Un breve commento di Raffaele Ascheri alla sentenza del processo a Giovanni Grasso querelato da Angelo Riccaboni

Giovanni Grasso condannato, ma non troppo

Raffaele Ascheri. Abbiamo intervistato – per la trasmissione di stasera – il professore e blogger Giovanni Grasso, a pochi minuti dall’udienza finale del Processo cagionato dalla querela che l’ex Magnifico Angelo Riccaboni gli aveva intentato. Il Giudice ha condannato il blogger, su certe espressioni usate da Grasso versus Riccaboni (“impreparazione ed insipienza”, per esempio), mentre per altre cose scritte sul blog di Grasso (Il senso della misura, cui si rimanda per il dispositivo completo della sentenza) negli anni scorsi, il blogger è stato assolto (e su accuse, verso Riccaboni, mica da sorridere, eh).

Morale del Processo: visto che l’esito, oltre ad essere in I grado, è stato controverso, con pro e contro, non possiamo che augurarci che l’ex Magnifico – oggi nel Cda di banca Mps – accolga il nostro invito ad una delle prossime puntate della nostra trasmissione del martedì.

Così, giusto per comprendere meglio – e soprattutto fare comprendere a dipendenti, studenti e semplici cittadini – certi passaggi del suo pregresso modus operandi. Restiamo, dunque, in trepidante attesa.

E a Giovanni, infine, che dire? Forza e coraggio, da persona verticale: chi si muove con cotanta mole di documentazione, può senz’altro perdere una battaglia, ma difficilmente la guerra…

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Riccaboni dichiara in Tribunale di aver risanato l’Ateneo senese risparmiando sugli auguri di Natale al personale

Ovviamente, Riccaboni non ha ancora capito che pagare il rinfresco con i fondi dell’Ateneo sarebbe stato un danno erariale. Certamente avrebbe potuto dare l’esempio rinunciando, come dice Raffaele Ascheri, ai 36 mila € annui d’indennità da Rettore introdotta da Piero Tosi. Solo così l’induzione al risparmio e l’attenzione alle risorse si sarebbero potute propagare. Ascoltate l’audio in Tribunale, dura 1 minuto, ne vale la pena…  per il sottofondo musicale!

Raffaele Ascheri. Inizia l’estate (anche formalmente, con il 21 giugno festa dei massoni: ma il blog non va certo in vacanza, almeno per ora); oggi parliamo dell’ex Rettore dell’Università, professor Angelo Riccaboni, che illo tempore ha visto male (molto male) di querelare per diffamazione il professor Giovanni Grasso, decano dei bloggers con il suo documentatissimo Senso della misura.

Vedremo come andrà a finire (domattina alle 9, udienza scoppiettante), ma di certo – e come sempre – una cosa è ben chiara: con la querela, poi magari si va in Tribunale; e poi, sempre magari, qualcuno legge i verbali delle udienze; e, per concludere con i magari di ordinanza, magari vengono fuori delle chicchine mica da niente. Come quella su cui state per essere resi edotti, per esempio…

Riccaboni, un magnifico munifico (Da: Eretico di Siena, 22 giugno 2017)

24 febbraio 2016, è il giorno della deposizione e del controesame del professor Angelo Riccaboni: Parte civile, certo, nel Procedimento penale in questione riguardante il blogger professor Giovanni Grasso, ma obbligato a rispondere alle domande che gli vengono fatte. Difeso dall’avvocato Di Mattia di Firenze, si trova davanti, come legali del professor Grasso, Vieri Fabiani (foro di Firenze) ed il Superavvocato De Mossi. Pm, la dottoressa Maria Luisa Braccalenti. Presiede il Giudice, dottoressa Cristina Cavaciocchi.

Le domande sono ovviamente tantissime, da una parte all’altra: come sempre in questi Processi, ci sono ben 4 parti, che possono domandare (Pm, Giudice, avvocato di Parte civile, avvocato/i dell’imputato); ci soffermiamo – per ora – su di una autentica chicca (che si trova a pagina 9 del verbale): quando l’ex Magnifico, dimostra Urbi et orbi di essere financo munifico. Di fronte al deficit (che Lui ovviamente sostiene di avere risanato), Riccaboni ha sempre sentito l’esigenza di dare l’esempio: retto, probo, austero. Un grand’uomo, punto e basta.

Arriva Natale, e bisogna dare un taglio a tutti quei rinfreschi da Sistema Siena, in cui si mangiava come polli all’ingrasso e pagava Pantalone: si mangia meno, sotto Riccaboni, ma soprattutto paga Lui; il Munifico, per l’appunto.

«Che se sei in quella situazione devi dare anche degli esempi; basti ricordare anche soltanto quel piccolo incontro per i saluti di Natale che naturalmente è stato offerto da parte del Rettore, come persona fisica (ha pagato Lui, dunque: quanto, non è dato sapere, forse per discrezione, Ndr). Lo dico come esempio di un’attività gestionale improntata ad una tensione esasperata, esasperata, al risparmio, per due motivi: sia perché era giusto farlo per ridurre i problemi di tipo finanziario; ma anche per un altro motivo, l’esempio, cioè all’interno di un’organizzazione, se non si dà l’esempio a tutti i livelli, è difficile che questa induzione al risparmio, dell’attenzione alle risorse, è difficile che si propaghi».

A proposito, visto che di soldarelli si discetta: vi risulta per caso che il munifico Rettore Riccaboni abbia rinunciato al suo salario extra (indennità di carica, si chiama: 36mila euroni lordi), che percepiva ogni anno in qualità di Rettore (munifico, s’intende)? Quello sì, che sarebbe stato davvero un bel risparmio: ma non ci risulta che il professor Riccaboni abbia rinunciato…

L’Università di Siena come trampolino di lancio nazionale per Piero Tosi

Raffaele Ascheri

Raffaele Ascheri

Università: tanto buco per nulla? (da: Eretico di Siena, 20 luglio 2016)

Raffaele Ascheri. Come per l’incendio in Curia – e per molto altro, purtroppo -, qui che ci sia il corpo del reato, è pacifico; mandando tutti assolti, il messaggio del Tribunale è chiaro: c’è il fatto (200 milioncini svaniti), ma non c’è il reato (quantomeno per gli imputati).
Un suggerimento a chi non sta nella pelle per l’assoluzione, ai garantisti a targhe alterne: così come un imputato è da considerarsi innocente fino a che non arriva al Palazzaccio (Cassazione), così non è che dopo un’assoluzione in I grado, tutto venga chiuso in modo definitivo. Chiaro il concetto? Tutto lascia credere che ci sarà un Appello, e si vedrà allora.
E se Tosi (per ora) e Focardi (idem) possono tirare un per loro meritato sospiro di sollievo, facciamo sommessamente notare che – oltre ai profili di falsa testimonianza e calunnia che già si stagliano, nitidi, all’orizzonte per Interi e Santinelli -, la manna della prescrizione è già arrivata: non luogo a procedere per la storiaccia del bar dell’ex manicomio (fra gli imputati, l’ex Consigliere comunale piddino David Chiti, oggi uomo di punta di Scaramin Scaramelli: prescritto, Chiti, non certo assolto).
Infine, come commento a caldo (ma non a bollore): come sempre in questi casi, bisogna sapere dividere le responsabilità politico-morali da quelle (per ora) giudiziarie.
Chi è che aveva fatto dell’Università senese – per usarla come trampolino di lancio nazionale – una macchina capace di autoincensarsi ogni mezz’ora scarsa? L’ultimo dei docenti, o forse – con qualche responsabilità politica – il professor Tosi? 200 milioni, sembrano pochi, in una comunità in cui lo sport comunale era quello di fare sparire milionate di euro dai bilanci, da Mps in giù?
Il buon Focardi, almeno, portò i libri in Tribunale, con un gesto di discontinuità e di rottura, in una Siena – allora anche più di adesso, quindi fate voi – omertosa ed occultatrice fino a dentro il midollo.
Eh, vuol dire che è come per i miliardi (!) di Antonveneta, come per l’incendio in Curia et alia: lo Spirito Santo, a Siena, agisce spesso in modo originale. Per sottrazione, come dire…

Diffamazione a mezzo blog: il processo contro l’Eretico di Siena

Luigi De Mossi - Raffaele Ascheri - Carlo Regina

Luigi De Mossi – Raffaele Ascheri – Carlo Regina

Un giorno in Pretura

Bastardo senza gloria. Ieri ho deciso di assistere al processo per diffamazione che vede coinvolto il prode Eretico contro la Curia senese, mi sono fatto questa pappata di deposizioni, dove nomi eccellenti come il vescovo Buoncristiani e il monsignore Acampa sono stati dovutamente sentiti, come si deve da quell’ ”animale” da aula giudiziaria che è il superavvocato Luigi De Mossi. Non vi nascondo che da spettatore non potevo augurarmi di meglio, per una volta ho assistito con soddisfazione massima a quello che più volte a noi comuni esseri non è concesso, trattare come si deve con i vari rappresentanti della casta. Vorrei però, senza entrare nei dettagli del processo, di questo credo che vi ragguaglierà l’Eretico, sottolineare certi aspetti che vengono fuori quando si assiste a queste udienze, vorrei soprattutto ora che si parla tanto di grovigli e compagnia cantante, invitare la gente a prendere coscienza assistendo appunto a questi processi, per altro pubblici. Di fatto ascoltando le varie deposizioni, senza entrare nel merito se le cose dette siano o meno penalmente rilevanti, ti rendi conto, riesci finalmente a toccare con mano quello che per ora si legge soltanto, vale a dire quali sono i vari intrecci, amicizie e piaceri reciproci, che sono alla base del famoso groviglio armonioso. Si scoprono cose che magari nessuno, a parte qualche blog vi racconterà, ma sentirlo dagli stessi protagonisti incalzati dall’avvocato De Mossi è veramente tutta un’altra cosa. Quello che voglio fare con questo scritto, è invitare la gente di Siena tutta, ad assistere a queste udienze, a sentire con le proprie orecchie certe cose, a vedere certi personaggi come a volte sono piccoli davanti alle loro azioni, a dare così fisicità a quello di cui tutti parlano, il famigerato groviglio armonioso. Bisognerebbe che qualche emittente libera si prendesse carico di fare una trasmissione tanto di successo negli anni che andava in onda su rai tre, vale a dire “Un giorno in Pretura”. Sarebbe veramente un bel servizio alla cittadinanza, che senza tanti filtri si renderebbe conto finalmente di come agiscono i nostri prodi appartenenti alla casta, ognuno nel proprio ambito, politico, religioso, finanziario e via discorrendo. Quindi il mio è un caloroso appello a partecipare, ma soprattutto penso che sarebbe un servizio fatto alla storia di Siena degli ultimi anni rendere edotti i nostri concittadini di quello che succedeva sopra le nostre teste, senza contare il fatto che altri cittadini, come l’Eretico, ci sono andati di mezzo per raccontarvele.

Ceccuzzi e Mussari? Due giganti, confrontati con il rettore dell’università di Siena

Le-Mani-in-pasta

Nel suo ultimo libro “Le mani in pasta”, Raffaele Ascheri descrive il coinvolgimento (nell’inchiesta salernitana sul crack del pastificio Amato) di Ceccuzzi e Mussari: due giganti, confrontati con il rettore dell’ateneo senese. Di seguito riportiamo il “gustosissimo” capitolo dell’iniziazione “partitica”, in università, di Ceccuzzi, tra ragù della mamma e audiocassette dei discorsi di Berlinguer (non di Enrico, ma del più prosaico Luigi).

Eravamo 4 amici alla casa dello studente

Raffaele Ascheri. Ho avuto modo di parlare a lungo con una persona che ha vissuto insieme, per circa un anno, con il giovane Franco Ceccuzzi, ai tempi dell’Università e della residenza universitaria; il ritratto che mi ha fatto questa fonte è stato straordinariamente aderente a come immaginavo il Ceccuzzi 21enne, appena arrivato dalla Val di Chiana per scalare i primi passi su quell’Everest del Partito-Chiesa (il Pci) su cui, una quindicina d’anni dopo, a livello locale sarebbe riuscito ad apporre la sua personale bandiera (ancora tutt’altro che ammainata, è bene ribadire).

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Giornata di sciopero dei bloggers senesi

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Abbiamo assistito negli ultimi mesi ad attacchi e speculazioni vergognose al solo fine di delegittimare l’opera di libera informazione dei bloggers. Non si è esitato a cercare di strumentalizzare eventi tragici che meritavano e meritano rispetto, pur di conservare le proprie posizioni di potere ed il ruolo di unici divulgatori dell’accomodante verità divulgata dal Potere.

La Magistratura ha fatto un lavoro encomiabile, ma, da parte di una certa stampa sia nazionale che locale, si tende a minimizzarne i risultati per attutire l’impatto politico e sociale della verità sul modo con cui è stata gestita la città tutta, e la sua primaria fonte di reddito (Mps) in particolare.

Il tentativo d’intimidazione si è volto anche ad utilizzare gli strumenti legali: l’azione penale è obbligatoria, ma non si può fare a meno di distinguere fra ipotesi di reato ed ipotesi di reato, fra cause ed effetti, fra miliardi di euro volatilizzati e presunti reati d’opinione.

La cattiva coscienza di molti e la responsabilità di un’intera classe dirigente (politica e finanziaria), unita alla quasi totale assenza d’informazione, ha permesso di nascondere per anni i comportamenti che hanno inquinato la società senese.

Se a Siena, piaccia o meno la cosa, si è avuto modo di conoscere fatti e circostanze di grande importanza per la comunità senese tutta, ciò si deve anche – e soprattutto – al lavoro dei bloggers.

Oggi si tenta l’ennesima grande mistificazione cercando di stravolgere la realtà e trasformando i colpevoli in vittime.

Per questo motivo oggi, 28 giugno, è indetta un’astensione per una giornata di tutti i bloggers che hanno criticato il Potere, a tutela della libertà e della verità dell’informazione.

Raffaele Ascheri (Eretico di Siena)

Federico Muzzi (Il Santo Notizie di Siena)

Carlo Regina (Bastardo senza gloria)

Giovanni Grasso (Il senso della misura)

Chiunque voglia aggiungere la sua firma, è ben accetto

Sull’università di Siena: Bruno Valentini, il “nuovo”/vecchio che avanza

BrunoValentiniL’Eretico di Siena pone 8 domande al candidato a sindaco di Siena Bruno Valentini che sfiderà alle primarie del Pd Alessandro Mugnaioli. Il titolo del post è suggerito dalla risposta-flash che Valentini dà sull’università.

Ascheri. Il Valentini, invece, resta una sorta di sfinge: di certo, è un anticeccuzziano dell’ultima ora, cui, strada facendo, si sono aggiunti, pregustando aria di vittoria, degli anticeccuzziani dell’ultimo quarto d’ora. Che abbia talento oratorio, nonché una faccia più spendibile di qualunque ceccuzziano, nessun dubbio; il quesito che viene da porsi, è questo: chi voterà per Valentini, per chi voterà? Per l’uomo capace di rinnovare drasticamente il Pd senesota, facendolo divenire un partito almeno decente, o per un furbone che ha aspettato lo sfacelo per proporsi con autorevolezza? Inutile girarci intorno, il dilemma è tutto qui; per scioglierlo, c’è solo un modo, da parte sua: rispondere (a differenza di ciò che non ha mai fatto Franchino il Ceccuzzi) ad alcune domande sulle persone che, in questa città, conservano i loro posti nonostante un’appartenenza Docg alla Casta locale. A fare i bei discorsi di fondo sui perché del Siena’s crash, oggi, sono buoni davvero tutti: il bravo Valentini – se vuole guadagnare la fiducia di questo blog – deve rispondere dunque a qualche domandina. Sulle persone – lo ripetiamo -, non sui massimi sistemi.

Domanda di Ascheri. Il Magnifico Rettore professor Riccaboni le sembra incarnare la personalità giusta per il ruolo che ricopre? A prescindere ovviamente dalla questione strettamente legata alle indagini sulle elezioni. Riccaboni, sì o no?

Risposta di Valentini. Per quanto riguarda l’Università, io e i senesi dobbiamo rispettare l’esito delle elezioni del Rettore. Chiedo di accelerare il risanamento, di rafforzare la didattica e di organizzare l’Università partendo dai bisogni degli studenti.