Altro esposto della Lega sulla nomina, e non solo, del Direttore amministrativo dell’università di Siena

Il tempo è ormai scaduto per l’università di Siena! Perciò ripeto quel che ho scritto nel post precedente: «Insistere in un momento così critico con questa nomina discussa e discutibile, finirà con il rendere inevitabile il commissariamento dell’ateneo senese.»

Giovanni Di Stasio (Consigliere Provinciale Lega Nord Toscana). La Lega Nord di Siena non ci sta a lasciare l’Università di Siena al suo destino, visto che i nuovi presupposti sono molto discutibili e sopratutto molto vicini, se non identici, alle logiche del recente passato, drammatico per il nostro Ateneo e sopratutto per i suoi conti. Il giorno 12 novembre il Carroccio ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Siena, segnalando la gestione della nomina del neo Direttore Amministrativo Ines Fabbro, per capire il perché di tanta fretta. Per capire e sapere realmente a quali livelli si attesti il compenso della Fabbro. Per capire, sopratutto, se fosse giusto avere un’altra nomina di rilevante interesse strategico per il nostro Ateneo, ma comunque “sub iudice”. Che la Lega Nord si sia interessata in modo serio e concreto ai problemi dell’Università lo dimostra il fatto che continuano ad arrivarci segnalazioni di accadimenti discutibili.

Parliamo un po’ dei debiti fuori bilancio che, com’è noto, producono più buchi di un trapano. Pare che l’11 gennaio del 2006 il professor Maurizio Boldrini, responsabile dell’Area Centro Comunicazione e Marketing, acquisito il parere favorevole dell’allora Magnifico Rettore Professor Piero Tosi, abbia impegnato l’Ateneo per una somma pari a 22.154 €, poi saliti a 26.210, per i due tomi costituenti l’opera “Tra diritto e storia. Studi in onore di Luigi Berlinguer”. Tutto è stato cancellato dallo spianamento dell’Area, avvenuto in seguito all’elezione di Focardi, e da altre note vicende “rettorali”, finché i volumi non sono stati consegnati il 4 febbraio 2009. Tutto questo non è mai passato dal CdA, come peraltro avvenuto per il contratto della Fabbro. Questi 26.210 € pare siano andati a sommarsi ad altri debiti fuori bilancio, tutti contratti fra il 2002 e il 2007, per un totale a consuntivo 2008 di 11.148.514,73 di € (Irap retributivo, professori a contratto e supplenze, recupero IVA su acquisti commerciali ed altro), tutti rigorosamente fuori bilancio. Ai Rettori di tale periodo chiediamo: avete da dirci qualcosa? Non vogliamo entrare nel merito della fine che hanno fatto i volumi stampati e nel caso specifico non è la cifra che conta, quanto il modo di spendere soldi pubblici in nome dell’Ateneo, senza sottoporre la cosa a controllo preventivo e/o successivo. Gli organi di governo (Senato e CdA) e di controllo (Collegio dei Revisori) sono stati totalmente bypassati con, immaginiamo, la loro colpevole acquiescenza. La popolazione del territorio, i cittadini vogliono sapere che cosa è successo realmente all’interno dell’Ateneo: c’è stata una gestione da incompetenti da parte dei dirigenti targati PD? Si sono consumati reati? È tutto spiegabile e si è trattato semplicemente di una serie di concause negative? Le ultime assunzioni/conferme/rinnovi sono nell’interesse dell’Ateneo? Ognuno, per le proprie competenze e per le proprie responsabilità, ha l’obbligo morale ed intellettuale di chiarire lo svolgimento dei fatti prima che questa antica Istituzione cittadina venga irrimediabilmente compromessa.

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9 Risposte

  1. Attenzione, battaglione!

    Ines Fabbro non per caso è stata il direttore amministrativo durante l’impero di un rettore massone ai massimi e peggiori livelli di massoneria quale è stato Fabio Roversi Monaco padrone assoluto per una vita dello storico ateneo felsineo!!!

    Che cattedratici sono coloro che ignorano o fingono di non conoscere l’abc della storia dell’università italiana???

    Quale senso critico dimostrano coloro che anche in questo blog minimizzano e sorvolano sul curriculum vitae di un “pedagogo” chiamato anzi selezionato e vincitore su una cinquantina di candidati per fare l’amministratore straordinario d’un tale disastro?

    La realtà non è quella che le maggioranze di varia fede ritengono o sperano e così i suoi contenuti e problemi di natura economica e finanziaria, civile e penale non sono sovrapponibili nè estinguibili a furor di popoli o di professori!

    La terra continuava imperterrita ed indifferente i suoi moti rotatori malgrado le ingenue incredulità dell’epoca galileiana e le ipocrite invettive d’un clero criminale compatto nel conculcare coscienze.

    La prova della marchiana malafede dei tempi nostri sta nel fatto che chi fino a oggi si è avvicendato tra candidature e investiture non ha mai speso una parola per chiedere anzi pretendere la definizione e ricostruzione dei fatti e delle responsabilità e a muso duro ha perseguito la strategia che ben può essere richiamata e sintetizzata da una canzone…

    http://www.izles.org/simmo-e-napule-paisa-i-migliori-anni-5a0-puntata-11.html

  2. Urbi et orbi: chi è uomo, senza pretesa alcuna di cittadinanza o presunzione di docenza ma soltanto come afferente ad una scala biologica animale, ha ora solo un obiettivo prima di chiudere più o men tristemente la sua performance esistenziale sulla terra! Non tacere, come fan tutti davanti a coloro che continuano da emeriti e dichiarati “criminali, complici, consapevoli” a incitare alla unità con i peggiori slogan: Il passato è chiuso! Pensare solo al futuro! Guai a chi divide! Morte a chi denuncia!

  3. Un ultimo pensierino del mattino.

    Visto che tu ed io, Giovanni, siamo gli unici a battere questo ferro ormai rovente – e data la evidenza assoluta e la drammatica gravità della situazione (tu addirittura hai pubblicato 10 post in questi primi 15 giorni di novembre!) – oso riflettere ad alta voce nel considerare che un ateneo popolato da malavitosi non identificati (siffatte voragini non si aprono per motivi d’ineluttabili calamità naturali) e da una folla di ignavi pavidi codardi non merita né potrà trarre giovamento alcuno neppure da un commissariamento.

    Ometti siffatti cosa mai possono garantire sia sul piano di un’affidabile ricerca scientifica che su quello di un’autorevole formazione etica?!

  4. Volete dire che a Bologna c’era una congiunzione GOI (non è tutta la massoneria, badate!) e PD che sembra essersi ricreata a Siena?
    Il Venerabile Bisi getta un’ombra sul giornalismo e sulla città, o no? Non lo affermo io, non mi permetterei mai perché non ho elementi, ma difficile dire che non se ne parli in città.
    Oggi lo stesso ha in sostanza invitato la Procura a intervenire contro chi fa esposti non seguiti da azioni penali concrete: di fatto (involontariamente, ovvio) a favore dei destinatari degli esposti, mi sembra si potrà dire senza essere querelati dalla venerabile sua signoria, il politico più esposto di Siena, a parte il suo “amico” Piccini?

  5. …per arrivare a comprendere è d’uopo conoscere: insomma bisogna prima studiare e poi eventualmente supporre o addirittura sparare!

    Il blog cerca pure di fare informazione e formazione e ci riesce solo se si ha la santa pazienza di leggere tutti i post e commenti, contenuti e correlazioni di ogni link! Se ad esempio si entra nel merito di un argomento complesso quale è la massoneria non è possibile tranciar giudizi o avanzare insinuazioni perché necessitano preliminari approfonditi studi…

    Per chi opera nella “università degli studi” dovrebbe costituire una speciale forma mentis e ispirare lo stile di vita!

    I rapporti poi tra massoneria e università rappresentano un capitolo cospicuo che comprende capillari continue interferenze dei “fratelli” delle varie logge sugli esiti dei concorsi a cattedra, sui risultati delle consultazioni elettorali per gli organi di governo dell’accademia e sulla destinazione delle risorse.

    Notorio è il fatto che qualità delle scienze e degli scienziati vengono sottomesse alle identità e alle appartenenze a questi particolari club o clan, come attestano anche decisivi recenti concorsi senesi che hanno visto sceneggiate messe su da commissioni formate da “cinque compari cinque” afferenti alla stessa combriccola…

    Anticipo chi mi potrebbe domandare nomi e dati, precisando che su questi fatti come su altri ho provveduto da tempo ad esporre alla locale procura della repubblica e senza timore di quanto l’ultimo commento segnala a proposito di esposti senza esiti, visto che i miei sono stati seguiti da provvedimenti anche molto pesanti di interdizione giudiziaria e di condanna penale di rettori magnifici.

  6. Si riporta il comunicato del rettore.

    Entrata in servizio del nuovo Direttore Amministrativo

    All’attenzione dei Docenti, del Personale tecnico e amministrativo, degli
    Studenti.

    Informo che oggi la dottoressa Ines Fabbro è entrata in servizio in Ateneo nel ruolo di Direttore amministrativo. Appena avrà preso conoscenza dei problemi più urgenti, mi ha comunicato che è sua intenzione incontrare i responsabili delle strutture della didattica, della ricerca e dell’amministrazione.
    Nell’augurare il benvenuto al nuovo Direttore amministrativo, che si è rallegrata del positivo clima di accoglienza riservatole e si è detta orgogliosa di lavorare per questa Università, voglio esprimere un ringraziamento particolare alla dottoressa Ilaria D’Amelio, per l’impegno dimostrato in queste settimane, anche in occasione dell’arrivo della dottoressa Fabbro, che ha potuto apprezzarne la disponibilità.
    Sono sicuro che l’esperienza e le riconosciute capacità della dottoressa
    Fabbro saranno utili per il futuro del nostro Ateneo.

    Cordiali saluti.

    Il Rettore
    Angelo Riccaboni

  7. http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/15/la-truffa-dei-medici-di-brindisi-colpevoli-e-gravi-le-proroghe-del-governo-alla-legge/76980/

    link inserito a futura memoria per l’archivio del blog e per chi volesse sapere cosa bolle nella pentola del più “vitale” e “salutare” ambito accademico: il settore socio-sanitario senese.

    Anche qui si scrive per doverosa dedizione alla materia medico-legale e nella consapevole cognizione di effetti e cause, informati e convinti di fatti che non escludono la realtà senese dal panorama nazionale che spazia dalla clinica Santa Rita di Milano http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/29/sanita-scandalo-della-clinica-santa-rita-condannato-il-primario-brega-massone/74244/ all’ospedale Perrino di Brindisi.

    E non ci si riferisce a scopo scandalistico solo alla vicenda della inversione dei tubi in ospedale http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/01/23/tubi-invertiti-il-paziente-mori-in-18.html ma a tutta la serie di malcelata macroscopica malasanità e peggio su cui chi scrive ha reiteratamente redatto relazioni da cui risulta che si riscontra con allarmante frequenza perfino l’assenza di una seria visita medica non solo nel decorso quotidiano del diario clinico ma perfino all’ingresso nel nosocomio, fattispecie questa che cambia completamente la rubricazione dell’evento non più ascrivibile a cosiddetta medical malpractice, bensì ad illecita intrusione nel corpo altrui e inammissibile inganno da informazione priva dei dati anamnestici ed obiettivi su cui si fondano il ragionamento clinico, l’ipotesi diagnostica, l’informazione al paziente, la documentazione del consenso (ridotto nella maggiorparte dei casi ad un indegno modulo prestampato contro ogni elementare logica umana e qualsiasi regola penale), nonché la facoltà di procedere ad accertamenti radiologici e ad ogni altro atto medico!!!

    In sostanza quel che legge e logica esigono e i docenti di medicina legale predicano negli innumerevoli corsi e pretendono di sentirsi ripetere dai candidati agli esami e alle tesi!!!

    Il re è ignudo, ma la paura di riconoscerlo fa novanta?!

  8. …e non sono fuori tema perché coerente con quanto poc’anzi affermato a proposito della disperata condizione dell’ateneo che mi induce a tentare di salvare almeno la pelle mia e dei miei cari residenti in questa magica città!!! …e non decontestualizziamo Siena dall’Italia:
    http://blog.alibertieditore.it/?p=5183 Dico bene, Raffaele Ascheri?!

  9. Dici bene magno Cosimo, sin troppo! Mi sa che dovremo urlare col Sommo Poeta: “Ahi dura terra, perché non t’apristi?”.
    Bardo

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