Nulla si deve “lasciare da parte” se si vuole individuare ogni responsabilità (…anche lontana) del dissesto dell’ateneo senese

Cosimo Loré. Le ricorrenti critiche ai lavori in corso sul fronte della stampa (in particolare del settimanale Panorama) e della giustizia, finalmente impegnate a far luce sulla tragica situazione dell’università di Siena, attengono ad una ben nota tattica fumogena posta in essere ogniqualvolta si tenta di identificare i rei di un sistema criminale che sta affondando la nostra comunità nazionale, grazie allo scempio provocato dai cosiddetti insospettabili. Così se si studiano e si indagano determinate patologie non ci si può rivoltare perché si omette la descrizione dei soggetti sani…
Non v’è dubbio che il pregio e la gloria dell’ateneo senese sono conseguenza dell’assidua attività di tanti ricercatori che sono oggi le vittime di una crisi annunciata (stupisce la sorpresa dei docenti che sembrano solo ora risvegliarsi da un lungo torpore, malgrado le ripetute anche se rare voci di chi, a cominciare da questo blog, da anni informa e critica, denuncia e reclama). Una crisi dagli effetti disastrosi per l’immagine dell’intera istituzione. Una crisi di macroscopica pertinenza penale. Un’inchiesta giornalistica o giudiziaria come anche ogni indagine scientifica devono evidentemente attenersi al proprio ambito predeterminato e circoscritto.
Pertanto, preoccupa non poco che siano anche autorevoli esponenti dell’accademia a tentare varie manovre diversive pericolosamente di ostacolo all’unica urgente, doverosa e drammatica necessità: la definizione di fatti, misfatti e responsabilità! Il resto è fuori tema e fortemente sospetto.