Università di Siena: «non ci resta che sopportare, da una parte l’arroganza dei colpevoli, dall’altra l’inerzia più che sospetta di chi dovrebbe provvedere»

Outis, nel post Cosa riserverà il 2012 all’Università di Siena?, ha inserito un breve commento, di seguito integralmente riproposto. Rileggiamolo, ascoltiamo Maurizio Pollini al pianoforte e gustiamoci “Il pianoforte di Chopin” di Cyprian Kamil Norwid nella traduzione di Paolo Statuti o in quella di Paolo Emilio Carapezza.

Outis. Poiché a questa nauseante illegalità mezzi legali da opporre non ce ne sono, aborrendo per convinzione profonda l’uso di quelli efficacissimi, ma illegali, quale sarebbe ad esempio una squadraccia, armata di manganelli, che entrasse in Pantaneto, distribuendo randellate e beveroni di olio di ricino e precipitando dalle finestre la scrivania del rettore, come il pianoforte di Chopin nel grande poema di Norwid, non ci resta che sopportare, da una parte l’arroganza dei colpevoli, dall’altra l’inerzia più che sospetta di chi dovrebbe provvedere. Come ha scritto Leopardi: gli uomini, non potendo trovare riparo alla morte, hanno deciso di non pensarci.