C’è ancora chi crede di poter ricreare quel sistema di potere che ha portato l’università di Siena allo sfascio generale e al discredito totale!

Con uno striscione intitolato «Le verità “nascoste”», un centinaio di dipendenti universitari, studenti e cittadini si sono recati nel pomeriggio di ieri in corteo fino al Tribunale di Siena per sollecitare chiarezza e l’accertamento in tempi brevi delle responsabilità del dissesto dell’ateneo senese. Nelle stesse ore, il Consiglio di Amministrazione dell’ateneo discuteva della delibera con la quale si chiede il formale riconoscimento del debito (26.210,00 € + 250,00 € di competenze legali) contratto nel 2006 da Maurizio Boldrini con Rubbettino Editore, per l’acquisto di 300 copie del libro in onore di Luigi Berlinguer. Di fronte alle resistenze di qualche consigliere, rettore e direttore amministrativo hanno fatto riferimento ad un contratto editoriale della cui esistenza nessuno dei presenti era informato. Ragion per cui è emersa la necessità del rinvio della delibera per un ulteriore approfondimento tecnico. Ci chiediamo:
1) Perché questo contratto editoriale non è stato indicato nella premessa della delibera e nell’allegata scheda tecnica?
2) Perché i consiglieri non sono stati informati della sua esistenza?
3) Perché spunta fuori proprio in questo momento e perché non è stato consegnato ai consiglieri nel corso della riunione?

Il Sen. Amato dichiarò il 6 novembre 2010 che «a Siena non può ricrearsi quel sistema di potere che ha portato l’università allo sfascio generale e al discredito totale.» Può sembrare una dichiarazione esagerata, ma fatti come questi, i personaggi coinvolti, i numerosi debiti fuori bilancio, lo smantellamento delle nuovissime aule del San Niccolò, la composizione della commissione Statuto e, infine, la scoperta di una società privata nei locali dell’università inducono a dar ragione al senatore.

Articolo pubblicato anche da:
Il Cittadino online (5 marzo 2011). Università: dalla protesta dei lavoratori alle “novità” emerse  dal CdA. (Nella vicenda della “Rubbettino” emerge un contratto editoriale di cui nessuno era a conoscenza).

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3 Risposte

  1. Giovanni, così stando le cose ripeto per l’ennesima volta che bisogna passare alle vie di fatto, ovviamente nella maniera astuta dei Cavour e aggressiva dei Garibaldi. Ti ricordo che il monumento nel cortile del nostro (si fa per dire) ateneo esalta docenti e studenti che imbracciano le armi contro l’ordine costituito per far nascere una nuova entità a spese della vita dei soldati di legittimi Stati indipendenti. Certo, se ci muoviamo in modo goffo veniamo presi, guardati a vista e processati per direttissima perché viviamo in una cultura che è non solo criminale ma anche cafona, come dimostra l’evidenza e conferma la criminologia. Soprattutto una cultura in cui trionfa la più bieca e turpe finzione senza alcun rispetto né per la forma né per la sostanza.

    Quattro concorsi truffati – e relativi soldi rubati – uno dopo l’altro solo nel settore delicatissimo e decisivo della medicina legale, il tutto avvenuto malgrado l’interdizione giudiziaria del magnifico rettore ordinata anche proprio per uno di tali concorsi e la condanna penale di costui e di una intera commissione sempre per questi furti senza destrezza!

    Eppure ognuno – vittime, ladri, complici, etc. – è rimasto al proprio posto ed il bottino o refurtiva che dir si voglia non viene recuperato, malgrado l’oscena evidenza. Invece al poliziotto di turno – malpagato e ripagato spesso solo dall’aspirazione illusoria di un figlio laureato e un giorno strapagato – basta eseguire ordini facili come quello di fermare chi armato solo delle ultime forze si prendesse la soddisfazione morale di tentare di prendere a calci nel deretano gli irresponsabili che da troppi anni maneggiano sguaiatamente le nostre vite di persone dedicate alla “Università degli Studi di Siena”. Il blog serve, per carità, a dare – come in effetti è avvenuto con efficace ricezione dell’autorità giudiziaria – le notizie di reato con relativa serie di dettagli utili, ma mi agito sempre più perché ormai sono troppi a Siena e fuori coloro che mi dicono di lasciar perdere perché di riffa o di raffa tutti hanno “avuto”…

    D’altra parte Leopardi ci insegna che “sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli”.

    …e te lo ricordi il Bigi che ti diceva e ci scriveva che tu eri abituato a frequentare “gli atri del tribunale” dopo che proprio loro (“governance”) ti avevano messo in balìa dell’accusa (penale, rivelatasi poi del tutto infondata) di aver cambiato una serratura del tuo dipartimento? Come noti scrivo in maniera sempre più scomposta perchè l’ateneo è un cumulo di macerie e i vandali sono ancora a piede libero (è vera o no la storia che anche i custodi delle Scotte mi dicono dei centomila euro e rotti al Bigi?)… quando si crepa è nella natura che si rantoli e si imprechi contro chi ci ha preso vita, salute, soldi, decoro!

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/05/il-diritto-allinsurrezione/95535/ …se al “diritto all’insurrezione” (di cui sopra) si associa il “diritto all’istruzione” (di cui sotto) e si osserva il silente deserto italico di fronte a ogni oscenità vien voglia di andare a dare man forte ai ribelli vivi e reattivi sulle sabbie sahariane…

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/06/senza-parole/95692/ Si stanno in tanti dando un gran da fare per applicare la riforma universitaria. Quel che qui scrivo – grazie all’archivio magistralmente creato a futura memoria da Giovanni Grasso – è la scrupolosa sintesi di quanto emerge dall’analisi attenta di tutta la documentazione relativa alle effettive ragioni di questa cosiddetta riforma. Coloro che vi si sottomettono supinamente sono inavvicinabili come persone prima che come professori, senatori, rettori. D’altra parte il proprio decoro sta a cuore di una esigua minoranza della società italiana serva da sempre di Franza e Spagna… Ce lo ricorda a chiare lettere Umberto Eco: http://www.youtube.com/watch?v=kqGxTRdEHf4

    Ultime drammatiche notizie dal fronte italiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/06/giustizia-una-riforma-contro-i-magistratio-se-fosse-in-vigore-il-rubygate-non-sarebbe-iniziato/95730/ Dato che la repubblica è stata espugnata da una cricca consegue naturalmente l’effetto che i ladri decidono come usare le guardie! Ci si aspetterebbe una reazione immediata da chiunque abbia almeno il rispetto dei propri familiari se non una veste giuridica autorevole e invece tutto scorre…

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/06/occupano-la-scuola-contro-la-riforma-gelmini-il-preside-sospende-170-alunni/95757/ Ormai è tardi e la delinquenza pur non maggioritaria è in ogni istituzione: così si punisce chi si oppone! In ragione della materia criminologica e di una infrenabile curiosità cerco di capire cosa succede nelle varie istituzioni – dalla scuola al carcere – e pertanto riporto questa emblematica vicenda.

  2. …E okkio a non isolarvi come il Pisacane -che evitò l’alleanza con le milizie del Garibaldi, uomo energico benché non di tempra giacobina. Le parole del Leopardi – che credo tratte dallo “Zibaldone”- fanno riflettere. È ancor così e chi non fa parte di cricche o lobby viene isolato, falciato via, calunniato… I mascalzoni accademici anche per usurpazione di titolo son sempre al loro posto, questo è grave. Nulla di buono da aspettarsi dal futuro “duce”, il Ceccuzzi, pintato da tutta la lutulenta scia del Pd. I saltimbanchi (Burroni-Micheli), intanto, con una piaggeria odiosissima, su “Il Gazzettino”, organo di regime, fanno gli elogi al Balestracci e alla sua donna la quale per meriti propri è segretaria dell’Orto de’ Pecci. Potevano risparmiarci, nello strambotto, l’amplesso di queste colombe in chiave medievale anzi medievista. Hanno posto il Balestracci nel Pantheon assieme a Le Goff, Hobsbawn, Bloch. Frate Angiuliere sarà contento…

    PS. Ma, oltre al caso Rubbettino del notissimo (professor) Boldrini – che agisce nell’università del Calabrese, occorrerebbe vedere tutti i finanziamenti ai libri degli amici degli amici o compagni col cappa, i figli dei gerarchi di partito… Che allegra gestione!!! E che prese per il culo dei poveri senesi – ora occupati con paliesche vicende tipo animalisti paduani… Non so se il riso o la pietà prevale, come direbbe – chioserebbe – un collega defunto ma nell’empireo poetico.

  3. II PS. Ma occorrono giudici senza timori, non ci si può affidare a un rozzo Montalbano qualsiasi: quello lo lasciamo – Zingaretti -agli occhi innamorati di un Toti qualsiasi. Il quale si dovrebbe occupare anche del macello dei cavalli, come quello di altri palii (Tg1 di stasera), se ama, come dice, i bai. Naturalmente qui è tutto marcio, altro che accademia. Chi è quell’architetto che al parcheggio delle Scotte non ha previsto l’uscita per i mezzi di soccorso? E questo “esperto” è stato pure richiamato – pare – in servizio dalla pensione e ha illegalmente dato i voti ai dipendenti. Più illegalità e porcate di così… Per quanto mi concerne mi occorrono anche i carabinieri per un mio rientro al luogo di lavoro… chi vivrà vedrà.
    No pasaran!!!

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