I verbali del senato accademico e del CdA dell’università di Siena saranno disponibili su il senso della misura.com

Nel resoconto del Consiglio d’Amministrazione dell’Università di Siena del 22 novembre 2010 si comunica l’illegittima incredibile decisione di ostacolare l’accesso ad atti pubblici fondamentali “per evitare – così è scritto – un uso improprio dei verbali”! Ritengo, pertanto, doveroso ed utile rendere disponibili su ilsensodellamisura.com (e senza alcuna schedatura degli utenti) i verbali del Senato Accademico e del CdA dell’Università degli Studi di Siena.

«Il Rettore ricorda che l’argomento della pubblicità dei verbali è stato più volte affrontato dagli Organi di governo dell’ateneo; il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 18 ottobre 2010, nelle more di un’opportuna modifica del Regolamento, ha ritenuto di consentire la lettura dei verbali esclusivamente ai possessori di password certificata, in analogia a quanto avviene per la visualizzazione e per l’accesso a informazioni e procedure interne all’Amministrazione.
 A tal fine, gli uffici competenti (Ufficio Comunicazione on-line, Divisione Servizi Informatici – Qit, Ufficio Organi Collegiali) hanno predisposto una procedura che consentirà l’accesso al portale dei verbali degli Organi previa autenticazione con le credenziali unisiPass (username e password unica). 
Per evitare un uso improprio dei verbali:

Ogni accesso al portale verrà tracciato e conservato dall’Amministratore del Sistema per il periodo previsto dalla normativa vigente in materia.

– Tutte le comunicazioni con il portale saranno criptate, ossia non intercettabili dall’esterno, e l’autenticità del Server che ospita il portale sarà garantita da un certificato digitale rilasciato da GARR.

– I verbali scaricati conterranno la dicitura “Copia rilasciata a <nome utente>”.»

Secondo il senatore Amato sia il rettore che il Direttore Amministrativo dell’università di Siena sono coinvolti a diverso titolo in inchieste che inficiano la titolarità delle loro cariche

Uno scenario preoccupante quello prospettato dal Sen. Amato con questa sua ennesima interrogazione orale con carattere d’urgenza al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. A questo punto a nulla serve nascondere la testa nella sabbia (…!) come cercano di fare alcuni media locali.

Pietro Paolo Amato (Senatore PdL)

Premesso che:

  • in data 18 novembre 2010 i Carabinieri con funzioni di Polizia Giudiziaria inviati della Procura della Repubblica di Siena hanno sequestrato presso il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca la documentazione riguardante l’elezione dell’attuale Rettore di Siena nonché la recente nomina del Direttore Amministrativo, ratificata in data 8 novembre dal nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo su indicazione dello stesso Rettore;
  • nell’ambito di tale inchiesta – che ad oggi ha portato tra gli iscritti nel registro degli indagati per falso in atto pubblico sette componenti della commissione elettorale che il 21 luglio u.s. ha sancito l’elezione dell’odierno Rettore – il neo Rettore dell’Università degli Studi di Siena è stato a lungo ascoltato dalla Procura di Siena, il 22 novembre 2010, in qualità di persona informata sui fatti;
  • sulle modalità e lo svolgimento delle elezioni per il Rettore dell’Università di Siena, parallelamente all’inchiesta avviata dalla Procura di Siena, è tutt’ora pendente un ricorso inoltrato al Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana il 13 ottobre u.s.;
  • il Rettore neo eletto, affiancato dal Direttore Amministrativo, ha celermente dato il via ad una serie di incontri presso il Senato accademico, i direttori di dipartimento, il consiglio studentesco e le rappresentanze sindacali al fine di illustrare il proprio programma e la strategia di interventi che caratterizzeranno il proprio mandato;

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Università di Siena: subito una sede distaccata a Radi, San Lorenzo a Merse e San Gusmè

Mentre il rettore Riccaboni nomina «un gruppo di lavoro col mandato di esaminare il vecchio piano di risanamento per capire cosa è stato fatto» e il direttore amministrativo Fabbro scopre l’acqua calda dichiarando – tra gli applausi dei presenti – che «il primo problema è la disorganizzazione degli uffici e la frammentazione delle responsabilità», Roberto Petracca, esterno all’università, fa magistralmente il punto della situazione per vedere cosa è cambiato rispetto a due anni fa.

Roberto Petracca. Ha ragione chi dice che per la politica politicante non c’è più spazio.
Dopo aver consultato “Il senso della misura” due anni fa il settimanale Panorama scriveva che Pontignano aveva 41 dipendenti, spendeva 1,2 milioni l’anno e ne portava a casa meno di mezzo. Il rettore aveva otto segretarie personali ed il direttore amministrativo ne aveva tre. L’università aveva 135 bibliotecari per dieci biblioteche e per la comunicazione c’erano 24 dipendenti: sette online, quattro all’ufficio stampa, otto all’ufficio relazioni esterne e cinque all’ufficio informazioni per portatori di handicap. I dipendendi in fila che aspettavano di assumere l’incarico di produrre vapor vacuo per le caldaie della comunicazione erano probabilmente un’altra quarantina. L’università aveva 1350 amministrativi contro 1060 docenti di ruolo. Mentre la folla di dipendendi e precari s’ingrossava i dipendenti col sedere già incollato sulla poltrona usufruivano di consulenze interne retribuite fino a 20 mila euro annui per ottimizzare i flussi informativi, vigilare sulla sicurezza nei cantieri archeologici, smistare il traffico dei bibliotecari e coordinare i laboratori didattici di Follonica. L’Università aveva infatti sedi a Follonica, Colle di Val d’Elsa, San Giovanni Valdarno, Buonconvento, Arezzo e Grosseto. I comunisti e i sindacati erano propensi ad ammannire posti in cambio di voti e tessere; di conseguenza reclamavano una loro sede persino Radi, San Lorenzo a Merse, i pionieri di San Gusmè e i pronipoti dei 16 senesi che il 28 luglio del 1877 si imbarcarono a Genova sulla nave a vapore “Nuestra Señora del Pilar” per emigrare in Uruguay facendo poi fortuna a Piedras Blancas de Montevideo.

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Ancora sull’università di Siena: il senatore Paolo Amato chiede le dimissioni di Riccaboni e Fabbro

Paolo Amato (Senatore PdL). Alla lunghissima serie di sequestri giudiziari che da questa estate scandiscono regolarmente il percorso elettorale, burocratico ed amministrativo di nomina del nuovo rettore e del direttore amministrativo dell’Università di Siena, va ora ad aggiungersi il clamoroso blitz degli inviati della Procura senese presso il Ministero dell’Istruzione. Da settimane denuncio con interrogazioni parlamentari la gravità di quanto sta avvenendo a Siena e ricordo che fu proprio il Ministro, all’atto di nomina del rettore, a ricordare la rilevanza dell’esito delle indagini in corso ai fini di una piena legittimazione delle nuove figure apicali dell’Ateneo. A questo punto, nell’interesse esclusivo dell’Università la cui delicatissima situazione finanziaria merita la massima trasparenza ed autorevolezza per quanto attiene le scelte del proprio management, ritengo opportuno che il professor Riccaboni, così come il nuovo direttore amministrativo, Ines Fabbro, facciano un passo indietro rassegnando le dimissioni. A partire da questi ultimi significativi sviluppi intendo presentare un’ulteriore interrogazione urgente sul “caso Siena” al ministro Gelmini.

Università di Siena: una storia infinita

Ieri, gli investigatori della sezione di polizia giudiziaria del Tribunale di Siena si sono recati nella sede del Ministero dell’Università per acquisire alcuni fascicoli, tra i quali quello relativo al decreto di nomina del neorettore Angelo Riccaboni. Com’è noto, il 4 novembre l’Ansa aveva diffuso il seguente comunicato di Mariastella Gelmini: «Si tratta di una presa d’atto dovuta dei risultati delle elezioni, che ad oggi non risultano essere stati invalidati. Il provvedimento non intende quindi esprimere una valutazione su profili di merito, in relazione ai quali si attendono i risultati delle indagini in corso.» Al momento non sono chiare le ragioni della trasferta romana dei carabinieri, se si considera che la Procura di Siena ha un’indagine in corso sull’elezione del rettore sin dallo scorso luglio e che il 5 agosto ha sequestrato tutto il materiale delle votazioni. A ciò si aggiunga che il 13 ottobre è stato depositato presso il Tar della Toscana un ricorso con il quale si chiede l’annullamento delle elezioni per irregolarità e illegittimità gravi. Allora quali nuovi elementi potrà mai fornire il fascicolo ministeriale? Forse nessuno! Certamente, però, potrebbe avere un forte impatto pratico con esiti anche clamorosi.

«A metà del percorso è accaduto qualcosa che ci ha portato a confrontarci con una profonda crisi finanziaria»

Silvano Focardi. Gentili Colleghe e Colleghi, Collaboratrici e Collaboratori, Studentesse e Studenti, alla scadenza del mandato rettorale desidero salutarvi e ringraziarvi per il contributo prezioso che ciascuno ha dato all’Ateneo. Insieme, oltre quattro anni fa, abbiamo iniziato un cammino comune con l’obiettivo di rinnovare il nostro Ateneo, in vista di nuovi e migliori risultati. A metà del percorso è accaduto invece qualcosa che ci ha portato a confrontarsi con una profonda crisi finanziaria, e il nostro impegno è stato rivolto prevalentemente al risanamento dei conti della nostra Università. Coraggiosamente non ci siamo tirati indietro e, insieme al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione, abbiamo assunto una serie di decisioni, talvolta non popolari, che hanno permesso tuttavia di salvaguardare la ricerca, la didattica e i servizi, nonché il lavoro e gli stipendi, e di ridurre il debito e il disavanzo di gestione in maniera significativa.

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Altro esposto della Lega sulla nomina, e non solo, del Direttore amministrativo dell’università di Siena

Il tempo è ormai scaduto per l’università di Siena! Perciò ripeto quel che ho scritto nel post precedente: «Insistere in un momento così critico con questa nomina discussa e discutibile, finirà con il rendere inevitabile il commissariamento dell’ateneo senese.»

Giovanni Di Stasio (Consigliere Provinciale Lega Nord Toscana). La Lega Nord di Siena non ci sta a lasciare l’Università di Siena al suo destino, visto che i nuovi presupposti sono molto discutibili e sopratutto molto vicini, se non identici, alle logiche del recente passato, drammatico per il nostro Ateneo e sopratutto per i suoi conti. Il giorno 12 novembre il Carroccio ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Siena, segnalando la gestione della nomina del neo Direttore Amministrativo Ines Fabbro, per capire il perché di tanta fretta. Per capire e sapere realmente a quali livelli si attesti il compenso della Fabbro. Per capire, sopratutto, se fosse giusto avere un’altra nomina di rilevante interesse strategico per il nostro Ateneo, ma comunque “sub iudice”. Che la Lega Nord si sia interessata in modo serio e concreto ai problemi dell’Università lo dimostra il fatto che continuano ad arrivarci segnalazioni di accadimenti discutibili.

Parliamo un po’ dei debiti fuori bilancio che, com’è noto, producono più buchi di un trapano. Pare che l’11 gennaio del 2006 il professor Maurizio Boldrini, responsabile dell’Area Centro Comunicazione e Marketing, acquisito il parere favorevole dell’allora Magnifico Rettore Professor Piero Tosi, abbia impegnato l’Ateneo per una somma pari a 22.154 €, poi saliti a 26.210, per i due tomi costituenti l’opera “Tra diritto e storia. Studi in onore di Luigi Berlinguer”. Tutto è stato cancellato dallo spianamento dell’Area, avvenuto in seguito all’elezione di Focardi, e da altre note vicende “rettorali”, finché i volumi non sono stati consegnati il 4 febbraio 2009. Tutto questo non è mai passato dal CdA, come peraltro avvenuto per il contratto della Fabbro. Questi 26.210 € pare siano andati a sommarsi ad altri debiti fuori bilancio, tutti contratti fra il 2002 e il 2007, per un totale a consuntivo 2008 di 11.148.514,73 di € (Irap retributivo, professori a contratto e supplenze, recupero IVA su acquisti commerciali ed altro), tutti rigorosamente fuori bilancio. Ai Rettori di tale periodo chiediamo: avete da dirci qualcosa? Non vogliamo entrare nel merito della fine che hanno fatto i volumi stampati e nel caso specifico non è la cifra che conta, quanto il modo di spendere soldi pubblici in nome dell’Ateneo, senza sottoporre la cosa a controllo preventivo e/o successivo. Gli organi di governo (Senato e CdA) e di controllo (Collegio dei Revisori) sono stati totalmente bypassati con, immaginiamo, la loro colpevole acquiescenza. La popolazione del territorio, i cittadini vogliono sapere che cosa è successo realmente all’interno dell’Ateneo: c’è stata una gestione da incompetenti da parte dei dirigenti targati PD? Si sono consumati reati? È tutto spiegabile e si è trattato semplicemente di una serie di concause negative? Le ultime assunzioni/conferme/rinnovi sono nell’interesse dell’Ateneo? Ognuno, per le proprie competenze e per le proprie responsabilità, ha l’obbligo morale ed intellettuale di chiarire lo svolgimento dei fatti prima che questa antica Istituzione cittadina venga irrimediabilmente compromessa.

È il caso che il rettore dell’università di Siena posticipi l’insediamento del direttore amministrativo alle risultanze delle indagini giudiziarie?

Il senatore Paolo Amato ha presentato un’interrogazione orale con carattere d’urgenza per chiedere al Ministro Gelmini di adoperarsi presso il rettore dell’Università di Siena affinché posticipi l’insediamento del Direttore amministrativo. Insistere in un momento così critico con questa nomina discussa e discutibile, finirà con il rendere inevitabile il commissariamento dell’ateneo senese?

Paolo Amato (senatore PdL). Premesso che:

– in data 13 agosto 2010 l’università di Siena, in via del tutto inedita, ha indetto un concorso pubblico a carattere consultivo per operare la scelta di un nuovo direttore amministrativo da sottoporre alla ratifica da parte del consiglio di amministrazione dell’istituto;

– tale concorso, cui hanno partecipato 49 candidati e che avrebbe indicato un vincitore, è stato oggetto di un esposto che ne lamentava l’eccessiva prevedibilità degli esiti;

– l’esposto ha sortito l’effetto del sequestro, a iter non ancora concluso, sia degli atti concorsuali sia dei curricula dei candidati;

– in data 8 novembre 2010 il consiglio di amministrazione dell’ateneo senese, su invito del Rettore, ha ratificato – pur con l’astensione di quattro dei suoi membri – il nuovo direttore amministrativo, il quale entrerà nel possesso delle sue funzioni in data 15 novembre 2010;

– il consiglio d’amministrazione avrebbe dunque ponderato la propria scelta sulla base del citato concorso senza potersi però avvalere della necessaria documentazione tecnica, ivi incluso il curriculum del vincitore della selezione, poiché ufficialmente sequestrata dalla procura di Siena;

considerato che il primo classificato del detto concorso, ritenuto la persona tecnicamente più adatta a rivestire la carica di direttore amministrativo dell’università di Siena, risulta già condannato, nel 2007, dalla Corte dei conti dell’Emilia-Romagna per gravi irregolarità amministrativo-contabili nell’esercizio delle sue funzioni nel medesimo incarico di direttore amministrativo dell’università di Bologna;

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Il rettore predisponga un contratto a tutela dell’ateneo senese e non nell’interesse del direttore amministrativo

La richiesta non è affatto retorica. Purtroppo, all’università di Siena, nella maggior parte dei casi, gli interessi dei direttori amministrativi hanno prevalso su quelli generali, visto che c’è stato chi ha ricoperto contemporaneamente la direzione di un altro ateneo, chi ha continuato nelle attività di consulenze per enti pubblici e privati, chi si è dimesso senza il preavviso previsto dalla legge, chi ha riscosso l’indennità di risultato senza alcuna verifica  del raggiungimento degli obiettivi e così via. Mi auguro che almeno le seguenti elementari clausole a tutela dell’università di Siena vengano inserite nel contratto che sottoscriveranno Riccaboni e la Fabbro. Tali clausole non sono una mia invenzione sono le stesse che ha sottoscritto recentemente il Dott. Giovanni Colucci quando ha assunto l’incarico di direttore amministrativo dell’università degli Studi di Firenze.

CLAUSOLE

La Dott.sa Ines Fabbro si obbliga a svolgere, a tempo pieno e con impegno esclusivo a favore dell’Università, le funzioni di Direttore Amministrativo previste dalle norme nel tempo vigenti e per il perseguimento degli obiettivi posti dagli organi accademici, coadiuvandoli nella realizzazione dei fini dell’Ateneo. L’incarico di Direttore Amministrativo è a tempo pieno ed incompatibile con altre attività di lavoro subordinato ed autonomo, salvo quelle espressamente consentite da norme legislative e regolamentari o comunque autorizzate dall’Ateneo. Le parti convengono espressamente che il trattamento economico non sarà soggetto ad indicizzazione al tasso d’inflazione, come pure non saranno rimborsabili premi assicurativi per la stipula di polizze per la copertura di danni per dolo o colpa grave.

La Dott.ssa Ines Fabbro s’impegna ad assicurare la propria continua presenza in servizio in relazione alle esigenze ed alle responsabilità connesse al suo incarico, alle esigenze di collaborazione con gli organi accademici e per l’indirizzo e coordinamento degli altri dirigenti. Si impegna, altresì, a risiedere stabilmente nel comune di Siena, o nei Comuni limitrofi, durante tutta la durata dell’incarico. Dichiara di essere a conoscenza che l’Università non metterà a sua disposizione alcun locale con funzione di foresteria in suo favore, né potrà avanzare alcuna pretesa né richiedere rimborso a carico del bilancio universitario del canone di locazione per l’alloggio.

La Dott.sa Ines Fabbro ha facoltà di recedere anteriormente alla scadenza del termine dandone preavviso scritto al Rettore almeno sei mesi prima. In caso di nomina o designazione della Dott.ssa Fabbro in organismi universitari o a partecipazione universitaria, in rappresentanza e per la cura degli interessi dell’Università, gli emolumenti corrisposti da soggetti terzi alla Dott.ssa Fabbro, dovranno essere corrisposti direttamente all’Università degli Studi di Siena. In caso di missioni e trasferte l’Università corrisponderà alla Dott.ssa il trattamento economico previsto per i dirigenti universitari.

Il contratto non è rinegoziabile.

Pubblicato anche da:

  • ilCittadinoonline” (10 novembre 2010) con il titolo: Un invito a Riccaboni, un contratto al DG che tuteli l’università.
  • La Nazione Siena(11 novembre 2010) con il titolo: Contratto “blindato” per il direttore Fabbro.

Habemus papessam: Ines Fabbro scelta come Direttore amministrativo dell’Università di Siena

Il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Siena ha espresso, a maggioranza, parere favorevole in merito alla nomina della Dottoressa Ines Fabbro quale Direttore Amministrativo dell’Ateneo. Il suo incarico avrà inizio il prossimo 15 novembre. Buon lavoro al Magnifico e al direttore amministrativo. Ci auguriamo che, a differenza del passato, nel contratto siano previste le necessarie clausole a tutela dell’interesse del nostro ateneo ed auspichiamo che ne venga data pubblicità sulle pagine web.