Sempre più stringente il dibattito sul “risanamento possibile” dell’università di Siena

Silvio Pucci (candidato delle Liste Civiche Senesi al Consiglio Comunale) (Da: Zoom 4 maggio 2011). Stupefacenti le dichiarazioni sia di Ceccuzzi che di Nannini a proposito dell’Università di Siena. Di fronte ad un dissesto da cataclisma, che aumenta di anno in anno, Ceccuzzi vorrebbe creare nuovi posti di lavoro, con un protocollo tra le istituzioni e le due università, quando tutti sanno i problemi di garantire l’occupazione attuale. Vede inoltre la soluzione della crisi in un rinnovo dello statuto e della governance dell’ateneo, quando queste procedure sono obbligate per legge e non sono certo mirate a risanamenti finanziari. Proposte concrete, quindi: zero. Per contro, Nannini, sciorinando peraltro dati erronei ed evidentemente istruito da chi vuol difendere l’attuale amministrazione universitaria dopo che Ceccuzzi l’ha scaricata pubblicamente («… è stata oggetto di comportamenti predatori», senza dire da parte di chi!), scambia l’Università per un’azienda che deve fare profitto per sé e per il territorio. È evidente che i due commettono il medesimo, letale e diffuso errore, di distrarre l’istituzione universitaria dai suoi fini principali: la didattica e la ricerca. Gabriele Corradi e la sua coalizione hanno invece delle idee concrete per il risanamento e il rilancio dell’Ateneo, compatibili con il sensibile calo delle risorse anche da parte di Banca e Fondazione e con il fatto che l’università è un ente autonomo sul quale il Comune ha poca voce in capitolo, pur essendo rappresentato (per ora) in Consiglio di Amministrazione. Un robusto risparmio, rispetto ad un disavanzo strutturale che quest’anno sarà di quasi 40 milioni di euro (e non 20 come detto da Nannini) può realizzarsi nel rapporto con gli enti locali dove insistono le strutture distaccate dell’Ateneo: Arezzo, Grosseto, Colle Val d’Elsa, San Giovanni Valdarno. Nessuno chiede di chiuderle, ma di spostare tutte le spese di gestione sui Comuni e le Province che le ospitano. Un’operazione che il Comune può e deve gestire senza sottostare ai ricatti, come quello recente del compagno di partito di Ceccuzzi, Fanfani, che ha tirato in ballo l’ipotesi di un termovalorizzatore in Valdichiana pur di proteggere l’Università di Siena in Arezzo, cioè il doppione della Facoltà di Lettere. Prima di Tosi, gli studenti sceglievano Siena perché articolata su poche Facoltà, alcune molto buone, in una città vivibile e sicura, con molti buoni servizi. Ora, va riorganizzato il personale nel rispetto delle leggi, con attenzione alla ricerca e alla didattica e cercando collaborazione nel Governo per il comune obiettivo di recuperare un’antica e prestigiosa università, senza demagogiche forzature come quella del deputato Ceccuzzi che chiese una legge speciale per ottenere erogazioni a fondo perduto. Ma nulla potrà avvenire finché, ma pare sia prossimo, non siano state individuate e censurate le spaventose responsabilità di chi ha causato il disastro in evidente assenza di controlli e comunque nell’indifferenza delle istituzioni locali.

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