«Piccola scienza»

Erwin Chargaff (scritto del 1979). Quel che mi auguro è l’introduzione o, più propriamente, la reintroduzione di condizioni di lavoro che consentano a un uomo di effettuare, magari con due o tre collaboratori più giovani, le proprie ricerche in modo degno e tranquillo. Gradirei che il chiasso e gli schiamazzi e le masse popolari degli stadi e delle arene dei circhi siano tenuti lontani. È prevedibile che questo avvenga soltanto se non ci saranno più crediti giganteschi né il relativo corredo retorico di parole d’ordine, cioè quando fronzoli del tipo «rivoluzione scientifica» e «centri di eccellenza», «ricerca interdisciplinare d’équipe» e peer review saranno soltanto brutti ricordi di un cattivo passato. Delicatamente e con timore reverenziale il ricercatore del futuro – questa pallida immagine dei miei sogni – cercherà di mettere in luce ciò che riposa nella natura, e il modo con cui egli lo farà determinerà il valore della sua scoperta. Cercherà di evitare le grigie strisce di natura corrosa, che le sue macchine di misurazione lasciano solitamente dietro di sé e nei limiti del possibile si terrà lontano dal METODO, questo bulldozer della realtà. Procederà con lentezza, perché egli sarà uno dei pochi. Si farà una ragione dell’immutabile fatale condizione che tra lui e il mondo c’è sempre la barriera del cervello umano. Ma, soprattutto, sarà consapevole del buio eterno che deve circondarlo mentre scruta la natura.

Una Ministra fuori dal Comune

Letizia Moratti

Letizia Moratti

Aldo Ferrara. È notizia di questi giorni che la Signora Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, candidato Sindaco a Milano per la Casa delle Libertà (CdL), abbia iniziato la sua campagna elettorale all’insegna del porta a porta (è il marchio della CdL) nelle vie della città lombarda. Intende, infatti, secondo Panorama, recepire dalla gente i problemi della città. Un modo come un altro per fare campagna elettorale. Ma c’è il solito ma.
Senza voler porre alcun accento sulla presenza o meno della scorta pubblica, obbligatoria per un Ministro di Stato, che Panorama smentisce e di cui dovremmo prendere atto, va comunicato al Ministro che il Dicastero, che regge pro-tempore, si trova a 600 kilometri di distanza in Viale Trastevere. Cosa dice il Signor Ministro in merito alla disattenzione dei suoi servigi pubblici trascurati per interessi politici personali? Quando governa, se è in campagna elettorale a tempo pieno? Quando mette le firme sui Decreti Ministeriali? Insomma quando fa il Ministro per cui riceve anche un lauto emolumento dall’Erario? Grazie, Signora Ministra, della Sua eventuale risposta. Comprendiamo che non può scindere salomonicamente la Signora Brichetto in campagna elettorale dalla Signora Moratti, Ministro di Stato, ma come non rendersi conto che siamo in presenza di grave gravissimo assenteismo? Perchè non si dimette, dando un segnale di trasparenza e correttezza? Non solo ma stiamo pensando a qualche personalità senese che magari si presenterà alle elezioni. Giusto, è un diritto che va rispettato ma senza auto blu o di altro colore.

Obbligo di denuncia

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Obbligo di denuncia ampio: il dipendente pubblico deve avvertire la Procura degli illeciti

L’impiegato pubblico ha il dovere di denunciare tempestivamente alla competente Procura della Repubblica e della Corte dei Conti ogni attività illecita e dannosa, e se si sottrae a tale dovere, risponde in solido dei danni, come se li avesse cagionati. (Sezione I centrale della Corte dei Conti, 31 agosto 2005, N. 266/A).

E i ricercatori aspettano!

Una mail di un consigliere di Amministrazione dell’Università di Siena, circa l’estensione della partecipazione di tutti i ricercatori universitari ai Consigli di Facoltà, ha scatenato una polemica: da leggere e meditare.

1° comunicato
A tutti i Ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Vi informo che durante il Consiglio di Amministrazione di ieri il Magnifico Rettore ha comunicato l’estensione a tutti i Ricercatori a partecipare ai Consigli di Facoltà e ad avere diritto di voto. Cordiali saluti, Tizio, 31 gennaio 2006.

2° comunicato

A tutti i Ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Cari Colleghi, contrariamente a quanto inviato dal dott. Tizio Vi informo che durante il Consiglio di Amministrazione di lunedì 30 Gennaio il Magnifico Rettore ha comunicato l’IMPEGNO DEL SENATO ACCADEMICO a far sì che tutti i ricercatori facciano parte del Consiglio di Facoltà e quindi abbiano diritto di voto per il Rettore. Come tutti sapete la questione è in discussione da tempo e c’è anche un’apposita commisisione che sta lavorando. PER IL MOMENTO NON C’E’ NULLA DI FATTO, e per il nuovo rettore voteranno solo i Ricercatori eletti in facoltà. Con i miei migliori saluti, Sempronio (rappresentante dei ricercatori in C.d.A.), 1 febbraio 2006.

3° comunicato
A tutti i Ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Data l’inesperienza di Sempronio come Ricercatore e Rappresentante sindacale degli stessi, è chiaro che non può sapere che la battaglia intrapresa per tutti i Ricercatori è stata portata avanti da più di venti anni, in particolare da A. C., M. G. e me, e che quindi il risultato ottenuto, a cui il Senato Accademico si era sempre in passato opposto, E’ DI GRANDISSIMA RILEVANZA. Per un errore di trascrizione della Segretaria, è mancata l’ultima frase: “Vi informo che durante il Consiglio di Amministrazione di ieri il Magnifico Rettore ha comunicato l’estensione a tutti i Ricercatori a partecipare ai Consigli di Facoltà e ad avere diritto di voto DALLA PROSSIMA ELEZIONE DEL RETTORE E, PURTROPPO, NON DA QUESTA”. Al contrario, la presenza nei Consigli di Facoltà avverrà, con i tempi tecnici dovuti, ma già da quest’anno. Con questo chiudo qualsiasi possibilità di dialogo con piccoli speculatori, che cercano di introdursi in un cammino di lotte sindacali che è durato venti anni e di cui non potevano sapere, visto che per la stragrande maggioranza di questi anni facevano i tecnici amministrativi nelle segreterie. Sarà cura del C.N.U. e degli altri sindacati rappresentativi dei Ricercatori universitari accelerare i tempi dell’immissione in Facoltà di tutti i Ricercatori. Cordiali saluti, Tizio, 1 febbraio 2006.

4° comunicato
Gent.mo Sempronio, nell’ultima riunione del CdA abbiamo approvato le modifiche al Regolamento Elettorale per la costituzione degli organi dell’Università degli Studi di Siena, approvate dal SA nella seduta del 5 dicembre u.s.. Le modifiche riguardano gli artt. 1-bis e 3; l’art.1-bis, in particolare, estende la partecipazione all’elezione del Rettore anche al personale tecnico e amministrativo a tempo determinato; l’art.3 indica la nuova composizione del seggio elettorale. Le modifiche approvate non riguardano pertanto un’estensione della partecipazione al voto dei ricercatori.
Cordiali saluti, Caio, 1 febbraio 2006.

5° comunicato
Per quello che ricordo e ho capito, il diritto di voto sarà attivo non da queste, ma dalle prossime elezioni del Rettore in quanto l’estensione prevede una modifica statutaria e i tempi sono troppo brevi per attuarla in tempo. Un saluto, Domitillo, 1 febbraio 2006.

6° comunicato
Cari Colleghi, lasciamo da parte ogni forma di polemica strumentale, ma mi aspettavo una risposta del genere dall’esperienza di cui si vanta il dott. Tizio: UN MERO ERRORE DI TRASCRIZIONE CHE GUARDA CASO ERA PROPRIO NELLA PARTE FINALE E FONDAMENTALE e per di più fatto da una “distratta segretaria”. Prima di diffondere notizie FALSE, che hanno creato non pochi malumori in chi mi ha telefonato e si è sentito rispondere che non poteva nè venire in facoltà, nè votare per il Rettore, sarebbe bene pensarci due volte e non farne di niente. E non è stato detto neppure DALLA PROSSIMA ELEZIONE perchè sarà possibile SOLO se verrà approvata la modifica statutaria, superando le forti opposizioni in atto. Approfitto, per sgombrare il campo da ogni equivoco che nell’ultima riunione del CdA abbiamo approvato le modifiche al Regolamento Elettorale per la costituzione degli organi dell’Università degli Studi di Siena, approvate dal SA nella seduta del 5 dicembre u.s.. Le modifiche riguardano gli artt. 1-bis e 3; l’art.1-bis, in particolare, estende la partecipazione all’elezione del Rettore anche al personale tecnico e amministrativo a tempo determinato; l’art.3 indica la nuova composizione del seggio elettorale. PER QUELLO CHE RIGUARDA LA MIA INESPERIENZA, CARO Tizio, FARESTI BENE A PENSARE ALLA TUA. Grazie della cortese attenzione e scusate, Sempronio, 1 febbraio 2006.

7° comunicato
Gli antichi dicevano che la vecchiaia è saggezza, e loro vivevano in epoche in cui si poteva essere vecchi a 35 anni…! Io pensavo di essere, insieme con i miei amici, giunta ad un’età ‘vecchia’, o meglio matura: pensavo di essere arrivata dunque a vedere le cose da quella distanza e con quel distacco che fa sì che l’animo si compiaccia più di assolvere che di condannare. Pensavo insomma di aver raggiunto quella età che, oggi, ci induce a fermarci e ad attribuire al tempo la sua giusta valenza ‘precaria’, proprio perchè ci accorgiamo che è incredibilmente precario il tempo che ci rimane; ma soprattutto perchè incominciamo a capire, banalmente, che non possiamo più perderci dietro i moti dell’ira, della rabbia, della stizza: incominciamo a capire che la comprensione delle cose, delle azioni, dei comportamenti deve necessariamente precedere i movimenti delle risposte e delle reazioni; perchè incominciamo a capire che il rischio del conflitto ha tempi di risoluzione che non ci possiamo più permettere, specialmente quando il nostro ruolo di rappresentanza ci impone di difendere gli interessi dei nostri rappresentati (in questo caso dei nostri colleghi). Se questa riflessione ha un senso allora ben venga l’attivismo positivo di Tizio e se anche, eziandio, ci ha inviato un messaggio con un refuso cerchiamo di adoprare quella vecchia consuetudine di telefonarci, di sentirci per scambiarci turbamenti e preoccupazioni anche perchè poi alla fine tutti noi lavoriamo per lo stesso scopo: il riconoscimento dei ricercatori nello status giuridico di professore universitario a tutti gli effetti.
Buon lavoro e un caro abbraccio a tutti voi. Dominus, 2 febbraio 2006.

8° comunicato
Cari amici, ho letto uno scambio di messaggi sulla annosa questione della dignità del ruolo di ricercatore nell’ateneo di Siena. Sono stato chiamato in causa e per questo mi permetto di scrivere queste due righe per segnalare che è stato fatto un notevole passo avanti, con un impegno “politico” del Senato accademico nel senso della modifica di statuto. E’ ovvio che l’impegno non è ancora l’accoglimento della nostra richiesta legittima di modifica dello Statuto che riconosca pienamente la funzione docente dei ricercatori con la loro partecipazione nei Consigli di Facoltà e con diritto di voto. Di questa mia insoddisfazione vi è traccia documentata. Tuttavia non sottovaluterei la portata di quanto è avvenuto e mi permetto di chiedere ai rappresentanti dei ricercatori e ai ricercatori tutti di soprassedere a dannose polemiche interne alla categoria e di ricercare la massima unità, ora che l’obiettivo è raggiungibile anche se non scontato. Mi auguro solamente che quanto prima possiamo tutti insieme, qualunque sia l’appartenenza sindacale, brindare per aver sconfitto una sorta di “tabù” per l’impegno e la caparbietà profusi da tutti coloro i quali abbiamo considerato questo obiettivo qualificante e irrinunciabile.
Un caro saluto, Mariano Giacchi, 7 febbraio 2006.

9° comunicato
Cari colleghi, dopo le false notizie circa la partecipazione di tutti i ricercatori ai Consigli di Facoltà con diritto di voto anche per l’elezione del Rettore, diffuse dal collega Gioffrè, colpevolizzando in seguito “una distratta segreteria” che sicuramente dovrebbe occuparsi di altro e non di diffondere comunicati sindacali, è arrivato il “PRONTO SOCCORSO MEDIATICO” attivato a tempo di record dalla prof.ssa Coluccia (non Dominus) adducendo tutto ad un refuso tipografico, ma plaudendo a che “ben venga l’attivismo positivo (ANCHE SE FALSO n.d.r.) del dott. Tizio, ecco scendere in campo anche Mariano Giacchi, chiamato in causa, e anche lui per prendersi le sue brave medaglie da appuntarsi in petto per il lavoro fatto in Senato.
Vorrei ricordare, in particolare ai colleghi di medicina, che nella sua ventennale esperienza il dott. Tizio e gli altri di essersi dimenticati che in Facoltà le rappresentanze dei ricercatori erano scadute dal Luglio 2002. Nonostante la mia continua richiesta ai rappresentanti, dopo il mio passaggio nella fascia dei Ricercatori, la situazione si è sbloccata dopo che avevo più volte manifestato al Preside verbalmente e per iscritto la mia insoddisfazione e grazie anche all’aiuto di Mariano Giacchi.
Sempre sul tormentone Ricercatori sopo spuntati in rete due siti del prof. Giovanni Grasso, che per dare maggior suspence alla vicenda si permette di riportare integralmente le e-mail, ma con firme di comodo e visto che tutti siamo stati battezzati, io sicuramente, con nome e cognome sarebbe opportuno fare a meno di Tizio, Caio, Dominus ecc. oppure togliere tutto.
Associandomi infine a tutti coloro che hanno a cuore la sorte dei Ricercatori e si battono per il giusto riconoscimento dello status giuridico di professore universitario SENZA APPUNTARSI MEDAGLIE AL PETTO O ALLA BANDIERA DEL PROPRIO SINDACATO, mi auguro che tutto questo polverone venga spazzato via dal primo acquazzone primaverile e si torni a discutere seriamente, senza falsità e ambiguità.
Con i miei migliori saluti. Giuliano Cinci (non Sempronio), 10 febbraio 2006.