L’università di Siena condannata a pagare il salario accessorio 2011, illegittimamente sospeso da Riccaboni e Fabbro

Riccaboni-FabbroIl giudice del lavoro ha condannato oggi l’università di Siena a corrispondere il salario accessorio per il 2011 (illegittimamente sospeso dal rettore e dal direttore amministrativo) e a pagare le spese legali dei ricorrenti. L’augurio è che Riccaboni e Fabbro dimostrino un pochino di senso comune (non senso della misura!) e usino i propri lauti emolumenti. Di seguito le prime reazioni di uno dei candidati a sindaco: “il piè veloce” Eugenio.

Eugenio Neri. In questi anni, la politica ha abdicato al suo ruolo d’indirizzo, con un comportamento globalmente passivo nonostante il tentativo di violazione della legge in atto all’Università. Questa sentenza riporta alla luce un dato di fatto molto importante. Nel tentativo di risanare un pesante deficit di bilancio, l’Università è intervenuta sulle categorie di lavoratori più deboli. A fronte di un debito di circa 200 milioni di euro, si è tentato di reperire risorse dai tagli agli stipendi dei dipendenti. Anzi, di quei dipendenti più vulnerabili. Un comportamento che è stato permesso dalla latitanza di una classe politica autorevole. Una classe politica che si è fatta imbrigliare in un rigido schema di potere, rinunciando, di fatto, al proprio ruolo di rappresentante della comunità. Chiediamo una presenza stabile, duratura e critica del Comune nel CdA dell’ateneo. Una rappresentanza che potrà porre fine alla passività della classe politica senese, che in questi anni ha lasciato campo libero a chi ha tentato di risanare i bilanci dell’Università sulla pelle dei lavoratori. Non si può permettere che gli errori degli amministratori ricadano in maniera indiscriminata sulle spalle delle fasce più deboli dei dipendenti. Dal Rettore Riccaboni e soprattutto dal Direttore Fabbro adesso ci si attende un’ammissione di responsabilità. In un quadro di crisi, è quanto mai importante e urgente fare fronte ai problemi del mondo del lavoro. Una Consulta Generale è necessaria per fare in modo che ci sia non solo parità di diritti ma anche equità di trattamento in situazioni di risanamento dei bilanci delle imprese o delle istituzioni.

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2 Risposte

  1. «Il giudice del lavoro ha condannato oggi l’università di Siena a corrispondere il salario accessorio per il 2011 (illegittimamente sospeso dal rettore e dal direttore amministrativo) e a pagare le spese legali dei ricorrenti». Grasso

    L’augurio è che Riccaboni e Fabbro dimostrino un pochino di senso comune (non senso della misura!) e usino i propri lauti emolumenti. Ma le spese legali dei ricorrenti chi le paga? L’ateneo, ovvero tutti i contribuenti? Cioè pagano tutti i cittadini italiani per l’ennesimo errore fatto da questi sig.ri? Deve pagare chi ha sbagliato! A questo punto un bell’esposto alla Corte dei Conti, in modo tale che paghino di tasca propria, così come è avvenuto per la vicenda del pesce acquistato dall’ex Rettore Focardi:
    http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2013/05/12/887428-siena-pesce-rettore-condannato.shtml

  2. @ Domanda

    Quel che chiedo con la frase «L’augurio è che Riccaboni e Fabbro dimostrino un pochino di senso comune (non senso della misura!) e usino i propri lauti emolumenti» è proprio quello che tu dici: rettore e direttore amministrativo devono pagare di tasca propria per gli errori commessi.

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