Le sorti dell’Università di Siena nelle mani di un Madoff senese?

Dell’attuale rettore dell’Università degli Studi di Siena, ho più volte evidenziato la gestione autocratica, la totale assenza di trasparenza, lo sperpero di denaro, l’incapacità a gestire l’ordinaria amministrazione, l’inefficacia a risolvere le emergenze e la sistematica esautorazione del Consiglio d’Amministrazione dalle sue prerogative. A questo proposito, cito solo due episodi, entrambi gravati di danno erariale: sia la retribuzione del Direttore amministrativo, superiore di circa 30mila € l’anno a quella prevista per il nostro ateneo, che la sospensione del pagamento della rata semestrale dei mutui non sono mai state approvate dal CdA. Ma non finisce qui! Infatti, alle 9,30 d’oggi, in una seduta straordinaria del CdA, si cercherà di far passare surrettiziamente la decisione di costituire un Fondo immobiliare con la Cassa Depositi e Prestiti, nascondendo l’operazione all’interno di un progetto per la ricognizione degli spazi e relativo piano dei trasferimenti e delle dismissioni. La procedura è scorretta sul piano formale e sostanziale. Infatti, approvando la dismissione di alcuni edifici in affitto, si approverà implicitamente la costituzione del Fondo immobiliare. Avevo già rivelato, l’8 giugno c.a., il progetto, accuratamente tenuto segreto dai suoi ideatori, e avevo ricordato al rettore ed ai suoi delegati il dovere di spiegare i contenuti dell’operazione e di chiarire i loro rapporti con un promotore finanziario indagato dalla Procura di Fondi. Nessuna risposta da parte del rettore, che, evidentemente, ritiene d’essere a capo di un’università privata e non pubblica. Riformulo le domande sull’intera vicenda. Perché ha deciso di ricorrere alla costituzione di un Fondo immobiliare? Lo sa che, nel rispetto delle regole del patto di stabilità, le risorse  così acquisite non potranno essere utilizzate per la spesa corrente? L’università sottoscriverà quote da collocare presso investitori, a fronte del trasferimento degli immobili? A tal fine, l’università si servirà di intermediari specializzati esterni oppure di docenti dell’ateneo senese? Chi è il delegato del rettore che sta seguendo la pratica? Tutte domande legittime che attendono risposta.

Articolo pubblicato anche da:
Il Cittadino Online (27 luglio 2011) con lo stesso titolo e il seguente sottotitolo: Il cda deciderà di costituire un Fondo Immobiliare con la Cassa Depositi e Prestiti.

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11 Risposte

  1. A fronte di quanto leggo in questo post, ritengo che la magistratura valuterà se sono stati violati gli artt. 323 e 479 del codice penale.

  2. “La magistratura valuterà…” ah ah, buona questa, è migliore di quella del kobraski!

  3. “Art. 323. – (Abuso d’ufficio). – Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sè o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

    Art 479. Il pubblico ufficiale, che ricevendo o formando un atto nell’esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, soggiace alle pene stabilite nell’art. 476

    Sulla solerzia della magistratura nel valutare le violazioni della legge non intendo disilludere la fiducia di Francesco, ma sono meno fiducioso. Quando comunque lo facessero, non escludo che vi potrebbero trovare elementi di illegalità, ma non capisco come si configurerebbero le eventuali violazioni dei due articoli di legge in questione.

    Nel primo caso, è prevista espressamente l’intenzione di causare un vantaggio o un danno ingiusto. Non mi pare che questo finora sia emerso. Se ritardare il pagamento dei mutui rientrasse in questa fattispecie, l’intera amministrazione universitaria (e in generale l’intera amministrazione pubblica) sarebbe in cella da lustri per i mancati o ritardatissimi pagamenti ai fornitori, in barba agli impegni assunti e alla normativa europea sui termini di pagamento. Quello che cambia qui è solo il danneggiato: la banca invece dell’impresa commerciale. Non mi pare che l’articolo 232 preveda che il danno alle banche sia perseguito e quello alle altre imprese no. E se il problema del ritardato pagamento è che i soldi non ci sono, mi pare difficile sostenere l’intenzione di provocare un danno. Insomma, da che mondo è mondo non pagare i debiti è considerato un reato (nell’antica Grecia si finiva a remare sulle navi per questo), ma non sono sicuro che sia questo l’articolo di legge che lo riguarda.

    Nel secondo, il punto cruciale mi pare quali siano i fatti di cui l’atto è destinato a provare la verità, e bisognerà quantomeno attendere di poterlo leggere.

    Restano da conoscere la risposte alle domande, come lui scrive pienamente legittime (e alcune direi anche doverose), poste dal prof. Grasso.
    Non senza notare però che, quandanche fosse, i fondi immobiliari non sono di per sé atti criminosi, ma strumenti finanziari legittimi, non privi di rischi ma neanche di opportunità. E anche che perdere soldi (come anche farli) con questi strumenti non è di per sé reato. Ovviamente hanno le loro regole, oltre ai due articoli citati, ed è indubbiamente doveroso vigilare che tutte siano rispettate, oltre alla attenta valutazione di rischi e benefici.

    saluti scettici,
    Sesto Empirico

  4. Non sono molto esperto, comunque;

    1) se la retribuzione del Direttore Amministrativo è superiore a quanto previsto dal regolamento, si configura una possibile violazione dell’articolo 323 (in violazione di un regolamento si procura ad un terzo un vantaggio patrimoniale).
    2) Se il rettore – che è pubblico ufficiale – omette o attesta falsamente di non avere avuto contatti con un promotore finanziario etc., viola il 479, sempre che la domanda sia stata lui posta in modo formale durante una riunione verbalizzata.

  5. @ Francesco

    Non so se il rettore, pubblico ufficiale, abbia «omesso o attestato falsamente di non aver avuto contatti con il promotore finanziario» in questione. Una cosa è certa: il promotore finanziario, per sua stessa ammissione, con i commenti al post dell’8 giugno su questo blog, «ha sempre accompagnato, per 12 anni senza ricevere un centesimo, le lezioni del professore ordinario con esercitazioni pratiche per spiegare cosa succede in realtà in una banca.» È possibile che tutto ciò sia avvenuto senza che il Preside, Angelo Riccaboni, ne venisse a conoscenza? Scrive a questo proposito Cesare Mori: «al posto di quale stipendiato dell’Ateneo le ha fatte le lezioni per 12 anni gratis et amore dei? E in base all’autorizzazione di chi? Del Consiglio di Facoltà? Dello stipendiato di cui sopra? Del Preside?»
    Commentavo l’11 giugno su questo blog: «mi sembra oltremodo irrealistico che Riccaboni si metta a giocare con i “derivati amministrativi” proprio in questo momento e servendosi di uno, il “Madoff della piana”, che è sotto inchiesta della Procura di Fondi. Non mi sembra che sia masochista fino a questo punto.» Leggendo, oggi, questo articolo sull’intenzione di Riccaboni di costituire un fondo immobiliare con la Cassa Depositi e Prestiti, riconosco di essere stato ingenuo a dubitare allora e ritengo che il rettore debba immediatamente fornire tutte le risposte alle domande che gli sono state poste.

  6. @ Francesco
    Con la magistratura non si può mai sapere. Comunque credo che la prima possa eventualmente riguardare la Corte dei Conti, più che la magistratura penale.
    La seconda per il momento mi pare una questione più che altro politica.
    In ogni caso, aspettarsi che possa essere la magistratura a togliere il vino dai fiaschi è una, secondo me dannosa, illusione.

    saluti scettici,
    Sesto Empirico

  7. Fare debiti, fare debiti in tutti i modi possibili (colpa?? dolo?? i sindacati che oggi si sbracciano che facevano allora dormivano?? i revisori dei conti che facevano dormivano??) forse ben sapendo o magari solo confidando che c’è la terra e gli immobili storici di proprietà dell’Ateneo che avrebbero permesso venti anni dopo il ripiano dei debiti… a scapito del sacrificio dei dipendenti: forse può essere una chiave di lettura semplice, utile ed esportabile anche altrove.
    I costruttori ed i palazzinari ragionano su orizzonti temporali di trenta-quaranta anni…
    Il Governo chiude la stalla dopo che sono scappati i buoi (legge sul dissesto finanziario delle università).

    Ahi serva Italia di dolore ostello ecc. ecc. ecc.

  8. […] Le sorti dell’Università di Siena nelle mani di un Madoff senese? […]

  9. «A scapito del sacrificio dei dipendenti» Greguccio

    Quali dipendenti, di grazia? Quelli assunti su accordi con i sindacati? I TA assunti prima da Tosi e poi Focardi senza che ce ne fosse alcun bisogno, tanto da fare di Siena l’ateneo nel centro-nord con il maggior rapporto TA/docenti? I docenti assunti senza avere i numeri di studenti adeguati, tanto da fare di Siena uno degli atenei con minor rapporto studenti/docenti?

    Ma stiamo scherzando!???

  10. […] per la gestione degli immobili da alienare. L’assoluta segretezza che circonda il progetto, il tentativo (fallito) di farlo approvare surrettiziamente, nascosto all’interno di una delibera sulla ricognizione […]

  11. […] 27 luglio 2011: Le sorti dell’Università di Siena nelle mani di un Madoff senese? […]

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