzato ad isolamento di noi reattivi e a protezione di ogni vecchia e nuova amministrazione sciaguratamente e tuttora impunemente caratterizzate da continuità, complicità, corrività ad onta del disastro totale che impone solo procedimenti penali pubblici e massive misure manageriali, pena il caos! C. Loré

    Addenda. La prova di quanto affermo sta in tutto quel che è accaduto, fino all’ultimo atto di uno Statuto che è certo da cestinare ma che contiene la filosofia che ispira l’attuale leadership del nostro ateneo. Lo legga da lassù, a Torino, caro Prefetto Paolo Padoin, e capirà perché siamo qui senza vie di uscita, pur sapendo di non meritare né il criminale cataclisma della vorace voragine né la condanna conclusiva da gaglioffa gestione!

  8. Ieri guardavo Ballarò e quasi mi sarei messo a frignare per la miseria in cui sono cadute migliaia di persone in questo Belpaese. Non gli a faccio cchiù: ho dato l’ok per fare lezioni gratis in un dipartimento della facoltà ***e mi son frugato in tasca per pubblicare importante libro di storia senese. Visto che qui non esistono storici ma apologeti e giannizzeri di palagio! Cacciateli, cacciateli, cacciateli questi Ideologi!
    bardo

  9. Caro Bardo, purtroppo siamo tutti a lavorare aggratis. Se veramente questo mese lo stipendio salta voglio vedere che succederà… chi precario non è mai stato proverà l’ebbrezza di un bel mese (o forse qualcuno in più) all’asciutto… lavoro e niente paga… sì, sarà molto interessante da vedere. E per lavorare ci si deve frugare in tasca, né si possono spendere le proprie risorse frutto di compensi non riscossi ma tenuti in università per pagarsi convegni e pubblicazioni… ma la qualifica dirigenziale ed il relativo stipendio del nostro filosofo ex DA e del suo responsabile dei servizi finanziari sono sempre là al sicuro… evviva, evviva. In altre città e località ai due sarebbe stato riservato un trattamento fisico ben diverso ma si sa che qui a siena – e lo dico da senese – importa del Siena calcio, della Montepaschi e del Palio…

  10. Avvezza al sostegno del Monte, Siena è cresciuta come una bambina viziata, che senza alcun sacrificio ha ciò che vuole.
    Ben diverse le cose nelle altre città toscane, che hanno dovuto rimboccarsi le maniche. Là non ci sono i soldi della Fondazione, non ci sono i finanziamenti a perdere del Monte. Là i soldi se li devono guadagnare.
    Eppure l’Ateneo pisano, ad esempio, senza il babbo dietro, ha “solo” 20 mln di rosso e già sta pensando seriamente al risanamento.
    Siena, ancora una volta, si rivolge supplicante, angosciata, ai portoni del tesoro. Come una bambina incapace di camminare da sola, piangente, esausta.

  11. Son tutti ancora al loro posto, i baroni, quelli fintamente antipadronali, fintamente “aperti”. Ma che ricerca! Ma se han solo pubblicato i loro tirapiedi e le loro sconfortanti ganze! Su Siena concordo con gli amici suesposti: e, ciliegina sulla torta, il Cenni, quello della nuova “gente nova” (ma col cuore “rosso”), dice che siamo conservatori – noi senesi – e passatisti, che viviamo di rendita e abbiamo tanti bancari e la bella facoltà Goodwin!
    …Più ‘claro’ di così. I perturbatori saranno attanagliati. O incatenati al pozzo di Scienze della Comunicazione (ma che è la …Tim o wodafone?) o sull’Acropoli, assieme agli “stracciabiglietti”, pel gusto matto dell’Amerikano!
    Bardo

  12. E mentre la barca sta per affondare ciò a cui i grandi nomi (?!) pensano sono le vendette del post-Focardi per coloro che hanno avuto l’ardire di collaborare con l’attuale rettore… Ditemi voi come si fa a rimettersi in piedi con questa mentalità! Babbo Monte ci avrà anche abituati male, ma se ci fosse più gente disposta a lavorare per l’università piuttosto che per sé sarebbe meglio.

  13. La faziosità masochista è la cifra maggiore di questa città quanto meno dal 1500! Ma più che il MPS poté l’oligarchia che domina l’elettorato PCI-PDS-DS-PD e che controlla enti e informazione. Com’è andata ieri al duetto Ascheri-Fontani in piazza Tolomei?
    Archie

  14. Arrivano i salvatori! (Una lettera dei sindacati confederali)

    Signor Ministro,
    Le scriviamo per esprimerLe la nostra forte preoccupazione per le condizioni dell’Università di Siena. A seguito dell’intesa intervenuta il 4 agosto scorso con il Monte dei Paschi, diretta a consentire il rifinanziamento dell’Ateneo, la pratica di approvazione dell’intesa stessa è ancora ferma presso il Ministero dell’Economia, e non è dato capire se e quando essa verrà conclusa, consentendo lo sblocco dei fondi indispensabili alla sopravvivenza dell’Università. L’Ateneo di Siena è alle soglie della paralisi: se non interverranno le risorse dell’intesa, a partire da novembre i circa 2300 dipendenti saranno senza retribuzione.
    Non è solo la questione delle retribuzioni a preoccuparci: riteniamo che la condizione dell’Ateneo necessiti di un quadro nazionale di riferimento e di governo; è evidente che la dimensione del problema è tale da richiedere un ruolo diretto di regìa e coordinamento da parte del MUR. Per questo, signor Ministro, Le chiediamo un incontro a tempi stretti per esporLe in dettaglio le nostre preoccupazioni e sollecitare l’apertura presso il Ministero di un tavolo dedicato alla situazione di Siena.
    In attesa di un Suo riscontro, La preghiamo di gradire i migliori saluti.

    Domenico Pantaleo (Flc-Cgil)
    Antonio Marsilia (Cisl Università)
    Alberto Civica (UilPa-Ur-Afam)

  15. Qualcuno di questi signori sindacalisti dimentica di dire che sono stati loro a volere inserire tutta sta gente dentro un ateneo che non ne ha mai avuto necessità… Che abbiamo 9 giardinieri a Pontignano e per tagliare l’erba a San Fracesco si chiamano le ditte esterne… Che abbiamo 40 persone all’ufficio stampa e la rassegna stampa che la fa(ceva) una società esterna… ecc.ecc… Facce come deretani…

  16. Una interferenza apparentemente innocua è senz’altro “Aperto!” della Premiata Ditta Calabrese e Co. Raccatta i transfughi della destra di “Rifondazione” (Berni, Tarquini e altri “galletti”), quelli “libertari” tipo Vendola che han già fatto un patto col Pd. Si dicono laici e aperti a tutti ma non è vero, è un randello ideologico, visto il basso tenore delle masse a livello culturale. L’ideologo professorale della marcia sinistra salottiera e socialdemocratica credete sia innocuo? In guardia!
    (Ma a proposito delle “bufale” della “sinistra” Pd: bufale poi risultate vere… Erano degli utenti i 3.000 euro che Marrazzo dava al trans per il suo godimento privato, oltre l’auto blu con cui si faceva scorazzare dai trans? Grave, grave, terribile! E la Bindi cattolica che difende l’indifendibile. Berlusca poi è stato addirittura più signore di questi raccattapalle delle marcia sinistra, avvertendo del video il “governatore”…).
    Bardo, un Vero Democratico (non come Pd e C.).
    P.S. – Quindi ora anche il Pd è trans-nazionale!

    Addenda. Siccome se ne parla e se ne parlerà, e lo ha fatto pure l'”avvoltoio” Vespa – come lo chiama un amico -, concludo su Marrazzo: lo ho citato solo come esempio di ipocrisia e malcostume (“è tutta una bufala”, “quello non sono io, è un sosia”, ecc.), tipico delle gangs – partito (altro che Costituzione caro Bersani!!!).
    La moglie di Marrazzo dice che resterà col marito: io sarei arrossita di vergogna: essere battuta da un trans! Un trans preferito al posto mio… Ma si sa che le donne non debbono dare e avere piacere più di tanto: sono vacche da riproduzione per domestica economia. Pensare poi manco per niente. Inservibili le si uccide…
    Sarà una bella società, fondata sulla libertà… (Canzonetta in voga molti anni fa).
    Bardo

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