La guerra dei Poli universitari: il realismo di Grosseto e la spocchia di Arezzo

“La scelta è tra questa università e il nulla” (da: Corriere di Maremma, 1 marzo 2011)

Susanna Guarino. Arezzo ce l’ha fatta. La Facoltà di Lettere non si muoverà dalla sede aretina. L’ha deciso ieri il senato accademico dell’università di Siena. Poche battute, senza alcun riferimento a quello che sarà il futuro del Polo universitario di Grosseto, nel quale, comunque, la Facoltà di Economia non dovrebbe essere in pericolo. Una speranza che viene dagli incontri che le istituzioni grossetane hanno avuto, nelle settimane scorse, con il rettore Riccaboni. Negli ultimi tempi il tema dell’università è stato più volte cavalcato a livello politico e c’è chi vedrebbe con favore una secessione da Siena. Sull’argomento è tornato, in occasione del congresso Legacoop, anche il presidente della Camera di Commercio di Grosseto Giovanni Lamioni.

Presidente, il rettore Riccaboni aveva detto che, nell’ambito della riorganizzazione dell’ateneo, nelle sedi decentrate sarebbe rimasta una sola Facoltà. Adesso il senato accademico ha salvato la Facoltà di Lettere di Arezzo ma era stato detto che a Grosseto sarebbe rimasta Economia. Quindi si suppone che resteranno due facoltà esterne…
“Noi siamo rimasti d’accordo che Economia non si tocca. È una cosa che hanno detto loro, quindi ritengo scontato che restino due facoltà esterne, altrimenti ci avrebbero avvertito di un cambio di decisione”.

Arezzo ha alzato la voce ed è riuscita ad avere partita vinta. Grosseto è stata più moderata.
“Se è vero che Arezzo ha alzato la voce, l’ha fatto per avere un corso di laurea esattamente come abbiamo noi. Questo non dovrebbe togliere nulla a Grosseto, dove quel corso era già stato assicurato. Chi valuta come risultato minimalista il mantenimento del nostro corso di laurea, dovrebbe valutare che Arezzo ha avuto necessità di alzare la voce per ottenere quello che noi abbiamo. Poi tengo a ribadire una cosa che ho sempre detto: questa non è l’università che io penso e sogno per Grosseto. Ma io sono abituato a pensare che uno quando è martello picchia e quando è incudine incassa. L’errore più grosso, nella vita, è quando sei incudine e vuoi fare il martello. La sensazione è che tutti quelli che dicono ‘si potrebbe fare in un altro modo’, non hanno chiaro che oggi l’alternativa non è tra questa università qui ed un’altra università, ma tra questa, che stiamo difendendo, ed il nulla. È un rischio oggettivo. Io negli anni mi batterò per una università diversa ma tra questa ed il niente, io difendo questa. Se invece vogliamo aprire un dibattito se è meglio lasciar perdere, allora sono disposto a ragionare visto che si spendono soldi. E va tenuto conto che la nostra università è possibile anche grazie al milione di euro di contributo della Fondazione, che un’altra università non avrebbe. Quindi nell’immediato difendo quello che c’è. E mi chiedo: chi ipotizza altre università di riferimento lo fa avendo in mano qualcosa di concreto? Ha, soprattutto, candidature concrete?”.

Ma perché Grosseto sembra essere sempre incudine?
“Forse perché quando c’è stato un periodo in cui eravamo martello non abbiamo picchiato come avremmo dovuto”.

E chi è adesso martello?
“Mi sembra che siamo tutti incudine. Bisogna essere realisti, non abbiamo la forza del martello. Questo non significa, lo ripeto, che questo mi soddisfi, ma non è il momento giusto per fare forzature. E rischiare, così, di perdere tutto”.

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5 Risposte

  1. Scusate se sono lievemente fuori tema.
    Qualcuno mi sa indicare il numero di iscritti all’Università di Siena nel 2011?

  2. Meglio se distinguendo iscritti ad Arezzo e Grosseto!

  3. Possibile che nessuno abbia idea del numero di iscritti? L’angolo dell’unto dice “3000 in meno dell’anno scorso”. Le segreterie fanno il loro mestiere: mantengono il segreto!…

  4. @ Francesco

    Sembra (la cautela è d’obbligo) 15.120 iscritti.
    ________________

    Dal “Corriere di Maremma”, 3 marzo 2011.

    Dichiarazione del sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi.

    «No ad avventure “autonomiste”»
    «Immaginare accordi con altri atenei o avventure “autonomiste” significa infatti solo costruire castelli in aria, non sapere niente dell’Università e non aver letto la cosiddetta riforma Gelmini. Oggi noi possiamo ragionare concretamente sul da farsi, investire sui master legati alle vocazioni del territorio e con l’aiuto anche di un mondo economico realista e consapevole potremo pensare a nuovi sbocchi nel futuro. Da quello che riusciremo a conservare e valorizzare si può e si deve ripartire.»

    Dichiarazione del presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras.

    «Auspico un po’ più di sobrietà e cautela da parte dei politici»
    «Il tema del futuro del polo universitario grossetano è troppo delicato e serio per essere oggetto di una polemica politica fine a se stessa. E non può essere banalizzato circoscrivendolo ad uno scontro, peraltro inesistenze, tra Grosseto e Siena, riproponendo un antagonismo di stampo campanilistico che non ha motivo di essere riesumato. L’impegno di Provincia, Comune di Grosseto e Camera di commercio per garantire una prospettiva certa alla prosecuzione dell’attività universitaria è fuori discussione. Sono gli atti amministrativi e l’impegno del comitato scientifico a dimostrarlo. È vero, peraltro, che questo è un momento molto delicato, sia per le oggettive difficoltà di bilancio dell’Università di Siena, ma soprattutto, non va mai dimenticato, per gli effetti della cosiddetta riforma Gelmini. Che, ad esempio, avendo introdotto per legge parametri poco flessibili rispetto al numero minimo degli studenti, ha di fatto affossato il corso di studi in archeologia preventiva, che quest’anno ha avuto un numero troppo basso di immatricolazioni. Se il prossimo anno le iscrizioni torneranno ancora a crescere, proveremo a riaprire la trattativa con l’università di Siena, ma è evidente che non possiamo permetterci d’ignorare una legge dello Stato. Quello che all’Università di Siena abbiamo detto con chiarezza è che a Grosseto interessa mantenere il corso di economia del turismo – perché attinge ad esperienze di eccellenza presenti sul nostro territorio – ma anche che vogliamo costruire nuovi percorsi formativi che prendano le mosse dai centri di competenza che esprimiamo, e che sono in grado di attrarre studenti da ogni parte d’Italia proprio in virtù della loro autorevolezza. Per questo stiamo lavorando sulla ricerca, sui master e sull’alta formazione professionale postuniversitaria. Entro pochi giorni il comitato scientifico sarà in grado di illustrare i contenti delle proposte che come sistema territoriale faremo all’Università di Siena. Nel frattempo auspicherei da parte di certi protagonisti della politica un po’ più di sobrietà e cautela.»

    La dichiarazione di Pier Ferruccio Lucheroni (Presidente rete Imprese)

    «Una contrapposizione pericolosa porterebbe alla privazione dell’università a Grosseto»
    «(…) oggi è fondamentale difendere la presenza dell’università a Grosseto. Questo non vuol dire che dobbiamo chinare il capo di fronte alle scelte imposte da Siena ma significa misurarsi con la realtà, per poi arricchire e rilanciare l’università con un’offerta legata maggiormente alle nostre specificità. Il futuro del polo universitario grossetano è senz’altro difficile ma proprio per questo non dobbiamo scendere ad una contrapposizione pericolosa che porterebbe solamente alla privazione dell’università a Grosseto. Ha ragione il presidente Lamioni quando afferma che questa non è l’università ideale per le imprese maremmane ma per arrivare a quello che vogliamo, dobbiamo difendere ciò che abbiamo.»

  5. Beh, l’angolo dell’unto è sempre abbastanza preciso.
    Vediamo il lato positivo della faccenda (sempre se i numeri saranno confermati dalle segreterie) con 2700 studenti in meno dovrebbero liberarsi un centinaio di appartamenti.

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