I verbali del senato accademico e del CdA dell’università di Siena saranno disponibili su il senso della misura.com

Nel resoconto del Consiglio d’Amministrazione dell’Università di Siena del 22 novembre 2010 si comunica l’illegittima incredibile decisione di ostacolare l’accesso ad atti pubblici fondamentali “per evitare – così è scritto – un uso improprio dei verbali”! Ritengo, pertanto, doveroso ed utile rendere disponibili su ilsensodellamisura.com (e senza alcuna schedatura degli utenti) i verbali del Senato Accademico e del CdA dell’Università degli Studi di Siena.

«Il Rettore ricorda che l’argomento della pubblicità dei verbali è stato più volte affrontato dagli Organi di governo dell’ateneo; il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 18 ottobre 2010, nelle more di un’opportuna modifica del Regolamento, ha ritenuto di consentire la lettura dei verbali esclusivamente ai possessori di password certificata, in analogia a quanto avviene per la visualizzazione e per l’accesso a informazioni e procedure interne all’Amministrazione.
 A tal fine, gli uffici competenti (Ufficio Comunicazione on-line, Divisione Servizi Informatici – Qit, Ufficio Organi Collegiali) hanno predisposto una procedura che consentirà l’accesso al portale dei verbali degli Organi previa autenticazione con le credenziali unisiPass (username e password unica). 
Per evitare un uso improprio dei verbali:

Ogni accesso al portale verrà tracciato e conservato dall’Amministratore del Sistema per il periodo previsto dalla normativa vigente in materia.

– Tutte le comunicazioni con il portale saranno criptate, ossia non intercettabili dall’esterno, e l’autenticità del Server che ospita il portale sarà garantita da un certificato digitale rilasciato da GARR.

– I verbali scaricati conterranno la dicitura “Copia rilasciata a <nome utente>”.»

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51 Risposte

  1. … non so perché ma mi vien da pensare a certe istituzioni totali come i manicomi criminali!!!
    … tutto questo nel silenzio assenso della facoltà giuridica senese???

    GARRRRRRRRRRRRRRRRRRR

  2. Quindi chi non è in possesso di credenziali UnisiPass non potrà accedere agli atti? Che storia è questa?!!??
    Allora io scaricherò gli atti, eliminerò la dicitura “Copia rilasciata a” e pubblicherò tutto.

    Comunque, è palese che chi ha preso tale decisione non ha mai visto un computer in vita sua. Forse nemmeno una macchina da scrivere.

  3. …Trasparenza …questa sconosciuta!!!!
    Ma l’Università non è Pubblica amministrazione e l’accesso agli atti della PA espressamente regolato da una legge (241/90) che è stata definita legge sulla “trasparenza” delle attività amministrative???
    Non voglio fare l’Azzeccagarbugli di turno… non è il mio settore, ma mi pare che ogni limitazione dell’accesso agli atti della PA sia arbitraria e soprattutto “contra legem”!

  4. Ghinacco dixit:

    «Potrei semplicemente dire: ha scelto la Fabbro. Ma, invece, vorrei che tu riflettessi sul ruolo che Riccaboni, consapevolmente o inconsapevolmente oppure obtorto collo, sta svolgendo in tutta questa vicenda. Il Bisi sta cercando di santificare Piero Tosi, che ha preso una condanna in 1° grado di 9 mesi. Il problema grosso sono le responsabilità per la voragine che ha provocato in questo ateneo. Le indagini non sono ancora concluse ed avere il pieno controllo della macchina amministrativa è fondamentale per coprire altre e più grosse responsabilità. Riccaboni e la Fabbro sono funzionali in tutto questo. Senza i voti del Tosi, Riccaboni non avrebbe mai vinto. Diccelo tu Fourier: “che ha fatto di male Riccaboni?” È semplicemente ostaggio di questo gruppo…»

  5. Trasparenza o invisibilità?

    Tutto questo all’insegna della “trasparenza” per rendere “invisibili” gli atti pubblici.

  6. Claudio, Ghinacco, Nik, Grasso, Loré, alle armi ordunque oltre ogni ostacolo ardimentosi all’attacco! E a chi storce, ipocrita fariseo, la boccuccia sdegnosa gagliardi dedichiamo immagine irriverente di un ricercatore non tra i peggiori, Albert Einstein che mostra la lingua, con duetto Premio Nobel e medico cantante
    http://www.youtube.com/watch?v=-gibM5B6Zws! E per via del fatto che le pecore stanziali sono tante, gli studenti di passaggio, i politici in combutta tra loro chi ha sfasciato ricerca, decoro, futuro può continuare a fare lo spaccone e lo spiritoso!
    … mi ci metti, Giovanni Grasso da Campi Salentina, la foto di Einstein che fa la linguaccia e una candida ingenua pecorella?
    O non lo sai che una immagine anzi due valgono più di mille parole?
    O come la insegni l’umana anatomia, a chiacchiere o mostrando ai discepoli ossa e frattaglie varie?
    Lo so che tocco un tasto dolente, perché in questa sciagurata università stanno venendo meno anche le condizioni minime per dare ai futuri medici almeno una vaga idea di come è fatto il corpo umano! No?
    L’Anatomia Umana e la Medicina Legale fregano poco o punto? Rispondi in misura esaustiva e maniera dotta!
    Nik, sei un poco tardivo!
    Lo stai scoprendo solo ora che l’università è zona affrancata da logica e legge?
    Eppure la dovresti sapere lunga, visto il massacro cui sei stato sottoposto a riprova che il dimostrare d’aver fatto studi e ricerche di alta qualità e in grande quantità suscita rigetto e riprovazione tra gli accademici italici, che han da piazzare amici e parenti non portenti nè così internazionalmente accreditati…

  7. …ma chi se ne importa se fra i primi cento atenei del mondo non ce n’è manco uno italiano quando pure l’università – come abbiamo cercato di spiegare con questo giornale elettronico – è divenuta carrozzone ad uso e consumo di chi ci voglia collocar parenti, amanti, disoccupati, affiliati a partiti e a logge, sindacati, sessantottini recuperati, riciclati vari tanto l’è tutto virtuale e non virtuoso, si fa così per finta che ci si crede e guai ai senza fede, chè tanto siamo a Siena e si sa che son d’un ceppo solo palio, circo e corrida, esiti d’una epica sfida svolta a soddisfar genti latine bramose di miti e di riti e soprattutto di giochi e di fuochi: http://www.youtube.com/watch?v=TsdwjdV3zao

    …e coloro che vedono questo blog come il fumo agli occhi dimostrano d’esser anche – mi si scusi mi si – un poco miopi e mica furbi poiché la veritas pure in ambito di universitas l’è meglio venga fuori subito:

  8. … questo andazzo non è solo locale ma nazionale: meriti malvisti e manovre mascherate scandiscono a tutto stivale lo stile dell’homo italicus attuale!
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/02/gioacchino-genchi-cacciato-dal-paradiso-terrestre/79956/

  9. Ma nun ve pare de esagerà?

  10. Adesso la restaurazione della vandea dei baroni è completa… c’è più trasparenza nelle cose di contrada… e il che è tutto dire!

  11. Mi sembra incredibile. Una città che digerisce tutto come un gregge di pecore. Perché secretare atti pubblici se non per nascondere? E visto che non ha senso nascondere cose lecite vuol dire che si nasconde qualcosa di illecito. Ma tutti zitti. E in pochi ad attendere, fiduciosi, che qualcosa cambi. Ma a Siena non cambierà niente se non arriva qualche scossone imprevisto.

  12. Su questa incresciosa e scandalosa vicenda vale la pena di riportare quanto ha da dire il personaggio “Fratello Illuminato” sul noto social network Facebook:

    «Università di Siena: Il rettore Riccaboni forse pensando che l’università sia un ente privato decide di non rendere più accessibile a tutti la consultazione di atti pubblici fondamentali. Ma si rende conto della gravità di questa decisione? Cosa ne pensano i membri del cda e soprattutto cosa ne pensano le istituzioni pubbliche senesi e i partiti? La trasparenza dovrebbe essere il primo atto nei confronti della comunità. E poi siamo sicuri che questa decisione è legittima?»

    Al che, come costume del social network seguono dei commenti. Ne spigolo qualcuno:

    Uriel David: «E cosa ne pensano le istituzioni giudiziarie? Non credo che vi siano norme che legittimano il Rettore»

    “C.P.: «Le istituzioni giudiziarie non ne devono pensare niente. Loro non hanno le credenziali UnisiPass… cosa vogliono? Non si devono impicciare! (ironico).»

    James Anderson: «Si assiste al ritorno della solita arroganza baronale dell’era Berlingueriana-Tosiana ben rappresentata da Riccaboni è sostenuta dai vari Boldrini, Coluccia, Angelaccio, Iantorno, Cannamela, Mussari, Bisi e dalla miopia di tanti studenti docenti e dipendenti. Atena si faccia sentire su tutto e anche alla svelta. Maestro James»

    Fratello Illuminato: «Alla faccia della trasparenza e del messaggio culturale edificante teorizzato e messo in pratica dal rettore!!!!»

    E così via …

    Mi permetto di aggiungere qualcosa. A parte la correttamente richiamata poco sopra legge 241/90 sulla trasparenza degli atti amministrativi, va ricordato che in CdA non seggono solo membri interni all’Ateneo, bensì – sulla carta – sei membri esterni così distribuiti: uno del Comune di Siena, uno della Provincia, uno della Regione, uno della Camera di Commercio, uno del Monte dei Paschi e uno del Governo. Ora: mentre se fossero tutti interni si potrebbe arrivare a concepire i verbali in intranet (e comunque mai e poi mai con il tracciamento del visitante che, come dipendente, può accedere agli atti quanto vuole e come vuole), i cittadini che eleggono i consigli comunali, regionali, e provinciali, i soci e i contributori del Monte, i cittadini italiani in generale visto che c’è un rappresentante del governo e chi contribuisce alla Camera di commercio non si capisce perché non possano controllare come, da parte anche dei propri rappresentanti, vengano spesi i soldi pubblici dell’Ateneo.
    Spiace doverlo dire, ma questa delibera presenta gravi profili di illegittimità e comunque infrange totalmente e clamorosamente qualsiasi criterio di trasparenza, buon senso e buona pratica amministrativa e contabile.

  13. …come la si può in sintesi definire con una sola parola, eeeh?!?!?!

  14. Tutto questo all’insegna della “trasparenza” per rendere “invisibili” gli atti pubblici=ossimoro!

  15. Qua c’è un consigliere del CdA di Ateneo (mica un alieno!) che non avendo accesso diretto ai dati (obiettivi, risultati, valutazioni e cifre) scrive una lettera di richiesta al DG, al Presidente del CdA, al Rettore, ai Consiglieri di Amministrazione, al Nucleo di Valutazione e alla Procura:

    http://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:mVv4hL8YdUsJ:www.uilpa-ur.org/dallesedi/univ_trento/2009/2009_06_05_nota_migliarini.pdf+atti+dei+cda+universit%C3%A0&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEEShdAOwuN7ABOZBjW9bHvAUhUMvmUWJv5dDYPxHVGrxmtitapxWnEwbTyE2_hrdzFQmagtzrEG_voChq4tvOefRvE45kdNCj1hpviGuhX5l0MO6AwCAXdUqzJZKylhvG-9eKPNKa&sig=AHIEtbQ8lhUPAKirJaxhCXAJJt7JlF1bRw

    Il DG gli risponde col contagocce rifiutandosi di rivelargli gli obiettivi dei dirigenti.

    Era il 5 Giugno 2009. La rivoluzione di Brunetta sulla trasparenza forse non era ancora stata fatta.
    Oggi come oggi la rivoluzione di Brunetta dovrebbe essere oramai acqua passata ed il mondo dovrebbe essere cambiato. In nome della trasparenza qualsiasi cittadino dovrebbe avere accesso ai dati no?
    O la rivoluzione è rimasta solo una dichiarazione d’intenti confinata nella testa di Brunetta?

  16. Qua invece si dice che la Svezia cerca 100 specialisti in urologia, in chirurgia plastica e ricostruttiva, in chirurgia vascolare, in traumatologia e medicina di urgenza, in radiologia, pneumologia, psichiatria, pediatria, oftalmologia, neurologia, nefrologia, patologia neonatale, ginecologia e specialisti in medicina interna.

    http://www.ordinemedicilatina.it/node/17971

    Fate in tempo fino al 31 dicembre 2010.

  17. Domenico, mi dispiace, ma non cercano piantatori di grane!
    Se troverò qualcosa ti terrò presente.

  18. Oh! Con simpatia eh!

  19. Ringrazio Roberto Petracca per il link al caso interessantissimo di un consigliere d’Amministrazione dell’Università di Trento al quale si nega l’accesso agli atti, addirittura a quelli riguardanti gli obiettivi dei dirigenti, per i quali è concessa un’indennità di risultato che potrebbe configurare anche un danno erariale.

  20. Una voce fuori dal coro …

    Ho cercato di documentarmi sull’argomento proposto. Espongo i risultati della mia ricerca:
    – non ho trovato nessuna norma che imponga la pubblicazione dei verbali degli organi collegiali sul web;
    – in ogni caso il principio di pubblicità deve essere contemperato con la tutela della riservatezza dei dati personali dei soggetti che hanno a che fare con l’azione dell’Amministrazione (privacy);
    – normalmente, come previsto dalla l. 241/90, il diritto di accesso agli atti amministrativi si attua tramite richiesta orale o scritta da parte di chi vi abbia un interesse giuridicamente tutelato.

    Se questo è il quadro giuridico di riferimento, mi è sembrata una soluzione equilibrata il garantire l’accesso ai soli soggetti interni l’Ateneo (che poi è una soluzione migliorativa rispetto all’attuale, dato che da un anno non si pubblica più niente!) …qualunque altro soggetto interessato potrà chiedere agli uffici di estrarne copia secondo le regole generali (almeno credo) …

    Attendo solo di essere smentito …

  21. Mi associo al ringraziamento e all’apprezzamento a Roberto Petracca.

  22. Aggiungo che se i bilanci dell’ateneo fossero stati resi pubblici in rete non saremmo vittime di un disastro non riparabile né risarcibile unica università al mondo senza arruolamenti né avanzamenti dei docenti dichiarata fallita dal ministro del tesoro in carica!!!!!!!

  23. Cari Colleghe e Colleghi,
    mi sono trovato a mia insaputa tra i firmatari dell’appello “Difendiamo l’Università dalla Demagogia” proposto dalla Fondazione Magna Carta.
    Ho chiesto e ottenuto l’immediata cancellazione del mio nominativo dall’elenco dei sottoscrittori dell’appello di cui non condivido i contenuti.
    Inoltre il mio nominativo è stato inserito senza mia autorizzazione nell’articolo pubblicato in data 01/12/10 sul Corriere di Siena dal titolo “ Focardi e Bertelli firmano l’appello per Mariastella”.
    Su mia richiesta, in data odierna il Corriere di Siena ha pubblicato la mia smentita.
    Come avrete potuto apprendere da più articoli pubblicati in questi giorni, altri nostri colleghi sono stati arbitrariamente inseriti in liste di appoggio al DDL Gelmini come è accaduto a me.
    Con questa mia e-mail prendo pubblicamente le distanze da questo modo “disinvolto” di inserire nomi di presunti sostenitori di modelli e contenuti estranei alle proprie idee.
    Felice Menicacci

  24. Comprendo le motivazioni portate da “pane al pane”, genericamente le condivido, ma non le ritengo applicabili a casi come questo.
    Vorrei infatti far presente che il caso Università a Siena, con tute le sue implicazioni, è diventato un crocevia di legalità ma anche di etica.
    Solo per far capire la difficoltà di questo caso, e in modo provocatorio, voglio evidenziare che l’Università di Siena, fra le poche, o unica nel panorama nazionale, gode di contributi straordinari dalla Fondazione MPS, ente mal gestito e con uno statuto da riformare, ora pubblico e ora privato a seconda della convenienza del furbone di turno al potere, ma comunque nato come cassaforte dei Senesi e in possesso delle ricchezze accumulate da onesti cittadini senesi nei secoli (ora sperperate da degli incapaci), con nomine fatte in maggioranza da Comune e Provincia di Siena. A mio avviso dunque ogni cittadino è un piccolo azionista di tutte le storiche Istituzioni Senesi, Università compresa, e quindi legittimato a sapere tutto ciò che le riguarda.
    Anche perché abbiamo ben visto che i rappresentanti istituzionali nominati a controllo, tutte persone prezzolate, hanno completamente fallito nel loro ruolo e forse agito nell’interesse di gruppi e non della Comunità.
    Fermo restando che sono un fautore della trasparenza a tutti i costi; chi si avvale della privacy in ruoli pubblici e al servizio della Comunità come questi mi puzza tanto di opportunista (se non peggio).

  25. Ormai non c’è più tempo né ci si può fidare di nessun “rappresentante democraticamente eletto” specialmente a Siena dove è avvenuto l’inverosimile e non credo che circolino deficienti o delinquenti di taglia tale da consentire ipotesi di cieca fiducia in personaggi che agiscono all’insegna di una infame continuità con il passato.

    Adesso c’è la caccia all’uomo, a Julian Assange, con un pretesto qualsiasi. Non sappiamo chi sia Assange e cosa voglia, quel che è certo è che ha svelato gli “arcana imperii” e, fra le altre cose, ha dato il colpo definitivo alla credibilità delle democrazie le cui classi dirigenti ingannano l’ignaro cittadino facendo ogni giorno, ogni ora, sottobanco, l’opposto di ciò che affermano pubblicamente.

  26. Cosimo caro,
    tu che tanto sovente mi hai dato dell’ingenuo, che credi forse che in qualche parte del mondo esistano politici o politicanti “onesti”???…

  27. @ Pane al pane
    Ovviamente non sono affatto d’accordo con le considerazioni di “Pane al Pane” in primo luogo perché ciò a cui bisogna sempre rifarsi nell’interpretazione delle leggi (e purtroppo questa materia è molto “interpretata) è lo “spirito” della legge, ossia l’idea alla quale il legislatore si è ispirato nell’estensione della stessa; e in questo caso, lo “spirito” era ed è quello di impedire che la PA “faccia i cazzi suoi” andando in tasca ai cittadini che pagano le tasse… tragga “pane al pane” le conclusioni se questo è o non è il caso del nostro ateneo!!!

    Se si va a vedere la legge, poi, è da ricordare che la materia dell’accesso ai dati della PA è regolata oltrechè dalla 241/90, anche dalla cosiddetta 15/2005 che recepisce, tra gli altri, atti, sentenze, istanze derivati dalle esperienze fatte e anche da direttive di carattere Europeo
    http://www.iusreporter.it/Testi/modesti1-dirittoaccesso.pdf
    Chi avesse tempo e voglia di andarsi a leggere tutto il papiro, noterà, tra l’altro, spunti importanti concernenti il fatto, per me di grande rilevanza, rispetto alle considerazioni di “pane al pane”, che, anche in accordo con sentenze del Consiglio di Stato, “l’applicazione del segreto amministrativo rappresenta l’eccezione non la norma”.
    Tra i passi più significativi leggo, tra l’altro:
    – La dottrina più attenta ha ritenuto che l’attività amministrativa, rectius le norme prodotte in ambito amministrativo aventi ad oggetto i cittadini, finiscono per garantire “i diritti civili e sociali nei confronti dell’amministrazione” – …e inoltre: – In merito alla natura del diritto di accesso, definito come “il diritto degli interessati di prendere visione ed estrarre copia di documenti amministrativi” la sua natura giuridica risulta essere quella di diritto soggettivo alla informazione. –
    Questo detto, ritengo che quelli citati da “Pane al Pane” siano, alla fine, solo i cavilli che i “banditi di stato” (quelli stessi che hanno ridotto il nostro ateneo nelle condizioni in cui si trova) usano per evitare di essere vincolati in qualunque modo da una normativa di legge il cui intento è ben chiaro a tutti.

    @ Roberto Petracca
    Essere un “piantagrane” nel contesto del “pecoronismo” diffuso del quale il grande Cosimo ha più volte fatto un quadro colorito e realista, mi sembra una grande nota di merito!!!

  28. Ormai non c’è più tempo né ci si può fidare di nessun “rappresentante democraticamente eletto” specialmente a Siena dove è avvenuto l’inverosimile e non credo che circolino deficienti o delinquenti di taglia tale da consentire ipotesi di cieca fiducia in personaggi che agiscono all’insegna di una infame continuità con il passato.

  29. Naturalmente, Domenico. Mi sono permesso di fare una battuta su di te perché immaginavo che l’avresti interpretata correttamente. Andare controcorrente non è facile. Richiede un coraggio che se uno non ce l’ha non se lo può dare. Quelli come te, male che vada, costringono tutti gli altri a porsi delle domande. Già solamente questa è una gran bella nota di merito.

  30. Non sfiduciare una amministrazione che ha paura della pubblicità?
    Il nuovo governo dell’ateneo senese non dà la caccia a chi ha fatto sparire un quarto di miliardo di euro ma a chi si accosta agli atti pubblici!

    Da essere umano, persona viva, cittadino senese, prima che da studioso appassionato o medico legale o professore universitario, voglio e debbo sapere e far sapere urbi et orbi – pretendendo pene e relativi recuperi – dove sono finiti i soldi della comunità e da chi sono stati sottratti o distratti.

    Altro che bilanci da rendere riservati nel nome di una “privacy” che neppure là dove ha motivo di esistere – cioè per i dati sensibili, sanitari, sessuali – prevale sul pubblico interesse, tanto che si deve sapere, per poter intervenire con la forza, di ogni caso di malattia infettiva o venerea che metta a rischio la salute altrui.

    Un quarto di miliardo di euro svaniti, scomparsi, sfumati, un ateneo fallito e sputtanato, il futuro compromesso a migliaia di persone che a vario titolo con l’università e nell’università agiscono… e non poter nemmeno sapere chi sono gli irresponsabili da manicomio criminale che hanno prodotto questa devastazione di una essenziale risorsa culturale, di un eccezionale monumento storico, di un alto riferimento internazionale.

    E quelli che oggi vorrebbero amministrare e governare macerie e vittime nel nome di un non meglio definito “uso improprio” decidono di secretare verbali e bilanci e schedare chiunque osi rendere di pubblico dominio notizie e dati o anche solo informarsi.

    Di qualsiasi “cosa” nella umana convivenza si può fare “uso improprio” ma, sempre che ci si trovi in ambiti civilizzati, il confine da non valicare è solamente quello oltre il quale si configura l’”illecito penale” ed è un giudice a stabilire se la violazione della norma penale sussiste.

    Altrimenti per evitare l’”uso improprio” dei libri che chiunque può impugnare e brandire alla stregua di corpi atti a contundere si interverrebbe ostacolandone l’accesso e registrando tutti i potenziali pericolosi aggressori, prima facie fruitori di sussidi culturali cartacei.

  31. Caro Professor Grasso, ha commentato da qualche parte il seguente punto del resoconto della stessa seduta del CdA alla quale si riferisce?
    “Il Rettore d’intesa con il Direttore Amministrativo presenta copia del contratto stipulato con la Dott.ssa Ines Fabbro in data 15 novembre 2010”

  32. Mi permetto di riportare un estratto dal Regolamento di Ateneo sul Funzionamento del Consiglio di Amministrazione (approvato nel 2007):

    art. 11 c.2: 2.
    Il verbale delle adunanze è pubblicato sul sito intranet dell’Ateneo. Chiunque abbia un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata all’oggetto, può presentare all’Ufficio Organi Collegiale richiesta di accesso agli atti secondo le modalità definite nel Regolamento di Ateneo in attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241 in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.

  33. Caro Professor Lorè, avendo a disposizione già un suo blog per trattare gli argomenti che le stanno a cuore, perchè non prova a fare in modo che chi vuole seguire i temi trattati in questo possa farlo senza dover necessariamente confrontarsi con i suoi commenti su altri temi? Sebbene il blog continui ad offrire un servizio utilissimo, mi pare si stia riducendo la varietà dei punti di vista che lo ha sempre contraddistinto e temo che ciò dipenda anche dal fatto che gli interventi di pochi invadano il campo. Mi scuso per la richiesta se inopportuna, ma è sempre più difficile seguire il filo della discussione, in questi ultimi tempi.

  34. L’art. 11 c. 1 però stabilisce:
    Le delibere del Consiglio di Amministrazione sono pubbliche e, ad eccezione di casi in cui trattino argomenti soggetti a riservatezza, sono pubblicate sul sito internet dell’Ateneo. L’Ufficio Organi Collegiali ne curerà l’inoltro ai soggetti interessati ai fini della loro esecuzione.

    Sembrerebbe che la questione si sposti dalla pubblicazione del verbale integrale alla pubblicazione sul web delle singole delibere assunte, evidentemente organizzate “ratione materiae”, tranne i casi soggetti a riservatezza …

    … che potrebbero essere quelli previsti dall’art. 24 della L. 241/90, per cui è escluso il diritto di accesso.
    Il regolamento di Ateneo di attuazione della L. 241/90(art. 24) ne ha specificato le fattispecie concrete …

  35. Son in stimmung con Cosimo Loré: la democrazia è tale se tutti gli atti sono pubblici, se viene abolito il “segreto di stato”-tanto caro ai delinquenti al potere. Ma qui del buco o dei buchi i baroni vandeani non trattano: qui tutto langue, siamo al Bengodi. Mussari dà 50.000 euro alle contrade per “lavori di restauro” ed è accolto dai big come Civai, l’istriciaiolo che ora ha le mani in pasta anche al Santa Maria assieme alla Piccinni, al “professor” Boldrini, al pluripremiato Calabrese, ecc. Coordina tutto la Granchi – le strenne Mps -, ormai attiva nel ruolo de “L’amante di Rigoletto”.
    Se sei dei loro puoi anche dire che il Santa Maria era una banca coperta dalla effige di Maria come ha detto la Piccinni, che ha il feudo al dip. di Storia, puoi anche intascare “per il bene comune” 50 miliardi come ha fatto la Campioni… e pubblicare con i soldi che danno Mussari e l’arcagnol Gabriello… Se no puoi crepare e avere il ruolo di servo della gleba. Se poi hai un fratello finocchiaro nei guai ci sarà qualche Pisapia pronto…

  36. Io veggio il Mondo tutto arretrosito,
    Che chi de’ dar, domanda a chi de’ avere,
    E chi promette non vuole attenere,
    Colui che offende accusa poi il ferito.

    Prosciolto è il ladro, e ‘l giusto è poi punito,
    E ‘l tradimento tiensi un più sapere;
    Così inganna l’un l’altro a più potere,
    E chi fa peggio, ha miglior partito.

    Domenico di Giovanni “il Burchiello”
    Firenze 1404-Roma 1449

  37. Chiedo scusa a “pane al pane” che si esprime come un avvocato e sembra quindi esperto della materia, ma non capisco dove voglia arrivare. Gli sarò personalmente grato se vorrà essere più “esplicito”.
    Per quanto ne so ho visto che la 241/90 è stata rivisitata e modificata, proprio per quanto attiene agli artt. 22, 24 e 25, con la legge 15/2005 (se non ho capito male) http://www.parlamento.it/parlam/leggi/05015l.htm .
    Ma ben al di là di tutte le considerazioni “tecniche” rimangono le questioni di fatto e di opportunità egregiamente poste da Cosimo Lorè…senza trascurare, ovviamente, che poi, anche a fronte di tutte le leggi di questo mondo, gli “amministratori” fanno come meglio credono, in barba a leggi, regolamenti, statuti e via discorrendo…parlo per esperienza personale!

  38. @ Carlo: «caro Professor Grasso, ha commentato da qualche parte il seguente punto del resoconto della stessa seduta del CdA alla quale si riferisce?
    “Il Rettore d’intesa con il Direttore Amministrativo presenta copia del contratto stipulato con la Dott.ssa Ines Fabbro in data 15 novembre 2010″».

    All’argomento verrà riservato un post ad hoc.

  39. @ Nik
    … a cosa voglio arrivare ? … ma è semplice: a conoscere la normativa e, pertanto, a valutare se la presa di posizione del Rettore è legittima oppure no.
    Per quanto attiene al testo della l. 241/90, coordinata con le ultime modifiche (ultima 2009) vedi la pagina http://www.altalex.com/index.php?idnot=550.
    Non parlo come un avvocato, ma solo come uno che capisce un po’ di diritto e vuole andare in fondo alla questione …

  40. Il blog non è luogo di intrattenimento e dibattito ma prezioso strumento di informazione e denuncia per la comunità accademica e per chiunque voglia conoscere le vicende del nostro ateneo, visto il sinistro silenzio stampa locale e nazionale.

    La ragione d’essere del blog sta nella terribile crisi a livello di risorse umane prima che finanziarie, come dimostrato drammaticamente dal fatto che chi scrive è l’unico professore di ruolo dell’ateneo senese che ci mette faccia e firma.

    Responsabile e credibile non può essere un ateneo dove si è docenti solo all’interno del sicuro recinto del settore disciplinare, ma ci si comporta da struzzi di fronte ad eventi da cui dipendono decoro e sopravvivenza di ognuno.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/04/non-sfiduciare-una-pa-che-teme-la-pubblicita/80284/

  41. Caro “Pane al Pane”,
    grazie per la precisazione… ma qui veniamo al punto dolente.
    Ti dico solo questo: io ho fatto istanza di accesso ad atti dell’amministrazione dell’azienda ospedaliera nel Marzo scorso e per questioni che mi riguardano personalmente. La mia istanza è stata definita “eccessivamente articolata” e mi è stato chiesto di semplificarla… l’ho semplificata e… sto ancora aspettando!
    Per contro, il mio avvocato ha fatto istanza di accesso ad atti che mi riguardano in relazione alla mia convenzione con l’azienda ospedaliera. Lo stesso legale dell’azienda ha detto che in questo caso l’istanza era “troppo generica” e di conseguenza… stiamo ancora aspettando!
    …considera che i tempi “di legge” per la risposta sono 60 giorni e qui, nell’un caso e nell’altro sono passati diversi mesi!
    Conclusione? L’amministrazione fa come vuole e il cittadino sopporta! Se non sopporta deve rivolgersi a legali e tribunali e spendere un patrimonio per ottenere il rispetto di un suo sacrosanto diritto.
    Ergo non è possibile, in questo paese e allo stato attuale di corruzione e degrado morale della PA, capire cosa per legge è consentito e cosa non lo è semplicemente perchè la legalità è sistematicamente violata e che la legge ci sia o no è assolutamente irrilevante!…se così non fosse, il famoso “buco” di bilancio non si sarebbe prodotto o, per lo meno, ad oggi tutti sapremmo i nomi e cognomi di colpevoli e/o mandanti…d’altra parte, rifletti un po’ con me: il “buco di bilancio” corrisponde ad una quantità di tasse non corrisposte all’erario (o sbaglio?)… e qual è la Legge che consente ad una PA di non pagare le tasse?
    Se convieni con me su questi punti, vedi bene che la tua ricerca non può portarti da nessuna parte.
    La PA di questo Paese mi sembra purtroppo pullulante di zone franche (evviva l’autonomia universitaria!) nelle quali nessuna legge ha o può avere alcun valore o effetto!

  42. Caro Nik,
    mi permetto di farti notare che una ricerca sul diritto ha lo scopo (certo non indifferente) di cercare di capire se, in una data occasione, lo stesso sia stato violato … e, nel caso di accertata violazione, di INCAZZARMI ed agire, sempre nell’alveo della legalità, nelle forme a me possibili (e che possono essere anche diverse da persona a persona) … tutto qua … anche perché incazzarsi contro atti che poi risultano in toto legittimi può finire con l’essere anche controproducente rispetto al fine che si persegue(e questa è affermazione di mero principio che non fa riferimento a nessuna fattispecie concreta esposta su questo blog).

  43. …questo lo capisco perfettamente …quando le regole (o leggi) sono chiare e gli abusi non sono consentiti; ma mi pare che questa non sia la situazione dell’università… ossia, tanto per rimanere sulle cose dette: non pagare le tasse non è contrario alla legge? Evidentemente lo è e chi non paga le tasse viene sanzionato; domanda: che tipo di sanzioni sono state inflitte a chi ha amministrato il nostro ateneo omettendo di pagare le tasse (si parla o no di contributi non versati?)… nessuna! Ergo, la legge non vale per l’università… e se non vale per queste cose, perché dovrebbe valere nel caso delle restrizioni all’accesso a dati e/o atti amministrativi?
    Potrei fare numerosi esempi di mancato rispetto o palese violazione di regolamenti e dello Statuto che, allo stesso modo non vengono né verranno mai sanzionati… ma non mi voglio dilungare.

  44. legibus soluti ovvero “fuorilegge” (vecchio west!)

  45. …almeno nel Far West o nella Giungla ti potevi “organizzare” per difenderti… qui sei solo condannato a prendertela in c***!!!!

  46. A proposito di trasparenza, avete reso pubbliche le valutazioni degli studenti ai vostri corsi? Mancano alcuni nomi…

  47. […] (5) OkNotizie TweetShare Non sfiduciare una Pa che teme la pubblicità? Come racconta nel suo blog Giovanni Grasso, docente ordinario dell’Università di Siena, il nuovo governo dell’ateneo […]

  48. […] in precedenza comunicato, cominciamo a rendere pubblici – con l’augurio che anche l’amministrazione universitaria […]

  49. […] Grasso. I verbali del senato accademico e del CdA dell’università di Siena saranno disponibili su il senso della […]

  50. […] dei verbali degli organi collegiali consentito ai soli possessori di password certificata, con schedatura dell’utente e stampigliatura del suo nome su tutte le pagine del documento. 4) Il nome del Direttore […]

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