Rotto il silenzio sulla morte di David Rossi, riflettiamo su quel che si scrive

Silenzioperlutto

Qualcuno usa il drammatico evento per cercare una rivincita impossibile e tentare d’imbavagliare l’informazione libera dei blog e della rete. Eppure, ancora non esiste inequivocabilmente la certezza che si sia trattato di suicidio e non di un incidente o di un omicidio.

Raffaele AscheriIl suicidio di David Rossi (Eretico di Siena, 6 marzo 2013).

Raffaele AscheriLettera a Filippo, fratello di David Rossi (Eretico di Siena, 7 marzo 2013).

Raffaella Zelia RuscittoAbbiamo perso le parole… non perdiamo l’obiettivo (il Cittadino Online, 7 marzo 2013).

Redazione di Fratello IlluminatoSolo due righe… (Fratello Illuninato – Il blog, 7 marzo 2013)

Stefano CecchiFinanza e scandali (QN, 8 marzo 2013)

Nino CirilloAffetto e veleni sui blog, Siena sotto choc (Il Messaggero, 8 marzo 2013).

Carlo CambiMps, ecco poerché si è ucciso Rossi (Libero, 8 marzo 2013).

David AllegrantiUna città spezzata fra i fantasmi del web (Corriere Fiorentino, 8 marzo 2013).

Enrico TucciI media ci tartassano senza requie, ne abbiamo sentite di tutti i colori (Corriere di Siena, 8 marzo 2013).

Gaia TancrediLe candide preghiere si scontrano on line con il risentimento (Corriere di Siena, 8 marzo 2013).

Marco ImarisioGli insulti sui blog e gli odi antichi in una Siena lacerata (Corriere della Sera, 8 marzo 2013).

Stefano Tesi – Domani non sarò ai funerali di David Rossi. O forse sì (Alta fedeltà.it, 8 marzo 2013).

Enrico TucciMetterci la faccia, i pareri scomodi gli insulti gratuiti e le minacce (Corriere di Siena, 9 marzo 2013).

Marco Norcini – Stampa scomoda e blogger dissidenti. Il potere progetta la restaurazione (il Cittadino Online, 9 marzo 2013).

Mario AscheriSiena: tra il dolore e l’uso che ne viene fatto (il Cittadino Online, 9 marzo 2013).

Simonetta Losi – Le parole sono pietre: David è stato lapidato, superato ogni limite (Corriere di Siena, 10 marzo 2013)

Sulla vicenda Monte dei Paschi di Siena: chi parla e chi tace

Piccini-Mussari-Ascheri

Camilla Conti (intervista a Pierluigi Piccini) – “D’Alema voleva la fusione con Bnl, io no e mi cacciò” (il Fatto Quotidiano, 26 gennaio 2013).

Stefano Feltri (intervista a Raffaele Ascheri) – “Mussari, Siena era tutta in mano sua” (il Fatto Quotidiano, 26 gennaio 2013).

RedazioneMps, spunta la pista della maxi tangente per l’acquisizione di Antonveneta (il Fatto Quotidiano, 26 gennaio 2013).

Pierangelo Maurizio (intervista a Raffaele Ascheri) – «Accusai Mussari, venni isolato» (Libero, 29 gennaio 2013).

Nicola Cariglia (intervista a Vittorio Mazzoni della Stella) – MPS: prima andavano nel pollaio a mangiare le uova, ora le galline «Un regolamento di conti all’interno di una vicenda criminale» (Pensalibero.it, 28 gennaio 2013).

Si consiglia la lettura di un articolo dell’anno scorso:

Paolo Baroni – I magistrati sulle tracce di una cresta da 1,5 miliardi (La Stampa, 10 maggio 2012).

Das Fiasko von Siena: gli occhiali di Der Spiegel e le bende sugli occhi dei media locali

Alexander Smoltczyk

Dopo Report (Il Monte dei fiaschi), il caso Siena approda sul più prestigioso organo di stampa tedesco, Der Spiegel, con un titolo eloquentissimo: “il fiasco di Siena”. Ecco il sommario dell’articolo pubblicato a pag. 56: «Das Fiasko von Siena: Die älteste aktive Bank der Welt, Monte dei Paschi, brauchte 535 Jahre, um ihren Reichtum anzuhäufen. Drei Krisenjahre genügten, um ihn zu verspielen. Eine toskanische Idealstadt erlebt den Einbruch der Wirklichkeit ins Idyll – nicht anders als derzeit das ganze Land.» Di seguito i link per leggere l’articolo integrale nella traduzione in inglese o in italiano.

– Alexander Smoltczyk. Downfall of Tuscan Paradise. Spiegel Online International, 8 agosto 2012.

– Il fiasco di Siena – Der Spiegel (traduzione dal tedesco di Silvia Tozzi). Il Santo notizie di Siena, 8 agosto 2012.

Commenti sull’argomento:

Raffaele Ascheri. Der Spiegel: c’è Monti, ma anche il Monte (e l’eretico)… l’Eretico di Siena, 7 agosto 2012.

Raffaella Zelia Ruscitto. Il fiasco di Siena… ma tutto resta com’è. Il Cittadino online, 8 agosto 2012.

Per il resto, silenzio assordante nel sito della Provincia e in quello dell’Università di Siena. A ogni buon conto, nella rassegna stampa dell’Ateneo si legge che «l’aggiornamento della rassegna riprenderà il giorno 20 agosto, con la riapertura delle strutture universitarie.» Ovviamente, per quella data sarà molto difficile che il rettore tiri fuori la testa dalla sabbia e consenta alla comunità accademica senese di conoscere quanto “Der Spiegel” ha scritto sul sistema Siena.

Siena: Università e Banca un trench double-face

Di seguito una recensione dell’ultimo libro di Raffaele Ascheri pubblicata su Notizie Radicali.

Mussari Giuseppe: una biografia (non autorizzata)

Simonetta Michelotti. Per molti anni Siena è stata l’isola che c’è, primeggiando nelle classifiche per la qualità della vita, una città mediamente benestante con istituzioni importanti che nel corso della loro lunga storia si sono distinte nei rispettivi settori di competenza: l’Università (fondata nel 1240), il Monte dei Paschi (fondato nel 1472) e l’ex Istituto sieroterapico, fondato da Achille Sclavo nel 1904 da alcuni anni targato Novartis. Nell’ultimo decennio, Università e Mps hanno prestato due loro leaders alle rispettive associazioni di categoria: il rettore Piero Tosi è stato presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) dal 2002 al 2006 e dall’estate 2010 Giuseppe Mussari non è più solo presidente Mps ma anche presidente Abi. Curiosamente, a fronte di questi successi personali che hanno dato (e danno) grande lustro alla città, Tosi (insieme ad altre diciotto persone) è in attesa che il giudice competente si pronunci circa il rinvio a giudizio (o meno) per il dissesto finanziario dell’ateneo senese e Mussari ha ricevuto, poche settimane dopo la nomina all’Abi, un avviso di garanzia (insieme ad altre sedici persone) per una vicenda collegata al progetto di ampliamento del piccolo aeroporto senese di Ampugnano.

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Un argomento trascurato nel dissesto dell’università di Siena

Condivido l’articolo di Raffaele Ascheri (da l’Eretico di Siena) che riporta il costo delle consulenze esterne: 2,7 milioni di euro corrisposti dall’università di Siena in sette anni ad alcuni professionisti per le loro prestazioni. A questo punto ritorna prepotente d’attualità la mia richiesta del 2006, tesa a sapere come siano stati spesi in soli tre esercizi 20 milioni di euro etichettati, eufemisticamente, come assegnazioni diverse.

Come distruggere un’Università: le consulenze esterne

Raffaele Ascheri. Nel mare magnum della maxi-inchiesta della Procura di Siena (Pm Nastasi e Natalini) sul clamoroso “buco” dell’Università, a parere ereticale un capitolo stimolante assai è quello delle consulenze esterne (a memoria, poco trattato anche dai blogger più “universitarizzati”, come quello di Giovanni Grasso e quello degli illuminati: se mi sono perso qualcosa, chiedo venia!). Dalla Relazione sulla verifica amministrativo-contabile dell’Università (effettuata dall’8 marzo 2010 al 21 maggio dello stesso anno, poi pubblicata il 28 luglio), a cura del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e dalla Guardia di Finanza a cura del dottor Giovanni Diana, infatti, si evincono nel dettaglio un sacco di cosine interessanti. Non nuove, ovviamente: ma documentate al centesimo…

L’estensore sembra stigmatizzare il ricorso sistematico alle consulenze esterne: l’Università di Siena non ha conferito nessun incarico tecnico a suoi dipendenti. In qualche caso – si dirà – era impossibile; in altri, forse cercando meglio qualcosa si poteva trovare, no? Gli architetti, i geologi, gli ingegneri, comunque, li ha chiamati dall’esterno. Vediamo con quali costi: anno 2003: € 632.688,00; anno 2004: € 349.107,00; anno 2005: € 578.239,00; anno 2006: € 387.540,00; anno 2007: € 84.230,00; anno 2008: € 276.499,00; anno 2009: € 414.826,00. Il tutto, per un totale – spalmato fra il 2003 ed il 2009 – di qualcosa come € 2.723.132,00. Ma la disamina ci dice anche – e soprattutto – altro, ben altro: che i beneficiati (di cui c’è l’elenco completo, ovviamente, anno per anno), risultano essere in pratica sempre gli stessi; peggio ancora (molto peggio…), si aggiunge qualcosa di tagliente assai sul come venivano scelti i consulenti: «affidamenti disposti intuitu personae, atteso che in nessun caso (anche per quelli di maggiore rilevanza economica) è risultata svolta una vera e propria procedura concorrenziale e, quindi, una selezione fra più soggetti».

E non è tutto, perché la furbizia è stata la molla dell’implosione del Sistema Siena (non solo all’Università, indubbiamente però paradigmatica): dal momento che la Legge (articolo 17 della legge 109 del 1994, in pieno clima Tangentopoli) obbliga a gare d’appalto o comunque a procedure di selezione per incarichi di progettazione o revisione superiori a quota 100mila euro, all’Università del Bengodi che si faceva, siccome s’era tutti più furbi di quegli altri? La stragrande maggioranza degli incarichi si facevano inferiori al prefato limite di 100mila euro, bypassando di fatto la problematica legislativa sopra citata. Vai con l’affido fiduciario, vai con l’intuitu personae: e s’è visto come è andata a finire…