Nati liberi o perdenti? A Siena l’informazione online è tra i primi o i secondi?

CarloReginaCarlo Regina. Mi permetto sommessamente di fare delle piccole osservazioni, riguardo allo stato dell’informazione, non nel senso della qualità e dell’accessibilità a essa, ma delle così dette pressioni trasversali, sempre puntuali e “chirurgiche” nel suo svilupparsi. Se chiedete a un esperto pilota di aerei di linea che cosa teme di più nello svolgere il proprio lavoro, vi risponderà con certezza che quella del “crosswind”, i venti trasversali fortissimi in fase di atterraggio, sono quelli che mettono di più a dura prova. Quindi, come vedete, la trasversalità è un fenomeno anche nelle sue più svariate espressioni, che rappresenta qualcosa di negativo e che si percepisce con la stessa sensazione del pericolo strisciante. Ultimamente, mi è saltato all’occhio un pericoloso incrocio di forze trasversali che non appartengono per definizione ad un movimento, ma si esprimono solo a difesa delle posizioni, non ben definite, di gruppi o sottogruppi di persone che vogliono solo mantenere il loro status attraverso lo screditamento del contendente alla vita democratica. Perciò è molto strano come si voglia far passare il messaggio per cui, chi si pone domande, chi chiede chiarezza, chi chiede dibattito pubblico, chi cerca finalmente di sdoganare questa storia che il cittadino debba subire e basta e “rigare dritto”, venga screditato o si tenti di farlo, con gli argomenti più disparati.

Il dott. Neri, chiede lumi su questioni della collettività, gli si risponde in maniera scomposta quasi a invitarlo a fare altro, tanto noi si sa come fare. A me, altro esempio, si fanno pressioni, oltre che personali/giudiziarie, anche del genere più strisciante, del tipo che siccome hai preso trentasette voti alle ultime elezioni devi stare zitto e adeguarti, come se uno in base ai propri consensi dovesse perdere, o meno, il proprio senso critico. Direi molto democratico. Mi verrebbe da chiedere, ma tutti quelli che di voti ne hanno presi qualche centinaio, cosa hanno da dire sulle questioni non da poco, come banca, bilancio comunale e università, o la semplice vita quotidiana che in questa città si è fatta sempre più difficile? Ne avete notizia? Spero di sbagliarmi e di essermi perso qualcosa, ma per ora nessuno ha battuto un colpo.

Mi pare che quando s’invita tutti a un più sereno approccio alla vita pubblica, più che altro s’inviti le solite scomode persone pensanti a fare gli affari propri. Io non ci sto. Questo è bene che qualcuno se lo metta in testa.

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