Nelle edicole senesi è oggi in vendita a 0,20 € un agile periodico (8 pagine, 25×34 cm) di libera informazione intitolato “La Mosca al naso”. Riportando il primo editoriale del periodico, rivolgiamo ai colleghi della redazione i nostri più sinceri auguri nella speranza che il sicuro successo li convinca a trasformarlo presto in quotidiano.
Editoriale
Eccoci qua! Abbiamo pensato che nell’informazione locale mancasse qualcosa: la voglia di dirci anche Ie cose meno piacevoli e di riderci sopra senza timore di passare per denigratori di Siena e del suo prestigio. Ed allora ecco qua, un periodico nuovo di zecca che guarderà ai fatti cittadini con ironia, senza la pomposità spesso imperante. Sappiamo che non tutti gradiranno, soprattutto quei vertici cittadini abituati all’adulazione ed all’adorazione, seppur talvolta velata da una qualche battuta banale. La nostra Mosca sa quindi in partenza che potrà essere fastidiosa, che farà spesso saltare, appunto, “la mosca al naso”, ma è proprio quello che vogliamo. Aiutateci a farla volare in libertà. Ad essere insistente ed imprevedibile, dandoci notizie anche minime, mandandoci foto, suggerimenti, interventi magari brevi; tante chiacchiere non aiutano a capire il succo. Ma scherzare non vuol dire banalizzare. Gli argomenti più rilevanti per la vita cittadina saranno al centro della nostra attenzione e qualche volta non potremo fare a meno di approfondirli. Sempre, ovviamente, con ironia e semplicità. Auguri a tutti gli “addetti ai lavori” per gli impegni che Ii attendono. Un cardiale saluto di benvenuto ai lettori.
La Redazione
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Contro l’indifferenza e l’ignavia è giunta l’ora della rottura anche nell’Università. Come diceva Leonardo Sciascia, «credo si possa usare il verbo rompere in tutta la sua violenza morale e metaforica. Rompere i compromessi e le compromissioni, i giochi delle parti, le mafie, gli intrallazzi, i silenzi, le omertà; rompere questa specie di patto tra la stupidità e la violenza che si viene manifestando nelle cose italiane; rompere l’equivalenza tra il potere, la scienza e la morte (…); rompere le uova nel paniere, se si vuol dirla con linguaggio e immagine più quotidiana, prima che ci preparino la letale frittata.» Consideriamo il ruolo dei “barbari” nell’Università, partendo dai chimici, con un articolo sull’Università della Basilicata, valido anche per la realtà senese. Con due differenze: a Siena la situazione è ancora più drammatica (ci ritorneremo con dati precisi) e, cosa più importante, è a rischio un Ateneo di 766 anni d’età, non un 25enne come l’Università della Basilicata. Dell’Ateneo lucano ci siamo già occupati: si veda il 






















