All’università di Siena non servono primedonne

Giovanni Di Stasio (Consigliere provinciale Lega Nord Toscana) e Antonio Gambetta Vianna (Capogruppo in Consiglio Regionale Lega Nord Toscana). In una precedente seduta del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Siena, sotto la gestione Focardi, Ines Fabbro non venne nominata quale Direttore Amministrativo, per la necessità di effettuare le dovute verifiche a seguito dell’indagine della Magistratura ordinaria, partita probabilmente a seguito dell’esposto della Lega Nord. Un fatto “strano”, quello dell’anticipazione della nomina della Fabbro, che è ulteriormente offuscato dalle recentissime dichiarazioni rilasciate alla stampa cittadina dalla stessa Dott.ssa Fabbro, la quale ha avuto addirittura il coraggio di dichiarare “non c’è da stupirsi se partecipando ero un po’ favorita in partenza”. Un’affermazione, questa, che meriterebbe maggiori delucidazioni. Lunedì il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo è stato nuovamente convocato dal Rettore “sub iudice” Riccaboni, tra l’altro con una tempistica singolare e quanto mai frettolosa, riunendosi a nemmeno dieci giorni dalla firma del Decreto di nomina da parte del Ministro Gelmini. Per la Lega Nord è necessario che, anche in questa nuova seduta del CdA, l’atteggiamento dell’intero Consiglio di Amministrazione ed, in particolare, quello dei rappresentanti degli Enti Locali sia coerente con la decisione assunta, poche settimane addietro, dallo stesso organo, dalle stesse persone (tranne Riccaboni, al cui posto sedeva allora Focardi), ma anche in particolare dai rappresentanti di Comune e Provincia, che allora a quanto ci risulta espressero parere negativo su questa nomina, soprattutto alla luce del fatto che, a quanto ci risulta (e probabilmente risulta anche alla diretta interessata), l’indagine della Magistratura sul concorso della Dott.ssa Fabbro non è stata ancora chiusa e archiviata.

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