Diffamazione a mezzo blog: il processo contro l’Eretico di Siena

Luigi De Mossi - Raffaele Ascheri - Carlo Regina

Luigi De Mossi – Raffaele Ascheri – Carlo Regina

Un giorno in Pretura

Bastardo senza gloria. Ieri ho deciso di assistere al processo per diffamazione che vede coinvolto il prode Eretico contro la Curia senese, mi sono fatto questa pappata di deposizioni, dove nomi eccellenti come il vescovo Buoncristiani e il monsignore Acampa sono stati dovutamente sentiti, come si deve da quell’ ”animale” da aula giudiziaria che è il superavvocato Luigi De Mossi. Non vi nascondo che da spettatore non potevo augurarmi di meglio, per una volta ho assistito con soddisfazione massima a quello che più volte a noi comuni esseri non è concesso, trattare come si deve con i vari rappresentanti della casta. Vorrei però, senza entrare nei dettagli del processo, di questo credo che vi ragguaglierà l’Eretico, sottolineare certi aspetti che vengono fuori quando si assiste a queste udienze, vorrei soprattutto ora che si parla tanto di grovigli e compagnia cantante, invitare la gente a prendere coscienza assistendo appunto a questi processi, per altro pubblici. Di fatto ascoltando le varie deposizioni, senza entrare nel merito se le cose dette siano o meno penalmente rilevanti, ti rendi conto, riesci finalmente a toccare con mano quello che per ora si legge soltanto, vale a dire quali sono i vari intrecci, amicizie e piaceri reciproci, che sono alla base del famoso groviglio armonioso. Si scoprono cose che magari nessuno, a parte qualche blog vi racconterà, ma sentirlo dagli stessi protagonisti incalzati dall’avvocato De Mossi è veramente tutta un’altra cosa. Quello che voglio fare con questo scritto, è invitare la gente di Siena tutta, ad assistere a queste udienze, a sentire con le proprie orecchie certe cose, a vedere certi personaggi come a volte sono piccoli davanti alle loro azioni, a dare così fisicità a quello di cui tutti parlano, il famigerato groviglio armonioso. Bisognerebbe che qualche emittente libera si prendesse carico di fare una trasmissione tanto di successo negli anni che andava in onda su rai tre, vale a dire “Un giorno in Pretura”. Sarebbe veramente un bel servizio alla cittadinanza, che senza tanti filtri si renderebbe conto finalmente di come agiscono i nostri prodi appartenenti alla casta, ognuno nel proprio ambito, politico, religioso, finanziario e via discorrendo. Quindi il mio è un caloroso appello a partecipare, ma soprattutto penso che sarebbe un servizio fatto alla storia di Siena degli ultimi anni rendere edotti i nostri concittadini di quello che succedeva sopra le nostre teste, senza contare il fatto che altri cittadini, come l’Eretico, ci sono andati di mezzo per raccontarvele.

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A Siena è nato un altro blog non allineato: “Bastardo Senza Gloria”

Bastardosenzagloria

Accogliamo con grande soddisfazione la nascita del blog di Carlo Regina “Bastardo Senza Gloria”. Di seguito, il suo primo post.

UN ABBRACCIO

Bastardo senza gloria (Carlo Regina). Esiste un tempo nel quale si può anche stare ai margini della battaglia, esiste poi anche un tempo in cui non si può sfuggire alle proprie paure e quindi bisogna raccogliere tutte le forze, esiste poi, inoltre, un tempo, dove tutto diventa relativo e l’unica cosa che conta e ti fa avanzare uno spazio dopo l’altro, sono quei dieci, venti secondi in cui torni  al tuo primordiale desiderio di essere semplicemente quello che sei. Il tuo carattere è il tuo destino.

Per quelli che pensano di omologare il pensiero altrui e di ristabilire le regole del “groviglio armonioso senese”, sappiano che si sbagliano e da queste pagine, che altro non sono che una interfaccia di donne e uomini liberi, troveranno una diga invalicabile. Se noi non basteremo, altri verranno dopo.

Colgo l’occasione di questo primo post, per ringraziare la redazione di Fratello Illuminato, la quale mi ha concesso il privilegio, anche se solo “virtuale”, di contribuire con i miei scritti e per la quale ho stima ed ammirazione incondizionati. Saluto tutti gli amici “blogger”, vale a dire il coriaceo Federico Il Santo, l’inossidabile professore Ascheri l’Eretico, quella gran persona del professor Giovanni Grasso con “Il senso della misura”, porgo i miei omaggi alla testata giornalistica del Cittadinoonline e al suo direttore dott.ssa Raffaella Zelia Ruscitto. Io vi sono grato.

Un pensiero particolare va a C.R. (non si tratta chiaramente di me), siccome siamo vasi comunicanti e dal legame indissolubile.

Mi chiamo Carlo Regina e sono Bastardo Senza Gloria, questo sarà il mio blog.

Un abbraccio

Giornata di sciopero dei bloggers senesi

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Abbiamo assistito negli ultimi mesi ad attacchi e speculazioni vergognose al solo fine di delegittimare l’opera di libera informazione dei bloggers. Non si è esitato a cercare di strumentalizzare eventi tragici che meritavano e meritano rispetto, pur di conservare le proprie posizioni di potere ed il ruolo di unici divulgatori dell’accomodante verità divulgata dal Potere.

La Magistratura ha fatto un lavoro encomiabile, ma, da parte di una certa stampa sia nazionale che locale, si tende a minimizzarne i risultati per attutire l’impatto politico e sociale della verità sul modo con cui è stata gestita la città tutta, e la sua primaria fonte di reddito (Mps) in particolare.

Il tentativo d’intimidazione si è volto anche ad utilizzare gli strumenti legali: l’azione penale è obbligatoria, ma non si può fare a meno di distinguere fra ipotesi di reato ed ipotesi di reato, fra cause ed effetti, fra miliardi di euro volatilizzati e presunti reati d’opinione.

La cattiva coscienza di molti e la responsabilità di un’intera classe dirigente (politica e finanziaria), unita alla quasi totale assenza d’informazione, ha permesso di nascondere per anni i comportamenti che hanno inquinato la società senese.

Se a Siena, piaccia o meno la cosa, si è avuto modo di conoscere fatti e circostanze di grande importanza per la comunità senese tutta, ciò si deve anche – e soprattutto – al lavoro dei bloggers.

Oggi si tenta l’ennesima grande mistificazione cercando di stravolgere la realtà e trasformando i colpevoli in vittime.

Per questo motivo oggi, 28 giugno, è indetta un’astensione per una giornata di tutti i bloggers che hanno criticato il Potere, a tutela della libertà e della verità dell’informazione.

Raffaele Ascheri (Eretico di Siena)

Federico Muzzi (Il Santo Notizie di Siena)

Carlo Regina (Bastardo senza gloria)

Giovanni Grasso (Il senso della misura)

Chiunque voglia aggiungere la sua firma, è ben accetto

Nati liberi o perdenti? A Siena l’informazione online è tra i primi o i secondi?

CarloReginaCarlo Regina. Mi permetto sommessamente di fare delle piccole osservazioni, riguardo allo stato dell’informazione, non nel senso della qualità e dell’accessibilità a essa, ma delle così dette pressioni trasversali, sempre puntuali e “chirurgiche” nel suo svilupparsi. Se chiedete a un esperto pilota di aerei di linea che cosa teme di più nello svolgere il proprio lavoro, vi risponderà con certezza che quella del “crosswind”, i venti trasversali fortissimi in fase di atterraggio, sono quelli che mettono di più a dura prova. Quindi, come vedete, la trasversalità è un fenomeno anche nelle sue più svariate espressioni, che rappresenta qualcosa di negativo e che si percepisce con la stessa sensazione del pericolo strisciante. Ultimamente, mi è saltato all’occhio un pericoloso incrocio di forze trasversali che non appartengono per definizione ad un movimento, ma si esprimono solo a difesa delle posizioni, non ben definite, di gruppi o sottogruppi di persone che vogliono solo mantenere il loro status attraverso lo screditamento del contendente alla vita democratica. Perciò è molto strano come si voglia far passare il messaggio per cui, chi si pone domande, chi chiede chiarezza, chi chiede dibattito pubblico, chi cerca finalmente di sdoganare questa storia che il cittadino debba subire e basta e “rigare dritto”, venga screditato o si tenti di farlo, con gli argomenti più disparati.

Il dott. Neri, chiede lumi su questioni della collettività, gli si risponde in maniera scomposta quasi a invitarlo a fare altro, tanto noi si sa come fare. A me, altro esempio, si fanno pressioni, oltre che personali/giudiziarie, anche del genere più strisciante, del tipo che siccome hai preso trentasette voti alle ultime elezioni devi stare zitto e adeguarti, come se uno in base ai propri consensi dovesse perdere, o meno, il proprio senso critico. Direi molto democratico. Mi verrebbe da chiedere, ma tutti quelli che di voti ne hanno presi qualche centinaio, cosa hanno da dire sulle questioni non da poco, come banca, bilancio comunale e università, o la semplice vita quotidiana che in questa città si è fatta sempre più difficile? Ne avete notizia? Spero di sbagliarmi e di essermi perso qualcosa, ma per ora nessuno ha battuto un colpo.

Mi pare che quando s’invita tutti a un più sereno approccio alla vita pubblica, più che altro s’inviti le solite scomode persone pensanti a fare gli affari propri. Io non ci sto. Questo è bene che qualcuno se lo metta in testa.

Tre candidati a sindaco che non si sono ancora pronunciati sulle dimissioni o beatificazione di Riccaboni e Fabbro!

Triosenese

In attesa di una parola chiara sui vertici dell’università di Siena da parte dei tre candidati a sindaco, riportiamo le posizioni di altri candidati, del direttore de “Il Cittadino Online” o di semplici lettori.

Raffaella Zelia Ruscitto. La sentenza di qualche giorno fa, che ha dato ragione ai dipendenti dell’Ateneo senese in merito al salario accessorio (con un sostanzioso danno economico per l’istituzione “culturale” cittadina), non ha scosso i suoi vertici. Nessun commento, nessun “atto penitenziale”, nessun passo indietro da parte di rettore e direttore amministrativo. Alcuni candidati a sindaco ne hanno chiesto le dimissioni (non tutti, a onor del vero) ma non sono stati neppure “smusati”. La ragione è che la politica, quella che ancora conta in città (o che crede di poter ancora contare) appoggia queste nomine e non fa mancare segnali di “rafforzamento” in barba ad ogni possibile, umano, opportuno pudore.

Gianni Guazzi e Katia Leolini (candidati Pd). La sentenza del Tribunale di Siena va nella direzione di quanto il Partito Democratico sostiene da anni, ovvero che non possono essere i dipendenti con gli stipendi più bassi a sostenere il peso maggiore del risanamento dell’ Università. Centinaia di lavoratori si vedono finalmente riconosciuto un diritto ingiustamente negato, che costituisce una parte importante della retribuzione per moltissime famiglie senesi. Vogliamo ribadire con forza che l’azione di risanamento dell’Ateneo senese, avviata negli anni scorsi, deve proseguire con forza ma senza colpire le fasce più deboli della popolazione universitaria. È necessario proseguire nell’accertamento della verità e di tutte le responsabilità nella gestione economico-finanziaria dell’Università. Riteniamo poi che il prossimo Consiglio comunale dovrà valutare urgentemente l’opportunità per il Comune di Siena, visto il danno subito dalla città, di costituirsi parte civile nel processo in corso.

Francesco. L’Università si avvia verso la federazione, ma forse sarebbe meglio dire assorbimento, con Firenze. La parte universitaria dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (AOUS) è già stata venduta alla regione e i risultati di una mancanza di politica lungimirante e di difesa degli asset si vede dal progressivo smantellamento della facoltà di medicina, facoltà storica, fonte di attrazione studentesca e che ha già perso odontoiatria. L’Università in se è poi sempre alle prese con un disavanzo strutturale crescente che la pone in condizione di subordine rispetto alle concorrenti regionali in materia di offerta didattica e funzionamento e quindi sopravvivenza.

Carlo Regina (candidato di “Siena si muove”). Ma lei sig. Valentini ha dovuto aspettare una sentenza sacrosanta di un giudice, per prendere le parti di coloro che erano stati privati di un loro diritto sacrosanto, sancito dalla costituzione? Si rende conto che nella sua posizione sarebbe meglio tacere? Mi spiega sig. Valentini dove era fino ad ora? Lo sa che ben due componenti del suo partito, il PD, sedevano nel CDA dell’università quando venivano deliberate certe decisioni sul salario? Come si sono comportati al riguardo il sig. Cucini rappresentante del comune di Siena ed il sig. Morrocchi rappresentante della provincia? Ci ha parlato allora? Se ne è preoccupato? Deduco che lei abbia dei problemi di comunicazione nel suo partito. Mi pare che la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra. Quindi? Lei vorrebbe governare? Vogliamo parlare di coloro che hanno sostenuto i vertici dell’università ed ora presenti nelle sue liste di sostegno o candidati consiglieri? Ma lei Valentini pensa davvero che qui a Siena siamo tutti con l’anello al naso?

Il cittadino Carlo Regina chiede le dimissioni del rettore, del direttore amministrativo e di un consigliere d’amministrazione dell’università di Siena

SpinacoglioniCarlo Regina. Sono un libero cittadino che è stanco di essere così, in maniera passiva, spettatore inerme di fronte a questa situazione che si sta consumando nella mia città. È veramente inconcepibile, quale livello di degrado si debba raggiungere prima che qualcuno si assuma la proprie responsabilità; è veramente inconcepibile il silenzio nel quale vengono consumate vere e proprie tragedie sociali e personali, sulle teste degli “ultimi”, che sono per ora gli unici a pagare il conto della gestione disastrosa delle nostre istituzioni.

Il partito di maggioranza che fino ad ora ci ha governato è chiuso nei suoi silenzi imbarazzanti, senza provare nemmeno un po’ di disagio di fronte a quello che tutti noi stiamo pagando grazie alle scelte di uomini e indirizzi fatti da questi signori della politica. Con un po’ di umiltà e senso della responsabilità, in molti se non tutti, nei suoi massimi dirigenti si dovrebbero dimettere.

Per entrare nel tema che ultimamente mi ha colpito, per il suo accanirsi contro gli “ultimi indifesi”, mi riferisco ai lavoratori della cooperativa Solidarietà impiegati nell’Università di Siena, chiedo in maniera chiara ed inequivocabile le dimissioni del rettore Angelo Riccaboni, del direttore amministrativo Ines Fabbro e del rappresentante delle istituzioni senesi rimasto nel CdA dell’ateneo Roberto Morrocchi. Senza dover aspettare che la magistratura faccia il suo corso, mi associo agli appelli di Laura Vigni e Maurizio Montigiani, gli unici per altro a squarciare il silenzio assordante, a richiamare i vertici dell’ateneo alle loro responsabilità e a quel giusto senso di umiltà per fare quel passo indietro, che consentirebbe con la dovuta serenità, di affrontare un nuovo percorso di rinnovamento al di fuori delle influenze nefaste delle precedenti gestioni. Mi domando sempre, in ultima analisi, se sia mai possibile, con tutte queste rovine che ci piovono addosso, che non ci sia nessuno che ancora abbia avuto il buon gusto di dimettersi e di ammettere il proprio fallimento. A quale livello d’esasperazione ci volete portare? Per noi, con molta probabilità, il presente e il futuro prossimo sono oramai compromessi, vogliamo fare qualcosa per i nostri figli? O dobbiamo avere sulla coscienza il fatto di non aver provato almeno ad indignarci e con questo a protestare, per riportare un po’ di senso della giustizia?