Ecco quel che succede nell’Università di Siena a seguire la prassi e non le leggi

Delle auto di servizio che, in base ai fogli di viaggio,  risultavano  fuori provincia mentre, invece, prendevano la multa in città si è già detto. Parliamo ora di un altro caso che vede un preside (Walter Bernardi) e un ex preside (Camillo Brezzi) della Facoltà di Lettere d’Arezzo, entrambi sotto inchiesta della Procura di Siena per peculato ed abuso d’ufficio, condannati dalla sezione regionale della Corte dei conti al pagamento di 1600 euro per uso indebito della macchina. La Finanza ha scoperto che il giovane Walter, residente a Prato, si faceva portare a casa con la macchina di servizio, per il fine settimana, i documenti riguardanti le sedute del Consiglio di Amministrazione. Inoltre, il lunedì, l’autista partiva da Arezzo e andava a prendere il docente a Firenze Certosa per portarlo a Siena. La condanna anche di Brezzi per i giudici contabili è dovuta alla «palmare evidenza che» in quanto preside «pur senza alcun diretto beneficio, ha comunque colposamente tollerato una prassi illecita i cui costi (903,24 euro) sono integralmente posti a carico del medesimo». Da ribadire che tutto questo avveniva in un periodo successivo alla scoperta della voragine nei conti. Le dichiarazioni degli illustri Presidi, oltremodo istruttive, confermano ulteriormente quanto dichiaravo il 16 ottobre 2010:  «Per molti anni, nell’ateneo senese si è agito e si continua ancora ad agire per consuetudine, diventata poi prassi consolidata, senza alcun rispetto delle leggi esistenti.»

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