Università di Siena, istituzioni e territorio: idee e programmi a confronto

Mercoledì 16 giugno alle ore 17,15 presso la Sala delle Lupe del Palazzo Comunale di Siena si terrà un Incontro-Dibattito con Silvano Focardi (Rettore dell’Ateneo senese), Angelo Riccaboni (Preside di Facoltà), Antonio Vicino (già Preside di Facoltà) e con la partecipazione dei giornalisti Stefano Bisi (Corriere di Siena) e Tommaso Strambi (La Nazione Siena).

Associazione culturale “Nuove Prospettive” Siena. Il convegno prende spunto dalle prossime elezioni per il mandato rettorale 2010-2014 dell’Ateneo senese, per mettere a confronto idee e programmi di candidati e di tutti coloro che vorranno dare un contributo per definire le necessarie sinergie tra Università e territorio. L’Università degli Studi di Siena costituisce, infatti, una risorsa fondamentale per il territorio: proprio per questo, pur nell’ambito della propria autonomia, deve rapportarsi sinergicamente con le Istituzioni che costituiscono la cerniera con il territorio stesso. È opportuno infatti chiarire pubblicamente quali contributi possa offrire l’Ateneo allo sviluppo del territorio, e quali contributi possa ottenere da quest’ultimo: l’Università, infatti, non può essere considerato un luogo separato, dove ci si limita a produrre laureati senza preoccuparsi minimamente di quali siano gli effetti, in termini di occupazione e di sviluppo; al contrario dovrebbe costruire e sviluppare azioni tali che impattino positivamente, sotto tutti i profili, in relazione al territorio di riferimento. La grave crisi finanziaria che ha investito l’Ateneo senese costringe a rimodularne ruoli e prospettive. Il convegno dibattito intende dare un contributo, non alla soluzione della crisi, che evidentemente non si risolve con una discussione pubblica, ancorché proficua, ma alla necessaria rimodulazione di ruoli e di prospettive di un Ateneo che deve porsi come uno dei fattori significativi dello sviluppo della città e di tutto il territorio.

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7 Risposte

  1. […] fonte: Il senso della misura » Università di Siena, Istituzioni e … Articoli correlati: Il senso della misura » Università di Siena: […]

  2. Buffo che per discutere si debbano avere dei giornalisti: i politici han paura a metterci la faccia? Quel circolo non è politico? O è perché altrimenti non ne scrivono niente? E si conferma che il vero potere è in mano loro e i politici sono marionette con tante aspirazioni senza possibilità?

  3. …ma de che se parla quando si continua a stringere accordi con i potenti delinquenti disseminati nei punti nevralgici della regione toscana grazie alle entrature con i magnaccia d’alto bordo che si stanno sguaiatamente finendo di ingozzare di soldi e suoli pubblici italici nell’indifferenza della gente ivi compreso il personale docente e discente delle tre università?!

    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2498929&yy=2010&mm=06&dd=14&title=e_lultima_cricca_raccontabile

  4. I giornali di oggi parlano dell’appoggio dato dai docenti alla protesta dei ricercatori che minacciano il blocco delle lezioni. Si muove qualcosa? Ma perché così in ritardo? E perché Bezzini e Pd vogliono ora fare tavole rotonde sul futuro dell’università senese già semidefunta? Spesso il ladro grida “al ladro!”…
    The Bardus

  5. …per motivi molto meno rispettabili i nostri antenati si son levati in armi o dati alla macchia a cominciare da coloro che si sacrificarono per tentare di opporsi alla cricca “Re-Conte di Cavour-Garibaldi-Generale Cialdini-ufficiali corrotti del Regno delle due Sicilie” (…documentarsi!) che ha massacrato e calunniato gli intrepidi contadini meridionali (i “briganti”…) saccheggiando il Sud!

  6. La cricca è sempre la solita, mutatis mutandis, a cominciare da quel delinquente di Bixio che massacrò i contadini per volontà degli inglesi (possedimenti di Nelson family)… e poi il “garibaldino” Crispi e il puttaniere Cavour… Intanto l’apostolo della fede Mazzini moriva sotto falso nome in Toscana! Oggi la cricca non è solo Anemone, nel centrosinistra senese ce n’è un’altra che fa porcate anche contro i più deboli. Le tivvù hanno ammansito i popoli italici… e tocca dar ragione a quel misogino pedofilo di Pasolini (leggasi “Passeggiate africane” di Moravia).
    Ma la storia va comunque avanti e finiranno i regni del despotismo e i vari padroni del mondo comunque camuffati…
    Bardo

  7. «I giornali di oggi parlano dell’appoggio dato dai docenti alla protesta dei ricercatori che minacciano il blocco delle lezioni. Si muove qualcosa? Ma perché così in ritardo?» Paulus the Bardo

    Più che il blocco delle lezioni minacciano la mancata concessione del nominativo per calcolare l’ammontare minimo di docenti previsto dalla legge per attivare corsi di laurea (quattro distinti per ogni anno di ogni corso di laurea). I giornali fanno un gran casino, perché pare la rivendicazione consista in una richiesta di quattrini, invece è soprattutto di stato giuridico e di chiarimento circa le prospettive, visto che costoro (circa 25000 su un totale di 60000 docenti, la più parte di quelli che ancora non hanno la gotta, l’Alzheimer o l’ateriosclerosi) sono stati “messi ad esaurimento”. Basterebbe che la metà aderisse e diverse Facoltà si ritroverebbero a gambe all’aria: così certi ordinari un po’ distratti si accorgerebbero una volta tanto chi sta in sala macchine, ma a parte questo, si è creata una spirale perversa, giacché chiudere qualche altra decina di corsi di laurea è proprio ciò che da più parti viene richiesto. Sicché se uno si suicida quando gli altri lo vogliono trucidare, alla fine fa trovare tutti d’accordo, ma come ho già sottolineato, così il maquillage dell’ateneo verrà fatto in quattro e quattr’otto a cacchio di cane senza alcun criterio. So che intorno a questo problema vi è stato la settimana scorsa un summit dei presidi al rettorato: qualcuno ne sa qualcosa?

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